Nunziata:«Così facendo dovrebbero essere invalidate anche le elezioni di Camera e Senato»
SAN LUCIDO. Il popolo avrebbe dovuto mandare a casa la maggioranza Borsani e non il Consiglio di Stato: è l’opinione del medico e politico Franco Nunziata.
«Sono preoccupato, a livello personale, per la sentenza – scrive in una nota stampa – non solo perché una lunga gestione commissariale porterà inevitabilmente San Lucido ad essere amministrata senza la naturale partecipazione democratica, ma anche perché il valore della decisione giurisprudenziale adottata dal superiore organo legiferante potrebbe avere una portata ben più grande e pericolosa per tutta l’Italia. E’ a tutti notorio infatti che la norma prevista dal nuovo codice sulla privacy di non riportare la diagnosi sui certificati medici per il voto assistito è stata e viene osservata nella maggior parte dei casi di elezioni comunali, provinciali, regionali e politiche. Analogamente quindi a quanto è avvenuto per San Lucido, potrebbero essere invalidate numerose altre votazioni in diversi altri comuni d’Italia e della Calabria, per diverse province e regioni ad anche per Camera e Senato, considerato che, pure in quelle circostanze, si è autorizzato il diritto di voto senza che sul certificato esibito risultasse la precisa malattia. La certezza del diritto non può che essere uguale per tutti i cittadini italiani ed in tutte le occasioni, per cui da San Lucido potrebbe partire un vero e proprio caso nazionale».
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Innanzitutto però le perquisizioni di venerdì. In base a fogli e file sequestrati, le autorità indagano in questi giorni su numerosi aspetti amministrativi.
E’ lui, come avevamo anticipato qualche giorno fa, il commissario prefettizio incaricato di reggere il municipio da qui a un anno. Giunto ieri mattina puntualissimo alle ore 9,30, è stato subito ricevuto dal sindaco Carlo Borsani e dal vice Roberto Pizzuti.
Questo ed altri avvenimenti hanno profondamente scosso infatti la cittadina tirrenica, non già immune da turbamenti: appena il giorno prima delle perquisizioni a carico di amministratori e professionisti, avevano fatto il giro del paese altri avvisi di garanzia.
Queste infatti le disposizioni della Procura della Repubblica di Paola, che ha emesso lo scorso 27 giugno un decreto di perquisizione locale e personale a carico di nove persone firmato dai pm Eugenio Facciolla e Stefano Berni Canani.
Carabinieri in piazza, dentro e fuori il municipio, pattuglie e camionette ovunque si voltino gli occhi. Va bene che San Lucido non potrebbe essere più sicura di così, ma perché tanto spiegamento di forze?
Aggiornamento: le perquisizioni hanno riguardato 9 persone e 12 tra case, uffici e locali.
Egli commenta così le dichiarazioni rese da Borsani e Pizzuti appena saputo dell’invalidazione del voto che un anno prima li aveva incoronati alla guida del paese: «Sono sinceramente colpito dal grave livello qualitativo delle affermazioni rilasciate da Borsani e Pizzuti in merito alla sentenza del Consiglio di Stato. È veramente inconcepibile che persone che rappresentano le istituzioni da tanti anni utilizzino espressioni quali “vittoria meschina”, “barbarie dal punto di vista sociale”, per commentare la decisione dell’organo di più alto grado della giustizia amministrativa nel nostro Paese», afferma Di Buono.
Il terzo grado di giudizio si suppone venga seguito dallo stesso avvocato che ha curato i primi due, Francesco Perri del Foro di Cosenza; il ricorso al Tar contrario allo scioglimento del consiglio invece dovrebbe essere affidato ad altro legale. In questa fase la maggioranza pare stringersi compatta intorno al sindaco, a partire dal vice Roberto Pizzuti.
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