Consigli comunali

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SAN LUCIDO – Si preannunciava intenso ed intenso è stato il dibattito in Consiglio comunale sui debiti fuori bilancio che s’è tenuto ieri dopo un precedente rinvio. Maggioranza e opposizione si sono confrontate, a tratti aspramente, sull’opportunità di riconoscere la legittimità delle somme spese fuori bilancio per effettuare alcuni lavori d’urgenza, per un totale di circa un milione e mezzo di euro.

Il cantiere per la ricostruzione del lungomare

Da parte loro, il sindaco Antonio Staffa e i suoi ritengono che i debiti accumulati per effettuare gl’interventi possano essere riconosciuti come legittimi, avendo apportato «un arricchimento per l’Ente, data l’effettiva utilità dei beni e servizi eseguiti». La cifra accumulata è stata spesa infatti per i lavori che hanno interessato il torrente Pesce e soprattutto il lungomare cittadino distrutto dalla mareggiata di Capodanno.

L’Amministrazione aveva dato il via agli interventi sul lungomare contando su un aiuto economico da parte della Regione che però non è mai arrivato; l’estate invece sì, e con essa l’esigenza di rimediare ai grossi danni provocati dalle onde. Portati a termine gl’interventi, il Comune s’è ritrovato senza il fondo regionale e con un debito fuori bilancio piuttosto consistente. Riconosciuto come legittimo, il debito sarà ripianato tramite l’accensione di un mutuo presso la Cassa Depositi e Prestiti che peserà sulle tasche dei contribuenti per i prossimi vent’anni, salvo ripensamenti da parte degli enti sovracomunali.

Da parte sua l’opposizione, contraria al riconoscimento, nutre «perplessità sulla legittimità dei debiti» e ritiene che non sussistano le condizioni per riconoscerli, né che esistessero i presupposti della somma urgenza. Inoltre contesta decisamente la gestione delle pratiche, ravvisando «irregolarità». Dubbi anche rispetto ai debiti risalenti ai due anni precedenti. In particolare durante la seduta è stato annunciato l’invio di diversi atti che riguardano i debiti alla Procura della Repubblica di Paola, alla Cassa Depositi e Prestiti ed alla Corte dei Conti.

Maria Francesca Calvano
“Gazzetta del Sud”, 21.09.2010

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SAN LUCIDO – «Giuro di essere fedele alla Repubblica Italiana, una e indivisibile, e al suo Capo, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell’interesse esclusivo del Comune in armonia con gli interessi della Nazione». E’ con queste parole che d’ora in avanti il sindaco e gli eletti esordiranno nella seduta d’insediamento. Il giuramento, che ha puro valore formale, sarà pronunciato in piedi e ad alta voce. Lo ha deliberato il Consiglio comunale di giorno 17.

La nuova procedura, che aggiunge solennità e significato alla cerimonia, è ora prevista dall’articolo 1 dello Statuto cittadino, opportunamente modificato. Si tratta di un modo per celebrare il 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia in un momento in cui le spinte all’isolamento del Mezzogiorno si fanno più pressanti. Da più parti, proprio per questo motivo, è stata sottolineata l’importanza dell’iniziativa, che si colloca nel più ampio calendario delle celebrazioni che si terranno in tutt’Italia da qui al 17 marzo 2011.

Ma la seduta ha rappresentato anche l’occasione per manifestare il cordoglio dell’Amministrazione tutta per l’assassinio di Angelo Vassallo, sindaco di Pollica: all’apertura dei lavori, il Consiglio ha rispettato un minuto di silenzio in suo onore. Inoltre l’ex vicesindaco Francesco Sgroi ha annunciato la partecipazione del Comune alla manifestazione contro la ‘ndrangheta che si terrà a Reggio Calabria giorno 25, in reazione all’attentato delle scorse settimane contro il procuratore generale Salvatore Di Landro. Apprezzamento per l’iniziativa è stato espresso da Roberto Filippo e da Loredana Pastore. Quest’ultima ha chiesto al Consiglio di manifestare la propria solidarietà anche nei confronti del governatore Giuseppe Scopelliti per l’intimidazione di cui è stato vittima alcuni giorni addietro.

