Dopo l’ultimo atto incendiario si ripropone la questione della sicurezza
SAN LUCIDO. Ordine pubblico e sicurezza cercansi disperatamente.
Era durante il consiglio comunale del 13 marzo che il sindaco Carlo Borsani affermò che il problema della sicurezza pubblica «non può essere sminuito dedicando ad esso dieci minuti».
Si trattava della risposta da parte della sua maggioranza alla richiesta dell’opposizione di discutere in via ufficiale di quanto era accaduto una settimana prima, nella notte tra il 7 e l’8 marzo, quando ignoti avevano squarciato tre pneumatici dell’automobile di proprietà del consigliere di minoranza Roberto Filippo.
Dinanzi alla proposta del gruppo guidato da Mario Amendola di inserire la discussione in merito tra i lavori dell’assise, la maggioranza aveva preferito impegnarsi per la convocazione di una seduta consiliare ad hoc da tenersi, aveva detto il primo cittadino, «prima di Pasqua», così da dedicare all’argomento un’ampia e approfondita analisi.
Da allora sono trascorsi quasi due mesi ma nessun consiglio è stato riunito all’uopo. O almeno nessuno che preveda una discussione ufficiale sull’ordine e la sicurezza pubblici.
Ed ecco che, a dispetto delle dimenticanze municipali, il problema si ripresenta.
Ieri sono stati i danni ad un privato, oggi quelli ad una ditta che effettua lavori per il comune di San Lucido.
E’ chiaro che l’adozione di misure preventive e all’occorrenza repressive, a protezione di quanti vivono e lavorano sul territorio, non può più essere procrastinata.
In foto: la ruspa al lavoro, pochi giorni prima che venisse data alle fiamme
Il video della ruspa al lavoro
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