San Lucido

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Quarant’anni e non sentirli. La Pro Loco di San Lucido, vitale come non mai, annuncia 365 giorni di festeggiamenti per il suo quarantesimo compleanno, che cadrà il prossimo 30 luglio. In quel dì del 1968 l’associazione cittadina vide infatti la luce e, quattro decenni dopo, per ricordare degnamente l’importante ricorrenza, la Pro Loco ha pensato di non potersi accontentare di un solo giorno di giubilo e di dover brindare pure nei restanti 364. E’ per questo che le celebrazioni partiranno il 30 luglio per chiudersi il 29 luglio 2009.

L’anno di festa si aprirà con il ricordo delle date, persone ed iniziative che hanno fatto la storia della Pro Loco, per proseguire con tutta una serie di manifestazioni che, come annuncia una nota stampa del presidente Enzo Barbagallo, toccheranno diversi temi, «dal volontariato, al sociale, all’arte ed alla cultura, alle risorse naturali, alla storia, all’archeologia, alla valorizzazione delle risorse umane agli usi ed ai costumi che hanno, in questi decenni ed anche prima, contribuito a delineare il carattere di San Lucido nel panorama della nostra provincia ed oltre».

Innanzitutto tra qualche giorno verrà lanciato un concorso pubblico intitolato “Emozioni sanlucidane”, che per gli organizzatori rappresenta uno dei contributi più interessanti alle celebrazioni. «Tutti coloro che lo vorranno – anticipa la nota – potranno cimentarsi in una delle decine di temi proposti che hanno come unico comune denominatore San Lucido, le sue bellezze, attrattive, culture, leggende, storie, i suoi personaggi», e chi più ne ha ne metta. «Inutile dire – aggiunge Barbagallo – che mi sento molto responsabilizzato dal fatto che proprio durante il periodo della mia Presidenza ci si trovi a celebrare una ricorrenza così importante e significativa». La Pro Loco invita dunque «tutti i cittadini, gli ospiti e turisti a festeggiare con noi l’inizio delle celebrazioni del 40° anniversario della fondazione».

Si è conclusa il 24 giugno a San Lucido, con i tradizionali fuochi d’artificio, la festa in onore del patrono San Giovanni Battista apertasi giorno 22: per il paese la ricorrenza più importante dell’anno, che si è rivelata particolarmente ricca di iniziative e appuntamenti. Più estesa la fiera per la presenza di un maggior numero di bancarelle; inoltre la serata del 23 giugno, dedicata come d’abitudine al nome di grido, ha visto sul palco la nota cantautrice Mariella Nava, protagonista di un concerto raffinato e denso d’emozioni. Apprezzate pure le esibizioni musicali dei giorni 22 e 24.

Folto anche il programma religioso, con la celebrazione di messe in varie zone di San Lucido. Come tradizione, il 24 giugno la statua del Battista è stata portata in processione per le vie del paese, seguita dalle autorità e dalle forze dell’ordine (un gradito ritorno quello dei marinai). A questo proposito la presidente dell’Azione cattolica, Maria Rosaria Caridi, ha voluto esprimere «orgoglio e plauso per il giovane sindaco, socio e attivista Ac da molti anni» che in occasione della processione «ha dismesso le sue vesti da sindaco per portare a spalla la statua del Santo. L’austerità e l’autorevolezza della sua carica, pur sommessamente visibili, hanno lasciato il posto alla devozione, all’umiltà e alla grande fede. La sua è stata una grande testimonianza di fede e di senso d’appartenenza all’Ac».

Ma quella che si è appena conclusa non è stata soltanto una festa più ricca, ma anche più sicura: le guardie ecozoofile hanno affiancato quest’anno carabinieri e polizia nelle attività di controllo.

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Le foto del concerto di Mariella Nava a San Lucido il 23 giugno 2008.

I video del concerto di Mariella Nava a San Lucido il 23 giugno 2008.


Gli ultimi


Dentro una rosa


Spalle al muro


Stasera torno prima

LA BROCHURE

festa patronale san giovanni battista san lucido 2008 programma
festa patronale san giovanni battista san lucido 2008 programma

C’è chi trascorre notti insonni tormentato dalle pene d’amore e chi è costretto a contare le pecorelle per colpa di un tombino traballante. Il signor Roberto Sgroi rientra suo malgrado nel secondo caso. Quel tombino sotto casa, nella centralissima via Filippo Giuliani a San Lucido, non lo fa dormire: notte e giorno passano sul quadrato di ferro consumato automobili dopo automobili, motorini dopo motorini. E visto che il coperchio è sprovvisto di guarnizione, il risultato è un fastidioso rumore ad ogni passaggio, amplificato dal silenzio della notte.

