Giunta Borsani

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Lo studio legale genovese incaricato dall’ex giunta di valutare la possibilità di presentare richiesta di riesame della sentenza con cui il Consiglio di Stato ha annullato il voto elettorale del maggio 2006 ha dichiarato l’intenzione concretizzabile. Lo rende noto il sindaco uscente, Carlo Borsani.

carlo borsani

Ieri, da noi contattato, Borsani ha riferito che, d’accordo con lo studio dell’avvocato Maria Luisa Sarni di Genova, la richiesta di riesame sarebbe stata presentata tra giovedì e venerdì presso il Consiglio di Stato.

Secondo quanto sostiene l’ex primo cittadino, era stata valutata inizialmente la possibilità di presentare ricorso presso la Cassazione ma, ritenendo non ci fossero gli estremi per tale iniziativa perché essa dovrebbe basarsi su vizi di natura tecnica che invece non sarebbero stati riscontrati nel corpo della sentenza, si è deciso di seguire un’altra strada, in base a due valutazioni che invece aprirebbero la via alla richiesta di riesame: il fatto che la sentenza si baserebbe su considerazioni ipotetiche e non su fatti concreti; il calcolo numerico relativo ai voti di lista, che viene ritenuto inesatto e comunque inammisibile.

In base a questi assunti lo studio legale genovese avrebbe ritenuto possibile presentare la richiesta di riesame. Borsani dà per certa l’iniziativa proprio in base al fatto che i legali gli hanno assicurato la fattibilità della stessa.

Dunque l’atto terzo del Progetto Ribaltone segna l’esportazione della contesa in alta Italia, essendo le carte attualmente allo studio dell’avvocato di Genova. Borsani riferisce di aver preferito affidare l’incarico a legali non del luogo per evitare i legami con il posto e ribadisce che la richiesta di riesame è volta a tutelare l’interesse di tutti gli elettori sanlucidani, non solo quello della sua parte, colpita da una sentenza che l’ha costretta a lasciare il municipio ad appena un anno dall’insediamento.

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Ad un avvocato genovese si sono rivolti l’ex sindaco Carlo Borsani e i suoi perché si occupi della rievocatoria della sentenza con cui il Consiglio di Stato, il 26 giugno scorso, ha annullato il voto elettorale di un anno prima, determinando lo scioglimento del consiglio comunale.

Carlo Borsani

Si tratta di un professionista specializzato in questo genere di contenziosi, al quale l’ex maggioranza affida il compito di «difendere i diritti di tutti i cittadini usurpati del loro voto dato secondo coscienza, indipendentemente dal fatto che esso sia andato alla nostra o all’altra parte».

È quanto afferma Borsani, che abbiamo raggiunto telefonicamente. Se potesse, ci dice, questa richiesta di revocatoria la firmerebbe lui, ma «lo farà un cittadino a nome di tutti»: spetterà a lui il compito di difendere le ragioni non soltanto di chi promuove l’appello, ma di tutti i sanlucidani in quanto elettori.

Sostiene infatti il sindaco uscente che «è una questione di diritto dei cittadini che hanno votato e che si sono visti annullare il voto. Una violazione dei diritti per la quale avremmo potuto andare a Strasburgo».

Invece si resta in Italia per dire che «la sentenza contiene a nostro avviso un sacco di incongruenze, basandosi su teoremi matematici inediti e calcoli numerici per così dire avventurosi che non tengono conto dei diritti dei cittadini e dell’espressione di voto, aprendo una questione morale e politica. Il ragionamento fatto ci pare un po’ strano. Crediamo ci sia un palese errore di calcolo, insomma che i conti non tornino. Ma questo è soltanto il fatto più evidente. Per questo l’avvocato sta riesaminando completamente la sentenza, che riteniamo totalmente sbagliata. Finché sul suo contenuto non sarà fatta chiarezza, non si può parlare di elezioni», aggiunge Carlo Borsani. «Se poi dovessero esserci ritardi, non sarebbe certo dipeso da noi. Non è certo mia responsabilità se le motivazioni sono uscite a novembre».

