Contenziosi

You are currently browsing articles tagged Contenziosi.

La compagnia aerea smarrisce i bagagli? Il passeggero stressato e costretto a rifarsi il guardaroba ha il diritto di essere risarcito. È quanto stabilisce una recente sentenza del Tribunale di Paola, che ha condannato la Iberia Lineas Aereas de Espana a risarcire una famiglia di vacanzieri sanlucidani le cui valigie, all’arrivo in aeroporto, erano risultate introvabili. Il giudice monocratico dottor Luigi Pitaro ha infatti riconosciuto il «danno morale patito dal passeggero» nel momento in cui, «con il suo inadempimento», la compagnia aerea violi «il diritto costituzionalmente garantito ad esplicare la propria personalità anche in vacanza, intesa quale luogo privilegiato di ricreazione e rigenerazione della persona». Iberia Lineas Aereas de EspanaSenza sottovalutare il «presumibile stress causato dalla inutile ricerca dei bagagli e dall’acquisto di vestiti» e il «tempo sottratto alla vacanza».

Insomma: niente panico e al bando gli isterismi se una volta scesi dalle nuvole le proprie valigie sono sparite e bisognerà darsi allo shopping per rimpiazzare le t-shirt. La compagnia aerea infatti, in base a tale sentenza, è tenuta al risarcimento danni anche nel caso in cui i bagagli dovessero poi saltar fuori, come nel caso della famiglia in questione. Ma raccontiamola, questa storia.

Estate 2003. Antonio e Lucia decidono di regalarsi due spensierate settimane iberiche e prenotano un viaggio in Spagna e Portogallo. Coi due figli prendono il volo il 9 agosto da Roma, affidandosi alla compagnia aerea Iberia Lineas Aereas de Espana Spa, e arrivano a Madrid nel primo pomeriggio. In aeroporto però i loro bagagli risultano smarriti. La famiglia è dunque costretta ad acquistare l’abbigliamento necessario per le due settimane successive e le valigie nelle quali stiparlo al ritorno. Tuttavia, inaspettatamente, quattro giorni dopo l’arrivo a Madrid, la compagnia riconsegna ai passeggeri le loro valigie. Ritrovare ciò che si credeva perduto per sempre non ha prezzo, ma la famiglia previdente conserva gli scontrini delle spese sostenute nel frattempo.

Le sorprese però non finiscono qui. Il 22 agosto è il giorno del rientro. Antonio e Lucia hanno prenotato il viaggio di ritorno con la stessa compagnia. Pure stavolta però le cose non vanno per il verso giusto: i loro posti in aereo non sono stati riservati. Riusciranno ad imbarcarsi il giorno dopo; intanto però si prospetta per loro un’altra notte a Madrid. Stavolta a spese della compagnia, che ha poi riconosciuto ai clienti insoddisfatti un indennizzo di 400 euro circa. Ma al giudice monocratico del Tribunale di Paola, al quale la famiglia, rappresentata dall’avvocato Ennio Abonante, ha deciso di ricorrere, tale somma non è parsa adeguata: il disguido è costato alla compagnia spagnola ulteriori 700 euro quale risarcimento danni, più metà delle spese processuali.

Tags:

esclusivo

Il privato cittadino che dà il via alla caccia al conflitto d’interesse si chiama Giuseppe Cavaliere. E tanto privato non è. Perché alle ultime elezioni comunali è stato l’unico ad aver incrementato il proprio pacchetto voti nonostante fosse moltiplicata la concorrenza. giuseppe cavaliereE’ lui che, da solo, ha preso un quinto dei consensi ottenuti dall’intera lista d’appartenenza.

Così, ieri, forte delle sue conquiste elettorali, Cavaliere ha protocollato una lettera indirizzata al sindaco Antonio Staffa, al direttore generale Fedele Vena e al presidente del consiglio comunale Giuseppe Moramarco.

Facendo seguito «alle numerose richieste verbali, purtroppo rimaste del tutto inevase», Cavaliere invita i vertici municipali «a verificare se all’interno dell’intero consiglio comunale vi siano consiglieri, sia di maggioranza che di minoranza, che hanno in corso un contenzioso con il Comune di San Lucido» e a farlo «prima della riunione del prossimo consiglio comunale», cioè entro oggi. Con l’ulteriore invito, «nel caso in cui uno o più consiglieri dovessero risultare coinvolti in contenziosi con l’Ente», a «sollevare immediatamente l’eccezione di incompatibilità degli stessi con la carica ricoperta». Infine Cavaliere fa presente l’eventualità di «denunciare l’accaduto nelle opportune sedi giudiziarie».

