incendi

You are currently browsing articles tagged incendi.

Tra il 20 ed il 21 maggio è stata data alle fiamme un’automobile di proprietà di un operaio di San Lucido, M. F. La vettura era parcheggiata sotto casa dell’uomo, in zona marina. Il fatto è avvenuto nel cuore della notte, intorno alle ore 3, quando le strade sono deserte ed è alta la probabilità che nessuno si accorga di nulla. L’incendio si è propagato in pochissimi minuti, carbonizzando l’auto del malcapitato, una Volkswagen Golf. Le fiamme hanno coinvolto anche un veicolo di marca Fiat, di proprietà di un’altra persona, che si trovava parcheggiato di fianco alla Golf. Sul posto sono immediatamente giunti i mezzi dei Vigili del Fuoco di Paola e la pattuglia radiomobile della compagnia dei Carabinieri di Paola, coordinati dal capitano Marco Gagliardo. Gli uomini della Benemerita hanno cominciato a svolgere i primi accertamenti per cercare di capire dinamica e movente dell’accaduto, di presumibile natura dolosa.

Comprensibilmente scossi i residenti della zona marina che, loro malgrado, non hanno potuto fare altro che assistere impotenti all’incendio. Le indagini proseguono a tutto campo, verificando ogni possibile ipotesi. Nel comune tirrenico, purtroppo, fatti di questo genere sono piuttosto frequenti.

Pubblicato su “Gazzetta del Sud” il 22.05.2010

Tags:

Con una serie di ordinanze il sindaco di San Lucido, Antonio Staffa, fissa le regole che la cittadinanza è chiamata ad osservare, pena salate sanzioni pecunarie, in materia d’ambiente, decoro urbano e quiete pubblica.

Si parte con la prevenzione degli incendi che, con più frequenza durante il periodo estivo, si sviluppano spesso nei pressi delle zone abitate. Si legge nell’ordinanza: antonio staffa«Tutti i proprietari, gli inquilini e coloro che per qualsiasi titolo abbiano l’uso di terreni boschivi, agricoli e non e/o confinanti con strade regionali, provinciali, comunali e vicinali ad uso pubblico situati nel comune» devono provvedere «alla rimozione di ogni elemento e condizione che rappresenti pericolo per l’ingiene e la pubblica incolumità», in particolare di sterpaglie e cespugli «che interferiscano in qualsiasi modo con la corretta fruibilità o funzionalità della strada». Interventi questi che devono essere eseguiti entro il prossimo 4 luglio.

Si procede con gli obblighi per i cinofili incivili. Considerate le «reiterate lamentele pervenute in materia di abbandono delle deiezioni solide canine sul suolo pubblico» e verificato «lo stato indecoroso dal punto di vista igienico di marciapiedi, strade, spazi verdi» dovuto all’«evidente assenza del dovere civico di provvedere alla raccolta degli escrementi con mezzi adatti e al loro smaltimento», il sindaco Staffa ordina «a tutti i proprietari e conduttori di cani» di «munirsi di paletta o altra idonea attrezzatura – che dovrà essere esibita su richiesta degli agenti di polizia municipale incaricati della vigilanza – per l’eventuale raccolta delle deiezioni canine» e «depositare le feci in idonei involucri o sacchetti richiudibili e di smaltirle». Inoltre sono d’obbligo museruola e giunzaglio. In caso di mancata osservazione delle norme si rischiano multe dai 25 ai 50 euro.

Sanzioni fino ad un massimo di 500 euro invece per coloro che abbandonano o depositano sul suolo pubblico oggetti e materiali di qualsiasi genere. «Chiunque pone sul suolo pubblico manufatti a scopo ornamentale – come fioriere e vasi – è responsabile della loro manutenzione e pulizia, avendo cura di rimuovere quelli rotti o comunque inutilizzabili», fissa l’ordinanza sul decoro urbano. Devono essere prontamente rimossi a fine stagione anche le strttture utilizzate temporaneamente, come i gazebo.

Infine la quiete pubblica. Per chiunque non rispetti gli orari di apertura e di chiusura delle attività commerciali e le fasce orarie in cui è possibile la vendita ambulante e per coloro che disturbano il riposo notturno o nel primo pomeriggio (a San Lucido i rumori assordanti di motori e la musica ad alto volume dalle auto non sono certo rarità) sono previste non solo sanzioni amministrative ma anche denunce all’autorità giudiziaria.

