Giunta Borsani

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Nunziata:«Così facendo dovrebbero essere invalidate anche le elezioni di Camera e Senato»

SAN LUCIDO. Il popolo avrebbe dovuto mandare a casa la maggioranza Borsani e non il Consiglio di Stato: è l’opinione del medico e politico Franco Nunziata.

municipio di san lucido«Sono preoccupato, a livello personale, per la sentenza – scrive in una nota stampa – non solo perché una lunga gestione commissariale porterà inevitabilmente San Lucido ad essere amministrata senza la naturale partecipazione democratica, ma anche perché il valore della decisione giurisprudenziale adottata dal superiore organo legiferante potrebbe avere una portata ben più grande e pericolosa per tutta l’Italia. E’ a tutti notorio infatti che la norma prevista dal nuovo codice sulla privacy di non riportare la diagnosi sui certificati medici per il voto assistito è stata e viene osservata nella maggior parte dei casi di elezioni comunali, provinciali, regionali e politiche. Analogamente quindi a quanto è avvenuto per San Lucido, potrebbero essere invalidate numerose altre votazioni in diversi altri comuni d’Italia e della Calabria, per diverse province e regioni ad anche per Camera e Senato, considerato che, pure in quelle circostanze, si è autorizzato il diritto di voto senza che sul certificato esibito risultasse la precisa malattia. La certezza del diritto non può che essere uguale per tutti i cittadini italiani ed in tutte le occasioni, per cui da San Lucido potrebbe partire un vero e proprio caso nazionale».

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Gli atti d’accusa che pendono sul capo degli esponenti di maggioranza

SAN LUCIDO. Oltre il blitz c’è un lavoro quotidiano di raccolta d’informazioni e fascicoli per l’Arma dei carabinieri. I filoni d’inchiesta intrapresi sono moltissimi e vanno ad associarsi alle indagini già aperte su questioni diverse.

Municipio di San LucidoInnanzitutto però le perquisizioni di venerdì. In base a fogli e file sequestrati, le autorità indagano in questi giorni su numerosi aspetti amministrativi.

Eccone alcuni, estratti dal decreto di perquisizione disposto dalla Procura della Repubblica di Paola tramite i pm Facciolla e Berni Canani.

Si va:

- dalle «“sanatorie” da parte dell’amministrazione comunale di opere edilizie da anni accertate come illecite e abusive ma mai demolite» allo «“sblocco” di situazioni di inedificabilità di intere aree del territorio comunale interessate, anni addietro, da movimenti franosi (Granoriso e Pollella)»;

- dalla «nomina “pilotata” dell’arch. Santo Garofalo, tecnico già “vicino” e di provata affidabilità e disponibilità, a responsabile dell’Ufficio tecnico attraverso la predisposizione di un bando apposito ed in modo predeterminato» alla «continuazione dei lavori di recupero e ristrutturazione dell’ex Onpi con metodiche illecite e tali da depauperare gli ingenti finanziamenti a suo tempo erogati dalla Regione Calabria, con arricchimento indebito della ditta aggiudicatrice dell’appalto e verosimile locupletatio da parte degli amministratori stessi» fino all’esecuzione dei lavori «in assenza delle polizze assicurative obbligatorie»;

- dall’«individuazione di interventi urgenti invero finalizzati a “recuperare” danaro dalle casse comunali per fini personali» ai «falsi reiterati su delibere di giunta comunale»;

- dall’«allontanamento degli amministratori dissenzienti, sino al punto da fare sottoscrivere ai componenti la maggioranza un “atto di impegno” a non dissentire, a pena di finire come “Cavaliere”, per l’appunto il consigliere-assessore defenestrato» alla «distrazione di finanziamenti della Regione Calabria vincolati ad interventi nelle zone interessate da dissesto idrogeologico su terreni diversi sui quali insistono interessi privati degli amministratori di maggioranza» e altro: ci torneremo.

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Il commissario incontra la giunta uscente e si mette all’opera

SAN LUCIDO. Un lungo incontro con gli ex; poi Carlo Ponte ha preso ufficialmente in mano le redini del comune di San Lucido.

municipio san lucidoE’ lui, come avevamo anticipato qualche giorno fa, il commissario prefettizio incaricato di reggere il municipio da qui a un anno. Giunto ieri mattina puntualissimo alle ore 9,30, è stato subito ricevuto dal sindaco Carlo Borsani e dal vice Roberto Pizzuti.

