Procura di Paola

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Prosegue l’inchiesta penale sulla tomba scomparsa

SAN LUCIDO. Secondo le carte, è lui. Le spoglie di Carmine Esposito, irrintracciabili ufficialmente dal 4 giugno, sarebbero proprio quelle conservate in un vecchio loculo del cimitero cittadino.

E’ così che a distanza di un mese dall’apertura delle indagini da parte della Procura di Paola, condotte dal pm Antonella Lauri, potrebbe chiudersi un caso che ha fatto scalpore.

Infatti gli accertamenti dei carabinieri di San Lucido e le linee seguite dai legali delle parti avrebbero consentito di raccogliere dati sufficienti da poter ritenere che i resti di Esposito siano da identificare con quelli contenuti in un loculo situato nella zona vecchia del cimitero.

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Esponenti di giunta avrebbero usato i telefoni per scopi personali

SAN LUCIDO.
Con gli amministratori, sono stati dimissionati pure i loro telefoni cellulari. Di nuovo chiusi nelle scatole originali, i terminali sono tornati da mamma Wind subito dopo che l’ex sindaco Carlo Borsani ha ufficialmente consegnato il Comune nelle mani del commissario prefettizio Carlo Ponte.

nokia e61Se gli amministratori di maggioranza uscenti si sono trattenuti ancora un po’ per un’ultima, ufficiosa riunione municipale, i telefonini sono presto migrati altrove.

Su quelle costose scatolette parlanti di plastica buona si sono concentrate da subito molte polemiche, in particolare da quando è sorto l’atroce dilemma: si tratta di un comodato senza spese oppure di un acquisto salato?

A questo punto ci si domanda se mai il mistero troverà una risposta certa. Forse sì, visto che la Procura della Repubblica di Paola indaga tra le altre cose anche su quei telefonini.

Dal decreto di perquisizione locale e personale del 27 giugno 2007 dei pm Eugenio Facciolla e Stefano Berni Canani, posto in essere il giorno 29 successivo; punto numero 10: «Acquisto, utilizzo e spese relativi ai telefoni cellulari in carico al Comune di San Lucido impiegati per fini personali».

Questa una tra le sedici contestazioni di reato elencate nel documento. I magistrati dunque indagano anche sulle utenze telefoniche, dalla fase di «acquisto» (che forse è un affitto) alle modalità di utilizzo fino ai costi delle chiamate, effettuate, secondo la Procura, «per fini personali».

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Tutto sui telefonini comunali!

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Gli atti d’accusa che pendono sul capo degli esponenti di maggioranza

SAN LUCIDO. Oltre il blitz c’è un lavoro quotidiano di raccolta d’informazioni e fascicoli per l’Arma dei carabinieri. I filoni d’inchiesta intrapresi sono moltissimi e vanno ad associarsi alle indagini già aperte su questioni diverse.

Municipio di San LucidoInnanzitutto però le perquisizioni di venerdì. In base a fogli e file sequestrati, le autorità indagano in questi giorni su numerosi aspetti amministrativi.

Eccone alcuni, estratti dal decreto di perquisizione disposto dalla Procura della Repubblica di Paola tramite i pm Facciolla e Berni Canani.

Si va:

- dalle «“sanatorie” da parte dell’amministrazione comunale di opere edilizie da anni accertate come illecite e abusive ma mai demolite» allo «“sblocco” di situazioni di inedificabilità di intere aree del territorio comunale interessate, anni addietro, da movimenti franosi (Granoriso e Pollella)»;

- dalla «nomina “pilotata” dell’arch. Santo Garofalo, tecnico già “vicino” e di provata affidabilità e disponibilità, a responsabile dell’Ufficio tecnico attraverso la predisposizione di un bando apposito ed in modo predeterminato» alla «continuazione dei lavori di recupero e ristrutturazione dell’ex Onpi con metodiche illecite e tali da depauperare gli ingenti finanziamenti a suo tempo erogati dalla Regione Calabria, con arricchimento indebito della ditta aggiudicatrice dell’appalto e verosimile locupletatio da parte degli amministratori stessi» fino all’esecuzione dei lavori «in assenza delle polizze assicurative obbligatorie»;

