Elezioni

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Arriva Oliverio. Il candidato alla presidenza della Provincia di Cosenza per il centrosinistra sarà oggi a Paola e a San Lucido per le ultime battute della campagna elettorale, prima del ballottaggio che deciderà l’elezione del consiglio provinciale di Cosenza. Mario Oliverio, annuncia una nota del Partito democratico sanlucidano, sarà a Paola alle ore 21, dunque raggiungerà la Piazzetta panoramica di San Lucido alle ore 22, dove sarà accolto dalla cittadinanza e dall’Amministrazione comunale intera. Al suo fianco i candidati alla carica di consigliere provinciale del collegio, oliverio.jpg«a dimostrare quanto ciascuno di loro ha creduto, non solo nella propria capacità di contributo all’attività amministrativa della provincia, ma anche e soprattutto nel progetto messo in campo da Oliverio in questi anni di governo condotti con assoluto rigore morale, con dedizione alla risoluzione dei problemi e tensione verso traguardi di crescita della nostra terra».

Per il Pd, «è quindi il momento in cui il popolo di centro-sinistra si stringa attorno al Presidente provinciale che ha saputo con grande competenza e determinazione avviare la provincia di Cosenza verso un cammino nuovo, di rivitalizzazione della politica vera, quella che sa incrociare i bisogni reali del nostro territorio per offrire risposte forti di cambiamento. Il Mezzogiorno e la Calabria, cancellati dall’agenda politica del centro-destra, hanno bisogno di questo cambiamento avviato da Oliverio per avere un rilancio reale che si trasformi di crescita complessiva. E la nostra provincia, la più grande della Calabria, può essere il trampolino di lancio, proprio perché parte avvantaggiato dal buon governo che ha caratterizzato il centro-sinistra. Basterà continuare con la politica ispirata alla trasparenza, alla coerenza coi principi ed i valori promossa in questi anni da Mario Oliverio».

«I nostri territori – continua il Pd – hanno bisogno di attenzione vera, quella che i governi di centro-destra non possono né vogliono garantire perché portatori di quella politica antimeridionalistica che parte dal governo centrale, hanno bisogno di investimenti in tutti i campi, di progetti adeguati e di ampio respiro, di accrescere l’occupabilità. Molto significativo ed apprezzato è stato l’intervento di Oliverio a San Lucido questa estate, dove il Presidente ha voluto e saputo creare tre giornate ispirate a valorizzare il nostro centro storico ed i prodotti tipici della nostra tradizione. È anche questo il segno di una sensibilità allo sviluppo della nostra terra, di cui il voto dei prossimi 21 e 22 giugno non dovranno privarci. Così come dobbiamo riconfermare la sana e buona politica di cui ha dato prova Oliverio, quella della trasparenza, della legalità, dell’equità sociale, quei principi amministrativi di cui abbiamo bisogno come il pane, per recuperare la fiducia dei giovani e della gente e riabilitare l’immagine della nostra terra. È il messaggio che il centrosinistra intero lancia all’elettorato del 21 e 22 giugno, perché riconfermando Oliverio Presidente della Provincia di Cosenza, possiamo garantire un futuro a noi ed ai nostri figli».

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Anche quella odierna sarà una giornata piena per l’elettore sanlucidano, che ha un appuntamento alle ore 17.00 nella sala polifunzionale coi candidati al consiglio provinciale Carlo Borsani (ex sindaco di San Lucido), Giancarlo Amendola, Paolo Mauro e Loris Franco Maselli della lista che sostiene Pino Gentile. Interverranno, nel presentarli, lo stesso Gentile, Pino Galati e Giampaolo Chiappetta (Popolari europei), Alfredo Iorio (Cosenza Regione), Giuseppe Gallo (Movimento cristiano meridionale) e Salvatore Magarò (Calabria riformista). Dopodiché, alle ore 19.30, l’elettore ha un altro appuntamento segnato in agenda, questa volta in Piazzetta panoramica, dove lo attende il comizio del candidato alla provincia Domenico de Rosa, anch’egli in sostegno della lista Gentile.