Insomma quel ch’egli chiede è una radiografia “giuridica” dei consiglieri, perché le “lastre” restituiscano eventuali conflitti d’interessi dovuti a liti pendenti. Una possibilità che Vittorio Calomeni, ex candidato a sindaco sostenuto da Cavaliere e presunto consigliere “incompatibile”, ha da parte sua escluso fin da subito. Ma la radiografia dovrebbe riguardare, nella richiesta di Cavaliere, tutti gli amministratori, nessuno escluso.

«E’ una questione di trasparenza – sostiene. Se questa è un’amministrazione giovane e tesa al rinnovamento, parta dal consiglio comunale: verificare le posizioni significa fare chiarezza e pensare agli interessi dell’Ente. Infatti se i consiglieri titolari di contenziosi vi rinunciassero per mantenere la carica – diversamente, sarebbero dichiarati decaduti – risparmierebbe il comune. E visto che il contenzioso fa la differenza, non è vero, come ha affermato Vena, che un consigliere vale l’altro».

Tags: ,

È stata rimandata al 13 ottobre l’udienza che si sarebbe dovuta tenere ieri davanti al giudice per le indagini preliminari in merito al caso delle “gomme d’oro”. Il gip si pronuncerà dunque fra qualche mese sul rinvio a giudizio o il proscioglimento dell’imputato Santo Garofalo, architetto e attuale dirigente dell’area urbanistica dell’ufficio tecnico comunale di San Lucido e all’epoca dei fatti responsabile del settore. Garofalo è difeso dall’avvocato Francesco Scrivano del foro di Paola.

La fissazione dell’udienza, lo ricordiamo, aveva fatto seguito alla richiesta di rinvio a giudizio del pubblico ministero Domenico Fiordalisi presso lo stesso Tribunale di Paola, con la quale il 26 febbraio scorso si era riaperto il caso delle “gomme d’oro”. Il pm contesta a Garofalo il reato di abuso d’ufficio «per aver emesso le sei richieste di preventivo dal n. 12413 al n. 12418 del 21 novembre 2002 per la fornitura di pneumatici occorrenti allo scuolabus e all’autocarro comunale e per aver emesso la determinazione n. 382 del 26 novembre 2002 relativa all’impegno di spesa corrispondente, in violazione agli artt. 6,7 e 14 del titolo IV del Regolamento comunale per le forniture ed i servizi da eseguirsi in economia, per favorire la ditta Dalmazio De Virgilio di San Lucido, procurandole un vantaggio economico consistente nell’aggiudicazione della fornitura dei pneumatici dello scuolabus del comune di San Lucido ad un prezzo maggiore del 33,80% rispetto a quello offerto dalla ditta Eurogomme di Giuseppe Cavaliere. In particolare l’art. 6 del Regolamento prevedeva che per l’individuazione delle migliori offerte poteva seguirsi sia il sistema del prezzo più basso sia quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa».

Invece «l’arch. Garofalo non fissava i criteri di preferenza con idoneo punteggio nelle richieste di preventivo; non seguiva il sistema del prezzo più basso; non indicava le caratteristiche tecniche equivalenti in relazione alle altre marche»; inoltre «di fatto la previsione di più marche di pneumatici nelle richieste di preventivo veniva collegata ad una valutazione a posteriori, da svolgersi con criteri sconosciuti». «Grazie a dette violazioni di legge – concludeva la richiesta di rinvio a giudizio di febbraio – e con immotivato ed irrazionale provvedimento di determina, la gara veniva aggiudicata alla ditta Dalmazio De Virgilio invece che alla ditta Eurogomme di Giuseppe Cavaliere, la quale avrebbe determinato per l’amministrazione un vantaggio di 110,40 euro ovvero un risparmio del 33,80 percento».

Dunque, in relazione a tale richiesta di rinvio a giudizio per Santo Garofalo, il giudice per le indagini preliminari aveva fissato l’udienza per il 5 giugno, rimandata ieri al 13 ottobre. Sul tavolo del magistrato sarebbe finito anche un documento recante la firma di Garofalo reso pubblico a fine marzo, che ricordava l’archiviazione del caso nel 2005 prima della riapertura dello stesso nel 2008, e aggiungeva che «a fronte di una spesa di 600,00 euro necessaria per la fornitura dei pneumatici per lo scuolabus, la pubblica amministrazione per i capricci del signor Cavaliere Giuseppe ha speso ad oggi circa 9mila euro per avvocati. Con detta somma la pubblica amministrazione avrebbe potuto comprare un camion di gomme».

