Provincia di Cosenza

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di Maria Francesca Calvano

SAN LUCIDO – «Il rischio è evidente, bisogna intervenire»: con queste parole il Presidente della Provincia di Cosenza Mario Oliverio ha salutato stamattina il sindaco Antonio Staffa e il suo entourage, al termine di una visita a sorpresa in municipio. Il presidente s’è recato a San Lucido per verificare lo stato dei fatti dopo i giorni di maltempo che hanno messo in ginocchio la cittadina. Ovunque si registrano situazioni critiche, dovute soprattutto ai danni arrecati dalle piene dei torrenti, che hanno messo e tuttora mettono in pericolo intere zone.

Antonio Staffa e Mario Oliverio

Il sindaco Staffa ha mostrato al presidente Oliverio sulla cartina topografica del paese i punti di maggior rischio, tra cui le località Giardini e Margherita – quest’ultima interessata da un forte dissesto idrogeologico – e contrada San Giovanni, in particolare le sponde del fiume Torbido. «Grossa preoccupazione desta in particolare questa contrada, dove ci sono abitazioni ancora in pericolo», ha fatto presente Staffa, che non ha escluso ulteriori evacuazioni. Situazioni di pericolo si registrano anche alle falde del monte Persano, dove sorge l’antico monastero di Santa Maria. La zona sarebbe a rischio frana: l’eventualità minaccerebbe le abitazioni presenti.

Il presidente Oliverio ha sostenuto la necessità di procedere con una mappatura del territorio, da eseguire anche sorvolando la zona, in modo da ottenere una visione d’insieme che evidenzi le zone di criticità sulle quali intervenire. Il capo dell’Amministrazione provinciale ha inoltre annunciato che segnalerà egli stesso alla Protezione civile il caso sanlucidano perché «constati a fondo la situazione. Purtroppo – ha aggiunto il presidente – c’è un’attenuazione notevole dell’attenzione dello Stato per quanto riguarda le problematiche della difesa del suolo. Bisogna fronteggiare l’emergenza ma nello stesso tempo è necessario lavorare perché l’emergenza stessa non cada nel dimenticatoio».

Oliverio, a colloquio con il sindaco Staffa, il vice Francesco Sgroi, l’assessore ai Lavori pubblici Vittorio Calomeni e il responsabile del settore tecnico Francesco Garritano, s’è informato anche sulle capacità logistiche del Comune. Sgroi ha sottolineato l’insufficienza di mezzi adeguati per far fronte all’emergenza. «La situazione è imprevedibile», ha dichiarato Staffa. «Quel che più preoccupa tutti noi è la sicurezza dei cittadini. Per questo è necessario pesare bene le situazioni di pericolo per evitare danni maggiori. Siamo stati tempestivi – ha aggiunto il sindaco – ma ciò che è accaduto sembra solo un preavviso, dato l’arrivo di una nuova perturbazione nel fine settimana».

L’assessore Calomeni ha annunciato che il Comune presenterà «subito» progetti d’intervento: «La nostra insistenza sarà ossessiva». Il presidente Oliverio ha confermato la propria vicinanza alla cittadina.

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Verrà presentato ufficialmente martedì 22 dicembre alle ore 11.30, presso la sala degli Specchi, nel palazzo della Provincia di Cosenza, in piazza XV Marzo. E’ il calendario realizzato dall’associazione culturale CP Produzioni, impegnata da ormai cinque anni in una profonda opera di valorizzazione e di promozione mediatica dell’intero territorio regionale. Il calendario, giunto alla terza edizione e dedicato al binomio “Sport & Fashion”, è stata prodotto con gli abiti forniti da Ileana Colavitto di Bari, Francesco Mazzuca di Amantea cp cal 2010 calendario cp produzioni daniela fazzolari(CS) e Sante Bozzo di Cosenza, tre giovani e promettenti stilisti le cui creazioni sono state selezionate da una giuria tecnica presieduta da Giacomo Airoldi, direttore di Star Tv, Patrizia Curiale, referente Confartigianato Federazione Moda, e da Anton Giulio Grande, nel corso della Grotta dei Desideri, l’evento di arte, moda e cultura che si tiene annualmente ad Amantea (CS).

I dodici mesi sono stati interpretati da tre giovani modelle: Sonia Polimeni (conduttrice televisiva, modella e finalista a Miss Italia nel 2007), Nicoletta Gattuso (conduttrice televisiva, modella e finalista a Miss Italia 2007) e Fiorella Stoia (modella e finalista a Miss Italia 2008), impegnate nella conduzione di programmi di intrattenimento in onda sulle più importanti reti regionali e nazionali.

Testimonial d’eccezione l’attrice Daniela Fazzolari, la notissima Anita della soap tv Centovetrine, che ha posato per la copertina del calendario, tenendo così a battesimo questi giovani artisti del design, del taglio e del cucito.

