Elezioni

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Per ironia della sorte, il Progetto Ribaltone di Progetto San Lucido è riuscito grazie alle irregolarità contro cui lo stesso Progetto San Lucido ha puntato il dito.

Infatti, il presupposto fondamentale su cui il Consiglio di Stato ha basato la fondatezza del ricorso in appello di Progetto, dopo la bocciatura da parte del Tar Calabria, consiste proprio nel fatto che i 61 voti che il CdS ha dichiarato irregolari potrebbero essere attribuiti alla lista che ha perso le elezioni: Progetto San Lucido.

Progetto Ribaltone, ennesima contraddizione

Questo numero di voti consente, secondo il CdS, di mettere in discussione il risultato elettorale, perciò di superare la cosiddetta “prova di resistenza”, della quale abbiamo più volte parlato nel nostro viaggio tra le pieghe del Ribaltone.

Cerchiamo di tradurre in numeri le determinazioni del CdS. La lista che ha vinto le elezioni, Terzo Millennio, capeggiata dall’ex sindaco Carlo Borsani, ha totalizzato 2024 voti; quella che ha perso, Progetto San Lucido, capitanata da Bruno Bruno, ne ha messi insieme 1952. La differenza consiste dunque in 72 voti.

Perché le elezioni possano considerarsi in discussione, i voti irregolari devono essere almeno 73, tant’è che dal primo ricorso al Tar all’appello presso il CdS, Progetto ha fatto in modo che tale numero lievitasse da 79 ad 86 appunto per assicurarsi un bel pacchetto di contestazioni. Il CdS abbassa però la soglia dei voti irregolari anche rispetto alla quota iniziale, portandola a 61.

Un numero considerato comunque sufficiente per mettere in discussione il risultato elettorale perché, sottraendo 61 voti alla lista vincitrice (2024 meno 61 fa 1963) ed attribuendoli a quella perdente (1952 più 61 fa 2013), quest’ultima avrebbe vinto le elezioni per 50 voti.

Interrogandoci sul motivo per il quale essi dovrebbero essere attribuiti proprio alla lista perdente (il ricorso non si basa sulla corretta attribuzione dei voti ma sulla loro stessa regolarità), evidenziamo il fatto che il CdS, nel fare i calcoli necessari per ritenere superata la prova di resistenza, dà luogo ad un incredibile paradosso: Progetto San Lucido vince il ricorso perché proprio ad esso potrebbero essere attribuiti quei voti che lo stesso Progetto ha contestato perché irregolari.

L’ennesima contraddizione di Progetto San Lucido e del suo Ribaltone.

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Riguardo al Progetto Ribaltone, le sole cose su cui, prima di oggi, era possibile avere un’idea chiara consistevano nei verdetti emessi sul ricorso in due gradi di giudizio, presso il Tar prima e il Consiglio di Stato poi.

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Per il resto, il tentativo in sede legale di annullare le elezioni aveva mantenuto, prima del 7 ottobre scorso, alcune zone d’ombra, sin da quando Progetto San Lucido l’aveva partorito, nel giugno 2006, ad elezioni appena perdute.

Di chiaro c’era il fine ultimo dell’iniziativa di minoranza: mandare a casa per la terza volta di seguito la maggioranza in carica, e mandarcela prima possibile.

Poco rumore l’opposizione aveva fatto invece sul mezzo scelto per arrivarci, quello di contestare la formula utilizzata per compilare i certificati medici per il voto assistito del quale, presumibilmente, hanno beneficiato, in stile bipartisan, l’una e l’altra parte, vincitori e vinti, dunque anche coloro che quegli stessi certificati li hanno poi portati davanti ai giudici per annullare il verdetto delle urne.

Si attendeva che qualcuno spiegasse ai sanlucidani che hanno votato per ottenere un governo l’iniziativa di farlo cadere, e di farlo cadere portando sotto processo proprio quei certificati, che peraltro nessuno aveva mai contestato nei seggi e che pare si siano rivelati irregolari agli occhi di Progetto San Lucido solo dopo aver perso le elezioni, improvvisamente.

