Lavoro

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Municipio, ritorno al futuro. L’area tecnica del comune di San Lucido, divisa in due tronconi un anno e mezzo fa, verrà riunificata a partire dal primo gennaio 2009. Da quel momento sarà dunque uno soltanto il responsabile Utc, scelto tramite concorso pubblico e assunto a tempo indeterminato. Questa l’intenzione dell’amministrazione guidata da Antonio Staffa, il quale intanto segue il consiglio del commissario prefettizio Carlo Ponte e per la direzione di uno dei due settori che ancora compongono l’area tecnica, quello dei lavori pubblici, si affida alla professionalità di Elio Furioso.
municipio san lucido

Così aveva fatto Ponte, che durante la sua gestione, durata fino all’aprile scorso, aveva chiamato Furioso ad affiancare l’ingegnere Carlo Zicarelli alla direzione del ramo lavori pubblici e manutenzione. Un co.co.co. di tre mesi aveva dunque portato l’architetto di Roggiano Gravina dietro la scrivania da dirigente di uno dei due settori dell’Utc (l’altro si occupa di urbanistica, ambiente e territorio ed è diretto dall’architetto Santo Garofalo). Era fine gennaio 2008. Scaduto il contratto, Furioso aveva dunque lasciato il municipio. Ma non per sempre.

Antonio Staffa, che di lì a poco sarebbe divenuto sindaco del comune, insieme con la sua giunta gli ha affidato nuovamente la direzione del settore lavori pubblici con la delibera numero 23 del 9 giugno scorso. Si tratta di un incarico a contratto di tipo fiduciario in base all’articolo 110 del Testo unico degli enti locali, per circa duemila euro lordi al mese. Furioso è stato scelto per «adeguata esperienza lavorativa» e per «professionalità maturata all’interno di enti comunali, e in parte in questo comune», requisiti che «garantiscono l’ente in relazione alle elevate prestazioni richieste dal posto ed alla funzione cui si dovrà assolvere».

Il contratto sottoscritto con il professionista sarà effettivo fino al 31 dicembre 2008, che non a caso è anche la data di scadenza dell’impiego di Santo Garofalo presso il comune. Ma dal primo gennaio, come dicevamo, il settore tecnico non resterà affatto scoperto. Infatti il contratto con Furioso è stato stipulato «nelle more dell’espletamento del concorso pubblico per titoli ed esami per il responsabile Utc», tanto che si precisa nella delibera 23 che «il contratto decade con la nomina del vincitore del concorso pubblico». Questa dunque la modalità di selezione del nuovo, e soprattutto unico, responsabile Utc.

Come conferma il sindaco Staffa, «l’intenzione dell’amministrazione è quella di riunificare il settore affidandolo ad un unico responsabile», settore che, ricordiamo, era stato scisso per volontà dell’amministrazione Borsani, con la delibera numero 86 del 27 ottobre 2006.

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Quando l’8 giugno 2004 il comune di San Lucido firmò il verbale di conciliazione con l’architetto Santo Garofalo presso la Direzione provinciale del lavoro di Cosenza al fine di risolvere il contrasto col professionista che chiedeva la trasformazione del suo contratto di lavoro a tempo determinato in indeterminato, in consiglio comunale si scatenò il putiferio.

Dall’opposizione si sollevarono dure polemiche per la firma di un documento che avrebbe potuto avere conseguenze significative per l’Ente, rappresentando potenzialmente la base sulla quale l’architetto Garofalo avrebbe potuto far sì che venisse riconosciuto il proprio diritto ad ottenere un posto a tempo indeterminato presso il comune di San Lucido come dirigente del settore tecnico.

Venne diffuso pure un volantino in cui si sosteneva che la «fiducia» che l’allora sindaco Roberto Pizzuti aveva riposto in Garofalo gli si sarebbe ritorta «(almeno formalmente) contro». Si leggeva inoltre nel documento: «La soluzione conciliativa accettata dal sindaco prevede la definitiva trasformazione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato, e la rinuncia del ricorrente al risarcimento danni, nonostante il componente designato dal comune al collegio di conciliazione (l’attuale responsabile del primo settore) avesse esternato parere sfavorevole alla soluzione proposta e poi accettata da Pizzuti»; si aggiungeva inoltre che anche il segretario comunale, allora Alfio Bonaventura, aveva fatto presente al sindaco «che l’accesso al pubblico impiego deve avvenire tramite pubblico concorso, e che è impossibile trasformare a tempo indeterminato i contratti di lavoro a tempo determinato».

