Le delibere della giunta di Antonio Staffa sono «assolutamente e senza ombra di dubbio tutte nulle». Lo sostengono Roberto Pizzuti e Loredana Pastore del gruppo consiliare di minoranza Direzione San Lucido nel documento di cui il primo, in qualità di capogruppo, ha dato lettura durante il consiglio comunale del 20 giugno. La nullità delle delibere sarebbe data dal fatto che «le sostituzioni dei responsabili di servizio non rientrano nei compiti del segretario comunale», che a San Lucido risponde al nome di Fedele Vena. Questi invece, secondo Direzione San Lucido, «ha espresso su tutte le deliberazioni il parere tecnico e/o quello contabile nella qualità di responsabile facente funzioni di uno o più servizi». Inoltre, «ancora più grave» è per il duo consiliare d’opposizione quanto si è verificato per alcune deliberazioni specifiche «in quanto, in questi atti, il dottor Vena, sempre come responsabile di servizio, ha firmato addirittura le proposte di deliberazione, da solo o assieme al sindaco».
Dunque: l’avvocato Vena, tutore legale del comune e funzionario incaricato di supportare dal punto di vista legislativo gli organi amministrativi, colui che ha affiancato proprio Roberto Pizzuti nella sua seconda consiliatura e poi la giunta Borsani, della quale gli stessi Pizzuti e Pastore hanno fatto parte, avrebbe sottoscritto gli atti di giunta senza averne competenza, provocando «la nullità di tutte le delibere citate».
E non vale, per i due consiglieri, obiettare che sottoscrivere gli atti rientra nei compiti di un direttore generale, perché a loro parere anche ricoprire questa carica non permette di «svolgere le funzioni di responsabile di un servizio o settore, se non nel caso di una breve assenza del responsabile titolare; certo non nel caso di una mancata copertura del posto in organico».
Tra l’altro, sempre secondo Pizzuti e Pastore, Vena non è stato mai nominato direttore generale sotto la gestione Staffa: «Un direttore generale, o le funzioni eventualmente assegnate al segretario comunale – sostengono – decadono con il termine della precedente e preesistente compagine amministrativa (anche in caso di un segretario comunale con affidamento delle funzioni)», quindi «l’eventuale nomina o l’incarico al segretario comunale avrebbero dovuto essere concretizzati da un decreto del sindaco, obbligatoriamente preceduto da un parere favorevole della giunta comunale, indispensabile e vincolante; certamente a San Lucido ciò non è avvenuto». Inoltre «è destituita da ogni fondamento un’eventuale prorogatio delle funzioni di direttore generale, non prevista da alcuna delle leggi in vigore, né dallo statuto del comune di San Lucido, né da alcuno dei suoi regolamenti». Eccezioni queste che, su iniziativa di Direzione San Lucido, verranno sottoposte all’analisi della Corte dei Conti e della Prefettura di Cosenza.





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