Tornando all’inserimento nello Statuto del giuramento di fedeltà alla Repubblica, il presidente del Consiglio Giuseppe Moramarco ha spiegato che si tratta di «un atto dovuto, per il legame verso la nostra Nazione». «La modifica vuole sottolineare la nostra forte volontà di celebrare l’Unità nazionale e con essa la Repubblica Italiana», ha aggiunto il sindaco Antonio Staffa. Dai banchi dell’opposizione, Mario Amendola, nel sostenere che la Costituzione «ha dato dignità ai cittadini e all’Italia» e che perciò dev’essere difesa, ha proposto l’organizzazione di convegni sul tema. «Questi momenti servono a ricordare vecchie pagine di storia oggi mortificate», ha detto Roberto Filippo, stigmatizzando le critiche nei confronti del Sud espresse di recente dal ministro Renato Brunetta e dalla Lega Nord. «Si tratta di messaggi preoccupanti», ha sostenuto Franco Salerno.

Maria Francesca Calvano
“Gazzetta del Sud”, 19.09.2010

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SAN LUCIDO – La maggioranza alla prova del nove. Lunedì tornerà a riunirsi il Consiglio comunale per discutere il debito pubblico maturato dall’Ente per l’esecuzione di alcuni lavori in somma urgenza. Sull’argomento le parti avrebbero dovuto confrontarsi già lo scorso 23 agosto, ma i lavori erano stati rimandati a data da destinarsi su proposta del capogruppo Pd in maggioranza Albino Sessa, che aveva espresso l’esigenza di maggiori approfondimenti. A circa un mese di distanza, il Consiglio è chiamato a pronunciarsi definitivamente.

Si preannuncia un dibattito acceso tra maggioranza e opposizione. In ballo c’è l’opportunità di riconoscere come debito fuori bilancio una somma di circa un milione e mezzo di euro: questa, infatti, la spesa ch’è stata necessaria per ricostruire il lungomare distrutto dalla mareggiata di Capodanno e per gli interventi presso il torrente Pesce. Venuto meno il contributo regionale per la copertura finanziaria degli interventi, il Municipio s’è ritrovato a dover provvedere da sé.

Ma la rilevanza dell’assemblea consiliare di giorno 20 non è data soltanto dall’importanza dell’ordine del giorno, ma anche dal significato che l’occasione ricopre. Infatti la maggioranza dovrà cercare, in quella circostanza, di ricompattarsi per giungere ad esprimere un voto unanime. Potrebbe essere questo un segnale chiaro che la crisi in atto è ormai passata. In caso contrario, le divergenze non farebbero che evidenziare le spaccature interne.
Prima ancora di lunedì, l’Assise si riunirà venerdì per la modifica e l’integrazione dello Statuto comunale in occasione del 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia.

Maria Francesca Calvano
“Gazzetta del Sud”, 16.09.2010

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Il consiglio comunale ha detto sì alla rideterminazione della tariffa per il servizio di nettezza urbana ed alle variazioni al bilancio dell’esercizio finanziario corrente. L’Assise, per prima cosa, ha approvato il taglio del 10 per cento sull’aumento della tassa sui rifiuti solidi urbani per l’anno in corso. Intenso su questo punto il dibattito tra maggioranza e opposizione.

Il sindaco Staffa ha sostenuto l’importanza della misura economica e sottolineato che i cittadini godranno, grazie ad essa, di un risparmio consistente. La minoranza ha invece affermato che si tratta di un taglio di poco conto e che l’aumento delle tasse rispetto allo scorso anno è concreto. A questo proposito il gruppo Progetto Democratico ha avanzato la proposta che non venga adottato nessun aumento in quanto «ingiustificato», proposta poi respinta dal consiglio.