Il documento riportava infine: «Grazie alla fiducia del sindaco, il nostro comune deve affrontare l’ennesimo giudizio. Per noi è l’ennesima vergogna. Chiediamo che venga immediatamente rescisso il contratto di diritto privato con l’attuale dirigente utc, che venga revocata ogni responsabilità di servizio e procedimento, che il segretario comunale si adoperi affinché questa causa venga vinta. Lo chiede la nostra dignità, la coscienza civile di San Lucido».

Se la richiesta di interrompere il rapporto di lavoro con l’architetto non sarebbe mai stata accolta da Pizzuti,sul fronte legale è proprio questo il modo in cui si è conclusa la vicenda. Come dicevamo ieri, la Corte d’Appello di Catanzaro, alla quale si è rivolto Garofalo tramite l’avvocato Enrico Ambrogio, ha infatti rigettato l’appello e confermato la sentenza di primo grado, emessa dalla Sezione lavoro del Tribunale di Paola.

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Anche la Corte d’Appello di Catanzaro, dopo il Tribunale di Paola, ha detto no all’architetto Santo Garofalo e alla sua richiesta di essere assunto a tempo indeterminato dal comune di San Lucido. Il dirigente del settore urbanistica, territorio e ambiente dell’area tecnica comunale a dicembre 2007 aveva infatti presentato appello a Catanzaro per la riforma della sentenza con cui il Tribunale di Paola aveva rigettato il suo ricorso, nel mese di settembre.

Anche questo secondo tentativo tuttavia si è rivelato infruttuoso per Garofalo. Questi, attualmente titolare di un contratto di due anni come istruttore tecnico che scadrà a fine anno, chiedeva l’instaurazione di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato sulla base di un documento che l’Ente ha sottoscritto nel 2004, durante la seconda amministrazione di Roberto Pizzuti, vale a dire un verbale di conciliazione firmato presso la Direzione provinciale del lavoro di Cosenza, volto alla trasformazione del rapporto a tempo determinato in indeterminato.

Quanto concordato in quella sede non è mai divenuto realtà, nonostante con un atto di precetto già nel 2004 Garofalo abbia intimato all’Ente l’assunzione entro dieci giorni, pena l’esecuzione forzata per vie legali, come poi è accaduto. Il professionista si è affidato infatti allo studio legale dell’avvocato Enrico Ambrogio.

Il Comune, da parte sua, ha già contestato in primo grado la validità del verbale di conciliazione, tramite l’avvocato Domenico Tonnera, che ha sostenuto due giorni fa la stessa tesi presso la Corte d’Appello di Catanzaro.

Nell’udienza che si è tenuta il 5 febbraio, i giudici del capoluogo hanno dunque rigettato nuovamente il ricorso di Garofalo, confermando la sentenza di primo grado, emessa dal giudice Roberta Attena della sezione lavoro del Tribunale di Paola. L’architetto Santo Garofalo continua dunque a ricoprire un posto di lavoro a tempo determinato presso il comune di San Lucido, fatte salve ulteriori iniziative legali.

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Mancano esattamente tre settimane fino alla data in cui si riunirà la commissione che dovrà decretare il vincitore della gara d’appalto dei servizi di raccolta e trasporto dei rifiuti solidi urbani indetta dal comune di San Lucido. Il 21 febbraio prossimo, alle ore 10.00, in seduta pubblica, saranno infatti aperte le buste.

La commissione sarà presieduta dall’architetto Santo Garofalo, che dirige il settore urbanistica, territorio e ambiente dell’area tecnica, e composta dal direttore generale Fedele Vena in qualità di componente esperto, dal responsabile del settore amministrativo Fulvio Cassano e da Carmine Leonardis come segretario verbalizzante senza diritto di voto.
municipio san lucido

Tra poco meno di tre settimane invece scadrà il termine per la presentazione delle offerte, fissato al 18 febbraio. Si tratta di un passaggio fondamentale per la gestione della nettezza urbana del comune, oggi e da qualche anno affidata alla società mista pubblico-privata Appennino paolano.

Il rapporto contrattuale tra il comune e la società andrà avanti fino a quando l’ente non affiderà i servizi alla ditta che si aggiudicherà l’appalto; perciò fino ad allora l’Appennino resta responsabile della nettezza urbana.

