elezioni comunali

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Ecco i video dei comizi di chiusura della campagna elettorale. Si sono tenuti in quest’ordine: in prima serata, la lista Amendola sulla Piazzetta e la lista Calomeni in Piazza Fiume; in seconda serata, la lista Staffa in Piazza Fiume e la lista Pizzuti sulla Piazzetta.

Buona visione!

Il comizio di Vittorio Calomeni, candidato a sindaco della lista LiberaMente

lista liberamente vittorio calomeni comizio 11 aprile 2008

L’inizio del comizio di Giuseppe Cavaliere, che è salito sul palco vestito da scolaro per rispondere alle critiche degli avversari.

lista calomeni giuseppe cavaliere comizio 11 aprile 2008

Il comizio di Mario Amendola, candidato a sindaco della lista Progetto Democratico.

lista amendola mario amendola comizio 11 aprile 2008

Il comizio di Antonio Staffa, candidato a sindaco della lista Rinascita Democratica.

lista staffa antonio staffa comizio di chiusura 11 aprile 2008 youtube

Il comizio di Roberto Pizzuti, candidato a sindaco della lista Direzione San Lucido.

lista pizzuti roberto pizzuti comizio di chiusura 11 aprile 2008

Il comizio di Carlo Borsani, candidato nella lista Direzione San Lucido.

lista pizzuti comizio di chiusura 11 aprile 2008 carlo borsani

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Come tutti sanno, la sera del 10 aprile si sono tenuti i comizi della lista Rinascita Democratica di Antonio Staffa e della lista Progetto Democratico di Mario Amendola, il primo in Piazza Fiume e il secondo in Piazzetta. Questi sono i video.

Buona visione!

Il comizio di Antonio Staffa, candidato a sindaco della lista Rinascita Democratica

lista staffa comizio 10 aprile 2008 antonio staffa

Il comizio di Mario Amendola, candidato a sindaco della lista Progetto Democratico

lista amendola comizio 10 aprile 2008 mario amendola


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Tanta gioventù desiderosa di partecipare alla gestione della cosa pubblica come mai si era visto prima non può far dimenticare le personalità che hanno già fatto il loro ingresso nell’agone politico e che oggi ricompaiono nelle liste. In alcuni casi, tali figure hanno scelto percorsi in linea retta; in altri, inedite inversioni ad u.

Tra coloro che proseguono sulla strada abituale: Carlo Borsani, Leverino Bruno, Maria Rosaria Losso e Loredana Pastore, ancora alleati con Roberto Pizzuti. Ma anche Orazio Bruno, Pietro Covelli, Andrea Curatolo, Vittorio De Bartolo, Ilde Di Bella, Roberto Filippo, Marcello Mallamaci e Nicolina Manes: come nel 2006, quando si candidarono nella lista Bruno, la loro strada conduce dritta a Mario Amendola, a capo di una lista-rivisitazione di Progetto San Lucido.

Questa volta però, tra le fila amendoliane, troviamo due elementi nuovi, e sono Salvatore Minervino, che col suo movimento Verso il futuro nel 2006 era vicino a Nicola Montagnese, ex assessore del primo cittadino uscente Borsani, e Franco Nunziata. Quest’ultimo, candidandosi nella lista Amendola, si è associato alla squadra di Progetto San Lucido, per la quale due anni fa aveva pronunciato queste parole: «Non si può rispondere al vuoto pneumatico delle idee di solo qualcuno di questi personaggi o, volendo parafrasare De André, ‘alle comari di un paesino’ che ‘non brillan certo per iniziative e le contromisure si limitarono alle invettive’».

Non solo traiettorie in linea retta dunque, ma anche brusche inversioni. Come quella di Annamaria Mele, vicina, nelle elezioni del 2006 e fino a tempi recenti, col suo movimento Alternativa popolare, a quello che definiva «il rione dei politologi», per intenderci a Progetto San Lucido e quindi ad Amendola, e che oggi è candidata invece nella lista Calomeni che ha proclamato la crociata contro il vecchio.

Infine c’è Egidio Vommaro, che nel 2005 ha firmato la sfiducia della seconda amministrazione Pizzuti e che oggi è candidato proprio nella sua lista così come Claudio Marchese, da sempre vicino alle forze d’opposizione all’asse Pizzuti-Borsani.

