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SAN LUCIDO – Scorrere il rendiconto sulla gestione finanziaria del Comune nel corso del 2009, approvato in Consiglio comunale pochi giorni fa, aiuta a “tirare le somme” – è il caso di dirlo – sul lavoro svolto dal primo cittadino Antonio Staffa nel primo anno gestito interamente da sé.

L’Esecutivo da lui guidato è infatti in carica dal giugno del 2008. Dopo i primi mesi di “rodaggio” (necessari ad una squadra di neofiti della politica come la sua), il primo gennaio 2009 Staffa ha raccolto la sfida con l’amministrazione del paese per un intero anno solare. Ma con quali risultati?

Antonio Staffa

Lo evidenzia bene proprio il rendiconto sulla gestione finanziaria: dietro ai numeri ed alle percentuali si nasconde, infatti, la volontà dell’Amministrazione in carica. Tra voci d’entrata e d’uscita, è possibile quindi individuare i campi sui quali essa ha deciso di scommettere.

La maggior parte dei fondi sono stati impegnati, nel corso del 2009, per il settore sociale, che resta il principale ambito d’intervento, seguito dall’amministrazione generale e dalla gestione del territorio, a discapito di settori come il turismo, sui quali invece un Comune marittimo come San Lucido dovrebbe investire. E se ancora non può considerarsi a regime il recupero dell’elusione e dell’evasione fiscale (che ha fruttato solo 22mila euro), le casse comunali hanno risentito dell’abolizione dell’Ici sulla prima casa, con una perdita di 100mila euro rispetto all’anno precedente. Rimane comunque un avanzo d’amministrazione di 147mila euro.

Da parte sua, il sindaco è ottimista. «Le casse comunali godono di ottima salute», sostiene Staffa. «I conti per il 2009 sono sani ed il bilancio è solido. Sono diminuiti i contenziosi grazie all’adozione del prospetto di parcella che consente di tenere sotto controllo le spese per i legali. Abbiamo promosso diverse opere pubbliche – continua il sindaco – attraverso l’accensione di mutui e raggiunto risultati importanti sul campo del precariato. Siamo intervenuti quindi a trecentosessanta gradi, senza dimenticare le criticità».

Maria Francesca Calvano
“Gazzetta del Sud”, 27.09.2010

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SAN LUCIDO – «Pagheremo l’ultima rata del mutuo quando mio figlio avrà trentuno anni»: il motivo addotto dalla consigliera di minoranza Loredana Pastore nell’annunciare il proprio voto contrario all’approvazione dei debiti contratti per i lavori sul torrente Pesce riassume bene le ragioni per cui i diversi gruppi d’opposizione hanno detto no al riconoscimento della legittimità delle somme non iscritte in bilancio.

Sull’argomento si sono tenute due sedute consiliari su tre, nel corso delle quali sono stati convalidati più scaglioni di debiti fuori bilancio: quelli maturati per la ricostruzione del lungomare, quelli per i lavori eseguiti presso il torrente Pesce e i debiti dovuti a parcelle legali inevase nelle consiliature precedenti.

Ai primi due si rimedierà tramite mutuo per circa un milione e 300mila euro, «e sarebbero stati molti di più se io e il consigliere Amendola non avessimo presentato un’interrogazione al sindaco sui costi dei lavori al torrente, grazie alla quale l’Ente ha potuto risparmiare 77mila euro, che non sono pochi», ha sostenuto Roberto Filippo dai banchi dell’opposizione durante il Consiglio di mercoledì. La circostanza è dovuta al fatto che per gl’interventi era stato utilizzato il prezziario regionale del 2007 in luogo di quello più recente, che prevede importi minori.

«Avevo fatto mia la proposta di portare il debito riconoscibile da 154 ad 85mila euro già nella seduta di lunedì – ha ribattuto il sindaco Antonio Staffa – ma, nonostante siamo d’accordo sul prezzo, la minoranza si ostina a creare contrapposizioni». Il primo cittadino inoltre, nel controbattere alle proteste sull’accensione del mutuo, ha fatto presente che «anche Amendola – che aveva lasciato il Consiglio subito dopo l’inizio – da sindaco contrasse un mutuo che finiremo di pagare nel 2017».