Nota: questo articolo è la versione integrale di quello pubblicato lo stesso giorno da Calabria Ora.

Tags: ,

Ha torto chi afferma che un’eventuale sua elezione a sindaco sia illegittima. Lo sostiene Roberto Pizzuti nel trasmettere agli organi di stampa, e agli altri probabili candidati, la sentenza della Corte di Cassazione Civile del 5 giugno 2007 con cui si stabilisce che è «possibile la candidatura di un sindaco al terzo mandato in caso di annullamento delle consultazioni».
roberto pizzuti

Pizzuti è stato eletto primo cittadino due volte, nel 1999 e nel 2002, mentre nella tornata di voto successiva, nel 2005, si è candidato nella lista di Carlo Borsani, ricoprendo, una volta vinte le elezioni, la carica di vicesindaco. Nel suo caso, un’interruzione nella successione dei mandati c’è stata, anche se le ultime elezioni sono state poi annullate.

Pizzuti sostiene che ciò renda possibile una sua nuova elezione a sindaco, proprio in base a quanto stabilito dalla prima sezione civile della Corte di Cassazione decidendo il caso del candidato sindaco di un comune di Roccasicura (Campobasso) che, dopo aver ricoperto la carica per due volte consecutive, si era candidato per la terza volta; alla candidatura si era opposto un concorrente alla carica sostenendo che il terzo mandato non fosse ammesso dalla legge, e sulla stessa linea si era mosso il comune interessato, impugnando la sentenza della Corte di Appello di Campobasso che aveva dato il via libera alla candidatura in quanto l’ex sindaco si era ricandidato immediatamente dopo che la successiva tornata elettorale (la terza) era stata annullata per mancato raggiungimento del quorum di votanti.

Tags: , , ,

Signori, si vota: il Consiglio di Stato ha rigettato il ricorso dell’ex sindaco Carlo Borsani volto ad ottenere l’annullamento della sentenza con cui sono state invalidate le ultime elezioni comunali. Il verdetto col quale il CdS ha reso nullo il voto del 2006 resta dunque valido. Il collegio dei giudici presieduto da Sergio Santoro e composto da Cesare Lamberti, Claudio Marchitiello e Marco Lipari, con Vito Poli come relatore, ha confermato la sentenza del 26 giugno 2007 che, annullando il voto di un anno prima, aveva portato al commissariamento del comune.
Carlo Borsani

Ciò significa che la giunta Borsani non potrà tornare al governo per mezzo del capovolgimento della sentenza e che anche a San Lucido si terranno le elezioni amministrative. Già ieri mattina, insieme con l’ufficialità della decisione del CdS, dalla Prefettura di Cosenza è arrivato in municipio il decreto di indizione dei comizi elettorali per il 13 e 14 aprile prossimi. Tra un mese e mezzo dunque il popolo di San Lucido dovrà recarsi nuovamente alle urne per scegliere il sindaco e il consiglio comunale.

La cittadina è rimasta in attesa del verdetto per un giorno intero. L’udienza si è infatti tenuta nella mattinata del 26 febbraio ma l’ufficialità della decisione è giunta soltanto ventiquattr’ore dopo.

Immediato il commento dell’avvocato Oreste Morcavallo che, in quanto rappresentante di Roberto Filippo, depositario del controricorso, è uscito vittorioso dalla vertenza: «Sono particolarmente soddisfatto dell’esito giudiziale che conferma la validità delle mie tesi giuridiche e soprattutto il principio che non può essere proposto ricorso per revocazione su punti della controversia su cui si è dibattuto e vi è stato un pronunciamento del Giudice. La parola passa ora agli elettori».

È con quest’atto infatti che si conclude la saga del Progetto Ribaltone; giunge cioè al capolinea la battaglia giudiziaria intrapresa dall’ex minoranza per annullare le elezioni perse sfruttando un cavillo di legge relativo alla compilazione dei certificati medici per il voto assistito e dei verbali di seggio.

«I mestieranti della politica hanno avuto la meglio sulla nostra lotta per la dignità del voto popolare che è stato calpestato e penalizzato – commenta l’ex sindaco Borsani. I cittadini, depositando nell’urna il loro voto, avevano fatto una scelta diversa dal Ribaltone. Per me il voto era e resta legittimo, ma chiaramente accettiamo il verdetto dei giudici». I giochi elettorali, dunque, sono aperti.