Il calendario, realizzato con la preziosa collaborazione di Sante Orrico, ideatore del progetto Moda Movie, si pone l’ambizioso obiettivo di veicolare una immagine della Calabria nuova e dinamica senza dimenticare il fascino e l’incanto del territorio, tanto che le location in cui sono stati ambientati gli scatti racchiudono alcuni tra i più importanti giacimenti turistici della regione, dal mare alle scogliere, dai centri storici alle antiche dimore nobiliari, senza dimenticare la poesia dei paesaggi che incantano il visitatore.

«La realizzazione del calendario – spiegano i coordinatori dell’iniziativa, Ernesto Pastore e Giuseppe Catalano – rappresenta un momento di forte promozione territoriale e culturale. In questo senso abbiamo voluto puntare fortemente sulla continuità, dando fiducia ai tanti collaboratori che ci hanno supportato in questi anni di frenetica attività: dal grafico, Maria Emanuela Sicoli, ai fotografi Pasquale Catanzaro ed Antonio Sollazzo, dal supervisore tecnico Diego Pistocchi ai diversi operatori di camera; oltre a questi professionisti dell’immagine, non possiamo non menzionare Nello Vadacchino, Francesco Orrico e Carmela Longo, acconciatori e truccatori dell’istituto di bellezza Orrico Style di Cosenza, i quali, nei diversi set fotografici, hanno inventato e caratterizzato la bellezza femminile in ogni sua forma».

Fondamentale, inoltre, la collaborazione fornita dal sindaco e dall’assessore al turismo di Belmonte Calabro, Luigi e Sandro Provenzano e dalla Commissione Straordinaria del comune di Amantea. Alla conferenza stampa di presentazione del calendario presenzierà anche il vice presidente dell’amministrazione provinciale di Cosenza, Domenico Bevacqua.

Il calendario verrà distribuito gratuitamente sull’intero territorio nazionale.

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Arriva Oliverio. Il candidato alla presidenza della Provincia di Cosenza per il centrosinistra sarà oggi a Paola e a San Lucido per le ultime battute della campagna elettorale, prima del ballottaggio che deciderà l’elezione del consiglio provinciale di Cosenza. Mario Oliverio, annuncia una nota del Partito democratico sanlucidano, sarà a Paola alle ore 21, dunque raggiungerà la Piazzetta panoramica di San Lucido alle ore 22, dove sarà accolto dalla cittadinanza e dall’Amministrazione comunale intera. Al suo fianco i candidati alla carica di consigliere provinciale del collegio, oliverio.jpg«a dimostrare quanto ciascuno di loro ha creduto, non solo nella propria capacità di contributo all’attività amministrativa della provincia, ma anche e soprattutto nel progetto messo in campo da Oliverio in questi anni di governo condotti con assoluto rigore morale, con dedizione alla risoluzione dei problemi e tensione verso traguardi di crescita della nostra terra».

Per il Pd, «è quindi il momento in cui il popolo di centro-sinistra si stringa attorno al Presidente provinciale che ha saputo con grande competenza e determinazione avviare la provincia di Cosenza verso un cammino nuovo, di rivitalizzazione della politica vera, quella che sa incrociare i bisogni reali del nostro territorio per offrire risposte forti di cambiamento. Il Mezzogiorno e la Calabria, cancellati dall’agenda politica del centro-destra, hanno bisogno di questo cambiamento avviato da Oliverio per avere un rilancio reale che si trasformi di crescita complessiva. E la nostra provincia, la più grande della Calabria, può essere il trampolino di lancio, proprio perché parte avvantaggiato dal buon governo che ha caratterizzato il centro-sinistra. Basterà continuare con la politica ispirata alla trasparenza, alla coerenza coi principi ed i valori promossa in questi anni da Mario Oliverio».

«I nostri territori – continua il Pd – hanno bisogno di attenzione vera, quella che i governi di centro-destra non possono né vogliono garantire perché portatori di quella politica antimeridionalistica che parte dal governo centrale, hanno bisogno di investimenti in tutti i campi, di progetti adeguati e di ampio respiro, di accrescere l’occupabilità. Molto significativo ed apprezzato è stato l’intervento di Oliverio a San Lucido questa estate, dove il Presidente ha voluto e saputo creare tre giornate ispirate a valorizzare il nostro centro storico ed i prodotti tipici della nostra tradizione. È anche questo il segno di una sensibilità allo sviluppo della nostra terra, di cui il voto dei prossimi 21 e 22 giugno non dovranno privarci. Così come dobbiamo riconfermare la sana e buona politica di cui ha dato prova Oliverio, quella della trasparenza, della legalità, dell’equità sociale, quei principi amministrativi di cui abbiamo bisogno come il pane, per recuperare la fiducia dei giovani e della gente e riabilitare l’immagine della nostra terra. È il messaggio che il centrosinistra intero lancia all’elettorato del 21 e 22 giugno, perché riconfermando Oliverio Presidente della Provincia di Cosenza, possiamo garantire un futuro a noi ed ai nostri figli».