Naturalmente nella cittadina ci si augura innanzitutto che lungo quest’arco di tempo i dipendenti della Spa vengano stipendiati regolarmente, per evitare il ripetersi degli scioperi dei giorni scorsi, e poi che nella nuova fase della gestione dei rifiuti non si debba far fronte ai disagi che il comune ha dovuto affrontare in questi anni, spesso proprio a causa degli scioperi; disagi che avevano spinto l’Ente fino all’adozione di misure urgenti per risolvere i problemi di nettezza urbana e alla formazione di una commissione consiliare ad hoc, poi fallita, che cercasse un’alternativa all’Appennino paolano.

Inoltre ci si interroga sul futuro degli undici operai sanlucidani che attualmente prestano servizio presso la Spa: come avevamo anticipato, probabilmente non tutti saranno riassunti dalla ditta che vincerà l’appalto. Bisogna perciò cercare una soluzione anche all’evenienza dei licenziamenti.

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È passato in mano ai responsabili di settore il compito di prendere una decisione sull’affidamento dei servizi interrotti col licenziamento dei precari. Dovranno essere Fulvio Cassano, responsabile del settore amministrativo, e Rosanna Carbone per il sociale a scegliere la soluzione più adeguata per assicurare la pulizia dei locali municipali da una parte e i servizi sanitari presso la Casa Serena ex Onpi dall’altra.
Carlo Ponte

A deciderlo è stato nella tarda mattinata di ieri il commissario Carlo Ponte, che ha firmato due atti di indirizzo destinati ai responsabili di settore con cui viene trasferita nelle loro mani la facoltà di compiere una scelta nei tempi più brevi possibile e, stabiliscono gli atti, nell’interesse del Comune e degli ospiti della casa di riposo.

E decisioni repentine sono indispensabili, viste le cattive condizioni in cui versano municipio e casa di riposo. Il primo è sommerso dalla sporcizia, ed è comprensibile se si considera che da dieci giorni, una volta licenziate le due addette alle pulizie, nessuno si occupa della nettezza municipale; presso la Casa Serena invece sono gli anziani a fare le spese del licenziamento dei tre operatori sociosanitari, e la circostanza non può certo essere considerata di minor gravità visto che a venticinque persone non vengono di fatto assicurati servizi essenziali come quelli sanitari.

I responsabili di settore sono dunque chiamati a decidere subito tra le strade possibili. Due quelle prospettate dal sub commissario Stefano Tenuta: affidare i servizi a cooperative sociali oppure bandire una selezione pubblica per scegliere le figure necessarie. Bisogna quindi considerare quale potrebbe essere, delle due, la strada più celere, nonché legale, verso una risoluzione della questione.

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In arrivo la soluzione per la Casa Serena ex Onpi. Dalle consultazioni degli ultimi due giorni tra il commissario prefettizio Carlo Ponte, il sub Stefano Tenuta e il direttore generale Fedele Vena è emersa la definizione di due strade possibili per uscire dall’empasse sul personale.
Casa Serena ex Onpi

L’ente comunale si è infatti ritrovato in condizioni di forte difficoltà in seguito al mancato rinnovo, per effetto della nuova finanziaria, di sette contratti di lavoro precari scaduti il 31 dicembre, di cui erano titolari due addette alle pulizie dei locali, due assistenti sociali e tre operatori sociosanitari, di cui gli ultimi cinque in servizio presso la Casa Serena.

I problemi sono sorti infatti proprio presso la Casa, quando, al primo gennaio, gran parte del personale impiegato per l’assistenza sanitaria dei venticinque ospiti è improvvisamente mancata, causando non soltanto il disorientamento degli anziani, ma anche uno stato di disperazione tale da minacciare gesti estremi. Fino ai casi d’infortunio in assenza degli operatori, i cui turni avevano consentito di tenere sempre sotto osservazione gli ospiti.

Affrontare la situazione si è reso dunque assolutamente urgente. Al momento sono due le soluzioni prospettate: la prima consiste nell’affidare i servizi venuti meno ad una cooperativa sociale avente i requisiti per l’assistenza sanitaria (a San Lucido ne sarebbe operativa almeno una); dall’altra s’ipotizza di indire un avviso pubblico per la selezione per titoli delle figure necessarie.

