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di Maria Francesca Calvano

Pietro Covelli

SAN LUCIDO – Dure critiche dalle forze d’opposizione dopo la chiusura delle scuole del centro, avvenuta circa una settimana addietro in seguito ad un’ispezione del Nas dei Carabinieri. Nuove voci si aggiungono al coro delle proteste, dopo la dura presa di posizione dell’ex sindaco e consigliere di minoranza Roberto Pizzuti, che ha chiesto ai rappresentanti politici di unirsi per «riprendersi il paese». Continua su Gazzetta del Sud in edicola oggi.

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Chi ha paura di Mario Amendola? A leggere il suo ultimo intervento sulla stampa, Pino De Luca. Egli sembra infatti guardare con sospetto i movimenti del capogruppo di Progetto democratico che rappresenta all’opposizione lui, Nunziata e tutta la compagnia. E ne avrebbe ragione: potrebbero derivarne straordinarie evoluzioni, e non soltanto negli schieramenti consiliari.

Amendola è chiamato a rispondere all’appello lanciato dalla maggioranza nell’assise del 3 febbraio, quando quest’ultima si è rivolta «a quella parte dell’opposizione che si riconosce nel centrosinistra» affinché le sia di appoggio nel mezzo della crisi che l’ha investita col salto in minoranza dei tre assessori Renato Filippo, Franco Nesci e Franco Salerno. In realtà il capogruppo di Progetto ha già risposto picche alla chiamata: tanto lui, quanto il collega Roberto Filippo in consiglio hanno rifiutato l’offerta. Ma le cose andranno realmente così?

Mario Amendola
Mario Amendola

Non dev’esserne convinto De Luca, se ieri in una nota stampa lamentava «il silenzio assordante di qualcuno che non ha ancora chiarito come la pensa». Che cosa vorrà fare Amendola? Resterà all’opposizione o passerà in maggioranza? La seconda ipotesi ci pare, in verità, piuttosto improbabile. Ma ammettiamo che le cose vadano proprio così. Se il capogruppo di Progetto democratico, nonché sindaco di San Lucido per ben quindici anni, dovesse passare in maggioranza, si ritroverebbe a vestire i comodi panni del supereroe, di chi interviene – lui solo può – per salvare in extremis una situazione critica, grazie alla pluridecennale esperienza maturata in pluridecennali consiliature. Tutto ciò non farebbe che avvalorare ciò che lo stesso Amendola e tutti i candidati della sua lista alle ultime elezioni hanno ripetuto a gran voce: che per guidare un comune ci vuole qualcuno d’esperienza, che amministratori non ci s’improvvisa, che fare il sindaco o l’assessore non è così facile come sembra, eccetera. Senz’altro, tornando alle urne, gli elettori si ricorderebbero che proprio Amendola, da nostromo esperto della politica, ha dovuto lanciare un salvagente ai marinai inesperti della nave che affonda. Nulla di più facile che, al prossimo appuntamento col voto, i cittadini scelgano l’esperienza. Quella del capogruppo di Progetto democratico magari. Si consideri anche che, date le cattive acque in cui naviga oggi la maggioranza, l’approdo alla cabina elettorale potrebbe essere molto vicino.

Ora torniamo al punto da cui siamo partiti: ad Amendola e a De Luca. Poniamo il caso che il primo scelga di approfittare della crisi per salvare la patria: quali scenari si aprirebbero dinanzi agli occhi increduli dell’altro? Se Amendola dovesse traslocare con armi e bagagli in maggioranza, De Luca – rappresentato proprio da Amendola in consiglio – dovrebbe seguirlo insieme con l’amico Franco Nunziata. E seguirlo significherebbe non solo appoggiare la criticatissima maggioranza Staffa, ma anche e soprattutto unirsi ad Antonella Gioia, a Giuseppe Moramarco e ad Albino Sessa che compongono il gruppo consiliare del suo stesso partito: il Pd. Ciò vuol dire che De Luca, Nunziata e gli altri dovrebbero riconoscere ai tre di maggioranza il ruolo che ricoprono legittimamente, nonostante si affannino a sostenere il contrario.

In tutto ciò, Amendola – seppure risentendo della virata – ne ricaverebbe certamente un beneficio in termini elettorali: al momento del voto, infatti, potrebbe far valere finalmente tutto il peso della propria esperienza. Nunziata e De Luca e i loro amici, invece, dovrebbero rimangiarsi ciò che da tempo immemore trasmettono agli organi di stampa – vale a dire che non esistono altri democratici al di fuori di loro – e senza ricavarne sostanzialmente gran guadagno. «I gruppi consiliari del Pd, a meno di clamorose decisioni dell’ultima ora – fa i conti De Luca – ad oggi sono due, uno di minoranza e l’altro di maggioranza». Lo rassicuri Amendola: quel «silenzio assordante di qualcuno che non ha ancora chiarito come la pensa» un po’ fa paura.

