SAN LUCIDO – «Pagheremo l’ultima rata del mutuo quando mio figlio avrà trentuno anni»: il motivo addotto dalla consigliera di minoranza Loredana Pastore nell’annunciare il proprio voto contrario all’approvazione dei debiti contratti per i lavori sul torrente Pesce riassume bene le ragioni per cui i diversi gruppi d’opposizione hanno detto no al riconoscimento della legittimità delle somme non iscritte in bilancio.
Sull’argomento si sono tenute due sedute consiliari su tre, nel corso delle quali sono stati convalidati più scaglioni di debiti fuori bilancio: quelli maturati per la ricostruzione del lungomare, quelli per i lavori eseguiti presso il torrente Pesce e i debiti dovuti a parcelle legali inevase nelle consiliature precedenti.
Ai primi due si rimedierà tramite mutuo per circa un milione e 300mila euro, «e sarebbero stati molti di più se io e il consigliere Amendola non avessimo presentato un’interrogazione al sindaco sui costi dei lavori al torrente, grazie alla quale l’Ente ha potuto risparmiare 77mila euro, che non sono pochi», ha sostenuto Roberto Filippo dai banchi dell’opposizione durante il Consiglio di mercoledì. La circostanza è dovuta al fatto che per gl’interventi era stato utilizzato il prezziario regionale del 2007 in luogo di quello più recente, che prevede importi minori.
«Avevo fatto mia la proposta di portare il debito riconoscibile da 154 ad 85mila euro già nella seduta di lunedì – ha ribattuto il sindaco Antonio Staffa – ma, nonostante siamo d’accordo sul prezzo, la minoranza si ostina a creare contrapposizioni». Il primo cittadino inoltre, nel controbattere alle proteste sull’accensione del mutuo, ha fatto presente che «anche Amendola – che aveva lasciato il Consiglio subito dopo l’inizio – da sindaco contrasse un mutuo che finiremo di pagare nel 2017».
Sarà invece con fondi di bilancio che si rimedierà da qui al 2012 ai debiti per parcelle legali, ammontanti a 90mila euro. Il contenzioso sarà comunque oggetto di un prossimo Consiglio, come promesso da Staffa su proposta di Roberto Filippo, che ha inoltre richiesto l’istituzione di una Commissione consiliare per il bilancio.
L’approvazione degli equilibri finanziari a maggioranza (col voto contrario dell’opposizione e l’astensione del consigliere Vittorio Calomeni) ha infine chiuso il capitolo economico e con esso la tre giorni consiliare.
Maria Francesca Calvano
“Gazzetta del Sud”, 24.09.2010
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