Sarà invece con fondi di bilancio che si rimedierà da qui al 2012 ai debiti per parcelle legali, ammontanti a 90mila euro. Il contenzioso sarà comunque oggetto di un prossimo Consiglio, come promesso da Staffa su proposta di Roberto Filippo, che ha inoltre richiesto l’istituzione di una Commissione consiliare per il bilancio.

L’approvazione degli equilibri finanziari a maggioranza (col voto contrario dell’opposizione e l’astensione del consigliere Vittorio Calomeni) ha infine chiuso il capitolo economico e con esso la tre giorni consiliare.

Maria Francesca Calvano
“Gazzetta del Sud”, 24.09.2010

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SAN LUCIDO – L’Assise cittadina si è riunita ieri (per la terza volta in tre giorni) per verificare gli equilibri finanziari, ma prima ancora per valutare – dopo aver riconosciuto, lo scorso lunedì, la legittimità dei debiti contratti per la ricostruzione del lungomare – ulteriori somme non iscritte in bilancio, questa volta derivanti da parcelle legali inevase. All’ordine del giorno anche i debiti riguardanti i lavori sul torrente Pesce. Quest’argomento era stato già discusso nel primo Consiglio della settimana, ma la votazione in merito era stata rimandata su proposta del sindaco Antonio Staffa perché alcuni documenti non risultavano firmati.

Sul riconoscimento della seconda e terza tranche di debiti Staffa ha ottenuto ancora una volta la fiducia dei suoi, così come aveva guadagnato alzate di mano tutte favorevoli nella votazione sul riconoscimento dei debiti riguardanti il lungomare. In tutte le occasioni, se la maggioranza s’è dimostrata compatta nel difendere la legittimità dei debiti contratti, altrettanto coesa è stata l’opposizione nell’esprimere voto contrario al loro riconoscimento e, più in generale, nel criticare la gestione finanziaria dell’Ente.

La minoranza, infatti, ha sostenuto a più riprese che non ci siano i presupposti per l’approvazione dei debiti, in particolare di quelli accumulati per il finanziamento delle opere pubbliche sul lungomare e sul torrente Pesce. Anche durante la seduta consiliare di martedì l’opposizione ha sollevato diversi dubbi, tanto che il rendiconto della gestione finanziaria 2009 discusso in quella sede è stato approvato a maggioranza, col voto contrario di Progetto Democratico e l’astensione di Rinascita. Assente invece Direzione San Lucido.

Con la verifica del permanere degli equilibri di bilancio si chiudono le incombenze finanziarie cui provvedere secondo normativa entro fine mese. S’è trattato di un passaggio fondamentale per la tenuta dell’Amministrazione comunale. A questo proposito, rimane ancora da sciogliere il nodo sulla composizione della Giunta, ma il varo del nuovo Esecutivo dovrebbe avvenire a breve.

Maria Francesca Calvano
“Gazzetta del Sud”, 23.09.2010

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Anche il Comune di San Lucido beneficerà del fondo stanziato dalla Regione Calabria – circa 5 milioni di euro – per il miglioramento dei servizi di depurazione e fognatura nei paesi di mare. Il Municipio ha ottenuto da Palazzo Campanella un contributo di 23mila euro da impiegare per l’ottimizzazione delle infrastrutture fognarie e depurative cittadine.
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Tagli alle indennità di posizione per i responsabili di settore e messa a punto del sistema di videosorveglianza. Sono queste alcune tra le proposte che la maggioranza porterà all’attenzione del Consiglio comunale nella seduta convocata per il 7 giugno alle ore 19.

Il sindaco Antonio Staffa chiederà all’Assise di approvare la tassa per la nettezza urbana per come rideterminata – l’aumento della tariffa viene portato dal 30 al 20 per cento – ed alcune variazioni al bilancio di previsione dell’esercizio finanziario corrente. Si tratta di misure che, se approvate dal Consiglio, consentiranno appunto di prevedere in bilancio una spesa di 15mila per la creazione di un sistema di videosorveglianza e tagli per la stessa cifra sulle indennità di posizione.