Per quanto riguarda invece le variazioni di bilancio, le più significative riguardano la spesa per la creazione di un sistema di videosorveglianza ed i tagli sulle indennità di posizione per i responsabili di settore, entrambi di 15mila euro. Le videocamere saranno posizionate presso le scuole, il municipio, la Piazzetta Panoramica e in località Miccisi, adibita abitualmente a discarica abusiva. Per quanto riguarda invece i tagli alle indennità di posizione, la variazione prevede decurtamenti per 3mila euro a testa annuali: i cinque responsabili di settore non percepiranno più 9mila, bensì 6mila euro.

Maria Francesca Calvano – “Gazzetta del Sud”, 12.06.2010

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Tagli alle indennità di posizione per i responsabili di settore e messa a punto del sistema di videosorveglianza. Sono queste alcune tra le proposte che la maggioranza porterà all’attenzione del Consiglio comunale nella seduta convocata per il 7 giugno alle ore 19.

Il sindaco Antonio Staffa chiederà all’Assise di approvare la tassa per la nettezza urbana per come rideterminata – l’aumento della tariffa viene portato dal 30 al 20 per cento – ed alcune variazioni al bilancio di previsione dell’esercizio finanziario corrente. Si tratta di misure che, se approvate dal Consiglio, consentiranno appunto di prevedere in bilancio una spesa di 15mila per la creazione di un sistema di videosorveglianza e tagli per la stessa cifra sulle indennità di posizione.

Il controllo capillare del territorio comunale, o almeno dei punti sensibili, rappresenta oramai un’esigenza: il patrimonio pubblico, così come quello privato, è spesso soggetto a furti e danneggiamenti. La videosorveglianza può aiutare ad individuarne i responsabili o almeno fungere da deterrente. Le videocamere saranno posizionate presso le scuole elementari e medie, il municipio, la Piazzetta Panoramica e in località Miccisi, adibita abitualmente a discarica abusiva.

Per quanto riguarda invece i tagli alle indennità di posizione, la variazione prevede decurtamenti per 3mila euro a testa annuali: i cinque responsabili di settore non percepiranno più 9mila, bensì 6mila euro.

Pubblicato su “Gazzetta del Sud” il 04.06.2010

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Sulla carta, quello del 25 febbraio sarebbe dovuto essere un consiglio comunale tranquillo e propositivo. Certamente più dell’assise precedente, che di motivi perché maggioranza e opposizione facessero scintille ne offriva più d’uno. Difatti il pubblico, attendendosi scoppiettate, in quell’occasione accorse numeroso. Stavolta però tutto ci s’aspettava meno che il clima si facesse teso. Ma il consesso civico di giovedì ha sovvertito tutti i pronostici: fuoco e fiamme non solo tra maggioranza e opposizione, ma anche tra opposizione e opposizione.

Non è certamente un momento facile per la politica cittadina. La giunta di Antonio Staffa, ridotta – dopo il salto all’opposizione di tre dei suoi membri – a nove componenti, va avanti seppure a fatica. La minoranza da parte sua, sebbene rafforzata dall’acquisto degli ex assessori dissidenti Renato Filippo, Franco Nesci e Franco Salerno, pare non riuscire a far fronte comune a causa delle diverse appartenenze politiche di coloro che la compongono. Difatti proprio la differente estrazione partitica è alla base degli attriti tra gli stessi consiglieri di minoranza cui s’è assistito durante il consiglio comunale del 25 febbraio.

Un momento del consiglio

Sono volate parole poco tenere tra i due Roberto dell’opposizione: Roberto Pizzuti, capogruppo di Direzione San Lucido, e Roberto Filippo del gruppo Progetto Democratico. L’uno berlusconiano, l’altro comunista; l’uno in maggioranza, l’altro all’opposizione nelle amministrazioni dell’ultimo decennio, Pizzuti e Filippo siedono oggi entrambi dietro i banchi di minoranza. Da lì, nel consiglio del 3 febbraio, avevano assistito alla guerriglia interna alla maggioranza Staffa che in quella circostanza vide tre dei suoi passare all’opposizione. Stavolta i ruoli si sono rovesciati: la maggioranza ha lasciato volentieri la scena per osservare in silenzio i due battersi in singolar tenzone.