Tags: ,

A quest’ora del mattino, dopo l’acqua e il vento di ieri, probabilmente ne è rimasta poca traccia. Al massimo, una macchia nera sull’asfalto e qualche asse di legno lucidata dalla pioggia. Per una notte e un giorno però quella strana architettura lignea è rimasta lì in piedi, mezza corrosa e mezza annerita dalle fiamme.
rogo san lucido

Qualcuno, nella notte tra il 10 e l’11 marzo, ha trasportato presso i cassonetti della spazzatura di via Martiri d’Ungheria, nel bel mezzo del paese, a due passi dal municipio e ad uno dalle scuole, questa specie di rettangolo fatto di assi di legno, che sembra un piccolo recinto ma che invece dovrebbe essere una specie di contenitore merci. Pare però che sia stato utilizzato per delimitare la zona in cui riversare ogni tipo di prodotto e appiccare il fuoco.

Nel “recinto” ci sono prodotti ancora in vaschetta, forse arance o forse limoni, confezionati nella plastica ma bruciacchiati; ci sono uova intere, pare un tozzo di pane, e poi tantissime scatolette come quelle di cibo per animali (tant’è che i gatti ne approfittano per godersi un pasto alternativo), nonché bottiglie di birra ancora confezionate e scatole di vino da tavola, bombolette spray e molta carta.

Il tutto completamente bruciato, tranne qualche confezione, come quella della frutta ancora mezza intatta, che reca l’etichetta della linea di supermercati dal quale proviene. Pure il “recinto” di legno è stato consumato dalle fiamme, anche se non del tutto: giunti e materiale di ferro sono in mezzo ai prodotti bruciati. Tutto questo mucchio di generi essenzialmente di consumo, dalla frutta alle birre al vino, da dove arriva? Chi l’ha depositato vicino ai cassonetti della spazzatura, circondandolo con il recinto di legno, per poi darlo alle fiamme?

Visto che non sono stati danneggiati i cassonetti, né bruciati i rifiuti intorno, si potrebbe escludere che il gesto sia dovuto all’insana volontà di sbarazzarsi di spazzatura non raccolta. Sembra più probabile che l’intento sia stato quello di distruggere quel dato materiale. In ogni caso, da qualunque luogo esso arrivi, per qualunque motivo sia stato fatto il falò, è questo un gesto d’inciviltà che non solo danneggia l’immagine del paese e l’ambiente, ma anche i polmoni di quanti hanno dovuto respirare il fumo dell’incendio: non esattamente un toccasana per la salute.

» PHOTOGALLERY

Tags: ,

Un incendio ha distrutto ieri sera una cabina elettrica all’interno dell’ospedale civile Pugliese-Ciaccio di Catanzaro. I vigili del fuoco, avvertiti dal personale dell’ospedale, sono intervenuti, evitando cosi’ che le fiamme si estendessero. Sul posto e’ intervenuto anche il personale dell’Enel. L’incendio, le cui cause sono ancora da accertare, non ha provocato comunque alcun problema per l’erogazione dell’energia elettrica al nosocomio.

[fonte Ansa]

Tags:

Alle dieci e trenta di una sera di gennaio non è certo usuale vedere uno spicchio di paese, solitamente nella penombra, illuminato a giorno. E certamente non è neanche abitudine che l’artefice di tanta luce sia un grosso scoppio continuo.
cortocircuito san lucido

È per questo che molta gente, svegliata dai forti botti oppure solo di passaggio, a quell’ora del 16 gennaio si è recata a vedere cosa mai stesse succedendo appena dietro il municipio di San Lucido, appena davanti la sala polifunzionale e appena sotto le scuole. Qualcuno poi ha composto il 113 per chiamare la polizia e il 115 perché accorressero i pompieri. Perché questo che vi raccontiamo è un fatto di fuoco.

Un filo della corrente elettrica che corre lungo il muro esterno della palestra delle scuole elementari, a pochi metri dal municipio, è esploso. Gli scoppi sono fortissimi, le scintille illuminano il piazzale antistante la sala polifunzionale come fosse mezzogiorno. I ragazzi filmano la scena coi telefonini, «in diretta – dicono – da San Lucido». I vigili del fuoco di Paola, ai comandi del caposquadra Vilardi, tengono il lampeggiante dell’autopompa acceso, la situazione sotto controllo e la gente lontana dalle scintille.