Il riferimento è al timore, espresso qualche giorno fa da Giuseppe Cavaliere, che la richiesta di riesame possa ritardare troppo il ritorno dei sanlucidani alle urne, in base al quale l’ex assessore ha invitato a rinunciare all’iniziativa «per il bene cittadino». Ma Borsani replica: «Il fatto che Cavaliere si inserisca in mezzo a due solo per benedire non serve a niente».

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La battaglia che non c’è in assise va in onda in tribunale. È infatti ancora conflitto aperto tra maggioranza e opposizione uscenti di San Lucido che, se sul piano elettorale sono oramai ex, su quello legale a quanto sembra continuano ad incrociare le spade. E la guerra si combatte ancora sul campo del Progetto Ribaltone.

Chi credeva che la saga sul ricorso della minoranza per l’annullamento delle operazioni di voto del maggio 2006, giunto a buon fine con la sentenza favorevole del Consiglio di Stato del 26 giugno scorso, fosse giunta a conclusione quel giorno, probabilmente dovrà ricredersi.

carlo borsani

All’atto primo e secondo (presso il Tar e il CdS), potrebbe seguire il Progetto Ribaltone atto terzo. Infatti sarebbe intenzione della maggioranza uscente, con l’ex sindaco Carlo Borsani in testa, riaprire il caso ed opporsi proprio oggi alla sentenza del CdS che l’ha mandata a casa.

Esistono buoni margini di probabilità che entro il 7 gennaio 2008, cioè non oltre i sessanta giorni dalla pubblicazione della decisione del CdS, Borsani e company richiedano il riesame. Una mossa questa che era stata caldeggiata dal legale che ha seguito la maggioranza sia al Tar sia al CdS.

L’avvocato Francesco Perri, da noi sentito, aveva infatti manifestato, sulle colonne di Calabria Ora, forti perplessità sulle motivazioni che hanno indotto il collegio dei giudici della quinta sezione del CdS a disporre l’annullamento del voto di maggio, sostenendo persino ci fossero «tutti gli estremi per una revocatoria» della sentenza. A quanto pare, Borsani e i suoi devono aver valutato attentamente il suo parere, tanto da presentare l’istanza di riesame.

Se ciò dovesse trovare conferma nei fatti, le conseguenze per la minoranza di Progetto San Lucido sarebbero almeno due: dovrebbe organizzare l’ennesima colletta per pagare l’avvocato, che finora è stato Oreste Morcavallo; potrebbe vedere fallire il Progetto Ribaltone.

Intanto però un lungo periodo di commissariamento avrebbe già fatto il suo corso. Che, per una minoranza che ha sostenuto: «Meglio il commissario che quella giunta», non sarebbe neppure tanto male.

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«Il riesame? Sì, ma solo se ad aprile sarà campagna elettorale». Giuseppe Cavaliere, ex assessore della giunta Borsani ma distante più che mai da questa come dall’opposizione, commenta così la possibile istanza di ricorso della maggioranza uscente.
Giuseppe Cavaliere

«Se questa può garantire che il riesame si concluderà in tempo per poter votare a maggio, va bene; ma se così non è, non commetta l’errore che ha già fatto la minoranza: quello di scegliere strade penalizzanti per la cittadinanza», dichiara Cavaliere.

A suo parere, se da una parte l’ex maggioranza non fa altro che reagire alle iniziative avversarie in un ping-pong infinito di ricorsi, dall’altra si mette sullo stesso piano di una minoranza che non ha saputo incassare la sconfitta e che «ha presentato un ricorso (basato su certificati medici che essa stessa, per la maggior parte, ha fatto) del quale si poteva benissimo fare a meno e che personalmente non ho mai condiviso, infischiandosene della cittadinanza. Borsani non faccia lo stesso errore».