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La gigantografia di Vittorio Calomeni non domina più su Piazzetta Panoramica quando, a meno di ventiquattr’ore dal suo comizio, parla l’avversario Roberto Pizzuti. comizio lista direzione san lucido roberto pizzuti foto 6 aprile 2008Che, per prima cosa, replica proprio alle affermazioni dei componenti della lista LiberaMente, che candida Calomeni a sindaco, e in particolare all’ex assessore Giuseppe Cavaliere: «La logica del sospetto non paga: forse le sue parole sono condizionate da cattivi consiglieri, da errate frequentazioni, ma è sbagliato ricercare la malafede in ogni mio comportamento. Piuttosto paghi i debiti fuori bilancio non riconosciuti, da lui solo creati, per “eurini” – è un’espressione che utilizza solitamente Cavaliere – 17.227,86», dichiara Pizzuti, che cita anche il Progetto Ribaltone, indicandolo come una serie di «ricorsi ingiusti e dai più non condivisi» e «fraudolenti» perché «i firmatari sapevano che la responsabilità del rilascio dei certificati è dell’Azienda sanitaria provinciale che aveva voluto privilegiare la legge sulla privacy, che gli stessi certificati riguardavano elettori che avevano votato per entrambe le liste e che è stata penalizzata una compagine amministrativa assolutamente incolpevole. È facile quindi capire chi sono i veri colpevoli di uno dei periodi più bui della nostra storia amministrativa».

«Sarebbe stato molto più dignitoso – sostiene l’ex assessore Loredana Pastore – accettare la sconfitta elettorale piuttosto che voler vincere a tutti i costi». Critiche dunque alla lista Amendola che conta i promotori del Ribaltone e in particolare a Franco Nunziata: «Il progetto che doveva capitanare lei, dottor Nunziata, non è decollato, chissà perché», ricorda Pastore, ribadendo inoltre la propria «estraneità rispetto ad ogni ipotesi accusatoria» che era sfociata nel sequestro del 26 giugno 2007, poi annullato dal Tribunale del Riesame.

Oltre ai giovani Andrea Chianello e Alessandro Aloe, interviene anche Claudio Marchese, dichiarando di aver aderito alla lista Direzione San Lucido dopo quello che Pizzuti definisce «un lungo corteggiamento» e solo in virtù del «programma e di nient’altro».


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video youtube comizio lista pizzuti 6 aprile 2008

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Giuseppe Cavaliere show. In tre parole si può riassumere il comizio che la lista LiberaMente di Vittorio Calomeni ha tenuto il 5 aprile. L’ex assessore ha fatto la parte del leone in una manifestazione in cui lo stesso candidato a sindaco ha assunto un ruolo marginale.

giuseppe cavaliere

Gli interventi di coloro che l’hanno preceduto non hanno fatto che preparare il terreno all’arringa finale, risolvendosi in un attacco verso coloro che «hanno avuto vent’anni per fare quello che promettono e non l’hanno fatto», che «si dicono giovani ma non lo sono», verso Nunziata e la sua «onnipotenza», definita anche «berlusconismo», di creare 300 posti di lavoro in cinque anni. «Non lasciamo il paese in mano a gruppi di potere il cui scopo è quello di fare interessi spesso inconfessabili», si è aggiunto.

Sott’accusa anche gli «accostamenti politici improponibili», come quello tra Roberto Filippo e Mario Amendola, il primo «sottoscrittore di molte denunce» a carico del secondo, o quello tra Franco Nunziata e Amendola, nonostante le «querele reciproche», o quello tra Roberto Pizzuti e chi l’ha sfiduciato. Rinascita Democratica invece viene indicata come «una piccola novità» che cela «soggetti nascosti da chissà quali ombre».

Calomeni giudica «utopie» le promesse fatte, come quella di Nunziata: «I 300 posti di lavoro li avremo nel 2008 o nel 2058?». E se l’attacco resta compito degli altri, Calomeni resta in difesa: «Non avere una collocazione politica non è determinante, abbiamo i referenti istituzionali»; «di fronte ad un progetto migliore avremmo fatto un passo indietro, ma non c’era»; «siamo senza esperienza politica? Basterà non fare quello che hanno fatto gli altri».