Il controllo capillare del territorio comunale, o almeno dei punti sensibili, rappresenta oramai un’esigenza: il patrimonio pubblico, così come quello privato, è spesso soggetto a furti e danneggiamenti. La videosorveglianza può aiutare ad individuarne i responsabili o almeno fungere da deterrente. Le videocamere saranno posizionate presso le scuole elementari e medie, il municipio, la Piazzetta Panoramica e in località Miccisi, adibita abitualmente a discarica abusiva.

Per quanto riguarda invece i tagli alle indennità di posizione, la variazione prevede decurtamenti per 3mila euro a testa annuali: i cinque responsabili di settore non percepiranno più 9mila, bensì 6mila euro.

Pubblicato su “Gazzetta del Sud” il 04.06.2010

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«Le ridicole enunciazioni di principio non incantano più gli elettori, turlupinati da ben due anni di disamministrazione comunale. Anch’essi si sono resi conto che il paese ha toccato il fondo»: così Franco Nunziata, componente dell’Assemblea Nazionale del Partito Democratico, sulla giunta guidata da Antonio Staffa. «San Lucido – afferma – ha bisogno di progetti di eccellenza per sopravvivere ed i suoi attuali amministratori ne sono privi».

Il dirigente Pd tira le somme del biennio amministrativo e, tra le altre cose, mette in conto: «i debiti fuori bilancio che hanno destato dubbi anche di carattere legale»; «i 400mila euro di mutuo per lavori tecnicamente inutili come quelli alla Piazzetta Panoramica», mentre la periferia «ancora aspetta strade ed acqua potabile»; «il danaro buttato a mare da lavori di ripristino del lungomare verosimilmente non eseguiti a regola d’arte»; «gli sprechi relativi ad incarichi legali che si sarebbero potuti risolvere con un poco di buon senso»; «i nuovi balzelli per la fognatura e la spazzatura, non giustificati da nessuna miglioria dei servizi» ed «un altro mutuo da 200mila euro che graverà sui nostri posteri» per acquisto di mezzi comunali. Risultato: la giunta Staffa, «nella totale assenza d’idee e programmi, continua a sperperare il patrimonio pubblico indebitando inesorabilmente il Comune».

Pubblicato su “Gazzetta del Sud” il 03.06.2010

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Il prossimo giovedì 29 aprile, alle ore 18.30, i sanlucidani hanno un appuntamento con la democrazia. Quel giorno, a quell’ora si riunirà infatti il consiglio comunale in prima convocazione (la seconda convocazione è fissata per il 30 aprile alle ore 16.30). Maggioranza e opposizione si confronteranno sul principale strumento di pianificazione amministrativa: il bilancio comunale (ed annessa relazione revisionale e programmatica). Il documento, oltre a fare i conti in tasca al municipio, rispecchia i piani dell’amministrazione, che tramite esso stabilisce i settori e gli ambiti sui quali la giunta guidata da Antonio Staffa intende puntare per lo sviluppo di San Lucido. Altro argomento di forte interesse i lavori pubblici. L’amministrazione informerà il consiglio ed i cittadini sulle opere pubbliche in programma da qui ad un anno e nel prossimo triennio.

All’ordine del giorno:

1. Approvazione verbali seduta precedente.
2. Manovra tariffaria esercizio 2010. Presa d’atto ed approvazione.
3. Determina aliquota Ici anno 2010.
4. Determina aliquota Irpef anno 2010.
5. Approvazione programma triennale Lavori pubblici ed elenco annuale.
6. Approvazione bilancio di previsione esercizio 2010 e relazione revisionale e programmatica e bilancio pluriennale 2010/2012.

