La minoranza non nasconde la propria gioia
SAN LUCIDO. E’ il giorno di Morcavallo. I vincitori presso il Consiglio di Stato e la minoranza hanno festeggiato coi fuochi d’artificio ma hanno lasciato a lui il passo per le ore del più intenso commentare.
E le parole trionfanti dell’avvocato, che di questo tipo di cause ne ha guidate eccome, non si sono fatte attendere. «E’ motivo di grande soddisfazione l’esito del ricorso elettorale, per il quale non ho mai avuto dubbi – ha commentato Oreste Morcavallo – perché ho sempre sostenuto, da anni, che la legge sulla privacy non è preclusiva all’applicazione della legge elettorale ma recessiva di fronte a questa, ad evitare che attraverso le persone anziane si voti due volte. Il Consiglio di Stato ha accolto pienamente tale tesi. Ne sono molto felice sul piano professionale ed amministrativo».
La questione verteva infatti sostanzialmente sul corretto esercizio del voto assistito in relazione alle disposizioni della legge sulla privacy: a quanto pare il Consiglio di Stato ha dato la precedenza alla necessità di indicare i dettagli della patologia accusata dall’elettore accompagnato rispetto a quella di ometterli in ossequio al diritto alla riservatezza.
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«Si è trattato di servirsi di un cavillo legale per costruirci su un gioco estremo, una barbarie dal punto di vista sociale. Infatti nessuno ha commesso illeciti, né noi né loro, né gli eletti né gli elettori.
Duro, ma tranquillo, anche il vice Pizzuti: «Sono un po’ dispiaciuto, anche perché nonostante tutto non riesco a credere che noi abbiamo colpe per l’ultima tornata amministrativa, nel senso che non abbiamo fatto brogli né niente, anzi la maggior parte dei certificati erano della sinistra. Quindi un senso della giustizia normale non avrebbe dovuto dare questa sentenza, però è successo.
Così Gianni Nervino, candidato non eletto un anno fa nella lista dell’attuale sindaco Carlo Borsani, è tornato a casa e ha tirato fuori dal cassetto quel vecchio comunicato stampa che non si era mai deciso a diffondere.
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