Pesca

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La Guardia Costiera di Cetraro, coordinata dal comandante Giuseppe Turiano, ha sequestrato ieri presso il porto di San Lucido una rete da posta derivante di tipo “ferrettara” a bordo di un peschereccio iscritto nei registri di Bagnara Calabra. Il personale militare dipendente e gli uomini della Delegazione di spiaggia di San Lucido hanno effettuato controlli su alcuni pescherecci e, nel corso dell’operazione, a bordo di uno dei natanti regolarmente titolare di licenza da pesca con rete ferrettara, la Guardia costiera ha riscontrato la presenza di un quantitativo di rete superiore a quella consentita dalla legge. Com’è noto, infatti, il Ministero delle Politiche agricole e forestali ha stabilito che la rete “ferrettara” deve avere una lunghezza massima di 2mila500 metri ed una larghezza della maglia di 180 millimetri. In più il loro impiego dev’essere limitato entro le dieci miglia dalla costa. Verificate le circostanze, si è proceduto a sbarcare la rete, composta da due pezze, una di 2mila500 metri e l’altra di 380. La parte eccedente è stata posta sotto sequestro ai sensi di legge, essendone vietata anche la sola detenzione, ed è ora custodita presso la Delegazione di spiaggia sanlucidana. Al pescatore è stata comminata una sanzione di 2mila euro. L’attività dell’Ufficio circondariale marittimo di Cetraro rientra nel piano dei monitoraggi del territorio voluti dal Centro controllo area pesca della Direzione marittima di Reggio Calabria e disposti dalla Capitaneria di porto di Vibo Valentia, al fine di prevenire l’eventuale utilizzo di reti illegali. L’operazione si colloca nella più ampia attività di tutela dell’ambiente e della fauna marina che il corpo delle Capitanerie conduce lungo tutto il litorale italiano.

Maria Francesca Calvano
“Gazzetta del Sud”, 14.07.2010

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«Il ministro Galan ha dato un assenso di massima su tutta l’impostazione e questo per il momento ci soddisfa». Così dichiara Katia Stancato, vicepresidente nazionale di Federcoopesca e presidente di Confcooperative Calabria, a margine dell’incontro con il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali tenutosi il 9 giugno a Roma. Un appuntamento che attendevano i pescatori di tutta la Calabria, dopo le aspre proteste d’inizio mese contro le nuove disposizioni europee sulla pesca. La speranza era quella di ottenere da Galan le risposte desiderate.

«L’intero comparto – sostiene Stancato – si trova di fronte ad una vera e propria emergenza che rischia di avere, soprattutto in Calabria, contraccolpi socio-economici ed occupazionali devastanti. La normativa europea impone il rispetto di regole che gran parte degli operatori ha sottovalutato». Non i calabresi. Prima che al Governo, le maggiori marinerie della regione, tra cui anche quella sanlucidana, si erano rivolte all’assessore regionale Trematerra. Sotto i balconi catanzaresi avevano urlato il loro “no” alle norme fissate dal Regolamento Mediterraneo, ritenuto penalizzante per il comparto.

La Federcoopesca ha proposto al Governo la concessione di deroghe e la predisposizione di sostegni economici, incassando l’assenso di massima da parte del ministro. «L’attenzione rimane naturalmente molto alta. Vigileremo – assicura Stancato – sull’effettiva e tempestiva attuazione delle proposte accordate».

Maria Francesca Calvano – “Gazzetta del Sud”, 13.06.2010

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Sindaci e pescatori alla Regione Calabria per protestare. Una rappresentanza del Comune parteciperà oggi all’incontro presso la Regione Calabria tra l’assessore all’Agricoltura, Michele Trematerra, i sindaci e le maggiori marinerie. Porteranno la voce di San Lucido il sindaco Antonio Staffa ed il presidente della cooperativa di pesca “San Giovanni Battista”, Libero Polizza. Con loro la presidente regionale della Federcoopesca, Katia Stancato.

All’assessore Trematerra i pescatori di tutta la Calabria chiedono supporto presso il Governo italiano e la Commissione Europea nella protesta contro il Regolamento Mediterraneo entrato in vigore il primo giugno, che ha fissato nuove norme per l’esercizio della pesca nel mare nostrum. Ritenendo tali regole fortemente penalizzanti sotto il profilo economico tanto per la piccola quanto per la media pesca, le marinerie di tutta la regione e di molte parti d’Italia hanno deciso d’incrociare le braccia, avviando così uno sciopero che proseguirà ad oltranza, fino a quando le loro richieste non saranno ascoltate. Un risultato che i pescatori di San Lucido, così come quelli di Cetraro, Bagnara Calabra, Crotone e Corigliano – che, come molte altre, parteciperanno al vertice – sperano di ottenere oggi dall’assessore Trematerra.