Nel primo caso, quello in cui i servizi di assistenza sanitaria dovessero essere affidati ad una cooperativa, il contratto di lavoro potrebbe coprire l’intero periodo di gestione commissariale, non sussistendo vincoli temporali; invece, se si dovesse scegliere di avvalersi di una selezione pubblica, i contratti di collaborazione con i vincitori non potrebbero avere una durata superiore ai tre mesi.

«Stiamo valutando la soluzione più immediata e più conveniente, anche perché le condizioni finanziarie dell’Ente non sono molto rosee», ha dichiarato il sub commissario Stefano Tenuta nell’illustrarci le diverse alternative. Il comune insomma sta cercando in queste ore di ristabilire le buone condizioni assistenziali che il personale sanitario era riuscito a creare nella Casa Serena, alle quali gli ospiti hanno diritto, e lo pretendono. Determinazioni definitive in merito, secondo quanto promesso dai vertici municipali, arriveranno entro domani.

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Lette le dichiarazioni da noi raccolte del commissario prefettizio del comune di San Lucido, Carlo Ponte, riguardanti la gestione del personale precario del comune una volta che i contratti co.co.co. e a tempo determinato scaduti il 31 dicembre non sono stati rinnovati, Verso il futuro, il movimento politico coordinato da Salvatore Minervino, ha ritenuto doverosi alcuni chiarimenti rispetto ad un precedente intervento sullo stesso argomento.

Salvatore Minervino

«Il commissario Ponte chiarisce che nell’operazione non c’è stata nessuna stranezza e che non è obbligatorio rinnovare i contratti, anche perché la finanziaria non lo consente. Noi di Verso il futuro però vogliamo precisare che, in merito ai contratti, nessuno ha detto mai che rinnovarli è obbligatorio: il nostro intento è solo quello di favorire la risoluzione dei problemi degli operatori sociosanitari, delle assistenti sociali e delle addette alle pulizie licenziati.

Un compito facilmente risolvibile senza la pretesa che un domani vengano assunti a livello comunale; chi è preposto al compito sa bene come fare. Vogliamo comunque affermare a chiare lettere che tali figure sono specializzate e appartengono al settore sanitario e devono essere esclusivamente alle dipendenze di ospedali, cliniche e istituti come l’Onpi, perciò speriamo che non vengano date in affitto. Vogliamo rimarcare ancora una volta che senza figure come i co.co.co., gli lsu, gli lpu i comuni possono chiudere le porte, perciò bisognerebbe badare solo ed esclusivamente a questi soggetti che hanno dimostrato, nell’arco degli anni, serietà e professionalità».

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Esigenze del Comune, disposizioni della finanziaria e stato dei fatti. Questi i punti fondamentali in base ai quali il commissario prefettizio di San Lucido, Carlo Ponte, si determinerà per quanto riguarda l’organizzazione del personale comunale, in particolare per quel che concerne i co.co.co. e i dipendenti a tempo determinato titolari dei contratti scaduti il 31 dicembre e non rinnovati in base alle linee guida della nuova finanziaria e l’assunzione di un nuovo professionista da impiegare presso l’Ufficio tecnico.

Carlo Ponte

Di questi argomenti abbiamo discusso ieri mattina con il commissario, al quale abbiamo posto alcune domande. Dal colloquio avuto con noi, è emerso che il fabbisogno di personale dell’Ente è attualmente allo studio del governo cittadino: si tratta di predisporre una «verifica delle esigenze» presso il Comune e la Casa Serena ex Onpi e, naturalmente, conciliare poi le necessità riscontrate con quanto disposto dalla nuova legge finanziaria.

«Attualmente l’Onpi dispone di due assistenti sociali – la responsabile del settore Rosanna Carbone e Arturo Bertolasi – in pianta stabile. In questo momento non posso dire se siano sufficienti oppure no, bisogna che questo venga documentato», ha detto Ponte.

Tutto, insomma, è da verificare e il commissario non esclude di ricorrere, nel caso tale verifica dovesse evidenziare situazioni di necessità, a contratti temporanei di novanta giorni in base ad esigenze urgenti.

Intanto, da parte sua, la responsabile Carbone ha fatto presente che, con una sola infermiera a disposizione presso la casa di riposo ex Onpi (presso la quale le due assistenti sociali e i tre operatori sociosanitari licenziati prestavano servizio) molti turni di assistenza restano scoperti, dal momento che un infermiere è in permesso per malattia e l’unico assistente sociale rimasto è in ferie.