Inizialmente non è chiaro se si tratti di un danno provocato oppure no. Certamente però qualcosa sulla linea non ha funzionato, e quel qualcosa è il dispositivo di sicurezza che, in caso di cortocircuito, stacca la corrente sulla linea interessata. Ma l’aggeggio a quanto pare non ha fatto il suo dovere, così il cortocircuito si è sviluppato in un grosso incendio lungo il cavo, che tra l’altro dovrebbe essere di fattura recente.

Una lettura dei fatti, questa, che ci viene fornita dal caposquadra Vilardi, ma che l’Enel, che arriverà per staccare la corrente manualmente ed intervenire sulla linea, non ha voluto né smentire, né confermare. Pure la mattina dopo, quando la società è tornata per ripristinare la linea e fornire provvisoriamente l’energia elettrica al municipio e alle scuole elementari, collegati tramite il cavo bruciato, ha preferito parlare genericamente di «un guasto».

Anche l’ingegnere Carlo Zicarelli, dirigente dell’Ufficio tecnico comunale per il settore lavori pubblici e manutenzione, esclude il dolo: «Non è certo stato un attentato». Più che altro, dunque, si parla di un incendio non provocato.

GUARDA IL FOTOREPORTAGE

GUARDA IL VIDEOREPORTAGE

Tags: ,

Neanche finiamo di dirlo, o meglio di scriverlo, che a San Lucido un’automobile è finita in fiamme quando, ad inchiostro ancora fresco, giunge la notizia di tre pescherecci bruciati.

peschereccio bruciato

Proprio due giorni fa ci eravamo augurati che l’incendio della vettura di un giovane del posto fosse uno spiacevole incidente piuttosto che l’inizio di una nuova stagione dolosa. La notte successiva, più o meno allo stesso orario (l’una), tre pescherecci ormeggiati nel porticciolo di San Lucido sono andati distrutti dalle fiamme. Pare che sia stato dato fuoco ad uno di essi e che l’incendio si sia poi esteso alle barche vicine.

Il peschereccio che è finito nel mirino è quello di Benito Mazza, noto pescatore del luogo nonché ex assessore e consigliere comunale. Uno di quelli che quando c’è da fare battaglia non si tira indietro; che quando c’è da difendere le ragioni dei pescatori (e le ragioni dei pescatori sono quelle di molte famiglie) non si fa pregare per scendere sui binari, per occupare le stanze delle istituzioni o per partecipare ad una manifestazione.

Stavolta però è diverso, perché il suo ruolo in questa vicenda non è quello di protagonista, ma di vittima di un brutto episodio, di un genere di fatto che a San Lucido, purtroppo, non è infrequente.

Secondo il suo racconto, l’orologio segna mezzanotte e quaranta minuti quando i vicini di casa l’avvisano che il peschereccio “Sant’Antonio” va in fiamme. Mazza corre sul posto e trova il natante bruciare in mezzo al porticciolo. I vigili del fuoco fanno fatica a spegnere l’incendio, che distrugge praticamente tutto, con un danno di 100mila euro.

L’unica certezza di Mazza è l’origine dolosa del fatto che, per il resto, non riesce a spiegarsi, «anche perché – dice – personalmente non ho avuto da dire con nessuno, non ho sospetti sul conto di alcuno, né mi sono state fatte richieste di alcun genere».

Nella scorsa primavera, dopo diverse fasi d’allarme, gli incendi e i danni alle auto, ai mezzi da lavoro e anche alle reti da pesca erano diventati pane quotidiano per noi cronisti. Poi, lo dicevamo ieri, sembrava essere tornata la calma. È durata poco.

Ci pare urgente, prima che si sconfini nuovamente nel reato quotidiano, che i controlli da parte delle forze dell’ordine si facciano più pressanti; che, se necessario, venga intensificata l’opera di prevenzione e repressione, come del resto era stato deciso nel summit di giugno tra l’ex sindaco Borsani e il viceprefetto Covato. Ne va della già compromessa sicurezza cittadina.

Tags: ,