I lavori non sarebbero potuti iniziare
SAN LUCIDO. «I lavori non possono assolutamente essere ripresi perché non sarebbero potuti iniziare».
Non lascia scampo il parere legale del municipio sul giallo delle polizze assicurative scomparse riguardanti i lavori di ristrutturazione e recupero dell’ex Onpi.
Interventi per 5miliardi di vecchie lire che, consegnati a fine 2002, si sarebbero dovuti concludere due anni dopo.
Così non è stato, tant’è che il cantiere è fermo dal 2005 e tale rischia di rimanere.
Infatti, in mancanza delle polizze previste da contratto, i lavori non possono riprendere perché a queste condizioni non sarebbero mai dovuti iniziare.
In foto: Casa Serena ex Onpi di San Lucido
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SAN LUCIDO. S’inserisce nel dibattito che Calabria Ora ha aperto e porta avanti sull’iter storico e politico che condusse, tra gli anni ’80 e ’90, alla posa dei pennelli sul litorale di San Lucido il consigliere comunale di minoranza Vittorio De Bartolo, figlio di Mariano, braccio destro in quegli anni dell’allora sindaco Mario Amendola.
Barriere architettoniche non previste. Sale il prezzo
I riferimenti normativi per l’accessibilità e contro le barriere architettoniche esistono sin dagli anni ‘70 del secolo scorso. Per quanto riguarda le legislazione più recente, particolarmente significativo è il decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1996, n. 503 (pubblicato in S.O. della G.U. 27 settembre 1996, n. 227) – Regolamento recante norme per l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici, spazi e servizi pubblici.
Ma prima ancora che un obbligo legislativo, trionferà mai il dovere etico di pensare anche e prima a chi non è autonomo, a chi è costretto a spostarsi su una sedia a rotelle?
Si tratta di una tariffa da corrispondere allo Stato. Nel campo della telefonia, grava solo sui possessori di abbonamento, considerato che i costi delle ricariche sulle carte prepagate sono stati recentemente aboliti. Sono due i tipi di utenza telefonica: ad uso affari e residenziale. Il comune di San Lucido avrebbe dovuto pagare quella del primo tipo, trattandosi di un’utenza non privata. La tassa ammonta a 12,91 euro al mese per ogni scheda sim.
La vicenda rappresenta un cavallo di battaglia elettorale
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