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Quella del 15 maggio scorso è stata, dal punto di vista elettorale, una giornata piuttosto impegnativa per i sanlucidani. Presso la sala polifunzionale del comune infatti si sono susseguiti i rappresentanti di due diversi schieramenti, i quali hanno proposto all’elettorato le proprie idee sulle competizioni provinciali del 6 e 7 giugno. Prima il Popolo della libertà, con Domenico de Rosa, Basilio Ferrari, Jole Santelli e Loredana Pastore. Poi la lista di centrosinistra di Mario Oliverio, affiancato da diversi candidati del collegio Paola-San Lucido, tra cui quali Graziano di Natale, Antonella Gioia e Francesco Sgroi.

Ecco le foto:

Popolo sovrano Il De Rosa saluto Pdl al femminile Il De Rosa discorso D'accordo Santelli style Chi sorride acconsente Ferrari-De Rosa Applauso Dimenticavo Mario Oliverio a San Lucido Visti da qui Antonella Gioia Francesco Sgroi Va' pensiero Penultima fila Riflettere Ragionamenti politici Sì, è lui Moltiplica per tre Dialogo

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esclusivo

E’ una vita che ti candidi o fai candidare alle elezioni e non riesci a vincere? Hai perso e fatto dolorosamente esperienza di quanto può costare caro mettere in atto un piano per annullare il voto? Hai dovuto fare collette varie per coprire le spese e il tuo conto in banca è in rosso? Sei ancora provato dallo sforzo economico? Sei alla ricerca di strategie alternative, che siano adattabili ad ogni tipo di competizione elettorale e soprattutto GRATIS?

Noi sappiamo come aiutarti! La soluzione di tutti i problemi si chiama:

DECALOGO DEL RIBALTONISTA PROFESSIONISTA

Quattro semplici parole, quattro semplici piani che ti permetteranno di non perdere mai più un’elezione! Leggi attentamente i nostri consigli e assapora già ora il gusto dolce della vittoria!

E se sei già stato sconfitto e non vuoi rassegnarti, no problem! Puoi ancora salvare la situazione, grazie al decalogo del ribaltonista professionista!

Attua i nostri piani, il successo è assicurato! Hanno nomi facili da ricordare, perché tu possa sempre tenere a mente il tuo obiettivo!

E ricorda: NON C’E’ DEMOCRAZIA CHE TENGA!

IL DECALOGO DEL RIBALTONISTA PROFESSIONISTA

Piano A, “PREVENIRE E’ MEGLIO CHE CURARE”: consiste nel fare in modo che il temibile avversario non arrivi affatto a candidarsi. Quando si tratta di candidature interne a qualche gruppo o partito o movimento o simili, uno dei modi più utilizzati per raggiungere tale obiettivo è la cosiddetta strategia del Superamento Name. Consiste nel tentare di sostituire il candidato indesiderato col proprio uomo facendo credere a tutti che il proprio uomo metta tutti d’accordo. In realtà si tratta semplicemente di un’imposizione della propria volontà sotto mentite spoglie. Laddove il temibile avversario dovesse non accettare il Superamento Name, si può sempre dire che non ha voluto dialogare.

Pro: in caso di successo, hai risolto un grande problema. Infatti, senza il temibile avversario in campo, la strada verso l’elezione sarà molto più facile.

Contro: in caso di insuccesso, sarà chiaro a tutti che per te il temibile avversario è appunto temibile.

Piano B, “NON ESISTE ALTRO CANDIDATO AL DI FUORI DEL TUO”: consiste nel fare in modo che la gente creda che il temibile avversario non sia candidato, quando invece lo è. In tal modo, le persone saranno convinte che non esiste candidato al di fuori del tuo, perciò non potranno che votare quest’ultimo.

Pro: in caso di successo, così come per il piano A, si può dire di aver risolto il problema più grande. Nello stesso modo, infatti, sarà avvenuta di fatto l’eliminazione dell’avversario.

Contro: si tratta di una strategia molto rischiosa in quanto è molto facile che la verità venga a galla e il piano smascherato. Il dato “candidatura” è infatti di tipo ufficiale, perciò difficilmente lo si può nascondere o dissimulare, a meno che gli strumenti d’informazione non ti diano una mano, prendendo per buona ogni cosa che esce dalla tua bocca.