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Quella del 15 maggio scorso è stata, dal punto di vista elettorale, una giornata piuttosto impegnativa per i sanlucidani. Presso la sala polifunzionale del comune infatti si sono susseguiti i rappresentanti di due diversi schieramenti, i quali hanno proposto all’elettorato le proprie idee sulle competizioni provinciali del 6 e 7 giugno. Prima il Popolo della libertà, con Domenico de Rosa, Basilio Ferrari, Jole Santelli e Loredana Pastore. Poi la lista di centrosinistra di Mario Oliverio, affiancato da diversi candidati del collegio Paola-San Lucido, tra cui quali Graziano di Natale, Antonella Gioia e Francesco Sgroi.

Ecco le foto:

Popolo sovrano Il De Rosa saluto Pdl al femminile Il De Rosa discorso D'accordo Santelli style Chi sorride acconsente Ferrari-De Rosa Applauso Dimenticavo Mario Oliverio a San Lucido Visti da qui Antonella Gioia Francesco Sgroi Va' pensiero Penultima fila Riflettere Ragionamenti politici Sì, è lui Moltiplica per tre Dialogo

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All’assemblea degli iscritti del Partito democratico aperta alla cittadinanza che s’è tenuta ieri nella sala polifunzionale di San Lucido (nel corso della quale s’è tenuto un dibattito sulle tematiche della scuola) hanno partecipato eccezionalmente anche l’assessore provinciale e responsabile Pd per la scuola Donatella Laudadio e la portavoce del segretario provinciale Franco Bruno, Maria Francesca Corigliano. Con loro al tavolo dei relatori, la segretaria cittadina Floriana Chiappetta, il sindaco Antonio Staffa e l’assessore comunale alla cultura, alla scuola e alle politiche sociali Antonella Gioia.

Ha aperto i lavori proprio la segretaria Floriana Chiappetta che, per prima cosa, ha resa nota ufficialmente la decisione del direttivo del partito sulle candidature alle elezioni provinciali del 6 e 7 giugno prossimi. I vertici del Pd locale hanno individuato nella figura di Antonella Gioia, assessore del comune di San Lucido, colei che correrà per il partito nel collegio Paola-San Lucido per la carica di consigliere nell’amministrazione provinciale di Cosenza. «Il direttivo ha vagliato bene l’importanza di questa campagna elettorale. Abbiamo scelto la persona in questo momento più rappresentativa del partito, una persona che ha validamente espresso le sue capacità politiche e amministrative e che sta svolgendo benissimo il suo ruolo. Ecco perché la nostra scelta è ricaduta sull’assessore Antonella Gioia. È stata una scelta unanime che, se approvata questa sera (ieri sera, ndr) dalla direzione provinciale del partito, rappresenterà per noi una candidatura prestigiosissima, capace di dare vero lustro al nostro paese», ha detto Chiappetta.

Gioia, prendendo la parola, ha ringraziato la segretaria Chiappetta e la direzione «per la fiducia. Metterò tutto il mio impegno per assolvere al meglio questo importante compito. Certo non mi sarei mai aspettata che solo a un anno dal lavoro amministrativo sarei stata chiamata in campo per questo compito – ha detto Gioia. Questo inizialmente mi ha messo paura. Il Pd di San Lucido invece ha voluto candidare me. Metterò grinta e entusiasmo al servizio del partito, per dimostrare che ci siamo, che siamo forti e uniti».

Entrando poi nel vivo del dibattito sulla scuola, Chiappetta ha motivato l’iniziativa sostenendo che «il Pd vuole uscire dall’autoreferenzialità dei partiti tradizionali per essere aperto alla partecipazione di tutta la comunità. Ecco perché questa è un’assemblea pubblica. Abbiamo scelto la tematica della scuola perché molto attuale». La segretaria ha sottolineato l’«importanza dell’istituzione scolastica nell’attuale società della conoscenza» e affermato che con la riforma Gelmini «si torna indietro di quarant’anni, annullando i miglioramenti legislativi che avevano portato la nostra scuola a raggiungere traguardi importanti. È oggi meno garantita la formazione dei nostri ragazzi, perciò dobbiamo tentare di seguire percorsi diversi. Le nostre scuole hanno bisogno di attenzione vera sul piano pedagogico, didattico e strutturale». Chiappetta ha dunque invitato a firmare la petizione che il Pd ha promosso per dire no alla riforma Gelmini. Lo stesso invito è stato formulato subito dopo sia da Donatella Laudadio, sia da Maria Francesca Corigliano.