Una risposta a tutto questo sarebbe dovuta arrivare da una manifestazione pubblica promessa subito dopo la presentazione del ricorso ma mai tenuta. La motivazione del Progetto Ribaltone è apparsa invece sulla stampa: è una questione di democrazia, disse Bruno Bruno; se le regole democratiche non sono state rispettate, la legge deve ripristinarle.

Ma è davvero da quest’incontrollabile esigenza di verifica dei certificati, del modo esatto di compilarli, che nasce il Progetto Ribaltone?

Mario Amendola, lo scorso 7 ottobre, nell’ambito della manifestazione pubblica che ha segnato il ritorno in “piazza” di Progetto San Lucido, ha affermato: «Abbiamo fatto cadere l’amministrazione perché eravamo convinti che, poiché questa era la fotocopia di quella precedente, avrebbe fatto ancora male a San Lucido».

E la questione democratica? E i certificati? Il Progetto Ribaltone è nato forse indipendentemente dall’una e dagli altri?

Stando a quanto ha dichiarato Amendola, pare di sì. In fondo si tratta di una questione di gusti. Naturalmente quelli dell’opposizione, alla quale certo la maggioranza eletta non poteva andare a genio.

Fonte immagine: Ca-gi.it.

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Quando tira aria di elezioni, la sinistra litiga e gli avversari vincono

SAN LUCIDO. Le prime parole di Progetto San Lucido, dopo una lunga fase taciturna, non possono certo dirsi ben augurali per il futuro, tanto da far pensare che stia per aprirsi una stagione tutt’altro che quieta per la coalizione di centrosinistra sanlucidana che il 7 ottobre è tornata a parlare pubblicamente alla cittadinanza.

litigio

La manifestazione tenutasi quel giorno ha rotto, e ha rotto malamente, un silenzio durato ben un anno e mezzo, come in un prolungamento del silenzio elettorale prima del voto del maggio 2006.

Interrotto soltanto dalla cerimonia d’insediamento e dai vari consigli comunali, convocati nemmeno troppo spesso, il silenzio dell’opposizione non è stato infranto nemmeno per spiegare alla cittadinanza il perché e il per come del ricorso presentato per annullare le elezioni perse.

Nemmeno per tenere quella manifestazione pubblica sul Progetto Ribaltone che si sarebbe dovuta tenere subito dopo aver depositato il ricorso al Tribunale amministrativo regionale della Calabria o il successivo appello al Consiglio di Stato. Nonostante le promesse.

E anche oggi Progetto San Lucido rompe il silenzio non per parlare della strada fatta, ma per disegnare quella da fare.

Bruno Bruno

Bruno Bruno, aprendo la manifestazione del 7 ottobre, ha infatti bandito le «discussioni vecchie» e accennato solo brevemente al Progetto Ribaltone, e così Mario Amendola in chiusura dei lavori.

Progetto San Lucido adesso vuole discutere delle elezioni del 2008, non di quelle del 2006, ormai démodé. In piazza infatti c’è tornato «per costruire l’alternativa», come al solito all’egemonia del gruppo Pizzuti-Borsani che conquista un elettorato più ampio da tre consiliature.

Un’impresa ardua per un centrosinistra che puntualmente ha il fiato corto quando tira aria di elezioni e che si presenta alla cittadinanza con l’intento di farcela questa volta perché quella passata ha insegnato tanto, e che invece poi ricade negli stessi errori. Nelle stesse divisioni.

Progetto San Lucido è la “casa comune dell’intero centrosinistra” che ha perso inquilini strada facendo. Gli affezionati però rimangono.

Seduti in poltrona, il 7 ottobre, ci sono:

Bruno Bruno che aveva capeggiato la lista come candidato a sindaco ma poi si è dimesso da consigliere di minoranza «non essendo stato eletto nella carica detta»;

Roberto Filippo di cui non si contano più le candidature;

Mario Amendola di cui non si contano più le consiliature;

Carlo Di Buono, pluriconsigliere d’opposizione.