Piano C, “LA LEGGE SEI TU”: ostacolare il normale procedimento elettorale, inventando vizi di forma vari. Concluse le operazioni di voto, dirai che i vizi di forma sollevati sono reali SOLTANTO se avrai perso le elezioni, che quindi considererai nulle. Segue ricorso al piano D. Se avrai vinto le elezioni, considererai il voto assolutamente regolare poiché avrai già raggiunto il tuo obiettivo.

Pro: considerato che il cavillo ha la sua importanza nella legge italiana, utilizzarlo per mettere in discussione un iter o un verdetto elettorale è spesso garanzia di successo, perciò la pratica va molto di moda. Se qualche volta dovessi dubitare della bontà del piano, ripensa al Progetto Ribaltone.

Contro: attuare il piano richiede un’indole molto sospettosa per quanto riguarda tutto ciò che compie il temibile avversario e una grande dose di attenzione per ogni minimo movimento dello stesso. Inoltre, facilmente il piano può essere smascherato perché sarà evidente che il tuo atteggiamento è strumentale. Si richiede dunque notevole discrezione.

Piano D, “COSTI QUEL CHE COSTI”: consiste nell’utilizzare il cavillo per mettere discussione l’iter o il risultato elettorale, laddove le procedure di voto siano proseguite nonostante le tue interferenze.

Pro: se tutto va secondo il piano, ci sarà qualcuno a darti ragione e il risultato raggiunto dal temibile avversario verrà annullato e con esso l’espressione democratica di voto degli elettori. Tu avrai così raggiunto il tuo obiettivo di invalidare la vittoria del temibile avversario.

Contro: il piano D potrebbe avere un costo, dal momento che probabilmente dovrai ricorrere ad un legale per far trionfare il cavillo. Inoltre, laddove gli elettori avessero una qualche consapevolezza democratica, essi condannerebbero senza pietà i tuoi piani e ti punirebbero nelle elezioni future. Ti ricordo che, infatti, il fine ultimo è quello di andare tu al potere al posto del temibile avversario, per quanto già invalidare il trionfo del temibile avversario possa essere per te motivo di grande godimento.

NOTA BENE: dal momento che viviamo in democrazia, l’unico modo per raggiungere il potere è quello di prendere più voti degli altri. Il ricorso ai piani finora elencati, una volta noto agli elettori, potrebbe pregiudicare la possibilità che ciò avvenga, dal momento che gli abitanti di un paese democratico non gradiscono, spesso, le macchinazioni sottobanco. Si raccomanda dunque di tenere il ricorso a tali piani nella più attenta segretezza. Al limite, laddove gli elettori dovessero prendere coscienza del fatto, si consiglia vivamente di negare, negare, negare.

E RICORDA: se vuoi vincere, NON C’E’ DEMOCRAZIA CHE TENGA!

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Sono finalmente note le liste elettorali per le comunali di San Lucido del 13 e 14 aprile. Le candidature sono state depositate in municipio ieri mattina. Come annunciato, sono quattro le liste, tutte civiche, che si contenderanno la palma della vittoria in questa difficile competizione che si preannuncia come una sfida all’ultimo voto, visto il numero di liste in un paese così piccolo.

Ma andiamo ai candidati a sindaco e alla tipologia e denominazione delle loro liste. In linea generale non ci sono sorprese: quel che era trapelato da indiscrezioni risulta confermato. Allo stesso modo, non riserva novità di spicco neanche la composizione delle liste.

Come anticipavamo ieri, quelle di Mario Amendola e Roberto Pizzuti presentano molte delle personalità candidate in gare elettorali precedenti.

Per esempio, con Mario Amendola ci sono Orazio Bruno, Pietro Covelli, Andrea Curatolo, Vittorio De Bartolo, Ilde Di Bella, Roberto Filippo, Marcello Mallamaci, Nicolina Manes, tutti già candidati nella lista Progetto San Lucido di cui proprio Amendola era capolista. Dei sedici aspiranti consiglieri, i restanti otto rappresentano la differenza rispetto alla lista del 2006. Quella presentata quest’anno, analogamente, si chiama Progetto Democratico.