Prima che le esponenti Pd prendessero la parola, il saluto del sindaco Antonio Staffa, che è un aderente al partito, il quale ha espresso il proprio placet sull’iniziativa: «Siamo contenti che oggi si parli di scuola, grazie alla sensibilità del Pd e dell’assessore Gioia. Quest’amministrazione ha cercato da sempre di valorizzare la sala con diverse iniziative, e questa s’inserisce in pieno nella nostra programmazione, al di là della campagna elettorale alle porte».

Di scuola, ma anche di elezioni, hanno parlato Laudadio e Corigliano. Donatella Laudadio ha ribadito l’importanza del ruolo della scuola nella società, «perché, come diceva Gramsci, la cultura rende liberi. Per questo la scuola dev’essere un servizio rigorosamente pubblico, che dev’essere garantito da un governo che si dica democratico. Non è possibile che l’unico principio sia quello del risparmio e che a scrivere una riforma della scuola sia il ministro dell’economia – ha sostenuto l’assessore provinciale. La cultura non è un bene negoziabile, tuttavia viene mercificata e ridotta a mera considerazione economica. Questa è la visione della scuola di un governo che viene da una concezione neocapitalista e neoliberista per cui tutto è merce, anche la scuola e anche la cultura. Ma la scuola non è un’azienda, ma asseconda processi di formazione in direzione democratica». Laudadio ha inoltre evidenziato le ricadute che i tagli previsti dalla riforma Gelmini avranno infine sulla provincia di Cosenza, con «1650 posti di lavoro in meno» e molte scuole a rischio chiusura, considerato che «125 su 155 comuni della provincia di Cosenza hanno meno di 5mila abitanti». «È in pericolo – ha detto Laudadio – lo stesso diritto allo studio», invitando dunque a firmare la petizione del partito.

Infine, Maria Francesca Corigliano, entrando nel merito della riforma scolastica, «che – ha osservato – non è nemmeno tale, perché non ha riformato nulla, ha solo tagliato posti di lavoro», ha sostenuto, tra le altre cose, che «il ritorno al maestro unico è una follia, e non è vero che gli italiani lo vogliono. Il maestro unico risponde alla precisa volontà di portare l’Italia ad un arretramento culturale di trent’anni. La scuola è il luogo dove la mente si apre, è la fucina dei cervelli, che però nell’Italia di Berlusconi non sono necessari, sono di disturbo». Corigliano ha inoltre evidenziato l’importanza del tempo pieno come «opportunità di democrazia» e proposto la figura del mediatore culturale per i bambini stranieri, rifiutando l’idea delle «classi ghetto» e del «preside spia, ultima trovata della Lega». Dunque l’ultimo invito alla firma della petizione, «per poterla trasformare in proposta di legge e poter dibattere in parlamento sulla scuola. È in pericolo il futuro del Paese».

Il dibattito, aperto al pubblico, è proseguito con gli interventi di Gigi Provenzano, Mario Gnisci e Pina Greco.

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«L’organismo ha finalità positive; sarebbe normale, perciò, che la sua costituzione non fosse oggetto di polemiche strumentali. Sarebbe ora che nel nostro paese si cominciasse a pensare alla sostanza piuttosto che fermarsi alla forma». Così Antonella Gioia replica alle osservazioni che i consiglieri di minoranza Roberto Pizzuti e antonella gioiaLoredana Pastore hanno affidato all’interrogazione del 26 novembre scorso riguardante la costituzione del Comitato per le pari opportunità.

L’assessore alle politiche sociali risponde ai consiglieri del gruppo Direzione San Lucido con una nota del 5 dicembre, inviata per conoscenza anche agli altri rappresentanti dell’opposizione. «Al fine di dare una risposta chiara ed esauriente – si legge nel documento – si precisa che obiettivo di questa Amministrazione è la predisposizione di un Piano di azioni positive, ai sensi della legge 125 del 1991, così come modificata ed integrata dal decreto legislativo 196 del 2000».

Le norme citate sanciscono l’obbligatorietà del Piano di azioni positive e del Comitato di pari opportunità, la cui costituzione è necessaria per ottenere i finanziamenti di cui possono beneficiare le pubbliche amministrazioni. Lo sottolinea la consigliera provinciale di pari opportunità Rosellina Madeo in una lettera inviata al sindaco il primo ottobre scorso: «Le pubbliche amministrazioni che sono ancora sprovviste al loro interno del Comitato di pari opportunità e del Piano triennale di azioni positive non potranno richiedere finanziamenti a valere sulla legge 125/91 stante proprio l’obbligatorietà sancita dalla stessa legge, così come modificata dal D. lgs. 196/2000». Madeo aggiunge inoltre che «l’iter per la costituzione dei Comitati e per la predisposizione dei Piani, che già più volte questo ufficio vi ha invitato a seguire, non è complicato».