Quello che hanno fatto gli altri, appunto. È stato Cavaliere ad esporre la sua verità in merito, spiegando in un lungo e applaudito intervento quello che è successo da quando ha rotto con il resto della giunta Borsani, dalla nota vicenda delle irregolarità in delibera per le quali chiamò i carabinieri, fino alle varie determinazioni di governo, che duramente condannò e condanna, con tanto di proiezione delle foto dell’ex Onpi. Egli ha inoltre steso un documento chiarificatore sui suoi atti, una «rappresentazione della verità confortata da prove», per il quale, ha dichiarato, «mi hanno già denunciato». È in arrivo inoltre un libro a cura di due studenti e promosso da Cavaliere che si chiamerà “Piccole storie di grandi vantaggi”.

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video vittorio calomeni lista liberamente comizio 5 aprile 2008

L’intervento di Vittorio Calomeni.

video youtube giuseppe cavaliere lettera 5 aprile 2008 comizio lista liberamente

Parte del documento di Giuseppe Cavaliere, letto durante il comizio.

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Durante il comizio del 2 aprile, Mario Amendola ha esaltato la compattezza della minoranza uscente (nella quale rivestiva il ruolo di capogruppo), candidata oggi nella sua lista per ritentare di vincere le elezioni. Ci sono Vittorio De Bartolo, Roberto Filippo e Nicolina Manes.

carlo di buono

Chi manca? «Solo Carlo Di Buono ha scelto di non candidarsi, nonostante le insistenze di tutti, e di questo siamo rammaricati, perché abbiamo sempre apprezzato la sua passione, i suoi dotti interventi ed il suo alto contributo di idee e proposte, ma anche egli è qui con noi, anche egli sostiene questa lista», ha detto Amendola sul palco.

Sarebbe tutto ordinario se l’appoggio di Di Buono alla lista Amendola non fosse un dato nuovo per lo stesso Di Buono, visto che, per così dire, non è Di Buono ad essere con Amendola, piuttosto è Amendola ad essere con Di Buono.

L’ex consigliere di minoranza infatti, da noi contattato, ha dichiarato: «Dopo aver lavorato per creare una lista unitaria del centrosinistra, convinto che c’è bisogno di politica e non di liste civiche, e dopo la mia decisione di non candidarmi appunto perché una lista politica non c’è, mi sono dichiarato disponibile a dare indicazioni a qualunque lista. Trascorsi i primi giorni in cui ho ricevuto un apprezzamento diffuso, sono stati i candidati della lista Amendola a dimostrare una continua attenzione nei miei confronti, ed io mi sono reso disponibile in quanto cittadino pronto a dare il proprio contributo. Mentre dalla lista Amendola ho avuto un pubblico apprezzamento, non ho ricevuto la stessa attenzione dalle altre, in particolare da Rinascita Democratica, dalla quale mi aspettavo un atteggiamento diverso. È possibile che la lista Amendola lo faccia per il privilegio di una voce autonoma, ma essa dimostra comunque di far tesoro della mia disponibilità».

Una disponibilità che Di Buono conferma nei confronti di «chi me lo chiede, sia sul piano politico, sia sul piano ideale; penso infatti che ci sia bisogno di un confronto che vada oltre gli schieramenti e che si instauri una dialettica pubblica alla quale i cittadini partecipino attivamente». Di Buono dunque non ha mai dichiarato pubblicamente il suo sostegno a favore di una lista in particolare, dunque nemmeno di quella di Mario Amendola.

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«Sedici persone dal volto e dall’animo puliti, animate dalla volontà esclusiva di porsi al servizio di San Lucido», guidate dal «giovane brillante professionista» Antonio Staffa. Sulla carta d’identità della lista Rinascita Democratica, sono questi i segni particolari. Il ritratto delineato da una nota di presentazione diffusa ieri è quello di una coalizione decisa al «rinnovamento della politica amministrativa» tramite linee programmatiche «animate da forti idealità, forte rivitalizzazione dei valori civili ed etici, forte impegno a determinare finalmente i percorsi di una politica ispirata alla legalità, alla trasparenza, alla lealtà verso i cittadini».

antonio staffa

Traducendo il «bisogno che l’intera comunità avverte di cambiamento dei modi e dell’agire politici», Rinascita scommette «sulle idealità, l’intelligenza, la freschezza e la professionalità dei suoi candidati, puntando sul rinnovamento di pensiero che essi fortemente mostrano di voler apportare, lottando contro qualsiasi forma di condizionamento negativo. È forte e concreta la volontà di promuovere una compartecipazione alle scelte e di mantenere un legame forte con l’intera comunità».