©Maria Francesca Calvano – Tutti i diritti riservati

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Decisamente accesa la seduta del consiglio comunale di San Lucido del 16 ottobre. Basti pensare al fatto che, in conclusione, l’opposizione ha invitato il sindaco Antonio Staffa a dimettersi, essendo stato «sfiduciato» dalla sua maggioranza. Che, da parte sua, ha confermato la compattezza della squadra amministrativa.

All’ordine del giorno, i debiti fuori bilancio. Staffa dà lettura del documento contabile elaborato dal responsabile del settore finanziario, il direttore generale Giuseppe Santoro, al quale è stato assegnato l’ufficio. Il funzionario ha calcolato che l’Ente ha circa 450mila euro di debiti fuori bilancio riconoscibili e 100mila non riconoscibili. Staffa precisa a più riprese, aprendo il dibattito sul punto, che «è il consiglio a decidere sui debiti da riconoscere e non riconoscere» e che quindi la proposta portata in assise potrebbe uscirne stravolta, laddove l’assemblea si pronunci diversamente.

Ma prima che si passi all’analisi delle singole voci, volta a valutare la riconoscibilità dei debiti, il gruppo di minoranza Progetto democratico, guidato da Mario Amendola, annuncia che al momento della votazione lascerà l’aula, adducendo una serie di motivi: il collegio dei revisori dei conti è assente, una recente pronuncia della Corte dei conti non è stata portata all’attenzione del consiglio (circostanza che a suo parere non permette di approvare la permanenza degli equilibri di bilancio) e «non è chiaro perché alcuni debiti siano considerati riconoscibili ed altri no». Per maggior chiarezza, Progetto suggerisce quindi di istituire una commissione finanze e tributi.

«Ben venga la proposta della commissione», risponde Staffa, che precisa però: «L’autorevole parere dei revisori non è richiesto ed è comunque successivo rispetto alla delibera del consiglio» e spiega: «Gli uffici hanno lasciato la libertà al consiglio di decidere se i debiti si possono riconoscere oppure no. Essi hanno espresso un parere per analogia perché l’anno scorso il commissario (prefettizio, Carlo Ponte, ndr) ha dichiarato le stesse parcelle riconoscibili e non riconoscibili in base al requisito della certezza». «Non è corretto – incalza quindi il sindaco, rivolgendosi ad Amendola e al suo collega Roberto Filippo – che ogni volta che c’è da votare vi alzate e ve ne andate. È un atteggiamento scorretto nei confronti di quest’assemblea. La cittadinanza vuole sapere come la pensate». Negli ultimi tre consigli comunali, il gruppo d’opposizione Progetto democratico si è astenuto dalla votazione, talora lasciando l’aula, di quasi tutti i punti, con l’eccezione delle approvazioni dei verbali delle sedute precedenti e della solidarietà ai popoli oppressi (più tardi prenderà parte al voto sulla permanenza degli equilibri finanziari). «Dica ai suoi elettori – aggiungerà in un secondo momento il sindaco, riprendendo il filo del discorso, durante uno scontro con Amendola – che votare i debiti fuori bilancio implica una responsabilità personale. Queste sono furbate».

Amendola e Filippo sono accusati cioè di scansare la responsabilità che comporta votare a favore o contro la riconoscibilità di un debito maturato dall’ente: esprimersi in merito significa infatti dichiararsi disposti o meno ad ammettere che il professionista che ha prestato un servizio (nella stragrande maggioranza dei casi i debiti corrispondono a parcelle legali ed a consulenze tecniche insolute) abbia diritto ad ottenere un compenso dal comune. Astenendosi dalla votazione, invece, non si prende alcuna posizione in proposito. Progetto giustifica la decisione col fatto che l’assemblea «non ha i crismi della legittimità», come afferma Amendola. Al quale non manca, in quest’occasione, l’assistenza di Roberto Pizzuti che, esprimendo «solidarietà ad Amendola e Filippo», dichiara anch’egli che «la votazione è illegittima» e ricorderà le «responsabilità dei singoli consiglieri» nell’approvazione dell’atto. Da qui la richiesta che gli atti del consiglio vengano inviati a Prefettura e Corte dei conti, com’è stato fatto, peraltro, per la maggior parte delle delibere d’assise, dall’insediamento ad oggi.