Pizzuti e Pastore nella loro interrogazione avevano sostenuto, al contrario, che lo stesso decreto «prevede solo a livello nazionale, regionale e provinciale, e non a livello comunale, la costituzione dei Comitati di Pari opportunità». Tuttavia Madeo aveva fornito, il 18 luglio 2007, istruzioni precise al comune affinché costituisse il Comitato e predisponesse il Piano.

«Questa amministrazione sta seguendo il percorso per arrivare alla predisposizione del Piano», scrive l’assessore Gioia agli esponenti d’opposizione, delineando quindi le tappe così come definite dalla consigliera Madeo. Il Pap «ha lo scopo di rimuovere gli ostacoli che di fatto si frappongono alla parità di trattamento tra uomo e donna nell’ambito lavorativo» e resta in vigore tre anni; il Comitato rimane invece in carica quattro anni.

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Compatibilità dei consiglieri, solidarietà ai popoli oppressi, commissione ambiente, acqua potabile, cimitero, acquisizione delle strade provinciali, regolamento per la disciplina delle attività estrattive. Sono gli argomenti affrontati nel corso del consiglio comunale che si è tenuto a San Lucido il 15 ottobre scorso, per un totale di nove punti all’ordine del giorno. Una seduta fiume lungo la quale si è parlato di questo, e di molto altro. Ma andiamo con ordine.

SI APRE LA SEDUTA. Un applauso di benvenuto al nuovo segretario comunale, nonché direttore generale, Giuseppe Santoro, apre la seduta, che prosegue tuttavia in tutt’altro clima. Infatti, dato avvio ai lavori, via con le richieste e le piccole polemiche che tradizionalmente precedono la trattazione dei punti all’ordine del giorno.

Il round d’inizio si svolge tra i due Roberto dell’opposizione: Pizzuti da una parte e Filippo dall’altra. Il primo, capogruppo di Direzione San Lucido, chiede che in una prossima seduta del consiglio si affronti l’argomento delle stabilizzazioni dei lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità impiegati presso il comune di San Lucido, e degli incarichi loro affidati. Il secondo tiene a sottolineare come il tema sia stato già portato all’attenzione dell’organo consiliare dal gruppo al quale appartiene, Progetto Democratico, guidato da Mario Amendola.

Il secondo round vede sul ring lo stesso Amendola contro Giuseppe Moramarco, presidente del consiglio. Tra i due, sin dal principio della consiliatura, non sono mancati i contrasti. Stavolta Amendola accusa Moramarco di fare quello che gli «fa comodo. Ha messo la seconda convocazione del consiglio di domenica, non sappiamo nulla delle altre commissioni, nulla del Psc (Piano strutturale comunale, ndr)».

Il terzo round vede di nuovo in campo Pizzuti e Filippo, che stavolta fanno fronte comune contro il sindaco Antonio Staffa nel sostenere che l’ordine del giorno del consiglio non poteva essere integrato con cinque nuovi punti «a meno di ventiquattr’ore». Ma Staffa guarda l’orologio e calcola che di ore, dalla notifica della convocazione all’ora dell’adunanza, ne sono trascorse ventiquattro e mezza ed annota che «su nove punti all’ordine del giorno, quattro sono stati inseriti su richiesta della minoranza».

L’APPROVAZIONE DEI VERBALI DELLA SEDUTA PRECEDENTE. Conclusa la fase del riscaldamento, si passa al dibattito vero e proprio. Primo argomento in calendario: l’approvazione dei verbali delle sedute precedenti. Filippo evidenzia come non sia mai stato effettuato questo passaggio per il verbale dell’assise del 25 luglio. Il segretario Santoro liquida il fatto come un probabile errore dell’ufficio, e si passa oltre: all’esame dell’incompatibilità dei consiglieri Armando Mazza, Franco Nesci e Vittorio Calomeni.

LA COMPATIBILITA’ DEI CONSIGLIERI. È Calomeni a prendere per primo la parola per chiarire subito che a suo parere «la causa d’incompatibilità non esiste» ma siccome la somma al quale rinuncerebbe annullando la lite non è poi significativa (ammonterebbe a 1500 euro) e «l’interesse a rimanere consigliere è abbastanza forte», Calomeni s’impegna ad eliminare la causa d’incompatibilità. Del resto la proposta di deliberazione della maggioranza è tesa a dichiararlo definitivamente incompatibile con la carica e a concedergli, secondo legge, dieci giorni di tempo per uscire dall’empasse.