Tags: , , , ,

Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso dell’ex sindaco Carlo Borsani per il riesame della sentenza di giugno 2007 con cui era stato annullato il voto del maggio 2006.

A San Lucido si voterà perciò ad aprile per l’elezione del sindaco e del consiglio comunale.

Tags: , , , , ,

Elezioni, il giorno della svolta. L’udienza di oggi al Consiglio di Stato non rappresenta solo l’ultima puntata della saga Progetto Ribaltone, ma anche un passaggio decisivo per la politica sanlucidana. Infatti, nel momento in cui il collegio dei giudici deciderà se accogliere o meno il ricorso dell’ex sindaco Carlo Borsani contro il Progetto Ribaltone che ha mandato a casa lui e la sua maggioranza, determinerà anche se a San Lucido debbano tenersi o meno le elezioni amministrative.

Invalidare la sentenza di giugno 2007 con cui lo stesso CdS ha annullato il voto del maggio 2006, come chiede Borsani, eletto sindaco in quelle consultazioni, significa annullarne gli effetti. La maggioranza potrebbe perciò riavere indietro il mandato amministrativo scippatole dall’opposizione grazie ad un cavillo legale e tornare in municipio a governare il paese come se niente fosse successo.

In questo caso (considerato dai più piuttosto improbabile, vista l’ufficialità di alcune candidature e il fatto che altre liste sono in preparazione) la scialuppa Progetto Ribaltone naufragherebbe ingloriosamente proprio mentre i suoi marinai più navigati, da Bruno Bruno a Roberto Filippo, insieme con tutta l’opposizione, gridano “terra!” da prua.

Ma il viaggio intrapreso dall’opposizione proprio all’indomani (e a causa?) della sconfitta elettorale si concluderà oggi, secondo i più, con un approdo trionfale che non muterà le condizioni attuali, e sarà per un verdetto incontestabile della giustizia.

Certo, però, annullare le elezioni non è come vincerle. Partire da una pura formalità nella compilazione di certificati medici e verbali di seggio per tentare di rimediare alla sconfitta elettorale, come ha fatto Progetto San Lucido col Progetto Ribaltone, non è gratificante come arrivare al governo col solo voto dei cittadini. Ma forse in campagna elettorale, come in amore e in guerra, tutto è permesso. Anche il Ribaltone.

Tags: , , , ,

Tra partiti, movimenti e gruppi proseguono incontri e consultazioni in vista delle elezioni amministrative come se fosse certo che in aprile si apriranno i seggi. Come se nessun Progetto Ribaltone mettesse in dubbio ciò che sarà. Alcune candidature a sindaco sono state addirittura ufficializzate, come quella di Vittorio Calomeni a capo di una lista civica appoggiata, tra gli altri, dall’ex assessore Giuseppe Cavaliere. Anche Franco Nunziata aveva resa nota la propria candidatura a primo cittadino in cima ad una lista civica, dichiarandosi poi disponibile a compiere un passo indietro nel caso in cui dovesse essere raggiunta l’unità del centrosinistra.

E di tante altre liste, più o meno verosimili, si parla nella cittadina, in una moltiplicazione di candidature che è consueta nella fase delle trattative ma che sicuramente non facilita la lettura del panorama elettorale. Se a sinistra si parla sempre più insistentemente di una lista capeggiata da Mario Amendola, a destra vige il riserbo assoluto.

In teoria, l’ex sindaco alleanzino (ormai pidiellino) Carlo Borsani, il vice Roberto Pizzuti e i suoi non dovrebbero lavorare a nessuna lista elettorale prima di martedì prossimo, visto che quel giorno il Consiglio di Stato si pronuncerà sul ricorso che proprio l’ex maggioranza ha presentato per tornarci lei, e nessun altro, al governo della cittadina. Altro che elezioni ad aprile.

Con l’udienza del 26 febbraio il CdS potrebbe non solo invalidare la sentenza con cui è stato annullato il voto del 2006, ma anche rimettere la fascia tricolore indosso all’ex sindaco Borsani e restituire il mandato amministrativo al consiglio comunale eletto con quelle consultazioni.