Lungo le due ore circa in cui s’è trattenuto con loro, il commissario ha ricevuto anche gli assessori Loredana Pastore, Maria Rosaria Losso e Rosario Frangella e il consigliere Libero Polizza.

Intanto, fuori dalla porta, più nessuno. Solo gli impiegati fanno capolino, per riunirsi poi davanti alla macchinetta del caffè. Per il resto, gli ex amministratori passano nel territorio neutro del corridoio perché improvvisamente negli uffici non c’è più niente di cui occuparsi.

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Prima dodici avvisi di garanzia, poi altri nove

SAN LUCIDO.
A San Lucido non si smette di parlare del blitz dell’Arma dei carabinieri scattato nelle prime ore del mattino del 29 giugno scorso.

Blitz carabinieri San LucidoQuesto ed altri avvenimenti hanno profondamente scosso infatti la cittadina tirrenica, non già immune da turbamenti: appena il giorno prima delle perquisizioni a carico di amministratori e professionisti, avevano fatto il giro del paese altri avvisi di garanzia.

La Procura della Repubblica di Paola indaga a tappeto sulla vicina realtà sanlucidana almeno su due fronti: da un lato le indagini del pm Domenico Fiordalisi, dall’altro quelle dei colleghi Eugenio Facciolla e Stefano Berni Canani.

S’ipotizzano, in quest’ultimo caso, reati come estorsione, associazione a delinquere, falso materiale e ideologico in atto pubblico, abuso d’ufficio, peculato.

Le informazioni di garanzia e, in nove casi, le perquisizioni hanno squarciato come lampi il cielo già nero di San Lucido, quando ancora batteva il temporale Consiglio di Stato.

In foto: i carabinieri presso il municipio di San Lucido, lo scorso 29 giugno [clicca qui per ingrandire]

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Presunti affari illeciti in Comune, blitz dell’Arma

SAN LUCIDO. Ieri, ore 7 del mattino. A San Lucido i carabinieri bussano alla porta di nove persone per acquisire materiale probatorio nell’ambito di indagini volte ad accertare responsabilità su reati che vanno dall’estorsione al peculato, dall’abuso d’ufficio al falso materiale e ideologico in atto pubblico al concorso in tali reati fino all’associazione per delinquere.

San Lucido blitz carabinieriQueste infatti le disposizioni della Procura della Repubblica di Paola, che ha emesso lo scorso 27 giugno un decreto di perquisizione locale e personale a carico di nove persone firmato dai pm Eugenio Facciolla e Stefano Berni Canani.

I militari dell’Arma dunque suonano al campanello del sindaco Carlo Borsani, del vice Roberto Pizzuti, degli assessori comunali Maria Rosaria Losso e Loredana Pastore, dei consiglieri Benito Mazza e Libero Polizza, e di uno dei due responsabili dell’ufficio tecnico comunale, Santo Garofalo; ma anche di Antonello Provenzano e Rosario Sessa.

Per il «fondato motivo» di ritenere di poter rinvenire gli atti originali relativi a una lunga serie di vicende, vengono perquisiti appartamenti e locali annessi, uffici e studi, eventuali veicoli di proprietà o in uso e le stesse persone iscritte nel registro degli indagati e naturalmente la sede municipale.

Cartelle piene di documenti, computer fissi e portatili, supporti informatici dai cd alle pendrive, agende telefoniche e dispositivi in grado di contenere informazioni sono posti sotto sequestro dai carabinieri.

In foto: i carabinieri presidiano le entrate al municipio [clicca qui per ingrandire]

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Pizzuti: «Tutto questo finirà in una bolla di sapone»

SAN LUCIDO. San Lucido ieri mattina si è svegliata blindata come mai. Mentre a casa di amministratori e professionisti i carabinieri sequestrano fascicoli e computer, fuori i paesani aprono gli occhi su una giornata che solo chi non c’era non potrà ricordare.

San Lucido blitz carabinieriCarabinieri in piazza, dentro e fuori il municipio, pattuglie e camionette ovunque si voltino gli occhi. Va bene che San Lucido non potrebbe essere più sicura di così, ma perché tanto spiegamento di forze?

Se lo domandano i cittadini: ancor vivo è il dibattito sulle sorti dell’amministrazione appena delegittimata dal Consiglio di Stato che già si pone prepotentemente un nuovo argomento non meno importante su cui discutere.