E di Ilde Di Bella, già candidata in lista, e Gianluca Veltri che rappresenta il volto nuovo di Rifondazione.

È da qui, e dai suoi sostenitori storici che emergono a turno dalla platea, che riparte Progetto San Lucido.

Forse però rimette in moto con la marcia sbagliata, tanto da andarsi subito a schiantare: lo scontro tra Mario Amendola e l’ex assessore Giuseppe Cavaliere che vi abbiamo raccontato ieri rappresenta quello che il centrosinistra non potrebbe permettersi se non vuole perdere possibili elettori.

Tra i banchi dell’opposizione e il consigliere “sciolto” della maggioranza si era sempre allungato un filo di “cooperazione a distanza”, come succede tra amici che sono tali perché hanno un nemico in comune.

Se quel filo comincia a sfilacciarsi, se proprio adesso arrivano i pugni dopo le carezze, non è certo una buona partenza per Progetto San Lucido.

Certamente le elezioni della prossima primavera sono ancora abbastanza lontane perché si possano ricucire gli strappi. O perché altri se ne possano procurare, all’interno forse dello stesso Progetto San Lucido che prima o poi dovrà anche fare i conti con questioni di cariche, ambizioni, visibilità e posti in lista.

Intanto, come al solito, l’asse Pizzuti-Borsani si gode comodamente lo spettacolo dei due litiganti.

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SAN LUCIDO. «Basta coi medici-sindaco». Una cosa è certa per Pietro Covelli, segretario dei Comunisti italiani di San Lucido: se c’è qualcuno che non è adatto a governare il paese, quello è il medico di professione.

medico

Sarà che gli ultimi esempi di questo tipo si chiamano Carlo Borsani e Roberto Pizzuti e che si tratta di militanti in partiti come Alleanza nazionale il primo e Forza Italia il secondo, ma Covelli ne è convinto: «Un medico non può fare il sindaco».

Il motivo è rappresentato dal fatto che «i medici hanno la cultura della cura e non della prevenzione, che invece è necessaria per una cittadina come la nostra. Alla malattia infatti non bisogna nemmeno arrivare, perché, lo sanno tutti, prevenire è meglio che curare».

E allora, se Covelli non discute Borsani o Pizzuti «in quanto persone, ci mancherebbe», li contesta «come medici che si candidano a sindaco».

E per provare che non è solo un escamotage per coprire un antagonismo legato piuttosto all’appartenenza politica, Covelli contesta pure Francesco Romeo, anch’egli medico ed ex sindaco, ma di sinistra.

Alla luce di queste esperienze, per il segretario Pdci «bisogna escludere i medici dalla candidatura alla guida del paese per le prossime elezioni».

Covelli guarda invece ad un primo cittadino figlio delle periferie, «un vero rappresentante dei problemi che riguardano quelle zone, che finora, con sindaci di diversa provenienza, non sono stati risolti».

A questo punto, se Roberto Pizzuti può tranquillamente continuare a risiedere in contrada Varco e Carlo Borsani in quel di Paola (più in periferia di così, rispetto a San Lucido, non si può), ad entrambi non rimane che cambiare mestiere.

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Dopo gli ultimi commissariamenti: «La politica una missione»

SAN LUCIDO. Settembre, guardando a maggio: il consigliere d’opposizione uscente Carlo Di Buono richiama l’attenzione sull’appuntamento dei sanlucidani col voto di primavera.

puzzleIl suo è un chiaro invito al «cambiamento politico e generazionale», per navigare nelle «calme acque della legalità, dello sviluppo e del benessere, lontano dalla desolazione, dai compromessi e dal clientelismo che hanno caratterizzato gli ultimi anni».

«La classe politica – afferma Di Buono – si interroghi su come attuare le scelte migliori per rispondere alla domanda di cambiamento che proviene con forza dalla cittadinanza.

Occorre partire dalle donne e dagli uomini liberi di San Lucido, da coloro che non temono di poter urtare gli interessi particolari di qualcuno, che schifano la cultura mafiosa e delinquenziale, che la combattono pretendendo il rispetto delle leggi, che intendono vivere la politica e l’amministrazione pubblica come una missione».