Non che siano mancati gli scontri tra parti avverse. Anzi i battibecchi iniziano da subito, sin da quando il presidente del consiglio Giuseppe Moramarco propone di invertire i punti all’ordine del giorno, in modo da discutere prima le modifiche allo Statuto per la definizione dei servizi pubblici privi di rilevanza economica e poi le linee guida di attuazione del Piano strutturale comunale, «così – spiega Moramarco – da lasciare più spazio al Psc». Insorgono immediatamente Roberto Filippo e il suo capogruppo Mario Amendola, per sottolineare come Moramarco dimostri con la sua proposta di considerare il Psc «meno importante» delle modifiche allo Statuto. «Volevo solo dedicare più tempo alla discussione sul Psc che ad altro», precisa il presidente del consiglio. La proposta, prima ritirata e poi messa ai voti, viene infine approvata all’unanimità. Ma l’iniziale contrasto tra le parti lascia intuire il clima che si respirerà d’ora in avanti nella sala consiliare.

Invertito l’ordine dei punti, si comincia col discutere le modifiche allo Statuto per la definizione dei servizi pubblici comunali privi di rilevanza economica. Dà inizio al dibattito il sindaco Staffa, leggendo un documento in cui si sostiene che «l’acqua è un diritto universale», «un bene comune dell’umanità» che «appartiene a tutti» e che «non è proprietà di nessuno». Per questo viene respinta la possibilità di privatizzare l’acqua; di contro, si appoggia la proposta di affidare il servizio idrico integrato – oggi in mano alla Sorical, la Società che amministra le risorse idriche calabresi – ad un consorzio, «confermando il principio della proprietà e gestione pubblica dell’acqua secondo criteri di solidarietà».

Favorevoli Rinascita («Privatizzare l’acqua – afferma il capogruppo Renato Filippo – sarebbe un danno per i cittadini») e Progetto democratico. Contrari Pizzuti e Loredana Pastore che, pur sostenendo che «l’acqua deve rimanere pubblica», votano a sfavore, intravedendo nella proposta «un semplice accanimento verso le leggi statali». «Il fatto che sia strumentale o no nei confronti del governo non conta, se la proposta è di beneficio ai cittadini», ribatte Staffa, evidenziando come le tariffe siano, con l’attuale gestione Sorical, «più alte di quanto dovrebbero essere. Chiederemo un confronto tra le somme che dovremmo pagare e quelle che effettivamente paghiamo», fa sapere il primo cittadino.

Più serrato il confronto sul Piano strutturale comunale, illustrato nelle sue linee generali – con tanto di cartina – dall’assessore ai lavori pubblici Francesco Calvano. L’amministrazione intende puntare sullo sviluppo di due zone: la Ss18 e la strada provinciale. A monte e a valle delle due arterie dovrebbero sorgere attività produttive e turistiche. Si vorrebbe inoltre riaprire la cava comunale e realizzare un maneggio, un’isola ecologica, un mercato ittico ed uno ortofrutticolo coperti ed una chiesa nelle zone rurali. Calvano precisa comunque che il Psc «sarà discusso nel dettaglio quando si porterà in consiglio il progetto preliminare». L’assessore ventila inoltre la possibilità di «cambiare il livello di rischio delle zone che oggi sono franose o di trasformarle in zone agricole o boschive, in base a studi di geologi e agronomi». Ed è proprio su questo punto che si scatena lo scontro tra il sindaco Staffa ed Amendola.

Quest’ultimo ritiene «grave» che si parli di «agevolazioni» per quanto riguarda i terreni ritenuti franosi, denuncia «freddezza e disattenzione» nell’approntare lo strumento urbanistico e avanza «dubbi» sulla buona riuscita del Psc. Ad accendere la miccia è la replica del primo cittadino, che giudica polemico e per nulla propositivo l’intervento di Amendola: «Forse mi sono distratto ma non ho sentito nessuna indicazione, nessun contributo da parte sua», afferma Staffa. Amendola parte quindi in contropiede sostenendo che «tutto quello che ha detto l’assessore è aria fritta». Risponde Staffa affermando che «l’ordine del giorno, anche su indicazione di Amendola che l’ha più volte richiesto, è e rimane la discussione sulle linee guida». Ciò significa che ogni contenuto tecnico verrà trattato nel momento in cui sarà presentato al consiglio il progetto preliminare. Su toni duri e stizziti si è mantenuto il botta e risposta tra i due, che si è concluso con una serie di richieste da parte di Amendola, come quella che tutti i consiglieri dichiarino se possiedono direttamente o indirettamente proprietà interessate dal Psc.