Differente la posizione della maggioranza per quanto riguarda Mazza e Nesci. I documenti da questi presentati rispettivamente il 30 luglio e il primo agosto vengono ritenuti adatti a provare che i due non sono titolari di liti pendenti. Ma l’opposizione non ne è per nulla sicura. Per Amendola «sono stati sforati i termini di legge», visto che «la delibera del consiglio del 25 luglio», con cui è stata contestata la posizione dei tre consiglieri, «è stata notificata il 20 agosto» e «il consiglio doveva essere convocato entro dieci giorni, cioè il 30 agosto», invece ciò è avvenuto «con 45 giorni di ritardo. È regolare?», domanda il capogruppo di Progetto democratico, che conclude: «Tutta la proposta è pasticciata, riteniamo che sia illegittima perciò al momento della votazione ci allontaneremo». Direzione San Lucido invece sceglie l’astensione: «Non siamo soddisfatti della dichiarazione di Mazza perché priva di delucidazioni», sostiene Pizzuti, per il quale «non c’è protocollo nella dichiarazione resa da Mazza – datata primo luglio 2004 – peraltro ininfluente rispetto alla questione, in quanto Mazza non rinuncia alla causa ma agli emolumenti (che potrebbero derivarne, ndr)». «La causa è stata fatta dopo la rinuncia agli emolumenti e Mazza non c’ha rinunciato», aggiunge. Riguardo al documento presentato da Mazza, Amendola rincara la dose: «Chi ci dice che l’ha fatta nel 2004 e non nel 2009?».

Ma per Staffa questo è «un processo alle intenzioni» e «i termini dell’iter non sono perentori». La sua maggioranza vota favorevolmente la proposta. Mazza e Nesci vengono dichiarati compatibili con la carica; Calomeni incompatibile. Quest’ultimo dovrà regolarizzare la sua posizione entro dieci giorni. Se ciò non dovesse avvenire, sarà Giuseppe Cavaliere a prendere il suo posto in consiglio comunale.

LA SOLIDARIETA’ AI POPOLI OPPRESSI. Fila liscia la discussione, e non potrebbe essere altrimenti, sulla solidarietà ai popoli oppressi dai regimi dittatoriali. L’argomento è stato proposto da Progetto democratico, ritenendo che il consiglio non dovesse manifestare vicinanza soltanto al popolo tibetano, come fatto precedentemente.

LO STATUTO DELLA COMMISSIONE AMBIENTE. Relaziona il consigliere con delega al ramo Albino Sessa. «È il primo dei tanti statuti di commissione che si approveranno», annuncia. Si levano le proteste dai banchi dell’opposizione: «Questo statuto non è il frutto del lavoro di tutto il consiglio comunale, ma solo della maggioranza», sostiene Filippo. «Dello statuto si è già parlato con Amendola e Pizzuti ma non sono state fatte osservazioni», ribatte Sessa. «Non abbiamo fatto osservazioni perché ci sono cose più importanti di questa, come la commissione urbanistica, al personale, alla trasparenza, ai lavori pubblici», risponde Amendola. Così il dibattito si conclude col voto favorevole dell’intero consiglio e l’astensione dal voto di Progetto democratico. «Non lo votiamo perché riteniamo questo statuto modesto», dichiara Filippo; «lo potevi integrare quand’era il momento», ribatte Staffa.

La discussione sull’acqua potabile e quella sul cimitero non prevedono una votazione, ma non per questo il dibattito è meno acceso. Sia per l’uno, sia per l’altro argomento la maggioranza di Antonio Staffa si affida al parere dei tecnici.

IL DIBATTITO SULL’ACQUA POTABILE. Riguardo all’acqua potabile, Staffa rassicura gli abitanti di località Pollella, allarmati dai risultati delle analisi effettuate dall’Arpacal il 27 agosto scorso sull’acqua della vasca di raccoglimento che rifornisce la zona, notificati al comune di San Lucido il 25 settembre, con cui l’Agenzia chiedeva al sindaco di emettere un’ordinanza di non potabilità dell’acqua, che venne emessa lo stesso giorno. L’8 ottobre la Biochem ripete le analisi nelle località Cerasuolo, Acqualeone, Varco, Deuda, in Piazza Fiume e presso il serbatoio centrale. Da esse risulta che i valori sono nella norma. S’ipotizza che il problema sia sorto per circostanze momentanee (leggi scarsità d’acqua nel mese di agosto) o dovuto a prelievi errati. Staffa quindi dichiara che «si è tornati alla normalità», ma che chiederà «una relazione più dettagliata sulla zona di Pollella».