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Il gruppo di Borsani contro l’ordinanza di nomina del commissario Ponte

SAN LUCIDO. Il giorno decisivo per le speranze di riscossa della maggioranza uscente è il 13 settembre, quando si riunirà la Camera di Consiglio presso il Tribunale amministrativo regionale della Calabria che stabilirà se accogliere o meno il ricorso di Borsani e i suoi contro il decreto di nomina del commissario prefettizio Carlo Ponte, incaricato dalla Prefettura di reggere il municipio di San Lucido fino a prossima elezione degli organi di governo cittadino.

municipio di san lucido

L’ex sindaco Carlo Borsani, il vice Roberto Pizzuti e i suoi assessori Maria Rosaria Losso, Loredana Pastore e Nicola Montagnese si sono opposti al decreto dopo che il Consiglio di Stato, il 26 giugno, si è espresso per l’annullamento delle elezioni comunali del maggio 2006.

Il legale al quale è stata affidata la vertenza, l’avvocato Marco Chirizzi, sostiene «l’illegittimità del decreto del Prefetto» essendo stato emesso «sulla base del solo dispositivo di sentenza che si configura come un provvedimento di carattere temporaneo» che precede la sentenza vera e propria: dal momento che solo quest’ultima renderebbe valida a tutti gli effetti la decisione dei giudici, prima che venga emessa ogni atto sarebbe irregolare perché «illegittimo e intempestivo».

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Progetto ribaltone, i «pizzutiani» al Tar – 2 agosto 2007

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Presto si andrà al voto e l’ex amministratore comunale ne ha per tutti

SAN LUCIDO. Maggioranza e minoranza uscenti? Giuseppe Cavaliere, già assessore comunale, le boccia entrambe e con esse le rispettive iniziative, quelle prese e quelle mancate.

Si parte dalla prima.

Giuseppe Cavaliere

Com’è noto, l’ex sindaco Carlo Borsani e i suoi hanno deciso di ricorrere al Tar contro il decreto di nomina del commissario prefettizio ritenendo non abbia validità prima dell’emissione della sentenza del Consiglio di Stato.

Circostanza che potrebbe verificarsi a breve, vanificando il tentativo di riscatto della maggioranza sull’opposizione uscita vittoriosa dal Progetto Ribaltone.

Cavaliere, oltre a bocciare il piano di minoranza per annullare le elezioni, dice un secco no anche alla risposta di Borsani presso il Tar: «Non si gioca con la casa dei cittadini. Il ricorso dell’ex sindaco è privo di significato perché serve a tornare in municipio per mezza giornata perché la sentenza del CdS potrebbe arrivare da un momento all’altro. Forse hanno dimenticato qualcosa nel palazzo?».

Ma un sms Cavaliere lo invia anche agli ex consiglieri di opposizione e c’è scritto: «Per quale motivo quest’anno nessuno di voi si è levato in protesta per il circo nel campo sportivo come l’anno scorso, quando le strutture erano tuttavia molto più piccole? Forse avete cambiato idea sulla bontà dello spettacolo o vi è venuta un’improvvisa voglia di circo? Oppure certe proteste si fanno soltanto quando c’è il “nemico” in comune?».

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SAN LUCIDO. La risposta di Borsani al trionfo del Progetto Ribaltone passa dal Tar.

Carlo Borsani San Lucido E’ stato presentato ieri un ricorso al Tribunale amministrativo regionale firmato dall’ex sindaco Carlo Borsani, dal vice Roberto Pizzuti e dai suoi assessori Maria Rosaria Losso, Loredana Pastore e Nicola Montagnese contro il decreto con il quale il Prefetto di Cosenza ha nominato Carlo Ponte commissario del comune di San Lucido, dopo che il Consiglio di Stato, il 26 giugno, si è espresso per l’annullamento delle elezioni comunali del maggio 2006.

Il legale al quale è stata affidata la vertenza, l’avvocato Marco Chirizzi, sostiene «l’illegittimità del decreto del Prefetto» essendo stato emesso «sulla base del solo dispositivo di sentenza che si configura come un provvedimento di carattere temporaneo» che precede la sentenza vera e propria: dal momento che solo quest’ultima renderebbe valida a tutti gli effetti la decisione dei giudici, prima che venga emessa ogni atto sarebbe irregolare perché «illegittimo e intempestivo».