È dunque ancora una volta il Progetto Ribaltone a gettare la politica cittadina nell’incertezza più totale. Un’incertezza su ciò che accadrà tra due giorni della quale neanche i sostenitori più accaniti del Ribaltone, come Bruno Bruno, Roberto Filippo e Libero Presta che c’hanno messo la firma, non possono non tener conto.

Tags: , , , ,

E al Progetto Ribaltone chi pensa? Mentre tutti si affannano a preparare le liste per le elezioni che verranno, nessuno si preoccupa della creatura prediletta di Progetto San Lucido. Eppure il 26 febbraio prossimo presso il Consiglio di Stato si terrà un’udienza decisiva non solo per la sorte del Ribaltone, ma anche per quella delle liste che in questo momento stanno vedendo la luce in vista delle prossime competizioni elettorali.

elezioni

Infatti tra dodici giorni il Ribaltone potrebbe andare in fumo per sempre e con esso i sogni di gloria di coloro che aspirano a diventare sindaco di San Lucido da qui a due mesi. Se i giudici dovessero accogliere il ricorso volto al riesame della sentenza con cui sono state annullate le elezioni del 2006, presentato dall’ex sindaco Carlo Borsani, non ci sarà nessun appuntamento con le urne.

La fabbricazione delle liste e le candidature di queste ore potrebbero perciò risolversi in una messinscena, senza avere alcun risvolto nei fatti. Nessuno però sembra curarsene; tutti paiono dare per scontato che il Consiglio di Stato non riterrà di riesaminare il caso, che il Progetto Ribaltone trionferà anche questa volta e che presto si andrà a votare. Per questo, ci si affretta a preparare le liste elettorali.

I padri del Ribaltone, cioè i rappresentanti di Progetto San Lucido che hanno promosso la battaglia legale per annullare le elezioni perse, oramai hanno smesso di preoccuparsi del voto del 2006 per pensare a quello del 2008. Li confortano, del resto, le sentenze emesse in casi analoghi.

Borsani però, fosse in loro, non sarebbe così tranquillo: «Non conosco le motivazioni con cui sono stati respinti gli altri ricorsi, ma certo di una sentenza non si può fare un fascio», ci risponde quando facciamo presenti le decisioni precedenti del CdS. «Respingere il ricorso sarebbe un’assurdità, perché le elezioni sono state annullate sulla base di pure ipotesi», aggiunge. E conclude: «Presentare questo ricorso era doveroso, anche se non dovesse andare a buon fine».

Tags: , , , ,

«Che senso ha fare ricorso, andare davanti al Tar, fare collette su collette, tra l’altro anche coi soldi dei cittadini, dare battaglia per arrivare fino in fondo e poi non pagare l’avvocato proprio al traguardo?».

L’ex assessore Giuseppe Cavaliere commenta con un interrogativo il fatto che Progetto San Lucido non si sia (ancora) costituito in giudizio davanti al Consiglio di Stato per opporsi alla richiesta di riesame della sentenza che lo stesso tribunale romano ha emesso il 26 giugno 2007 e con la quale sono state annullate le elezioni amministrative di un anno prima.

Bruno Bruno

Eppure lo stesso Progetto, con le ferite inferte dalla sconfitta elettorale ancora aperte, dedicò anima e corpo (e finanze) al tentativo di annullare il verdetto delle urne e mandare a casa i vincitori a forza di battaglie legali, cioè al Progetto Ribaltone.

E infine è riuscito nel suo intento perché, come già avvenuto nel caso di Conca Casale e di Maierà, dopo il giudizio sfavorevole del Tar, in secondo grado il CdS ha accolto il ricorso in appello e annullato le elezioni. Per una mera questione formale, legata alla corretta compilazione dei certificati medici per il voto assistito e dei verbali di seggio.

Quel che ne è conseguito è storia recente: qualche giorno dopo il sindaco uscente Carlo Borsani, spoltronizzato dal Ribaltone, ha consegnato le chiavi del comune al commissario prefettizio Carlo Ponte. Da allora sono trascorsi otto mesi, e in quest’arco di tempo l’ex primo cittadino non è rimasto con le mani in mano.

Convinto nel fatto di dover «difendere il diritto dei cittadini che hanno votato legittimamente», prima ha chiesto presso il Tar di sospendere la nomina del commissario prefettizio, senza ottenere tuttavia successo, e poi si è rivolto al Consiglio di Stato perché la sentenza di giugno fosse rivisitata, ritenendo, come il legale che l’assiste, che contenga errori significativi.

Tags: , ,

« Older entries