IL DIBATTITO SUL CIMITERO. Per quanto concerne invece il cimitero, sull’argomento gli ex sindaci Amendola, Pizzuti e il primo cittadino attuale Staffa si contendono i meriti. Tutto comincia quando l’assessore ai lavori pubblici Francesco Calvano sostiene che le condizioni del camposanto non erano delle migliori quando l’amministrazione s’è insediata, nel maggio scorso, e che perciò le responsabilità del degrado sarebbero piuttosto da ricondurre a chi avrebbe dovuto occuparsene in precedenza. Non bisogna attendere granché la replica di Pizzuti, sindaco e poi vicesindaco negli ultimi sette anni: «Non è vero che dal 2000 al 2006 non è stato fatto niente. Chi ricorda com’era il cimitero nel 1999 lo sa». E chi dice anni ‘90 dice Mario Amendola, all’epoca primo cittadino, che ribatte: «Le mie amministrazioni hanno ristrutturato il cimitero tre volte». Ma Staffa non è tipo da mandarle a dire: «Lei ha ristrutturato il cimitero tre volte in dieci anni – afferma rivolgendosi ad Amendola – io spero di farlo una volta sola in un anno». Già qualche minuto prima Staffa non aveva risparmiato staffilate agli avversari politici: «Quest’amministrazione, in carica da sei mesi, ha fatto scelte di natura economica tese a privilegiare il cimitero, dimostrando grande sensibilità nei confronti dei defunti. È paradossale leggere sul giornale che la disattenzione è nostra quando lor signori siedono in consiglio da una vita. Chi ha delle responsabilità forse è meglio che taccia», aveva affermato.

L’ACQUISIZIONE DELLE STRADE PROVINCIALI. Quando l’amministrazione Borsani, il 24 novembre 2006, aveva portato in consiglio la proposta di acquisire il territorio provinciale al patrimonio comunale, l’assise aveva dato sostanzialmente il proprio assenso, a patto che fosse la Provincia ad occuparsi della manutenzione ordinaria e straordinaria delle strade. Il comune, in tal modo, avrebbe solo tratto guadagni dall’operazione, scrollandosi di dosso le spese che sarebbero dovute rimanere appannaggio della Provincia. Ma l’ente sovracomunale, interessato a ridurle le spese e non ad accollarsele senza ottenerne benefici, non ha accettato, proponendo al municipio una controfferta: della manutenzione si occupi il comune, dietro contributo di 100mila euro. «Questa cifra è niente rispetto ai costi», sostiene Filippo. «Abbiamo molte perplessità perché non siamo nelle condizioni di accollarci le spese di una strada lunghissima (sono 6 km in tutto, ndr). Facciamo un acquisto a perdere», aggiunge Amendola. Entrambi, per la terza volta, al momento delle alzate di mano, si asterranno dalla votazione. Il resto del consiglio voterà invece a favore, ma facendo sapere alla Provincia che l’acquisizione avverrà a condizione che «le strade siano consegnate in buono stato di manutenzione». Dunque le vie che oggi ricadono sotto la responsabilità provinciale (tratto di strada San Lucido – Falconara Albanese, dal piazzale della stazione in località Marina fino a località Croci in prossimità della galleria sulla Ss18; tratto di strada dal confine con il comune di Paola in località Deuda fino al bivio sud sulla Ss18) dovrebbero divenire a breve di proprietà del comune, a meno che la Provincia non accetti le condizioni del consiglio comunale.

L’APPROVAZIONE DEL REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLE ATTIVITA’ ESTRATTIVE E DI CAVA. «Vogliamo regolarizzare una materia che in tanti anni non è stata affrontata»: è l’intenzione dichiarata da Albino Sessa, consigliere con delega all’ambiente, presentando al consiglio l’ultimo punto all’ordine del giorno. Sessa sottolinea a più riprese che il regolamento proposto «non interferisce con le competenze degli altri enti» e che lo stesso rappresenta «un passo storico per San Lucido» perché consente di «far progredire gli operatori del settore». Il documento fissa i costi delle attività estrattive sul territorio sotto forma di «compensazioni dei disagi dovuti» alle stesse attività. Sessa parla di «danno ambientale» riportato da simili operazioni, ma il sindaco Staffa preferisce poi sostituire l’espressione con «depauperamento del patrimonio ambientale». Viene rivista anche l’entità del contributo: da 20mila a 12mila euro annui. Le ditte che già esercitano l’attività sul territorio sono tenute ad adeguarsi alle nuove normative entro sei mesi dalla notifica del regolamento. Dall’opposizione, Amendola esprime «molte perplessità. Non so – ha detto – se il consiglio è abilitato a far pagare questo contributo, per cui il mio gruppo si astiene». È la quarta astensione. «Chi stabilisce i prezzi? Il consiglio non può imporli», sostiene Amendola. Filippo aggiunge che il regolamento «potrebbe essere fonte di contenzioso col privato». Pizzuti, da parte sua, decide di astenersi «per eccesso di spesa dei gestori»; Pastore esprime voto contrario per «illegittimità» della decisione.

Staffa rispone alle «perplessità» della minoranza affermando che sarebbe stata l’occasione per il consiglio per «fare gli interessi dell’Ente». All’interno della sua maggioranza, Renato Filippo si astiene dalla votazione perché esisterebbe «una fidejussione di 50mila euro» stipulata dalle ditte «per il ripristino dello stato dei luoghi».
Sul punto si raggiunge il picco delle astensioni (Amendola e Roberto Filippo, Pizzuti e Renato Filippo), ma la maggioranza si esprime a favore. Chiosa Staffa: «È il caso di dire che oggi è stata posta la prima pietra».