«Vedremo cosa diranno Prefettura e Corte dei conti», ribatte Staffa, sostenendo che «la seduta è legittima e ne è testimone la nostra presenza qui» e che «non è tollerabile che si parli ogni volta di illegittimità. Non avete le competenze per fare queste affermazioni».

L’adunanza riconosce 200mila euro circa di debiti, da finanziare in parte tramite l’avanzo di amministrazione, in parte negli esercizi finanziari 2009 e 2010. La maggioranza vota a favore, Pizzuti, unico rappresentante dell’opposizione, esprime invece voto contrario. Amendola e Filippo assistono alla votazione dal fondo della sala. Una volta conclusasi, tornano al loro posto. Dunque lo scontro.

«La tua maggioranza stasera ti ha sfiduciato», sostiene Amendola. «Fossi al tuo posto, mi dimetterei», cavalca l’onda Pizzuti. Ma Antonio Staffa e i suoi, tutt’altro che d’accordo, ribattono che «la maggioranza è unita e compatta» e che «consenso unanime» c’è stato sulle scelte operate nel corso dell’assemblea. Che non si chiude qui. Segue il voto sulla permanenza degli equilibri di bilancio: favorevole la maggioranza, contraria l’opposizione. Progetto compreso, stavolta.

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In tre ore d’orologio la maggioranza di Antonio Staffa ha illustrato ai numerosi cittadini presenti due sere fa nella sala polifunzionale le condizioni in cui versa l’ente, al quale il nuovo governo ha potuto tastare il polso dall’insediamento, nel maggio scorso, ad oggi. Essenzialmente, le casse comunali sono vuote e le opportunità di programmazione sono perciò piuttosto scarse per tutti gli assessorati. Tempi di vacche magre dunque.

«Quest’amministrazione si è trovata a gestire un bilancio pari allo zero», ha detto Staffa dopo aver sottolineato che le somme a disposizione sono state «sgonfiate dai debiti fuori bilancio contratti negli anni precedenti»: «Strano perciò leggere che abbiamo noi responsabilità quando ancora l’anno scorso pagavamo 223mila euro di debiti fuori bilancio, da ascrivere all’amministrazione Pizzuti, e 154mila euro di partite sospese che ci portiamo dietro dall’amministrazione Amendola», ha dichiarato il sindaco replicando alle dichiarazioni dell’opposizione dei giorni scorsi.

E duramente criticata è stata proprio la «campagna stampa» delle forze di minoranza, basata per Staffa su «informazioni manipolate. Questo gruppo gode di ottima salute, perciò ci dovrete sopportare per i prossimi cinque anni. Non è previsto nessun rimpasto a settembre», ha precisato il primo cittadino. Gli ha dato man forte il vicesindaco Francesco Sgroi: «Paradossale quello che sta accadendo: i problemi di questo paese ricadono su un’amministrazione in carica da tre mesi quando dall’altra parte del consiglio c’è gente che ha amministrato per anni», ha dichiarato.

Tornando alle finanze, a proposito in particolare di spese legali, Staffa ha evidenziato come in alcuni casi, per aver ragione su un cittadino che ha promosso ricorso contro il pagamento di pochi euro, ne siano stati spesi 3mila per la parcella dell’avvocato.

Il sindaco ha inoltre aggiunto che proprio le condizioni economiche dell’ente non consentono di stabilizzare tutti i lavoratori lsu e lpu. Le trattative, in ogni caso, hanno condotto ieri ad un primo risultato: il comune avrebbe prospettato l’assunzione di alcuni tra i precari, i quali hanno quindi sospeso lo stato d’agitazione in attesa dell’incontro tecnico che si terrà martedì. Oltre che di passato e di presente, s’è parlato anche del futuro prossimo: assessori e consiglieri, uno dopo l’altro, hanno illustrato alcune tra le attività in programma per i vari settori.