Gli strumenti programmati consistono in «forme di coinvolgimento della cittadinanza come la creazione della figura del “consigliere di quartiere”, commissioni consiliari realmente funzionali, la consulta dei giovani, che mira alla formazione della nuova classe dirigente, ed incontri periodici con rappresentanti di categoria e cittadini in genere».

Ma già «i giovani hanno avuto un ruolo fondamentale nella realizzazione della coalizione, così come nella redazione del programma. Ne è scaturita una dirompente novità: per la prima volta il programma amministrativo di coalizione, ispirato da precise linee guida, su cui l’intera coalizione s’impegna fortemente, si è arricchito del “Programma amministrativo dei giovani” a riprova di un coinvolgimento tutt’altro che fittizio e strumentale delle nuove generazioni».

E, se «il rinnovamento passa anche attraverso la capacità di rinunciare a qualcosa in più per rispondere ai bisogni», Rinascita propone la riduzione dell’indennità di carica degli amministratori per la creazione di un “fondo di solidarietà”, «perché i cittadini, ed in particolare le fasce deboli, sentano l’amministrazione vicina alle proprie necessità e non, come finora è stato, un Ente distante ed incapace di vera attenzione».

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C’è un invito che tutti i candidati a sindaco hanno accolto senza riserve, ed è quello del parroco di San Lucido don Franco Spadafora, che ha scritto una lettera aperta a chiunque, tra nove giorni, sarà sindaco della cittadina. Don Franco elenca in dieci punti «alcuni problemi a cui trovare soluzione, gli stessi che altri hanno tentato di sviluppare e risolvere».

Il nuovo sindaco va incontro, per esempio, ai giovani e ai padri di famiglia «che impazientemente sostano davanti alla porta attendendo che inventi uno schema nuovo per dar loro lavoro; forse questa volta non si accontenteranno di promesse o di qualche impegno provvisorio presso aziende di fiducia».

E poi ci sono «donne e bambini che aspettano l’assegnazione degli alloggi popolari» e «quelle che chiederanno di poter bere l’acqua del rubinetto di casa loro»; «i giovani parcheggiati in Piazza Fiume che, terminata la scuola, non trovano alcun tipo di inserimento nel mondo del lavoro» e che «diventano facile manodopera dei malintenzionati»; «i bambini sul lungomare che chiedono giostre e giochi» e «non vogliono stare in un luogo non adatto a loro»; «le persone che hanno visto divelte le tombe dei loro cari e nessuno ha coperto con un velo di pietà le ossa dei morti».

Per quanto riguarda invece il territorio, il nuovo primo cittadino dovrà preoccuparsi dell’istruzione e magari prevedere la «possibilità di una scuola superiore» e di un «aggancio con l’Università della Calabria» che non siano i soli pullman; della cultura, coi «monumenti e le opere d’arte che vogliono parlare» e per i quali bisogna preparare il «lettore adatto»; dello stato del centro storico, in cui «alcuni luoghi ritornino ad essere centro culturale e salotto della città»; del settore sociale «da ammodernare e corredare con le attrezzature adatte, oltre che arricchirlo con le forze del volontariato»; dell’ex Onpi che dovrà ritornare ad essere «un polo di accoglienza e una prospettiva seria di lavoro e di servizi»; dei progetti per accedere ai fondi europei, delle associazioni, della polizia municipale.

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Ed anche la lista di Mario Amendola si è presentata ufficialmente alla cittadinanza. Nel comizio del 2 aprile hanno preso la parola lo stesso candidato a sindaco, Francesco Polizza e Franco Nunziata.

mario amendola

Dai discorsi fatti si evincono gli argomenti sui quali Progetto Democratico fa leva in questa campagna elettorale: la squadra Amendola intende rappresentare se stessa come garanzia di «un governo stabile e per cinque anni», come «il giusto mix tra gioventù ed esperienza, in cui i giovani ci sono», e come «una lista che più completa non poteva essere, visto che ci sono sia i partiti sia i non tesserati».