«La nostra è una regione diversa dalle altre, una realtà che necessita di attenzioni particolari per quanto riguarda la pesca», sostiene il sanlucidano Libero Polizza.

Pubblicato su “Gazzetta del Sud” il 04.06.2010

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Bloccata ogni attività di pesca per protesta. La marineria sanlucidana aderisce in massa alla sollevazione che coinvolge i pescatori di molte città d’Italia contro le nuove regole per la pesca nel Mediterraneo fissate dalla Commissione Europea. In segno di protesta ogni attività è stata interrotta, perciò le imbarcazioni ancorate nel porticciolo vi resteranno fino a quando le richieste della categoria non saranno ascoltate.
porticciolo san lucido

Lo sciopero ha avuto inizio in concomitanza con l’entrata in vigore del Regolamento Mediterraneo con cui la Commissione Europea ha stabilito nuove norme per l’esercizio della pesca nel mare nostrum, che però non piacciono ai pescatori. «Siamo uniti come non mai nel portare avanti la nostra protesta, che è spontanea e svincolata da sindacati e federazioni», afferma Libero Polizza, presidente della cooperativa di pesca “San Giovanni Battista”. «Il decreto europeo di fatto blocca la pesca perché le toglie il futuro. Le nuove norme ci impediscono di lavorare, penalizzando pescherecci grandi e piccoli».

La marineria sciopererà ad oltranza ma pacificamente, senza escludere però «iniziative forti», sottolinea Polizza. La richiesta è che si apra un tavolo delle trattative tra i rappresentanti del settore, il Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali e la Commissione Europea, e che la Regione Calabria si faccia portavoce, nella vertenza, delle ragioni dei pescatori.

Pubblicato su “Gazzetta del Sud” il 02.06.2010

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squalo fiumefreddo bruzio

Pare sia uno squalo capopiatto, detto anche pesce vacca, quello rimasto intrappolato ieri nelle reti di un peschereccio nelle acque di Fiumefreddo Bruzio, a quindici chilometri dalla costa. Il grosso pesce, secondo l’equipaggio del peso di sette quintali e lungo sei metri, intorno alle ore undici di ieri mattina è finito nella rete del peschereccio “Turchese”, di proprietà del sanlucidano Libero Polizza, in quel momento a bordo del natante insieme con due persone. Si tratterebbe di uno squalo capopiatto femmina, tra l’altro in attesa dei cuccioli: nel suo ventre sono state ritrovate circa cinquanta uova. Le femmine della specie, dal nome scientifico Hexanchus griseus della famiglia Hexanchidae, sono infatti ovovivipare e possono dare alla luce da 22 a 108 piccoli. La pesca ha destato moltissima curiosità nella cittadina di San Lucido: nel suo porticciolo il peschereccio ha fatto ritorno, in compagnia dell’inconsueto ospite.

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Bussando al numero civico 19 del lungomare sud, presto i sanlucidani vedranno un marinaio aprir loro la porta. O meglio: rivedranno. Perché quella della delegazione spiaggia a San Lucido, più che un’apertura, è una riapertura. I locali presso i quali risorgerà la sede dei marinai, già presente in passato nella cittadina, sono di proprietà di un privato, l’unico che ha risposto all’avviso pubblico con cui, tempo fa, il comune aveva invitato i cittadini proprietari di un immobile avente determinati requisiti a manifestare il proprio interesse alla locazione dei locali. sanlucidoGli uffici del municipio, insieme con i militari della Marina, avrebbero quindi preso in considerazione l’offerta e valutato se fosse o meno adeguata rispetto alla destinazione d’uso prevista. E considerato che il solo immobile ad essersi candidato a svolgere l’importante funzione è stato quello al numero 19 del lungomare sud, non c’è stato certo imbarazzo nella scelta.

Le autorità militari, secondo quanto si legge nella delibera numero 22 del 6 giugno con cui la giunta di Antonio Staffa ha deciso la riattivazione della delegazione e ratificato il fitto dei locali per 10mila euro annui, hanno effettuato un sopralluogo presso l’immobile e l’hanno ritenuto di loro «gradimento». Esso ospiterà perciò la delegazione spiaggia di San Lucido.

Il comandante dell’Ufficio marittimo di Cetraro, Sergio Mingrone, aveva d’altronde segnalato al municipio i «disagi legati all’assenza di un ufficio marittimo sul posto, in particolare per quanto attiene il disbrigo delle pratiche amministrative relative alle unità di pesca ed al personale imbarcato», disagi conseguenti alla chiusura, diversi anni fa, della delegazione spiaggia e al conseguente accentramento dei servizi presso l’ufficio locale marittimo di Paola. «Questo ha implicato difficoltà sia per la marineria locale che è costretta a recarsi all’ufficio di Paola per il disbrigo anche delle più semplici pratiche amministrative, sia per quest’amministrazione – scriveva il comandante Mingrone in una nota del 16 febbraio 2007 – che ha dovuto continuamente sopperire alle esigenze organiche e di gestione delle risorse connesse al soddisfacimento delle esigenze dell’utenza locale».

