Nel 2006 fu tutta colpa dei «traditori». Nel 2008, anche. Il fatto di aver perso due volte le elezioni avrebbe dovuto convincere quello che ieri si chiamava Progetto San Lucido ed oggi porta il nome di Progetto Democratico (ma il cambio di etichetta non ha poi alterato la sostanza) a porsi qualche utile interrogativo sugli errori commessi.
Invece, dopo un’altra sconfitta elettorale, Progetto non si batte il petto ma torna a puntare il dito intorno a sé.
Nel 2006, per giustificare la disfatta, Progetto San Lucido si era affrettato ad accusare i «traditori politici» e a presagire per loro «le giuste conseguenze politiche e d’appartenenza» da parte delle segreterie provinciali dei partiti e degli elettori. I nefasti vaticinii si sono invece ritorti contro l’oracolo: quegli stessi elettori che avrebbero dovuto punire i «traditori», due anni dopo sono tornati a bocciare proprio Progetto. Si potrebbe pensare quindi che esso, almeno stavolta, abbia optato per una sana autocritica, così da vincerle, le elezioni, alla prossima chiamata alle urne.
Invece la colpa della sconfitta elettorale è ancora degli altri.
Sono Franco Nunziata, Giancarlo Cinelli e Pino De Luca, i primi due candidati nella lista Progetto Democratico di Mario Amendola, a raccogliere l’eredità di Progetto San Lucido. In una riunione dedicata all’analisi del voto, essi sono giunti alla conclusione che il reato di “alto tradimento” sia da addebitare questa volta a dirigenti Pd, Sdi, Sd, Prc e Pdci che avrebbero «strumentalizzato giovani e meno giovani in cambio di promesse e di spazi, favorendo la diaspora dei partiti e la fuga di candidati notoriamente di centrosinistra in liste capeggiate da esponenti di centrodestra» e «a chi li ha sostenuti ed ora cerca di manovrarli»; hanno dedotto che è tutta colpa della «presenza in liste diverse da quella più specificatamente di centrosinistra capeggiata da Mario Amendola di candidati Pd, Sd, Prc, insieme a candidati del centrodestra».
Insomma la responsabilità della sconfitta di Progetto Democratico, come per Progetto San Lucido, è ancora degli altri, quelli “cattivi”. Le urne invece descrivono una realtà diversa, in cui Progetto perde le elezioni per volontà dell’elettorato. E con essa Progetto dovrà decidersi, prima o poi, a fare i conti.
Nota: quest’articolo è una pubblicazione esclusiva del sito.

E’ stato presentato ieri un ricorso al Tribunale amministrativo regionale firmato dall’ex sindaco Carlo Borsani, dal vice Roberto Pizzuti e dai suoi assessori Maria Rosaria Losso, Loredana Pastore e Nicola Montagnese contro il decreto con il quale il Prefetto di Cosenza ha nominato Carlo Ponte commissario del comune di San Lucido, dopo che il Consiglio di Stato, il 26 giugno, si è espresso per l’annullamento delle elezioni comunali del maggio 2006.
L’idea di un altro mandato amministrativo che durasse almeno due anni (o comunque più di uno) sarebbe stata forse ben augurale per un futuro governo cittadino che dopo sole quattro stagioni ha dovuto obliterare al Consiglio di Stato un biglietto solo andata verso casa.
«Sono preoccupato, a livello personale, per la sentenza – scrive in una nota stampa – non solo perché una lunga gestione commissariale porterà inevitabilmente San Lucido ad essere amministrata senza la naturale partecipazione democratica, ma anche perché il valore della decisione giurisprudenziale adottata dal superiore organo legiferante potrebbe avere una portata ben più grande e pericolosa per tutta l’Italia. E’ a tutti notorio infatti che la norma prevista dal nuovo codice sulla privacy di non riportare la diagnosi sui certificati medici per il voto assistito è stata e viene osservata nella maggior parte dei casi di elezioni comunali, provinciali, regionali e politiche. Analogamente quindi a quanto è avvenuto per San Lucido, potrebbero essere invalidate numerose altre votazioni in diversi altri comuni d’Italia e della Calabria, per diverse province e regioni ad anche per Camera e Senato, considerato che, pure in quelle circostanze, si è autorizzato il diritto di voto senza che sul certificato esibito risultasse la precisa malattia. La certezza del diritto non può che essere uguale per tutti i cittadini italiani ed in tutte le occasioni, per cui da San Lucido potrebbe partire un vero e proprio caso nazionale».
E’ lui, come avevamo anticipato qualche giorno fa, il commissario prefettizio incaricato di reggere il municipio da qui a un anno. Giunto ieri mattina puntualissimo alle ore 9,30, è stato subito ricevuto dal sindaco Carlo Borsani e dal vice Roberto Pizzuti.
In mezzo ci sono giusto i cittadini, anch’essi divisi tra quanti sostengono l’importanza, con la stagione estiva, della presenza di un’amministrazione comunale, e quanti invece, criticando la linea di giunta, accarezzano l’idea di un salutare anno sabbatico col commissario che duri fino a giugno 2008.
E’ così che Pietro Covelli stavolta può atteggiarsi da
Il terzo grado di giudizio si suppone venga seguito dallo stesso avvocato che ha curato i primi due, Francesco Perri del Foro di Cosenza; il ricorso al Tar contrario allo scioglimento del consiglio invece dovrebbe essere affidato ad altro legale. In questa fase la maggioranza pare stringersi compatta intorno al sindaco, a partire dal vice Roberto Pizzuti.
«Il CdS ha mandato tutti a casa perché i compiti non sono stati svolti bene da nessuno, senza distinzioni tra certificati fatti da quello o da quell’altro. Né si può dire che è questione di bravura dell’avvocato o di come si regola un giudice perché se la sentenza è diversa probabilmente è perché diversamente sono andate le cose.
E anche a Cavaliere pensa Luigi Provenzano (Sdi) quando, commentando il dopo-CdS, parla di «“fuga” in un solo anno di due importanti consiglieri comunali, Antonicelli e Cavaliere» e di «“distinguo” di importanti organizzazioni politiche (alcuni circoli della Margherita ed Italia dei Valori), che avevano concesso una temeraria quanto immeritata apertura di credito ad un Sindaco fortemente radicato nel Centro-destra» come segnali evidenti del calo dei consensi.
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