Diverso l’atteggiamento di Roberto Pizzuti che, da una parte, ha espresso – così come Renato Filippo – perplessità sul rispetto dei tempi di presentazione del Psc; dall’altra ha portato all’attenzione del consiglio alcune proposte, come quella di creare un piccolo stadio per i giovani atleti sanlucidani. Staffa, raccogliendo i suggerimenti, ha invitato infine i consiglieri a presentare proposte e consigli proprio in questa fase che precede il piano preliminare, ed assicurato che i tempi saranno rispettati.

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Oggi alle ore 17 si riunirà il consiglio comunale di San Lucido. I punti all’ordine del giorno vertono tutti intorno al bilancio. Dopo l’approvazione dei verbali della seduta precedente, si passerà alla determina delle aliquote Irpef e Ici per l’anno 2008; dopodiché il consiglio dovrà valutare l’elenco annuale e il programma triennale dei lavori pubblici e infine occuparsi del bilancio di previsione dell’esercizio finanziario 2008, della relazione previsionale e programmatica e del bilancio pluriennale 2008/2010.

Si tratta di un passaggio fondamentale nella gestione della cosa pubblica, considerato che la seduta di oggi si risolve, in parole povere, nella discussione della distribuzione delle risorse finanziarie per i diversi settori: dal personale all’ambiente, dal sociale alla sanità alla pubblica istruzione e così via. san lucido municipioCome si può capire, nelle quote economiche stabilite per ogni capitolo di bilancio si riflette l’importanza che la giunta in carica attribuisce ai vari ambiti della vita cittadina.

Lo sa bene l’ex vicesindaco nonché bisindaco Roberto Pizzuti, oggi consigliere d’opposizione, che alcuni giorni fa parlava della seduta odierna come di un’assise «rilevante soprattutto per capire come intende muoversi quest’amministrazione per lo sviluppo del nostro comune». E considerato che Pizzuti ha giustificato la sua assenza alla seduta dell’11 giugno (anche) con la necessità di dedicare più tempo possibile alla preparazione di «un consiglio molto più importante», si può intuire che quello che avrà luogo fra poche ore tra maggioranza e opposizione sarà un confronto piuttosto acceso.

In particolare, la minoranza potrebbe richiamare l’attenzione sulle raccomandazioni pervenute dalla Corte dei conti rispetto alla gestione delle finanze pubbliche e sulle tasse definite dalla giunta Staffa con le recenti delibere.

A questo proposito: si registra l’aumento del canone per fognatura e depurazione (rispettivamente 0,20 euro e 0,50 euro in più al metro cubo) e per la nettezza urbana (0,20 euro al metro quadro in più per le abitazioni, gli esercizi pubblici, i ristoranti, i bar e simili, gli alberghi e le pensioni; 0,14 euro in più per le abitazioni con occupante unico). Fa eccezione la riduzione di 0,40 euro al metro quadro del canone per la spazzatura previsto per i pubblici esercizi ad uso stagionale. Confermate invece le tariffe idriche, le aliquote Irpef (ma il consiglio le discuterà oggi) e le quote scolastiche (asilo nido, trasporto alunni, eccetera).

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San Lucido c’è. La città si unisce al coro dei no ai tagli al Mezzogiorno che hanno consentito al governo Berlusconi di abolire l’Ici. Il consiglio comunale si è riunito alle ore 18.25 di ieri, aderendo alla proposta-protesta del presidente della provincia di Cosenza Mario Oliverio.