La riapertura della delegazione spiaggia assicura invece quella presenza continuativa di personale della Capitaneria che consentirà di «affrontare tali problemi in maniera organica e risolutiva al fine anche di un’ulteriore crescita della già di per sé importante comunità marinesca sanlucidana».

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Capitaneria di Porto in azione lungo le coste di S. Lucido, Paola e Cetraro

SAN LUCIDO. Ore di ispezioni, poi il sequestro. Intensa l’attività della Guardia costiera di Vibo Valentia, Cetraro e Paola ieri mattina presso il porticciolo di San Lucido.

porticciolo san lucidoDue motovedette e numerose pattuglie di militari hanno raggiunto l’area di approdo che recentemente è stata dissequestrata per consentirne l’uso (lecito solo per pochi mesi, fino a settembre) durante la stagione estiva.

Sono dunque scattati subito i controlli sulle dieci imbarcazioni in quel momento presenti sullo specchio d’acqua, per la maggior parte appartenenti a pescatori sanlucidani.

Il risultato è stato una pioggia di multe e di sequestri inflitti in base al divieto di detenere spadare a bordo. Secondo quanto riferito, i marinai hanno portato via reti di lunghezza compresa fra i due e i sei chilometri tra spadare e ferrettare.

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Benito Mazza ed il suo equipaggio hanno riportato l’uomo a riva sano e salvo

SAN LUCIDO. Quando si dice che non tutto il male vien per nuocere.

uomo in mare salvato dai pescatori di San LucidoIeri, mentre la Guardia costiera effettuava i suoi controlli presso il porticciolo di San Lucido, è arrivata dai carabinieri di Fiumefreddo Bruzio la richiesta di soccorso pervenuta da un uomo in difficoltà in mezzo al mare grosso. Nel porticciolo di San Lucido, ci sono barche sequestrate per detenzione di spadare ma anche barche utili all’occorrenza.

Dal porticciolo di San Lucido parte un’imbarcazione con Benito Mazza, noto pescatore del posto, e suo nipote Andrea. Destinazione: motoscafo di sette metri con uomo di nazionalità straniera a bordo, pare inglese o belga, sulla quarantina, rimasto fermo col timone rotto a largo di Fiumefreddo.

Quando viene raggiunto da Benito Mazza ed equipaggio, questi ultimi provvedono a rimorchiare il motoscafo. Difficile capirsi ma quello che si sa è che il signore, che parla solo inglese, ha allertato le forze dell’ordine appena accortosi del guasto e che gira il Mediterraneo con la sua imbarcazione. E soprattutto che, fortunatamente, sta bene, nonostante il pericolo del mare agitato.

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La marineria del Tirreno ieri ha incontrato il ministro

SAN LUCIDO.
Dal vertice romano di ieri nessun elemento nuovo sulla cattura del pesce spada.

Infatti il governo nazionale rappresentato dal ministro Paolo De Castro, incontrando l’assessore regionale Mario Pirillo e i sindaci di San Lucido, Cetraro e Bagnara, non ha che ribadito un punto fondamentale nella legislazione vigente in materia ambientale e basilare nella vertenza aperta dalle marinerie calabresi e siciliane: la pesca del pesce spada è lecita e in nessun momento è stata dichiarata illegale.

Quel che è vietato è l’utilizzo, a tal fine, delle reti spadare.

E’ invece consentito usare la ferrettara.

Si tratta insomma di praticare questo tipo di pesca con gli strumenti consentiti dalla legge, non di vietare l’attività in sé.

E’ un concetto questo che De Castro ha tenuto a precisare nel corso del summit.

In foto: un’immagine delle spadare [fonte: Internet]

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Benito Mazza e Libero Polizza per la pesca del pesce spada

SAN LUCIDO. «Ci diano pure delle regole ma ci facciano fare in pace il nostro lavoro».

I pescatori di San Lucido sono decisi ad andare avanti con le iniziative di protesta contro il divieto delle spadare.

Le manifestazioni della categoria non si sono in realtà mai interrotte da un anno e più a questa parte; l’ultima proprio due mattine fa presso la Regione Calabria.

A Catanzaro i pescatori hanno ottenuto un incontro con il ministro Paolo De Castro, tramite l’assessore Mario Pirillo, fissato per domani.

E’ il consigliere di maggioranza e pescatore Benito Mazza ad augurarsi un felice esito del summit per gli interessi di quanti legano la sopravvivenza stessa delle loro famiglie alle uscite in mare.

I pescatori hanno avuto modo di esporre le loro ragioni, tramite l’agguerrito ma composto consigliere di maggioranza sanlucidano Libero Polizza, anche durante la trasmissione tv Articolo21 di Telespazio Calabria, subito dopo la protesta catanzarese.

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