Sicurezza pubblica

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Con l’arrivo dell’estate, il lungomare torna a rappresentare uno dei luoghi più frequentati da sanlucidani e villeggianti. Coloro che mal sopportano il caldo cercano qui un po’ di fresco ristoratore; gli anziani ne approfittano per respirare sana aria di mare; i giovani si danno appuntamento davanti ai lidi, che risorgono pian piano in questi giorni. C’è chi, tuttavia, prima di decidere se “scendere” o no al mare guarda l’orologio per capire se, in determinati orari, sia opportuno o meno frequentare la zona. Infatti, nonostante i controlli da parte delle forze dell’ordine, il lungomare viene ritenuto poco sicuro, soprattutto quando cala la notte. Ciò è dovuto soprattutto al fatto che in alcuni tratti manca l’illuminazione pubblica e la segnaletica stradale; stradine e scalinate che portano al mare prive di corrimano completano il quadro. Urgono perciò provvedimenti volti a rendere la zona più sicura, limitando il traffico e la velocità dei veicoli da una parte e rendendo agibili le discese al mare per bambini ed anziani dall’altra. È necessario inoltre abbattere le molte barriere architettoniche che impediscono ai non deambulanti di raggiungere la spiaggia. L’auspicio è che, insieme coi grandi interventi che interessano il lungomare negli ultimi mesi, si attuino anche lavori di minor portata, ugualmente importanti per la pubblica sicurezza.

Maria Francesca Calvano – “Gazzetta del Sud”, 03.07.2010

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Neanche finiamo di dirlo, o meglio di scriverlo, che a San Lucido un’automobile è finita in fiamme quando, ad inchiostro ancora fresco, giunge la notizia di tre pescherecci bruciati.

peschereccio bruciato

Proprio due giorni fa ci eravamo augurati che l’incendio della vettura di un giovane del posto fosse uno spiacevole incidente piuttosto che l’inizio di una nuova stagione dolosa. La notte successiva, più o meno allo stesso orario (l’una), tre pescherecci ormeggiati nel porticciolo di San Lucido sono andati distrutti dalle fiamme. Pare che sia stato dato fuoco ad uno di essi e che l’incendio si sia poi esteso alle barche vicine.

Il peschereccio che è finito nel mirino è quello di Benito Mazza, noto pescatore del luogo nonché ex assessore e consigliere comunale. Uno di quelli che quando c’è da fare battaglia non si tira indietro; che quando c’è da difendere le ragioni dei pescatori (e le ragioni dei pescatori sono quelle di molte famiglie) non si fa pregare per scendere sui binari, per occupare le stanze delle istituzioni o per partecipare ad una manifestazione.

Stavolta però è diverso, perché il suo ruolo in questa vicenda non è quello di protagonista, ma di vittima di un brutto episodio, di un genere di fatto che a San Lucido, purtroppo, non è infrequente.

Secondo il suo racconto, l’orologio segna mezzanotte e quaranta minuti quando i vicini di casa l’avvisano che il peschereccio “Sant’Antonio” va in fiamme. Mazza corre sul posto e trova il natante bruciare in mezzo al porticciolo. I vigili del fuoco fanno fatica a spegnere l’incendio, che distrugge praticamente tutto, con un danno di 100mila euro.

L’unica certezza di Mazza è l’origine dolosa del fatto che, per il resto, non riesce a spiegarsi, «anche perché – dice – personalmente non ho avuto da dire con nessuno, non ho sospetti sul conto di alcuno, né mi sono state fatte richieste di alcun genere».

Nella scorsa primavera, dopo diverse fasi d’allarme, gli incendi e i danni alle auto, ai mezzi da lavoro e anche alle reti da pesca erano diventati pane quotidiano per noi cronisti. Poi, lo dicevamo ieri, sembrava essere tornata la calma. È durata poco.

Ci pare urgente, prima che si sconfini nuovamente nel reato quotidiano, che i controlli da parte delle forze dell’ordine si facciano più pressanti; che, se necessario, venga intensificata l’opera di prevenzione e repressione, come del resto era stato deciso nel summit di giugno tra l’ex sindaco Borsani e il viceprefetto Covato. Ne va della già compromessa sicurezza cittadina.