San Lucido ha dunque voluto far sentire anche la propria voce per condannare quella che il presidente del consiglio, Giuseppe Moramarco, ha definito «una cattiva manovra finanziaria che aumenta il divario rispetto al Nord. Contribuiamo nel nostro piccolo a limitarne i danni». Per questo Moramarco ha chiesto al consiglio di approvare il documento sottoscritto anche dagli altri comuni calabresi col quale, pur salvando l’abolizione dell’Ici in sé, si esprime contrarietà ai tagli e si chiede il ripristino delle risorse destinate al Sud.

Il sindaco Antonio Staffa ha sottolineato l’importanza di una protesta unanime e della partecipazione del comune al coro dei no: «È importante che San Lucido sia presente, col suo consiglio e con la cittadinanza, in questa iniziativa, per dimostrare che il problema non passa inosservato». L’assessore al sociale Antonella Gioia ha ribadito il no del Partito democratico alla manovra e richiamato l’attenzione sui tagli al sociale e all’università.

La minoranza, da parte sua, ha detto sì al documento ma si è mostrata scettica su alcuni punti. Vittorio Calomeni ha evidenziato come l’iniziativa «folcloristica» possa poco in sé, essendo il nostro un piccolo paese, e la necessità di provvedimenti ulteriori. Amendola ha dichiarato il placet proprio e di Roberto Filippo sul documento. Quest’ultimo ha avanzato qualche dubbio sulla capacità dei parlamentari di centrodestra di rappresentare il malcontento e proposto di allertare le segreterie. L’uno e l’altro hanno evidenziato come, invece, i fondi per la Tav siano stati salvaguardati.

Lo stesso Filippo ha fatto notare l’assenza dei consiglieri di minoranza Roberto Pizzuti e Loredana Pastore («essendo di centrodestra probabilmente non sono d’accordo sui contenuti di questo consiglio») e di alcuni componenti della maggioranza (Staffa ha poi giustificato l’assenza dell’assessore Renato Filippo). Infine il consiglio ha approvato all’unanimità il documento.

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Franco Nunziata della Margherita contesta le scelte della maggioranza consiliare

SAN LUCIDO. «Arriva tardi il consiglio comunale aperto sull’ordine pubblico a San Lucido» per il presidente della convenzione comunale della Margherita, Franco Nunziata.

«Peraltro – aggiunge – non su iniziativa della stessa maggioranza, che ha dimostrato nel corso di questo primo anno d’amministrazione scarsa sensibilità sull’argomento, bensì su richiesta della minoranza consiliare».

Questo il motivo alla base dell’assenza della Margherita al dibattito consiliare dell’8 giugno scorso.

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Pareri discordanti sulle matrici degli atti delinquenziali

SAN LUCIDO. Il consiglio comunale che si è riunito ieri a San Lucido ha discusso per quattro ore sulle cause degli ultimi fatti delinquenziali accaduti sul territorio.

Non c’erano Cavaliere, Mazza e Polizza assente giustificato. Per quanto riguarda Cavaliere, egli ha fatto sapere che si sarebbe astenuto dal prender parte al consiglio perché «la lunga attesa prima di convocarlo rivela che a quest’amministrazione non importa del problema».

San Lucido, panorama

E la minoranza non si è discostata granché dal medesimo concetto quando ha sottolineato che l’assise è stata convocata su sua richiesta più che per volontà della maggioranza.

Il dibattito successivo si è sviluppato soprattutto sulla matrice degli ultimi atti delinquenziali, con significativi contributi da parte del pubblico.

Dalla platea Covelli, Provenzano, Gnisci, Colonna e Mele hanno manifestato in linea generale l’importanza del fornire buoni esempi di legalità da parte della classe dirigente e dall’amministrazione innanzitutto.

Sul lato politico, il sindaco Carlo Borsani ha dipinto un quadro cupo della situazione attuale, inserendovi criminalità e uso e spaccio di droghe. La ricetta del governo cittadino consiste nel potenziamento delle forze dell’ordine e nel decentramento del controllo tramite un coordinamento locale.

Per l’opposizione la maggioranza dimostra di essere «insensibile» al problema e tenta di «minimizzare il problema» parlando di semplice bullismo.

In foto: uno scorcio di San Lucido

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