Pure Pizzuti sceglie facce note per la sua lista chiamata Direzione San Lucido: l’ex sindaco Carlo Borsani, Leverino Bruno, Maria Rosaria Losso, Loredana Pastore ed Egidio Vommaro sono stati assessori della sua giunta, mentre Ivana Bentrovato è moglie del consigliere uscente Gianluca De Rose e Donatella Polizza figlia di Libero, anch’egli consigliere uscente.

Le liste che presentano il maggior numero di volti inediti sono quella capeggiata da Vittorio Calomeni, chiamata La nuova città-LiberaMente, nella quale coloro che hanno avuto esperienze talora di candidatura talaltra amministrativa sono solamente Marco Bonaiuto, Giuseppe Cavaliere e Annamaria Mele, e la lista di Antonio Staffa, chiamata Rinascita Democratica, che invece è composta esclusivamente da neofiti della candidatura elettorale.

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È un appello alla coesione e all’abbandono dei vecchi metodi quello che giunge da Floriana Chiappetta e Adele Nesci, componenti dell’assemblea costituente regionale del Partito democratico, dopo i soprusi interni al centrosinistra denunciati qualche giorno fa da Pietro Covelli (Pdci).

«All’interno degli incontri attuali di parte delle forze di centro-sinistra, per quanto si legge nella nota stampa di Pietro Covelli, che si era adoperato per promuovere l’intesa, si sta verificando una ulteriore pericolosa spaccatura, ancora più pericolosa di quella verificatasi nelle ultime elezioni amministrative. Per le responsabilità che abbiamo come costituenti del Partito democratico, sentiamo il bisogno di fare appello a tutte le forze positive del centrosinistra sull’urgenza di affrontare la situazione evitando errori che potrebbero essere deleteri.

Floriana Chiappetta

Dobbiamo tutti avere finalmente la consapevolezza che occorre intraprendere nuovi itinerari per riuscire, da una parte, a coalizzare tutti e, dall’altra, ad essere forza attrattiva e coinvolgente all’interno della comunità. Abbiamo già richiamato l’attenzione sulla necessità di abbandonare vecchi percorsi.

La volontà di includere e di rispettare il pensiero di tutti e di ciascuno, offrendo spazi e tempi idonei, deve essere prioritaria a qualsiasi altra esigenza poiché costituisce il discrimine tra i principi confacenti all’area progressista e democratica del centrosinistra e quelli ispiratori di qualsiasi altra ideologia.

Così come sarebbe opportuno abbandonare vecchi sistemi di lettura strumentale della realtà e degli intenti che ognuno di noi manifesta, poiché sono metodi che tendono a denigrare e quindi ad escludere persone e forze che non si vedono funzionali alla propria linea.

Tutto ciò, nel tendere ad oscurare la volontà costruttiva che vuole essere contributo alla realizzazione di una capacità amministrativa sana per la nostra cittadina, distrugge la speranza e le potenzialità di porsi all’opinione pubblica come forza realmente unitaria.

Un appello, dunque, all’umiltà, alla capacità di ritornare sui propri passi se ciò può essere utile e costruttivo e maggiormente inclusivo di persone e risorse. San Lucido ha bisogno di costruttività, di impegno qualificato e disinteressato e ciascuno di noi può esserne capace se mette al primo posto disponibilità assoluta al bene comune. E’ in gioco il futuro della nostra cittadina».

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Lo spirito natalizio intride anche la politica cittadina. Per Franco Nunziata questo Natale può rappresentare infatti «l’occasione propizia per iniziare un percorso comune di pace, ordine sociale e benessere collettivo».

Franco Nunziata

Nunziata firma un comunicato stampa in qualità di componente del “coordinamento provvisorio” annunciato (ma di cui è in discussione la legittimità); si legge nel documento: «La prossima consultazione elettorale deve essere l’occasione per San Lucido per poter fare un salto di qualità in direzione di una modernizzazione del paese e di un suo sviluppo economico e sociale. Presupposto indispensabile per lavorare ad un progetto condiviso di crescita dovrà essere la ricerca di una civile competizione su tesi programmatiche in linea con le direttive regionali, nazionali ed europee, bandendo, responsabilmente, personalismi, clientelismi ed ambizioni politiche» e «senza alcuna strumentalizzazione occasionale ed elettorale», al fine di «trasformare in progetti comuni le istanze di miglioramento che provengono da una popolazione che anela giustamente ad una svolta amministrativa capace di creare occupazione, lavoro e giustizia sociale in un clima di rispetto reciproco, di collaborazione e di rigore morale».