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L’incontro tra Antonella Gioia, Giuseppe Moramarco ed Albino Sessa col commissario del circolo del Partito democratico, Gerardo Carnevale, e la disponibilità da questi dichiarata ad appoggiare la giunta in carica hanno mandato su tutte le furie Franco Nunziata.

Lo scorso 11 febbraio l’assessore Antonella Gioia rende noto con un comunicato di aver incontrato, insieme con i colleghi di maggioranza Giuseppe Moramarco ed Albino Sessa, il commissario del circolo locale del Partito democratico, Gerardo Carnevale. Nella nota, che definisce «positivo» il summit, si sottolinea l’apertura mostrata da Carnevale verso la maggioranza. «Abbiamo tracciato insieme un percorso politico di coesione e di rinforzo verso l’azione amministrativa della giunta Staffa», si legge nel documento. «Ciò potrebbe avvenire soprattutto con l’auspicato ingresso in maggioranza del consigliere Mario Amendola, attualmente seduto fra i banchi dell’opposizione, il quale porterebbe senza dubbio un contributo considerevole, non solo nei riguardi della rappresentanza politico-istituzionale, ma soprattutto verso un partito che, attualmente diviso, rappresenta il 40 percento della forza amministrativa».

Antonella Gioia
Antonella Gioia

Il Pd, in tal modo, fa proprio l’appello alla coesione tra maggioranza e opposizione lanciato dal sindaco Antonio Staffa e dal vice Francesco Sgroi, volto a superare la crisi amministrativa. Nel rilanciarlo, Gioia, Moramarco e Sessa incontrano il favore del commissario del partito. Carnevale, in realtà, non fa che dare continuità alla scelta che da sempre il Pd porta avanti: quella di appoggiare la giunta Staffa, al cui interno il partito conta i propri rappresentanti. Una scelta che la «minoranza» – come da loro stessi definita – rappresentata da Nunziata e dai suoi amici non ha mai accettato. Rifiutandosi di adeguarsi alle linee del direttivo, essi hanno costituito una sorta di opposizione interna. A ciò si aggiunga il fatto che essi sono rappresentati in minoranza da Mario Amendola e Roberto Filippo del gruppo Progetto democratico.

Il 13 febbraio Nunziata reagisce a quanto reso noto dall’assessore Gioia. «L’assessore Gioia non riesce a capire che il Pd di San Lucido non è né lei, né tantomeno il gruppo consiliare in cui si ritrova», sostiene. «L’assessore Gioia non ha ancora capito che le linee guida di un percorso politico non possono essere tracciate né da lei, né dagli altri sue consiglieri del Pd, ma si devono preventivamente discutere ed elaborare all’interno di un partito, soprattutto se si chiama “democratico”». E ancora: «L’assessore Gioia non può parlare a nome di un partito, può farlo solo a titolo personale, non basta essere assessore alla cultura, peraltro di un piccolo paesino, o essere stata candidata alla Provincia, peraltro non eletta, per fare richiami alla coesione, senso di responsabilità ed unità». Dopodiché, mettendo in discussione la condotta politica e amministrativa della Gioia, Nunziata chiede un «atto di rinuncia» da parte sua, così come di Moramarco e Sessa: «I tre consiglieri del Pd devono dissociarsi da una maggioranza sulla quale aleggiano ombre e sospetti che nulla hanno a che fare con i princìpi che hanno ispirato la nascita del Partito democratico».

Antonella Gioia replica il 16 febbraio con una lettera aperta. «Caro Nunziata, il suo modo obsoleto di far politica ci allontana anni luce e mi intristisce», scrive l’assessore. «Mai un progetto, mai un contributo costruttivo, mai un minimo segnale di avvicinamento e collaborazione. Ma fortunatamente lei non è la politica, questa certezza mi dà la forza di credere ancora in un progetto di unione del partito, di avvicinamento dei giovani verso un’ideologia nuova e positiva ma soprattutto costruttiva». Dopodiché Gioia precisa: «Ciò che ho scritto riporta fedelmente il pensiero che ne è scaturito e quindi avallato assolutamente dallo stesso commissario Pd. Pertanto, la scelta di appoggiare la giunta Staffa non è arbitraria né tanto meno personale».