Basterebbe intervenire in modo tale da attutire il colpo, ma visto che finora questo non è accaduto, il signor Sgroi si è rivolto al nostro giornale. Quel ch’egli lamenta è la «scarsa attenzione da parte dell’amministrazione comunale, dalla quale ho avuto risposte poco belle quando ho sollevato il problema», ci racconta, aggiungendo però che negli ultimi tempi aveva avuto un colloquio col sindaco Antonio Staffa ed ottenuta la disponibilità dell’assessore ai lavori pubblici, Francesco Calvano, a risolvere il problema. Da allora però non c’è stato intervento.

Da noi contattato, l’assessore Calvano ha voluto confortare il signor Sgroi: «Dispiace che il problema, che comporta un fastidio per un cittadino, sia passato in secondo piano – ha dichiarato – ma l’amministrazione cerca di prestare attenzione alle richieste di tutti, pur nelle difficoltà che può comportare la mancanza di personale. Abbiamo affrontato in primo luogo grossi problemi che interessavano il decoro del paese, ma arriveremo a risolvere anche quello del signor Sgroi». Al quale non resta che aspettare di poter dormire sonni tranquilli. Tombino permettendo.

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Per molti anni, guardando le vecchie foto del castello di San Lucido, ha provato ad immaginare quale aspetto avesse la fortezza che per secoli, a partire dal 1093, aveva dominato la cittadina e il suo mare, presso la quale probabilmente più volte si era recato San Francesco di Paola e nelle cui stanze aveva visto la luce il Cardinale Ruffo di Calabria.

Poi Franco Petrungaro, artista sanlucidano, ha deciso di trasformare l’immaginazione in realtà e, nel centenario del terremoto del 1908 che l’ha praticamente raso al suolo, ha ricostruito il modellino del grande castello di San Lucido. Per completarlo, ci sono voluti tre mesi di lavoro. Visitarlo oggi, nel cuore del centro storico dov’è esposto, a pochi passi da dove sorgeva realmente, significa tornare indietro di secoli e secoli e trovarsi davanti agli occhi, in formato mini e in polistirolo, una vecchia cartolina di San Lucido, ma a colori e tridimensionale.

Il castello, modellato sulla base delle poche fotografie in bianco e nero disponibili, era incastonato nella roccia. Petrungaro ne ha ricostruito i tantissimi balconi, tra cui alcuni merlati, le torri, le finestrelle, le feritoie, le scale, i sottopassaggi, i corridoi, le uscite sul mare, con grande attenzione ai particolari. Oggi, di tutto questo, non rimane che il ponte “della Madonnina”, che costituiva la strada d’accesso al castello, e le strisce di parete tra l’uno e l’altro balcone di una facciata che, mozzate, oggi disegnano il suggestivo profilo di San Lucido dall’alto.

Si tratta di un importante contributo storico che l’amministrazione comunale non può non valorizzare e tutelare. Così come non si può non riconoscere a Franco Petrungaro il merito di aver creato, con infinita pazienza e amore incondizionato per il paese, un’opera unica, assolutamente imperdibile per tutti i sanlucidani, per gli storici e per gli appassionati.

Moreno Morello a passeggio con Giuseppe Cavaliere per le vie di San Lucido. Qualcuno nella cittadina ieri ha avvistato l’inedita coppia mentre si recava in visita alle opere pubbliche del territorio rimaste incompiute, passando però per gli angoli cittadini più belli. Una passeggiata quindi sulla via Panoramica, ma soprattutto un salto alla casa di riposo per anziani Serena ex Onpi, alla piscina comunale, all’acquedotto rurale. Tutte opere finanziate, sulle quali si è cominciato a lavorare ma mai terminate.
striscia la notizia

In alcuni casi perché quel che rimane dei fondi stanziati non è sufficiente per portare a compimento i lavori, come per la Casa Serena; in altri, tutto è rimasto immobile a causa di indagini giudiziarie, come per la piscina comunale. L’acquedotto invece non fa il suo dovere (lasciando gli abitanti delle contrade, già sforniti da venticinque anni, senza acqua potabile) per una serie di circostanze, dalle denunce alla (presunta) mancata copertura finanziaria.