«Voglio dire – ha detto Staffa prima di chiudere – che abbiamo voluto, con quest’incontro, scattare una fotografia e non parlare male di altre amministrazioni o scaricare le responsabilità per non fare nulla». Roberto Pizzuti, in quarta fila, ne ha preso nota sulla sua agenda rossa.

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Bilancio di previsione e piano triennale dei lavori pubblici, strumento urbanistico, assunzione del dirigente dell’Ufficio tecnico, acquedotto Prato-Cerasuolo, rapporti con il personale, assunzione di vigili provvisori, raccolta dei rifiuti solidi, rimpasto. Sono i tanti argomenti di una nota stampa del gruppo consiliare d’opposizione Progetto Democratico, coordinato da Mario Amendola.

«Senza alcun pregiudizio», Progetto giudica «deludente” l’esordio dell’amministrazione guidata da Antonio Staffa, in carica dal maggio scorso, in quanto «la giunta non ha ancora affrontato i problemi che affliggono San Lucido» e si è dimostrata «priva di idee» anche nell’ordinario. «Non esiste traccia della “rivoluzione culturale” tanto sbandierata durante la campagna elettorale. mario amendolaStiamo assistendo ad una strana e preoccupante fase di involuzione politica determinata da una certa chiusura al dialogo con l’opposizione, le organizzazioni sindacali, il personale, la cittadinanza», sostiene Progetto.

Una «chiusura» che per il gruppo si è manifestata innanzitutto in sede di discussione del bilancio: «Era l’occasione buona per un pacato e proficuo confronto sul documento che riveste carattere di primaria importanza per la vita del nostro Comune. È stata invece la prova di un arroccamento da parte della maggioranza nei confronti di una minoranza che, pur nel rispetto dei ruoli, cercava di dimostrare le numerose e macroscopiche irregolarità amministrative e contabili, rispetto all’unica scelta politica: l’aumento ingiustificato dei tributi».

Strumento urbanistico: Progetto chiede «che sia il consiglio comunale a decidere sulle scelte urbanistiche» e rispetto al «preoccupante silenzio» del sindaco domanda: «Aspetta forse la nomina di un commissario ad acta?». E dopo aver criticato la scelta di ricorrere ad un contratto di diritto privato per l’assunzione di Elio Furioso presso l’Utc e formulato l’augurio che si svolga un concorso pubblico, Progetto Democratico elenca «stranezze e irregolarità» nell’operazione acquedotto, chiedendone conto al sindaco.

Si apre poi il capitolo sul personale. Premettendo che quest’ultimo «ha il dovere di rispettare le norme e i contratti vigenti» e invitando «chi ha responsabilità istituzionali» a «cercare di stabilire con i dipendenti un rapporto di reciproco rispetto finalizzato al miglioramento della qualità dei servizi», il gruppo di minoranza afferma poi che la giunta ha assunto «un atteggiamento a dir poco insofferente» nei confronti dei dipendenti comunali, «soprattutto verso i lavoratori socialmente utili».

Tali «attriti» si sarebbero verificati anche nell’organizzazione del concorso per l’assunzione a tempo determinato dei vigili urbani, «con scambi di accuse e reciproche contestazioni da parte dei Responsabili», «nel silenzio totale del sindaco, come se questo teatrino non lo interessasse» e col risultato che «le strade sono abbandonate a se stesse» e «le speranze dei tanti giovani che avevano sperato nell’assunzione sono appese ad un filo». Emerge poi che «l’ultimo contratto stipulato prevede la raccolta per sei giorni alla settimana, esclusa la domenica» e che «non è previsto il lavaggio dei cassonetti. Figuriamoci – esclama Progetto – cosa succederà in agosto!».

Infine il presunto rimpasto con l’inserimento di assessori esterni, che sarebbe previsto per il mese di settembre: «La sostituzione – chiede Progetto al sindaco – è frutto dell’insufficienza degli assessori in carica oppure deve onorare accordi preelettorali contratti? Se è vera la seconda ipotesi, poteva evitare la farsa della nomina e, a distanza di pochi mesi, della defenestrazione».

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