Gioia continua affermando: «Non permetto a nessuno di calunniare la mia persona, meno che mai il mio modo di approcciare la politica. Le ricordo che mi sono avvicinata al mondo politico da poco più di quattro anni con la costituzione del circolo “Nicetum” nella Margherita, poi traghettata nel Pd. Il gruppo di cui faccio parte ha sostenuto la mia candidatura alle ultime competizioni comunali, in una lista civica prettamente di centrosinistra come esponente del Pd e come tale ho avuto il privilegio di essere stata eletta dai cittadini di San Lucido (se ne faccia una ragione!). Sono pertanto fiera di essere assessore alla cultura e alle politiche sociali di questo piccolo paesino, come lei lo definisce, non certamente per pavoneggiarmi del titolo, ma per le tante opportunità di “fare” che questo mi offre. E poi, non era forse candidato anche lei?», chiede l’assessore. Poi: «Certo non ho un’esperienza politica lunga come la sua, né tuttavia, altrettanto irrequieta. Il percorso da me intrapreso fino ad ora è stato lineare e sempre proteso verso un solo partito, verso un ideale che rimane ben impresso nella mia mente e in quella del gruppo che oggi mi sostiene. Pertanto, sappia che siamo sempre pronti ad un confronto diretto per intraprendere un cammino comune, ma non le permetto nel modo più assoluto d’impartirmi lezioni di moralità», continua Gioia.

«Non possiedo certo la dialettica dei veri leaders politici, capaci d’incantare le menti e stravolgere i pensieri, ma se sciorinare argomenti inconsulti e altamente denigratori vuol dire essere un politico affermato le lascio volentieri questo appellativo. Io preferisco la politica del fare e mi creda, suo malgrado, sono pienamente soddisfatta. Per quanto riguarda la rinuncia alla “poltrona”, come lei la definisce, sarò ben lieta di farlo se necessario, ma non come atto distruttivo verso una maggioranza sulla quale da sempre vede aleggiare “ombre e sospetti”, bensì come rinforzo ad un’azione amministrativa verso cui siamo protesi e fortemente intenzionati a spenderci. Non c’è Nunziata che tenga». Gioia conclude la sua replica sostenendo: «Noi consiglieri di maggioranza del Pd siamo decisi oggi più che mai, grazie anche al supporto dichiarato dal nostro commissario, ad andare avanti: abbiamo tanto lavoro da fare, tanti progetti da realizzare e lei, non si offenda, rimane l’ultimo dei nostri pensieri».

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Il commissario del Partito democratico cittadino, Gerardo Carnevale, ha incontrato lo scorso martedì 9 febbraio presso il municipio i rappresentanti del partito nella maggioranza: il presidente del consiglio comunale Giuseppe Moramarco e gli assessori Antonella Gioia e Albino Sessa. Era stato invitato anche il consigliere di minoranza Mario Amendola, che però si troverebbe fuori San Lucido.

«Abbiamo tracciato insieme un percorso politico di coesione e di rinforzo verso l’azione amministrativa della giunta Staffa», rende noto un comunicato stampa del Pd che definisce positivo l’incontro. «Ciò potrebbe avvenire soprattutto con l’auspicato ingresso in maggioranza del consigliere Mario Amendola, attualmente seduto fra i banchi dell’opposizione, il quale – si legge nel documento – porterebbe senza dubbio un contributo considerevole, non solo nei riguardi della rappresentanza politico-istituzionale, ma soprattutto verso un partito che, attualmente diviso, rappresenta il 40 percento della forza amministrativa».

Antonella Gioia

Gli esponenti di maggioranza danno così man forte al sindaco Antonio Staffa e al vice Francesco Sgroi che, nel consiglio comunale del 3 febbraio scorso, avevano rivolto un appello alle forze d’opposizione di centrosinistra affinché partecipino all’attività amministrativa. Appello al quale lo stesso Amendola e Roberto Filippo, del gruppo Progetto Democratico, avevano risposto con un secco no. Già in passato, del resto, i vertici Pd avevano tentato di riunificare il partito, che appoggia la giunta Staffa e all’interno della quale conta i suoi rappresentanti, e di coinvolgere anche il consigliere Amendola, il quale però rimase saldamente all’opposizione. Ora il partito ci riprova.

«È certamente il momento giusto per cercare i unire finalmente il Pd cittadino, nonché tutto il centrosinistra – sostiene il partito nella nota – in una realtà in cui l’appartenenza politica è sì fortemente radicata, ma lacerata da continui conflitti interni. Ci appelliamo, pertanto, al giusto senso di responsabilità di ognuno, affinché si ottenga una grande affermazione di partito, capace di osservare, capire e cambiare in meglio la realtà in cui viviamo, per essere presente e propositivo sia nelle dinamiche globali che nei problemi concreti di tutti i giorni. Solo così potremo essere un partito davvero popolare in grado di incidere positivamente anche nell’azione amministrativa. Coesione, proponimenti e impulsi costruttivi: sono queste le parole d’ordine che dovranno caratterizzare il nuovo corso riformatore del Pd». Non resta che capire come Amendola reagirà all’appello – il secondo – della maggioranza in carica.