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SAN LUCIDO. Rissa in Piazza Fiume a San Lucido ieri pomeriggio.

rissa san giovanni san lucidoIn pieno svolgimento della festa patronale in onore di San Giovanni Battista, è scoppiato un diverbio piuttosto acceso tra due commercianti, un sanlucidano e un extracomunitario, a quanto sembra per motivi legati alla sistemazione della bancarella appartenente al secondo.

Nella mattinata di ieri infatti lungo le vie cittadine hanno cominciato a sistemarsi i primi venditori ambulanti, come da tradizione.

Questa volta tuttavia la zuffa ha disturbato il solito tranquillo scorrere della festa paesana.

In foto: i sanitari dell’ospedale di Paola soccorrono l’uomo ferito

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SAN LUCIDO. «Ma quale inconsapevolezza? Il sindaco Borsani sa meglio dell’assessore Bruno a cosa serve l’autovelox».

Il consigliere di maggioranza Giuseppe Cavaliere torna sulla polemica riguardante la finalità dei controlli della velocità sulla strada (sicurezza o cassa?) in base ad una lettera che il primo cittadino inviò al comando di Polizia municipale circa un anno fa, il 31 luglio 2006, per esortare il personale in forze a potenziare il servizio ed evitare così di affidarlo ad una ditta esterna.

Nel documento si legge che Borsani, giudicando in base ai primi dati «la quantità dei risultati ancora insufficiente», aveva ritenuto «necessario dover incentivare il numero di prestazioni».

Domanda Cavaliere: «Se la “quantità dei risultati” è così importante, chi può essere considerato “inconsapevole” delle sue affermazioni? L’assessore Bruno come ha detto il sindaco o il sindaco stesso?».

Leggi sullo stesso argomento:

Stabilizzazioni, replica Bruno – 8 giugno 2007
Autovelox, adesso si parte – 19 maggio 2007
Il “sogno” dell’autovelox – 8 maggio 2007

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Franco Nunziata della Margherita contesta le scelte della maggioranza consiliare

SAN LUCIDO. «Arriva tardi il consiglio comunale aperto sull’ordine pubblico a San Lucido» per il presidente della convenzione comunale della Margherita, Franco Nunziata.

«Peraltro – aggiunge – non su iniziativa della stessa maggioranza, che ha dimostrato nel corso di questo primo anno d’amministrazione scarsa sensibilità sull’argomento, bensì su richiesta della minoranza consiliare».

Questo il motivo alla base dell’assenza della Margherita al dibattito consiliare dell’8 giugno scorso.

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Pareri discordanti sulle matrici degli atti delinquenziali

SAN LUCIDO. Il consiglio comunale che si è riunito ieri a San Lucido ha discusso per quattro ore sulle cause degli ultimi fatti delinquenziali accaduti sul territorio.

Non c’erano Cavaliere, Mazza e Polizza assente giustificato. Per quanto riguarda Cavaliere, egli ha fatto sapere che si sarebbe astenuto dal prender parte al consiglio perché «la lunga attesa prima di convocarlo rivela che a quest’amministrazione non importa del problema».

San Lucido, panorama

E la minoranza non si è discostata granché dal medesimo concetto quando ha sottolineato che l’assise è stata convocata su sua richiesta più che per volontà della maggioranza.

Il dibattito successivo si è sviluppato soprattutto sulla matrice degli ultimi atti delinquenziali, con significativi contributi da parte del pubblico.

Dalla platea Covelli, Provenzano, Gnisci, Colonna e Mele hanno manifestato in linea generale l’importanza del fornire buoni esempi di legalità da parte della classe dirigente e dall’amministrazione innanzitutto.

Sul lato politico, il sindaco Carlo Borsani ha dipinto un quadro cupo della situazione attuale, inserendovi criminalità e uso e spaccio di droghe. La ricetta del governo cittadino consiste nel potenziamento delle forze dell’ordine e nel decentramento del controllo tramite un coordinamento locale.

Per l’opposizione la maggioranza dimostra di essere «insensibile» al problema e tenta di «minimizzare il problema» parlando di semplice bullismo.

In foto: uno scorcio di San Lucido

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Pietro CovelliSAN LUCIDO. «Le certezze che avevo sulla serietà del problema sono confermate ed oggi è accertato ufficialmente da una relazione tecnica dell’Autorità di bacino regionale del servizio di Protezione civile di Cosenza».