- dall’«individuazione di interventi urgenti invero finalizzati a “recuperare” danaro dalle casse comunali per fini personali» ai «falsi reiterati su delibere di giunta comunale»;

- dall’«allontanamento degli amministratori dissenzienti, sino al punto da fare sottoscrivere ai componenti la maggioranza un “atto di impegno” a non dissentire, a pena di finire come “Cavaliere”, per l’appunto il consigliere-assessore defenestrato» alla «distrazione di finanziamenti della Regione Calabria vincolati ad interventi nelle zone interessate da dissesto idrogeologico su terreni diversi sui quali insistono interessi privati degli amministratori di maggioranza» e altro: ci torneremo.

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Prima dodici avvisi di garanzia, poi altri nove

SAN LUCIDO.
A San Lucido non si smette di parlare del blitz dell’Arma dei carabinieri scattato nelle prime ore del mattino del 29 giugno scorso.

Blitz carabinieri San LucidoQuesto ed altri avvenimenti hanno profondamente scosso infatti la cittadina tirrenica, non già immune da turbamenti: appena il giorno prima delle perquisizioni a carico di amministratori e professionisti, avevano fatto il giro del paese altri avvisi di garanzia.

La Procura della Repubblica di Paola indaga a tappeto sulla vicina realtà sanlucidana almeno su due fronti: da un lato le indagini del pm Domenico Fiordalisi, dall’altro quelle dei colleghi Eugenio Facciolla e Stefano Berni Canani.

S’ipotizzano, in quest’ultimo caso, reati come estorsione, associazione a delinquere, falso materiale e ideologico in atto pubblico, abuso d’ufficio, peculato.

Le informazioni di garanzia e, in nove casi, le perquisizioni hanno squarciato come lampi il cielo già nero di San Lucido, quando ancora batteva il temporale Consiglio di Stato.

In foto: i carabinieri presso il municipio di San Lucido, lo scorso 29 giugno [clicca qui per ingrandire]

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Presunti affari illeciti in Comune, blitz dell’Arma

SAN LUCIDO. Ieri, ore 7 del mattino. A San Lucido i carabinieri bussano alla porta di nove persone per acquisire materiale probatorio nell’ambito di indagini volte ad accertare responsabilità su reati che vanno dall’estorsione al peculato, dall’abuso d’ufficio al falso materiale e ideologico in atto pubblico al concorso in tali reati fino all’associazione per delinquere.

San Lucido blitz carabinieriQueste infatti le disposizioni della Procura della Repubblica di Paola, che ha emesso lo scorso 27 giugno un decreto di perquisizione locale e personale a carico di nove persone firmato dai pm Eugenio Facciolla e Stefano Berni Canani.

I militari dell’Arma dunque suonano al campanello del sindaco Carlo Borsani, del vice Roberto Pizzuti, degli assessori comunali Maria Rosaria Losso e Loredana Pastore, dei consiglieri Benito Mazza e Libero Polizza, e di uno dei due responsabili dell’ufficio tecnico comunale, Santo Garofalo; ma anche di Antonello Provenzano e Rosario Sessa.

Per il «fondato motivo» di ritenere di poter rinvenire gli atti originali relativi a una lunga serie di vicende, vengono perquisiti appartamenti e locali annessi, uffici e studi, eventuali veicoli di proprietà o in uso e le stesse persone iscritte nel registro degli indagati e naturalmente la sede municipale.

Cartelle piene di documenti, computer fissi e portatili, supporti informatici dai cd alle pendrive, agende telefoniche e dispositivi in grado di contenere informazioni sono posti sotto sequestro dai carabinieri.

In foto: i carabinieri presidiano le entrate al municipio [clicca qui per ingrandire]

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Pizzuti: «Tutto questo finirà in una bolla di sapone»

SAN LUCIDO. San Lucido ieri mattina si è svegliata blindata come mai. Mentre a casa di amministratori e professionisti i carabinieri sequestrano fascicoli e computer, fuori i paesani aprono gli occhi su una giornata che solo chi non c’era non potrà ricordare.