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Arriva Oliverio. Il candidato alla presidenza della Provincia di Cosenza per il centrosinistra sarà oggi a Paola e a San Lucido per le ultime battute della campagna elettorale, prima del ballottaggio che deciderà l’elezione del consiglio provinciale di Cosenza. Mario Oliverio, annuncia una nota del Partito democratico sanlucidano, sarà a Paola alle ore 21, dunque raggiungerà la Piazzetta panoramica di San Lucido alle ore 22, dove sarà accolto dalla cittadinanza e dall’Amministrazione comunale intera. Al suo fianco i candidati alla carica di consigliere provinciale del collegio, oliverio.jpg«a dimostrare quanto ciascuno di loro ha creduto, non solo nella propria capacità di contributo all’attività amministrativa della provincia, ma anche e soprattutto nel progetto messo in campo da Oliverio in questi anni di governo condotti con assoluto rigore morale, con dedizione alla risoluzione dei problemi e tensione verso traguardi di crescita della nostra terra».

Per il Pd, «è quindi il momento in cui il popolo di centro-sinistra si stringa attorno al Presidente provinciale che ha saputo con grande competenza e determinazione avviare la provincia di Cosenza verso un cammino nuovo, di rivitalizzazione della politica vera, quella che sa incrociare i bisogni reali del nostro territorio per offrire risposte forti di cambiamento. Il Mezzogiorno e la Calabria, cancellati dall’agenda politica del centro-destra, hanno bisogno di questo cambiamento avviato da Oliverio per avere un rilancio reale che si trasformi di crescita complessiva. E la nostra provincia, la più grande della Calabria, può essere il trampolino di lancio, proprio perché parte avvantaggiato dal buon governo che ha caratterizzato il centro-sinistra. Basterà continuare con la politica ispirata alla trasparenza, alla coerenza coi principi ed i valori promossa in questi anni da Mario Oliverio».

«I nostri territori – continua il Pd – hanno bisogno di attenzione vera, quella che i governi di centro-destra non possono né vogliono garantire perché portatori di quella politica antimeridionalistica che parte dal governo centrale, hanno bisogno di investimenti in tutti i campi, di progetti adeguati e di ampio respiro, di accrescere l’occupabilità. Molto significativo ed apprezzato è stato l’intervento di Oliverio a San Lucido questa estate, dove il Presidente ha voluto e saputo creare tre giornate ispirate a valorizzare il nostro centro storico ed i prodotti tipici della nostra tradizione. È anche questo il segno di una sensibilità allo sviluppo della nostra terra, di cui il voto dei prossimi 21 e 22 giugno non dovranno privarci. Così come dobbiamo riconfermare la sana e buona politica di cui ha dato prova Oliverio, quella della trasparenza, della legalità, dell’equità sociale, quei principi amministrativi di cui abbiamo bisogno come il pane, per recuperare la fiducia dei giovani e della gente e riabilitare l’immagine della nostra terra. È il messaggio che il centrosinistra intero lancia all’elettorato del 21 e 22 giugno, perché riconfermando Oliverio Presidente della Provincia di Cosenza, possiamo garantire un futuro a noi ed ai nostri figli».

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Lo rende noto un comunicato stampa del Partito democratico di San Lucido: sabato scorso il circolo locale ha ospitato l’onorevole Mario Pirillo, candidato alle elezioni europee. «L’incontro – si legge nella nota – è stato molto partecipato ed ha posto sicuramente le basi per un lavoro proficuo del Pd, impegnato nella costruzione di un partito che saprà dare voce a tutti ed essere espressione di tutte le forze che lo compongono, attraverso lo strumento del confronto e del dialogo costruttivo al suo interno».

Ad aprire i lavori dello scorso sabato, il segretario cittadino Floriana Chiappetta, la quale ha sottolineato innanzitutto «l’importanza del prossimo appuntamento elettorale e della responsabilità pirillo-mario.jpgdel Partito democratico per il futuro dell’Italia e dei nostri territori, che non possono essere lasciati in balia del centrodestra se non si vuole l’affossamento degli stessi e specialmente del nostro Sud» e ins econdo luogo «la forza della candidatura di Mario Pirillo, che sicuramente saprà far valere nell’ambito del Parlamento europeo la qualità del suo intervento, la propria esperienza politica e la disponiblità all’impegno politico ed amministrativo di cui ha sempre offerto esempio». Chiappetta ha quindi assicurato «l’impegno di tutto il partito nel sostegno alla candidatura di Mario Pirillo, auspicando una sua elezione e quindi la presenza viva ed attiva di un parlamentare calabrese in Europa».