In tutto ciò, scrive Nunziata, «le forze politiche devono saper fare anche un passo indietro, se necessario, senza rinunciare, comunque, al ruolo di guida e di programmazione cui sono chiamate ad ottemperare; metodi e comportamenti del passato, anche nella formazione delle liste e nell’indicazione delle candidature, devono essere superati nella logica improduttiva della ricerca del potere, della spartizione partitica o correntizia, della sterile utilizzazione di soli portatori di voti».

Nunziata guarda ad «una squadra amministrativa di grande spessore, capace di rilanciare l’economia di un paese rimasto fermo nel tempo, pur avendo notevoli potenzialità inutilizzate», inserita «in un contesto di grande riappacificazione sociale, di perdono reciproco e di collaborazione fra tutti, al di là di ogni dannoso gioco delle parti, per favorire un più ameno terreno di crescita delle sorti future di questo comune».

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San Lucido e voto è un binomio che produce strani effetti, a quanto pare. Dopo le peripezie legate alle elezioni del sindaco e della giunta, che alla fine sono state annullate dal Consiglio di Stato, un’altra rocambolesca avventura coinvolge le elezioni dei rappresentanti sindacali presso l’amministrazione comunale, celebrate a San Lucido dal 19 al 22 novembre e conclusesi con un esito davvero inaspettato.

Voto

Infatti, nel momento in cui ieri è stata aperta l’urna, dopo aver proceduto per quattro giorni alle operazioni di voto presso la biblioteca della casa municipale, è venuto fuori che, mentre i votanti erano stati 46, le schede erano invece in numero maggiore: 52. Insomma, i voti espressi in più rispetto agli elettori effettivi sono stati sei. Forse qualcuno tra i dipendenti comunali che si sono recati alle urne ha esagerato nell’esercizio del proprio diritto al voto, tanto da esprimere la propria preferenza più di una volta.

Tra i componenti del seggio, presieduto da Salvatore Di Buono, affiancato da Stella Giglio ed Erasmo Porfido nelle vesti di scrutatori, nessuno pare essersi accorto di nulla, tant’è che la discrepanza tra votanti e votati è emersa solo allo spoglio delle schede. Con grande sorpresa di tutti.

Un incidente elettorale che costerà l’annullamento (anche) di queste elezioni e comporterà la necessità di ripeterle. Ma chi le avrebbe vinte? Prima su tutte, la lista Cgil-Fp, che con Sergio Malito ed Arturo Bertolasi ha ottenuto 23 voti; segue con 14 voti la lista Cisl-Fp con Carmine Leonardis e Franco Cataldo; quindi la lista Uil-Fp con 8 voti, rappresentata da Francesco Di Santo, Ida Nigrelli e Giacomo Ramundo; infine, con 4 voti, la lista Slppm, con Oscar Losso e Graziella Sorace. Se tutto fosse andato liscio, sarebbero stati eletti Malito e Bertolasi (Cgil), Leonardis (Cisl) e Di Santo (Uil).

Ma tutto liscio non è andato, ed anche queste elezioni dovranno essere ripetute.

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Ben venga la partecipazione politica, ma attenzione al qualunquismo. Carlo Di Buono, consigliere d’opposizione uscente, invita alla riflessione sull’attuale momento sociale e politico di San Lucido.
Carlo Di Buono

A fronte di quel «buon segnale in vista del voto amministrativo» rappresentato dalle «riunioni che diversi gruppi di cittadini tengono settimanalmente», sintomo che «la coscienza del degrado in cui è piombato il nostro paese tocca la sensibilità collettiva», esiste per Di Buono «il rischio che la suggestione “dell’uomo qualunque” alla Giannini finisca per mettere tutti i partiti ed i loro esponenti politici nello stesso calderone.