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verbicaro cos’i nott locandina

Stasera a Verbicaro, in Corso Umberto, si tiene la seconda edizione della manifestazione musicale “Cos’i nott”, organizzata dalla Pro Loco cittadina col patrocinio del comune, della Provincia di Cosenza e della Regione Calabria. Si inizia alle ore 21.30 con l’esibizione dei Lingatere, dedicata a taranta e pizzica; si prosegue con i Skarlat alle 23.30: la loro musica segue invece i ritmi ska e reggae. Ma “Cos’i nott” non è soltanto note: per le vie di Verbicaro ci saranno artisti di strada, espositori di prodotti tipici, mostre fotografiche e artigianato. Prenderà parte inoltre alla manifestazione l’associazione Aurora Verbicaro con le sue lavorazioni al telaio.

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«I problemi dei centri storici non si risolvono portando turisti e residenti a degustare prodotti tipici locali o a visitare esposizioni d’artigianato calabrese per soli tre giorni all’anno»: è quanto afferma l’ex consigliere provinciale Franco Nunziata franco nunziatain riferimento alla rassegna “San Lucido in centro” che si è tenuta nella cittadina dal 5 al 7 agosto, organizzata dalla Provincia di Cosenza in collaborazione col comune e la Pro Loco.

Nunziata esprime «soddisfazione per la buona riuscita» della manifestazione e attribuisce «il merito di aver curato ogni particolare dell’evento» all’associazione turistica; nel contempo sostiene tuttavia che «non è così che si può valorizzare, così come semplicisticamente afferma il sindaco Antonio Staffa, la cultura e la storia locale dei centri storici: le amministrazioni, provinciale e comunale – dichiara – devono essere capaci di creare non occasionali e propagandistici momenti di conoscenza delle tradizioni locali, bensì seri progetti di crescita creando occasioni di sviluppo e di lavoro per i giovani che durino per l’intero anno solare e non solo per qualche giorno d’estate».

Da qui l’«invito alle amministrazioni locali ad andare oltre le inutili sagre paesane e le abbuffate turistiche, basta con i convenevoli elettorali, le notti magiche o le degustazioni di una serata, o anche tre, le cui luci ed i colori e suoni poi si spengono per il resto dell’anno. Pensiamo invece – auspica Nunziata – ad un centro storico che viva per 365 giorni, che diventi un punto d’eccellenza diversificato e non ripetitivo, e che soprattutto sappia creare possibilità di lavoro e di guadagno per i tanti giovani disoccupati di questo paese, come avevo previsto nel mio programma elettorale».

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Il volo di cento palloncini ha chiuso la tre giorni “San Lucido in centro, con retrogusto alla mandorla”, tappa locale della rassegna Profumi e sapori del Tirreno cosentino a cura dell’assessorato alle attività produttive della Provincia di Cosenza, organizzata dall’amministrazione comunale e dalla Pro Loco cittadina e svoltasi dal 5 al 7 agosto. La kermesse, tenuta a battesimo dallo stesso presidente della Provincia, Mario Oliverio, e dal vice Domenico Bevacqua, e ricca di appuntamenti, è riuscita a richiamare a San Lucido moltissime persone, attirate tanto dall’ampia esposizione di oggetti artigianali dei più vari generi, dai gioielli ai cestini in vimini, quanto dal rinomato gelato alla mandorla, offerto gratuitamente ai visitatori.

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Tutte le piazze e le viuzze del centro storico, cuore della manifestazione, per tre giorni si sono trasformate in tavolozze di colori, tra coperte e arazzi affacciati da finestre e balconi, angoli fantasiosamente addobbati, antichi abiti sgargianti, presepi realizzati a mano e bottiglie dipinte d’azzurro mare.

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Varia l’offerta: serate di musica folk, coi Taranta Terapy e I briganti della Sila; spettacoli rock, con la cover band di Vasco Rossi, gli Etilico 69; cenacoli culturali, con la presentazione del nuovo libro di don Raimondo Verduci, “Il credo di un biologo. Jean Rostand”; intrattenimento per bambini, con il Teatro dei burattini del Centre Mode Culture et Tourisme di Pina Gioia, e il concorso di disegno organizzato dalla Volley San Lucido; storia e memoria, con la mostra fotografica della Pro Loco e i lavori e i documenti di Franco Petrungaro.

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Presentazione del nuovo libro di don Raimondo Verduci, Il credo di un biologo. Jean Rostand. Certezze e dubbi

» Don Raimondo Verduci

» Antonio Staffa

» Don Pietro De Luca

Il Teatro dei burattini del Centre Mode Culture et Tourisme

Etilico 69 in concerto

» Un senso – Vasco Rossi

» Siamo soli – Vasco Rossi

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