E l’appartenenza di partito? Le bandiere non sono fatte per seguire venti contrari, ma per essere annodate le une alle altre: «È anacronistico e stupido continuare a concepire la politica locale come uno scadente surrogato della politica nazionale, come se lo sventolio di bandiere di diverso colore potesse risolvere i problemi del paese».

Sarebbe molto più utile per Di Buono «recuperare il senso della collettività» unendo le persone intorno ad idee condivise: «Un centrosinistra serio – qui il monito – lavora in questa direzione, cambia il vecchio modo di far politica».

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SAN LUCIDO. La risposta di Borsani al trionfo del Progetto Ribaltone passa dal Tar.

Carlo Borsani San Lucido E’ stato presentato ieri un ricorso al Tribunale amministrativo regionale firmato dall’ex sindaco Carlo Borsani, dal vice Roberto Pizzuti e dai suoi assessori Maria Rosaria Losso, Loredana Pastore e Nicola Montagnese contro il decreto con il quale il Prefetto di Cosenza ha nominato Carlo Ponte commissario del comune di San Lucido, dopo che il Consiglio di Stato, il 26 giugno, si è espresso per l’annullamento delle elezioni comunali del maggio 2006.

Il legale al quale è stata affidata la vertenza, l’avvocato Marco Chirizzi, sostiene «l’illegittimità del decreto del Prefetto» essendo stato emesso «sulla base del solo dispositivo di sentenza che si configura come un provvedimento di carattere temporaneo» che precede la sentenza vera e propria: dal momento che solo quest’ultima renderebbe valida a tutti gli effetti la decisione dei giudici, prima che venga emessa ogni atto sarebbe irregolare perché «illegittimo e intempestivo».

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Ipotesi semiserie sui nomi delle prossime liste

SAN LUCIDO.
Forse per Carlo Borsani e Roberto Pizzuti sarebbe stato meglio presentarsi alle elezioni con una lista che si chiamasse Terzo Biennio piuttosto che Terzo Millennio.

Progetto Ribaltone Terzo BiennioL’idea di un altro mandato amministrativo che durasse almeno due anni (o comunque più di uno) sarebbe stata forse ben augurale per un futuro governo cittadino che dopo sole quattro stagioni ha dovuto obliterare al Consiglio di Stato un biglietto solo andata verso casa.

Ma che la giunta avrebbe avuto la vita di una farfalla allora nessuno poteva saperlo così da adottare la formula biennale, neanche coloro che hanno fatto in modo che fioritura breve fosse, dato che il ricorso di minoranza per l’annullamento delle elezioni è arrivato solo un mese dopo il verdetto delle urne.

E’ così che il Progetto Ribaltone di Progetto San Lucido ha avuto la meglio sul Terzo Biennio mancato di Terzo Millennio.

Comunque per pensare ad un nome che sia di buon auspicio c’è tempo un anno. Intanto azzardiamo qualche ipotesi semiseria.

La prossima denominazione di una lista Pizzuti potrebbe essere proprio Terzo Biennio, sempre che si creda nel fatto che nell’etichetta si nasconda inesorabile un destino. O magari si potrebbe esagerare con Triennio o Quadriennio.

Certo il massimo sarebbe Quinquennio, ma sono circostanze che San Lucido non vive da parecchio. Millennio in ogni caso pare eccessivo.

Da parte sua, Progetto San Lucido, augurandosi che non debba ripetersi neanche un anno (figuriamoci cinque) di governo avversario, ammesso che ci riprovi con lo stesso candidato, potrebbe orientarsi verso “Una volta per Bruno non fa male a nessuno”, così da incoraggiare da una parte l’alternanza al municipio e dall’altra fare propaganda elettorale per l’uomo di punta.