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Tiene banco in Comune la querelle sulle anomalie contabili

SAN LUCIDO. Tocca ora al commissario prefettizio dottor Carlo Ponte e al vice dottore Stefano Tenuta occuparsi dei problemi di natura finanziaria più volte segnalati dalla Corte dei Conti.

corte dei contiIndiscrezioni parlano di una nota inviata al municipio dalla stessa Corte il 26 giugno scorso, proprio mentre a Roma il Consiglio di Stato sentenziava l’annullamento del voto amministrativo e poneva le basi per lo scioglimento del governo cittadino. Il documento solleciterebbe quei precisi interventi sulle casse municipali già indicati mesi fa.

Da parte sua, il commissario avrebbe assicurato provvedimenti rapidi.

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Stop agli aumenti di spesa per il personale comunale – 19 giugno 2007

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L’inchiesta penale interessa anche la selezione e l’ingaggio dell’architetto esterno

SAN LUCIDO. Se c’è uno che se ne può stare tranquillamente seduto nel suo ufficio senza tema di sfratto, a quanto pare quello è l’architetto Santo Garofalo.

Eugenio FacciollaLa sua posizione alla guida dell’Utc non pare infatti a rischio, s’è vero che il tipo di contratto del quale è titolare, essendo stato stipulato in seguito a una selezione, non è vincolato al mandato dell’amministrazione che lo ha assunto.

Rispetto al collega del settore lavori pubblici e manutenzione, l’ingegnere Carmine Presta, e alla neoresponsabile della Ragioneria, Antonella Mele (che restano sui cocci di bottiglia perché sul loro destino il commissario non ha ancora firmato disposizioni ufficiali), Garofalo può ritenersi in una botte di ferro. Almeno ancora per un anno e mezzo, cioè prima che scada il suo rapporto di lavoro con l’Ente.

Tuttavia la Procura della Repubblica di Paola indaga proprio sull’iter concorsuale che l’ha condotto dietro quella scrivania, oltre che sulla sua passata condotta proprio come dirigente dell’ufficio presso il quale è stato nuovamente assunto a dicembre 2006.

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Esponenti di giunta avrebbero usato i telefoni per scopi personali

SAN LUCIDO.
Con gli amministratori, sono stati dimissionati pure i loro telefoni cellulari. Di nuovo chiusi nelle scatole originali, i terminali sono tornati da mamma Wind subito dopo che l’ex sindaco Carlo Borsani ha ufficialmente consegnato il Comune nelle mani del commissario prefettizio Carlo Ponte.

nokia e61Se gli amministratori di maggioranza uscenti si sono trattenuti ancora un po’ per un’ultima, ufficiosa riunione municipale, i telefonini sono presto migrati altrove.

Su quelle costose scatolette parlanti di plastica buona si sono concentrate da subito molte polemiche, in particolare da quando è sorto l’atroce dilemma: si tratta di un comodato senza spese oppure di un acquisto salato?

A questo punto ci si domanda se mai il mistero troverà una risposta certa. Forse sì, visto che la Procura della Repubblica di Paola indaga tra le altre cose anche su quei telefonini.

Dal decreto di perquisizione locale e personale del 27 giugno 2007 dei pm Eugenio Facciolla e Stefano Berni Canani, posto in essere il giorno 29 successivo; punto numero 10: «Acquisto, utilizzo e spese relativi ai telefoni cellulari in carico al Comune di San Lucido impiegati per fini personali».

Questa una tra le sedici contestazioni di reato elencate nel documento. I magistrati dunque indagano anche sulle utenze telefoniche, dalla fase di «acquisto» (che forse è un affitto) alle modalità di utilizzo fino ai costi delle chiamate, effettuate, secondo la Procura, «per fini personali».

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