Troppe volte – afferma Di Buono – ho dovuto assistere alla pratica del “cambiare tutto per non cambiare nulla”». Bisogna perciò, per Di Buono, considerare il fatto che, facendo tabula rasa del passato, sussiste il pericolo che «quello che viene definito “nuovo”, che in apparenza può risultare innocente, è invece potenzialmente la più corrotta delle proposte politiche».

Sostiene l’ex consigliere: «Chi non ha idee e valori a cui si richiama nelle scelte, diviene vittima del quotidiano, perché senza una chiara prospettiva politica è sempre l’interesse privato a fare la differenza. Le ultime esperienze amministrative dovrebbero avercelo insegnato, e noi dovremmo sempre ricordare di non cancellare il passato. Ricordo che per tanti di noi è stata questa la diversità di fondo che ci ha portato a creare Progetto San Lucido. Tanti cittadini ci hanno votato perché rappresentavamo una speranza. Credo che da quella felice intuizione bisogna ripartire, naturalmente senza ripetere gli stessi errori di eccessiva chiusura, magari cominciando a rendere Psl indipendente dagli stessi partiti che vi aderiscono. Una casa politica che ha per fondamenta i valori del centrosinistra, per struttura i partiti ed i movimenti che vi si richiamano, e che è abitata da tutte quelle persone che liberamente si riconoscono nelle idee e nei programmi di questa coalizione». Quindi, richiamandosi ad una storia da avvalorare e alle responsabilità assunte dinanzi alla cittadinanza, «da domani – esorta Di Buono – ripartire».

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«È illogico pensare di togliere voti ad una lista perché irregolari ed attribuirli all’altra: questi voti diventano d’un tratto legittimi?». L’avvocato Francesco Perri, che ha difeso il Comune di San Lucido nel ricorso della minoranza per l’annullamento delle elezioni comunali del 2006 e che abbiamo sentito, così si esprime in merito alle motivazioni, recentemente pubblicate, in base alle quali il Consiglio di Stato ha accolto l’appello e invalidato le consultazioni elettorali.
giustizia

«È incredibile che, nell’ambito della valutazione della regolarità dei passaggi di voto, l’annullamento possa basarsi sullo spostamento e l’assegnazione dell’espressione di voto da una lista all’altra – afferma. Ciò non può essere fatto nel modo più assoluto. I 61 voti che sono stati attribuiti all’altra lista, in realtà, non dovevano essere attribuiti né all’una né all’altra».

Ma facciamo un passo indietro e torniamo a leggere alcune motivazioni della sentenza del CdS.

I giudici della Quinta Sezione stabiliscono tra le altre cose, nel dichiarare fondato l’appello, che «non è condivisibile l’eccezione di difetto di interesse al ricorso originario, e quindi all’appello, sollevata dalle parti resistenti in considerazione del fatto che i voti effettivamente contestati sarebbero 61, in numero inferiore rispetto alla differenza di voti tra le due liste partecipanti alla competizione elettorale comunale (72). Occorre dare atto che effettivamente nel ricorso originario sono stati contestati solo 79 elettori ammessi al voto assistito e con riferimento all’espressione usata nei verbali “menomazione fisica”. Tale espressione poi risulta adoperata in concreto nei relativi verbali solo per 61 elettori distribuiti in cinque delle sei sezioni previste. Peraltro, pur ridimensionata a 61 elettori la contestazione, comunque la prova di resistenza a favore dei ricorrenti deve ritenersi superata, in quanto detraendo detti 61 voti dalla lista che ha vinto ed attribuendo tali voti per ipotesi all’altra lista, la lista dei ricorrenti potrebbe vincere le elezioni con la differenza di 50 voti».

Secondo l’avvocato Perri, per i motivi che abbiamo elencato, questo “trasferimento” di voti «è illogico» e soprattutto non può costituire la base su cui poggiare la fondatezza di un appello. Inoltre, a suo parere, un ulteriore problema insorge per questioni tecniche, come la notizia dell’appello, che per l’avvocato doveva essere prima notificato e poi depositato, non viceversa; inoltre «l’integrazione del contraddittorio in secondo grado non si può fare» (il CdS ha però respinto tali eccezioni).

Per questi motivi, Perri sostiene che l’appello «avrebbe dovuto essere annullato» e che ci siano «tutti gli estremi per un revocatoria» della sentenza del Consiglio di Stato.

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