Inoltre intende proporsi come l’unico luogo della politica, data per assente nei precedenti comizi: «La politica non s’improvvisa», hanno ripetuto gli intervenuti criticando alcuni punti dei programmi delle altre liste, verso le quali non sono mancate le stoccate. «Nella lista di mio cognato – Roberto Pizzuti – ci sono gli artefici dello tsunami Borsani, un film muto che abbiamo già visto», ha detto Nunziata, che ha inoltre indicato la propria candidatura con Amendola e senza il cognato come «un sacrificio familiare».

Ma soprattutto Nunziata ha promesso che creerà 300 posti di lavoro in cinque anni, di cui 150 all’ex Onpi, e qualche posto da disoccupato per i dirigenti comunali inadempienti. Progetto Democratico, estremamente critico verso le amministrazioni Pizzuti e Borsani, esorta ad «un voto di discontinuità rispetto al passato più recente», in continuità invece con quello più remoto, visto che il sindaco che la lista vorrebbe è lo stesso di vent’anni fa.

Proprio Amendola ha chiuso il comizio, affermando di non aver formato una lista unitaria «per i paletti posti» e criticando l’avversario Pizzuti: «Il suo comizio è stata una continua esaltazione della propria gestione e di quella di Borsani, ma c’è poco da esaltarsi. Ha parlato di un danno amministrativo dovuto al ricorso, ma a quello provocato dai suoi consiglieri quando l’hanno fatto cadere non pensa? Come spiega ai suoi elettori che due di loro si ripresentano con lui, così come un assessore che l’ha sfiduciato un anno fa? ».

Bocciando in toto il governo Pizzuti-Borsani, Amendola ha infine affermato: «Amministreremo bene e per cinque anni. Dopo di me, dal ‘97 ad oggi, tutte le amministrazioni sono cadute in anticipo».

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Quando l’ex sindaco Carlo Borsani ha letto quanto dichiarato da Pietro Covelli qualche giorno fa sul proprio personale impegno nel far sì che il comune di San Lucido ottenesse i finanziamenti europei per il risanamento delle zone in dissesto, ha reagito con una replica seccata, sostenendo ieri su queste pagine che l’amministrazione comunale, da lui diretta fino ad un anno fa, aveva essa soltanto profuso le proprie energie per la risoluzione del problema, elaborando progetti e chiedendo finanziamenti. Borsani ha aggiunto inoltre che quella di Covelli è solo una «strumentalizzazione elettorale».
carlo borsani

Covelli però non ci sta e in una nota stampa ribadisce oggi di essere stato «l’unico ad impegnarsi in modo concreto per sollevare il problema» e cita il convegno del marzo 2006, al quale partecipò anche Borsani, e i contatti presi con la Regione Calabria, la Provincia di Cosenza e la Protezione civile.

Tra i propri meriti, secondo lo stesso Covelli, quello di aver segnalato il problema all’assessore regionale Michelangelo Tripodi; segnalazione in seguito alla quale Tripodi ha scritto ai vari uffici catanzaresi e allo stesso sindaco Borsani «che fino a quel momento nulla aveva fatto», una prima volta nel giugno 2007 e una seconda nel gennaio 2008, per chiedere lo stanziamento di fondi.

«In seguito a tali atti il Comune di San Lucido è stato inserito fra quelli beneficiari dei fondi comunitari per il risanamento ambientale», sostiene Covelli, che aggiunge: «Vorrei chiedere sia al signor Borsani che al signor Pizzuti come mai io, da semplice cittadino, sono riuscito a fare quello che era loro dovere di ufficio e perché non hanno affrontato il problema. Perché non hanno convocato una conferenza dei servizi come più volte richiesto dal funzionario della Regione Calabria Lione?».
pietro covelli

Secondo Covelli, essi avrebbero «tentato di spostare alcuni fondi dalla località Pollella verso Granoriso, esponendosi al rischio di distrazione di fondi». Egli sostiene infatti che «un funzionario della Regione Calabria», in sua presenza, li abbia «chiaramente avvisati dell’errore». E conclude: «Se mi sono dovuto sostituire a loro è stato per il fatto che non si sono mai interessati al problema se non per forza di cose e comunque dopo il mio reale interessamento».

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