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Nunziata:«Così facendo dovrebbero essere invalidate anche le elezioni di Camera e Senato»

SAN LUCIDO. Il popolo avrebbe dovuto mandare a casa la maggioranza Borsani e non il Consiglio di Stato: è l’opinione del medico e politico Franco Nunziata.

municipio di san lucido«Sono preoccupato, a livello personale, per la sentenza – scrive in una nota stampa – non solo perché una lunga gestione commissariale porterà inevitabilmente San Lucido ad essere amministrata senza la naturale partecipazione democratica, ma anche perché il valore della decisione giurisprudenziale adottata dal superiore organo legiferante potrebbe avere una portata ben più grande e pericolosa per tutta l’Italia. E’ a tutti notorio infatti che la norma prevista dal nuovo codice sulla privacy di non riportare la diagnosi sui certificati medici per il voto assistito è stata e viene osservata nella maggior parte dei casi di elezioni comunali, provinciali, regionali e politiche. Analogamente quindi a quanto è avvenuto per San Lucido, potrebbero essere invalidate numerose altre votazioni in diversi altri comuni d’Italia e della Calabria, per diverse province e regioni ad anche per Camera e Senato, considerato che, pure in quelle circostanze, si è autorizzato il diritto di voto senza che sul certificato esibito risultasse la precisa malattia. La certezza del diritto non può che essere uguale per tutti i cittadini italiani ed in tutte le occasioni, per cui da San Lucido potrebbe partire un vero e proprio caso nazionale».

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Il commissario incontra la giunta uscente e si mette all’opera

SAN LUCIDO. Un lungo incontro con gli ex; poi Carlo Ponte ha preso ufficialmente in mano le redini del comune di San Lucido.

municipio san lucidoE’ lui, come avevamo anticipato qualche giorno fa, il commissario prefettizio incaricato di reggere il municipio da qui a un anno. Giunto ieri mattina puntualissimo alle ore 9,30, è stato subito ricevuto dal sindaco Carlo Borsani e dal vice Roberto Pizzuti.

Lungo le due ore circa in cui s’è trattenuto con loro, il commissario ha ricevuto anche gli assessori Loredana Pastore, Maria Rosaria Losso e Rosario Frangella e il consigliere Libero Polizza.

Intanto, fuori dalla porta, più nessuno. Solo gli impiegati fanno capolino, per riunirsi poi davanti alla macchinetta del caffè. Per il resto, gli ex amministratori passano nel territorio neutro del corridoio perché improvvisamente negli uffici non c’è più niente di cui occuparsi.

Leggi sullo stesso argomento:

Ultim’ora: San Lucido, è arrivato il commissario – 2 luglio 2007

Commissario prefettizio, forse sarà Carlo Ponte – 30 giugno 2007

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SAN LUCIDO. Se, ad elezioni annullate, la maggioranza è scontenta e l’opposizione beata, il motivo è identico e corrisponde al bene della cittadinanza. La prima pensa infatti a tutti i progetti incompiuti la cui realizzazione avrebbe potuto essere di beneficio per la collettività; la seconda a tutti quelli che, non essendo stati appunto concretizzati, otterranno lo stesso obiettivo. Punti di vista.

municipio san lucidoIn mezzo ci sono giusto i cittadini, anch’essi divisi tra quanti sostengono l’importanza, con la stagione estiva, della presenza di un’amministrazione comunale, e quanti invece, criticando la linea di giunta, accarezzano l’idea di un salutare anno sabbatico col commissario che duri fino a giugno 2008.

I giorni, tuttavia, potrebbero essere meno di 365 se il Tar, presso il quale, come anticipavamo ieri, Borsani vorrebbe ricorrere per opporsi al decreto di scioglimento del consiglio da parte del Prefetto, concederà la sospensiva che s’intende richiedere: in questo caso si “reinsedierebbe” la giunta in attesa della sentenza di merito. Intanto comunque la prassi procede regolarmente.

Spetta ora alla Prefettura di Cosenza disporre lo scioglimento del consiglio, cosa che avverrà con molta probabilità lunedì 2 luglio. A quel punto il portone del municipio si chiuderà alle spalle del sindaco per aprirsi al passo del commissario prefettizio, che risponde secondo indiscrezioni al nome di Carlo Ponte.

In foto: il municipio di San Lucido

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