Pietro Covelli (Pdci) torna sul problema del dissesto idrogeologico di località Margherita a San Lucido dopo il convegno di marzo per dare notizia del documento tecnico inviato al comune in risposta alla richiesta dell’Utc del 24 aprile.

In foto: Pietro Covelli, segretario del Pdci di San Lucido

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Oggi il vertice sulle tante vicende delittuose a danno di sanlucidani

consiglio comunale SAN LUCIDO. E’ un’assise cruciale quella odierna se si considerano gli eventi che l’hanno preceduta, minando la tranquillità cittadina.

Il nostro giornale, nel tracciare un quadro complessivo, evidenziava a fine maggio come il clima si sia fatto più teso nelle ultime settimane a causa della frequenza con cui ignoti danneggiano gravemente le proprietà altrui.

Alle nostre cronache e alle esigenze espresse dal governo cittadino, lo Stato ha risposto inviando a San Lucido il viceprefetto di Cosenza, accompagnato da carabinieri, polizia e guardia di finanza.

Un primo passo che, unito ai successivi già programmati, dovrebbe sfociare in un piano di sicurezza ad hoc.

Intanto però tocca alla politica.

Il consiglio comunale aperto convocato per oggi alle ore 18 si tiene infatti proprio sul tema dell’ordine pubblico.

La parte sana di San Lucido ha dunque l’opportunità di fare muro.

In foto: i banchi della sala consiliare di San Lucido

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Il primo cittadino convoca la sua amministrazione dinanzi alle Forze dell’ordine

SAN LUCIDO.
San Lucido si organizza contro la criminalità.

Un megasummit si è tenuto ieri tra il viceprefetto di Cosenza Covato, il tenente dei Carabinieri di Paola Amodio, il maresciallo comandante dei Carabinieri di San Lucido Cangeri, l’ispettore della Polizia di Stato di Paola Montagnese e il commissario Bianco, il capitano della Guardia di finanza di Paola e il sindaco di San Lucido, Carlo Borsani.

Argomento dell’importante vertice, la sicurezza pubblica.

A margine del summit, durato circa due ore e svoltosi nell’ufficio municipale del sindaco, il viceprefetto, rispondendo alle nostre domande, ha detto: «Abbiamo parlato di argomenti di carattere generale. Il sindaco ha manifestato esigenze di un maggior controllo del territorio, soprattutto in questo periodo estivo».

Il dottore Covato ha riferito che la messa a punto di misure particolari non è stata argomento specifico dell’incontro, non essendo tale la sede opportuna per farlo.

«Abbiamo recepito le esigenze – ha dichiarato. Adesso valuteremo».

Le motivazioni alla base del summit coincidono, tra le altre cose, con quanto pubblicato nei giorni scorsi registrando gli eventi delinquenziali verificatisi a catena sul territorio di San Lucido: «Ci sono stati degli articoli di stampa tre, quattro giorni fa. Da quelli abbiamo preso spunto ma non c’è niente di particolare, fatta eccezione per quegli episodi riconducibili, per come ha detto il sindaco, all’esigenza che si avverte di un maggior controllo sul territorio».

In foto: il municipio di San Lucido

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SAN LUCIDO. Nell’agenda del sindaco, due gli impegni urgenti. Uno, assolto pochi giorni fa; l’altro non ancora.

Corrispondono a due convocazioni del consiglio comunale promesse da Carlo Borsani: la prima, per la discussione del problema dell’ordine pubblico, è stata fissata per l’8 giugno, mentre della seconda, per la costituzione di una commissione consiliare sull’ex Onpi, ancora non c’è traccia.

Proprio ieri ponevamo in evidenza come, nonostante quest’ultima assise sia stata garantita sei mesi fa dal primo cittadino in base alla sua urgenza, essa non è stata mai convocata e non compare neppure all’ordine del giorno del consiglio comunale prossimo.

Volendo considerare il bicchiere mezzo pieno piuttosto che vuoto, si potrebbe pensare che, se non entrambi, almeno un problema sui due prospettati verrà affrontato.

Andiamo dunque all’appuntamento dell’8 giugno.

“Discussione sull’ordine pubblico, determinazioni e discussione aperta al pubblico con interventi programmati” è il tema dell’assise. Si riunirà alle ore 18,00 in seduta pubblica straordinaria, mentre la seconda convocazione è fissata per giorno 9.

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