Le voci si rincorrono veloci tra la gente che si affolla soprattutto intorno al municipio, quando oramai sono le ore 8 e molti carabinieri sono attenti e appostati alle entrate del palazzo.

C’è il tenente Salvatore Amodio del Comando di Paola che subito chiarisce il motivo del presidio. Nove persone (e dodici siti) sono stati perquisiti tra amministratori e professionisti su disposizione della Procura.

Impressiona sentir di reati (ipotizzati) come estorsione, peculato, abuso d’ufficio, falso in atto pubblico, associazione a delinquere in un paese piccolo così che non t’immagini neanche s’arrivi mai a parlarne.

Certo è che per la maggioranza uscente, prima dello scioglimento ufficiale del consiglio, è un ultimo giorno in municipio difficile da dimenticare. Tuttavia si mostrano sereni Carlo Borsani, Roberto Pizzuti, Maria Rosaria Losso, Loredana Pastore, Nicola Montagnese e Rosario Frangella (che con Leverino Bruno sono rimasti fuori dal tornado), Benito Mazza e Libero Polizza che incrociamo in municipio.

In foto: i carabinieri portano via un computer dal palazzo municipale
[clicca qui per ingrandire]

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SAN LUCIDO. Stamattina nel centro tirrenico sono stati perquisiti case e locali di amministratori, tecnici e professionisti. I Carabinieri di tutta la provincia di Cosenza hanno eseguito le disposizioni della Procura della Repubblica di Paola.

aggiornamentoAggiornamento: le perquisizioni hanno riguardato 9 persone e 12 tra case, uffici e locali.

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«Quella di sindaco e vice sindaco è una reazione spropositata»

SAN LUCIDO. Una «reazione spropositata» quella del sindaco uscente Carlo Borsani e del vice Roberto Pizzuti alla sentenza del Consiglio di Stato con cui, il 26 giugno, sono state annullate le elezioni del maggio 2006 secondo Carlo Di Buono, consigliere di minoranza.

Carlo Di BuonoEgli commenta così le dichiarazioni rese da Borsani e Pizzuti appena saputo dell’invalidazione del voto che un anno prima li aveva incoronati alla guida del paese: «Sono sinceramente colpito dal grave livello qualitativo delle affermazioni rilasciate da Borsani e Pizzuti in merito alla sentenza del Consiglio di Stato. È veramente inconcepibile che persone che rappresentano le istituzioni da tanti anni utilizzino espressioni quali “vittoria meschina”, “barbarie dal punto di vista sociale”, per commentare la decisione dell’organo di più alto grado della giustizia amministrativa nel nostro Paese», afferma Di Buono.

In foto: Carlo Di Buono, consigliere di minoranza

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La maggioranza ricorrerà in Cassazione e andrà anche al Tar

SAN LUCIDO. L’atto terzo l’avevamo annunciato ieri, anticipando la probabilità che il sindaco delegittimato dal Consiglio di Stato, Carlo Borsani, si rivolga alla Corte di Cassazione contro la sentenza dello stesso CdS con la quale due giorni fa sono state annullate le elezioni che l’hanno visto vincitore.

Oggi potremmo parlare di un atto quarto, preannunciando inoltre che con una certa probabilità lo stesso sindaco e la maggioranza uscente promuoveranno ricorso al Tar contro il decreto di scioglimento del consiglio comunale che presto verrà notificato al Comune di San Lucido dalla Prefettura di Cosenza. Un doppio fronte di difesa andrà dunque ad aprirsi.

Roberto PizzutiIl terzo grado di giudizio si suppone venga seguito dallo stesso avvocato che ha curato i primi due, Francesco Perri del Foro di Cosenza; il ricorso al Tar contrario allo scioglimento del consiglio invece dovrebbe essere affidato ad altro legale. In questa fase la maggioranza pare stringersi compatta intorno al sindaco, a partire dal vice Roberto Pizzuti.

Intanto però quest’ultimo, secondo fonti attendibili, avrebbe promosso già nel mese di marzo un’indagine per verificare la legittimità di una sua terza candidatura a sindaco dopo i due mandati amministrativi interrottisi con la sfiducia, il primo a dicembre 2001 e il secondo a ottobre 2005.

La sequenza delle consiliature risulterebbe spezzata dalla parentesi Borsani, consentendo al vice di potersi riproporre in qualità di primo cittadino.

In foto: Roberto Pizzuti, vicesindaco di San Lucido

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