San Lucido blitz carabinieriCarabinieri in piazza, dentro e fuori il municipio, pattuglie e camionette ovunque si voltino gli occhi. Va bene che San Lucido non potrebbe essere più sicura di così, ma perché tanto spiegamento di forze?

Se lo domandano i cittadini: ancor vivo è il dibattito sulle sorti dell’amministrazione appena delegittimata dal Consiglio di Stato che già si pone prepotentemente un nuovo argomento non meno importante su cui discutere.

Le voci si rincorrono veloci tra la gente che si affolla soprattutto intorno al municipio, quando oramai sono le ore 8 e molti carabinieri sono attenti e appostati alle entrate del palazzo.

C’è il tenente Salvatore Amodio del Comando di Paola che subito chiarisce il motivo del presidio. Nove persone (e dodici siti) sono stati perquisiti tra amministratori e professionisti su disposizione della Procura.

Impressiona sentir di reati (ipotizzati) come estorsione, peculato, abuso d’ufficio, falso in atto pubblico, associazione a delinquere in un paese piccolo così che non t’immagini neanche s’arrivi mai a parlarne.

Certo è che per la maggioranza uscente, prima dello scioglimento ufficiale del consiglio, è un ultimo giorno in municipio difficile da dimenticare. Tuttavia si mostrano sereni Carlo Borsani, Roberto Pizzuti, Maria Rosaria Losso, Loredana Pastore, Nicola Montagnese e Rosario Frangella (che con Leverino Bruno sono rimasti fuori dal tornado), Benito Mazza e Libero Polizza che incrociamo in municipio.

In foto: i carabinieri portano via un computer dal palazzo municipale
[clicca qui per ingrandire]

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SAN LUCIDO. Stamattina nel centro tirrenico sono stati perquisiti case e locali di amministratori, tecnici e professionisti. I Carabinieri di tutta la provincia di Cosenza hanno eseguito le disposizioni della Procura della Repubblica di Paola.

aggiornamentoAggiornamento: le perquisizioni hanno riguardato 9 persone e 12 tra case, uffici e locali.

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Marocchino preso a bastonate durante la fiera di S. Giovanni

SAN LUCIDO. Due giovani di San Lucido sono stati tratti in arresto dai carabinieri per rissa e lesioni aggravate.

Si tratta di Marco Abate e Andrea Chianello, trentenni, entrambi del posto, che si trovano ora in stato di fermo per aver malmenato un extracomunitario, venditore ambulante, di nazionalità marocchina. A quanto pare l’uomo, che è rimasto ferito, sarebbe stato aggredito con un bastone.

Il fatto è accaduto nella tarda serata del 23 giugno. I militari dell’Arma che erano di pattuglia, allertati, sono intervenuti subito cogliendo i due sul fatto.

Abate e Chianello sono stati immediatamente identificati e sono tuttora in corso le indagini per l’individuazione di eventuali coautori. Il pm Eugenio Facciola del Tribunale di Paola ne ha dunque disposto la traduzione in carcere, e attualmente i due sono detenuti presso la casa circondariale di Paola.

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Il rumeno di 30 anni protagonista di un atto incendiario il 17 maggio

auto bruciata san lucidoSAN LUCIDO. E’ stato condannato ieri dal Tribunale di Paola l’uomo fermato con l’accusa di aver dato alle fiamme un’automobile a San Lucido lo scorso 17 maggio.

La pena inflitta è di quattro mesi di detenzione più risarcimento danni.

Il rumeno T.V., di trent’anni, era stato tratto in arresto dai carabinieri in flagranza di reato. A lui infatti è stata subito addebitata la responsabilità dell’incendio appiccato ad un’automobile, una Hyundai Coupè di colore blu, di proprietà di un impiegato cosentino in soggiorno presso la sua residenza sanlucidana.

I carabinieri, impegnati in attività di controllo mirato del territorio, al loro arrivo sul posto del delitto avevano infatti sorpreso l’uomo a pochi metri dalla vettura ormai distrutta dalle fiamme.

In foto: l’auto bruciata il 17 maggio a San Lucido

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