Li chiamano “guaritori di campagna” e sono i custodi di antiche pratiche tramandate di padre in figlio, che la credenza popolare vuole capaci di guarire dolori, allontanare il malocchio, facilitare l’abbondanza dei raccolti. C’è chi ieri s’è messo sulle loro tracce, su e giù per le contrade sanlucidane: si tratta di una troupe calabro-argentina, impegnata nella realizzazione di un “documentario dell’anima”, come ama definirlo, tramite il quale raccontare la Calabria verace e sconosciuta ai più.
Il progetto, presentato nel chiostro municipale alla presenza del vicesindaco Francesco Sgroi, del dirigente del settore sociale Arturo Bertolasi e della responsabile cultura Iscapi Francesca Marchese, si chiama “Le muse” ed è promosso proprio dall’Istituto superiore calabrese di Politiche internazionali.
Maria Francesca Calvano
“Gazzetta del Sud”, 15.07.2010


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