Pirillo, da parte sua, ha delineato le linee del suo programma elettorale. «Il suo impegno in Europa vedrà la sua assoluta dedizione perché egli saprà essere in prima linea per la risoluzione delle problematiche e per la massima proposizione». Il candidato alle elezioni europee, sottolineando «la nuova forza attrattiva del Pd», ha posto in evidenza come essa sia «costituita dagli organismi eletti democraticamente e quindi meritevoli di rispetto da parte di tutti». Infine dunque l’invito, rivolto all’intero circolo, al «massimo coinvolgimento per le elezioni provinciali e per le elezioni europee, in direzione ovviamente dell’affermazione del centrosinistra e del Partito democratico, unica speranza per il nostro futuro».

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Oggi Dario Franceschini, prima di fare capolinea a Cosenza, ha fatto capolino alla stazione di San Lucido. Il segretario nazionale del Partito democratico ha percorso in treno la costa tirrenica, e alle 15.15 si è fermato alla stazione ferroviaria cittadina, dove ad attenderlo c’era una rappresentanza del circolo locale, di cui è segretaria Floriana Chiappetta.

Il popolo del Pd ha atteso l’arrivo di Franceschini al binario 3 e l’ha accolto sventolando bandiere e bandierine. Il segretario, sceso dal treno, ha stretto la mano ai presenti per un solo minuto, accompagnato dal deputato Franco Laratta e dall’assessore regionale Mario Pirillo e dalle camere delle televisioni: «Ma siete tanti, il treno riparte», ha detto Franceschini, che è dunque subito risalito sul treno per continuare il suo viaggio, seguito anche da alcuni ragazzi sanlucidani.

Franceschini è arrivato a Cosenza alle ore 16. Nel capoluogo l’attendevano il presidente della Provincia, ricandidato, Mario Oliverio, il sindaco Salvatore Perugini, ed i cronisti. Per dieci minuti ha illustrato, nella sala d’attesa della stazione, le linee fondamentali della proposta di legge che riguarda il rinnovamento del materiale rotabile delle ferrovie. Infine Franceschini è salito su un autobus urbano della città di Cosenza alla volta del Cinema Teatro Citrigno, dove s’è poi tenuto un incontro pubblico al quale hanno partecipato anche Franco Bruno e Marco Minniti.

Ti stai chiedendo come ha atteso il Pd di San Lucido l’arrivo di Franceschini?
Guarda qui:

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Una luce nuova, come di fari a lungo raggio, investe l’estate sanlucidana. È l’immagine con cui si apre una nota stampa della componente del Partito democratico che sostiene l’amministrazione Staffa. «Non a caso – commenta il Pd – le più belle risorse della nostra cittadina, soprattutto giovanili, sono scese in campo, consapevoli che il progetto dell’amministrazione comunale le vede al centro della propria attenzione. Gli spettacoli musicali e canori che hanno colorato le splendide serate sanlucidane hanno infatti rivolto i riflettori sui nostri giovani talenti, palesemente impegnati ad offrire il proprio contributo a fare della stagione turistica sanlucidana un evento nuovo e ricco, ma anche a manifestare il proprio amore per San Lucido. È la carta vincente – sostiene il partito – quella del coinvolgimento dei giovani che, insieme, a gran voce e con convinzione, vogliono che la propria terra cresca e sia sempre più vicina ai loro sogni, perché, dice il giovane dj Federico, in una delle serate più coinvolgenti (quella del 4 agosto, ndr) in Piazza Monumento: “A San Lucido il cielo è sempre più blu”».

Apprezzata anche la rassegna provinciale “San Lucido in centro” che si è svolta dal 5 al 7 agosto. Un’«iniziativa importante per la sua capacità di valorizzazione delle nostre risorse e del nostro centro storico – afferma il Pd. I suggestivi vicoli si sono arricchiti di una splendida produzione artigianale, che a sua volta ha trovato lo scenario ideale per esprimersi. Il centro storico sembra trovare una collocazione concreta tra i punti di forza del turismo culturale della nostra terra e si propone come luogo di attrazione da non perdere nel corso di tutta l’estate. L’iniziativa sicuramente diverrà una bellissima tradizione».

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