Innanzitutto, il comune ha voluto fronteggiare la diminuzione di personale presso il settore lavori pubblici dell’area tecnica, dovuta al pensionamento di un dipendente e alla scadenza del periodo di distaccamento presso l’Ente di altri due. Ciò ha determinato l’esigenza di un nuovo tecnico per i lavori pubblici, a favore del quale dovrebbe essere stipulato un contratto a chiamata per tre mesi ad orario ridotto.

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L’impegno del commissario affinché non venga negata assistenza agli anziani ospiti della casa di riposo ex Onpi di San Lucido. È quanto chiede il comitato promotore del centrosinistra, la cui costituzione è stata pubblicizzata alcuni giorni fa e, viene reso noto oggi, «composto da Arturo Bertolasi, Bruno Bruno e Franco Nunziata del Pd, da Gianluca Veltri e Carlo Di Buono del Prc e da Gigi Provenzano dello Sdi».

Casa Serena ex Onpi

In occasione di un incontro recente, il comitato ha preso in esame il provvedimento del commissario Carlo Ponte, di cui ha dato notizia Calabria Ora, relativo all’interruzione, dal primo gennaio, del rapporto di lavoro di alcuni dipendenti precari, tra operatori sociosanitari e assistenti sociali, della Casa Serena.

«Pur comprendendo le difficoltà economiche del comune e le disposizioni previste dalla nuova legge di manovra finanziaria dello Stato», il comitato esprime la preoccupazione di «correre il pericolo di una chiusura» della casa di riposo «per carenza dei requisiti minimi organizzativi»; inoltre «solidarizza con i lavoratori licenziati» e pensa ai «disagi che gli anziani ricoverati subiranno in mancanza delle figure professionali necessarie alla loro assistenza».

Il comitato auspica l’intesa tra il commissario e le forze politiche per «fare il punto sullo stato delle cose su una struttura socio-assistenziale dispendiosa ed improduttiva, definendone contenziosi economici relativi ai lavori di ristrutturazione e giuridici con la Regione Calabria relativi all’autorizzazione al funzionamento ed all’accreditamento istituzionale per il conseguente pagamento, anche in deroga, delle rette di degenza».

Inoltre, guardando alla prossima amministrazione, il comitato si augura che «faccia una programmazione seria e moderna sulle prospettive di riconversione e di rilancio della Casa individuandone la tipologia assistenziale più idonea, riqualificandone la qualità e gli standard, definendone la pianta organica, ben distinta da quella del comune» e dia «priorità assoluta ai lavori di ristrutturazione edilizia».

L’obiettivo finale è, per il comitato, «non solo stabilizzare gli attuali lavoratori precari, ma creare numerosi altri posti di lavoro per i tanti disoccupati del nostro territorio».

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Salvatore Minervino, che coordina il movimento politico Verso il futuro, lo dice senza mezzi termini: o si punta all’occupazione dei precari della pubblica amministrazione di San Lucido, o il commissario prefettizio si dimetta.
Salvatore Minervino

Alla notizia del mancato rinnovo dei contratti di sette lavoratori comunali tra co.co.co. e dipendenti a tempo determinato incaricati dell’assistenza presso la casa di riposo del paese e della pulizia dei locali, e di quella secondo la quale il municipio si prepara ad assumere un terzo professionista destinato all’ufficio tecnico, Minervino insorge: «Siamo alle solite. Invece di occuparsi di figure fondamentali per la gestione amministrativa come quelle in servizio presso l’ex Onpi e incaricate della pulizia dei locali, ci si interessa di figure “pregiate” come architetti e ingegneri, per poi buttare via milioni per pagare i loro avvocati. Noi di Verso il futuro mettiamo ancora una volta in evidenza come siano invece lpu, lsu e co.co.co. le figure da privilegiare: esse invece vengono sempre estromesse con le solite furbate. Non vorremmo che, se è vero che il comune ha in programma l’assunzione di un altro architetto, egli serva per andare a sostituire l’architetto Garofalo alla scadenza del suo contratto: sarebbe un’altra furbata. Piuttosto che privilegiare le solite categorie, si risparmi e si dia lavoro ai precari. Noi di Verso il futuro sosteniamo con forza questa linea e pensiamo che gli amministratori debbano interessarsi di queste figure fondamentali per l’Ente. Se il commissario prefettizio non è in grado di occuparsene, meglio che si rechi da sua eccellenza il prefetto di Cosenza e rinunci all’incarico».

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