Si tratta dunque di opere fondamentali per la cittadinanza perché dovrebbero fornire servizi essenziali. Proprio il fatto che esse non siano in funzione, nonostante i molti finanziamenti ottenuti e spesi, non poteva non attirare l’attenzione del famoso tg satirico, che ha mandato i suoi inviati in diverse località del Tirreno cosentino.

Il candido Moreno Morello, insieme con altre tre persone, è stato accompagnato per San Lucido dall’ex assessore e supervotato alle ultime elezioni comunali Giuseppe Cavaliere. Questi avrebbe però chiesto all’inviato di rimandare il servizio alla stagione autunnale «per non compromettere – ci ha detto – l’estate salucidana» («un servizio su Striscia significherebbe perdere molto turismo nella bella stagione, ormai alle porte», ha chiarito Cavaliere) e, intanto, approfondire la conoscenza della realtà cittadina che, viste le numerose opere incompiute, offre non pochi spunti alla satira.

C’era anche il nuovo sindaco di San Lucido, Antonio Staffa, tra i cinquecento fedeli che lo scorso primo maggio, guidati dal parroco della cittadina don Franco Spadafora, sono partiti alla volta del Santuario di San Francesco di Paola. Coi sanlucidani c’erano anche numerosi rappresentanti delle comunità di Cosenza e Fiumefreddo Bruzio.

Partiti alle cinque del mattino, i pellegrini hanno raggiunto il santuario due ore dopo; quindi hanno partecipato alla celebrazione della Santa Messa. Particolarmente apprezzata, sottolinea una nota, «l’illuminata e illuminante omelia del parroco, che ha toccato i temi della consacrazione, della risposta alla chiamata del Maestro e soprattutto della scelta della pace. Abbiamo sentito un brivido attraversarci – affermano i fedeli che hanno ascoltato le parole di don Spadafora – quando ci ha spronati ad essere orgogliosi di avvertire che l’albero della pace affonda le sue radici nel nostro cuore e nel nostro atteggiamento».

Il parroco ha sottolineato l’importanza dell’amore e della riconciliazione tra gli uomini: «L’impegno della sequela di Cristo, nonostante difficoltà e debolezze umane, è saper diventare amore. Nessuno – ha detto durante l’omelia – si metta a tavola oggi senza aver telefonato al fratello in disagio con lui».

Significativo inoltre il messaggio che il pastore della comunità sanlucidana ha voluto lanciare al fine di avviare «una forte collaborazione fra istituzioni» salutando e benedicendo il nuovo giovane sindaco Antonio Staffa, segno che «San Lucido può avere ancora speranza».

Sembra una commedia degli equivoci, invece è la storia (vera) di un’avventura burocratica all’italiana. Ce l’ha riferita il geometra in forze presso l’Utc Battista Romeo, che ne ha fatto le spese penali. Questo il suo racconto.

Siamo nel 2001. Un abitante di vicolo Garibaldi, a San Lucido, chiama prima i vigili urbani e poi i pompieri per il crollo dell’intonaco dai muri della palazzina di fronte casa sua, un vecchio palazzo disabitato a quattro piani. Quindi, attestato nel gennaio 2002 lo stato fatiscente dell’immobile, a febbraio la commissaria prefettizia emette un’ordinanza intimando ai proprietari (Battista Romeo, i suoi fratelli e altri) la rimozione del pericolo entro un dato termine. Questi però non provvedono.

casa di vicolo garibaldi

Decide di farlo il comune, che a dicembre dello stesso anno indice una gara d’appalto secondo il metodo del cottimo fiduciario e con prezzo a base d’asta indicativo e non vincolante di 36mila euro. L’Ente programma di attuare d’ufficio una serie di lavori, tra cui la rimozione del pericolo in vicolo Garibaldi. Tuttavia, racconta Romeo, «l’intervento che avrebbe dovuto interessare l’edificio di vicolo Garibaldi è stato effettuato su un altro immobile», di cui è proprietario sempre lui ma che si trova su via Roma, alle spalle di vicolo Garibaldi.

casa via roma

Quindi la ditta che ha vinto la gara d’appalto (tra l’altro, secondo il geometra, minata da alcuni vizi di forma che ne metterebbero in forse la validità), su indicazione del Comune avrebbe agito su un altro stabile, che fino a questo momento era rimasto del tutto estraneo rispetto ai fatti. Consegnati alla ditta contestualmente alla firma del contratto, nel marzo 2003, i lavori si sarebbero dovuti concludere entro 60 giorni, pena una multa per ogni giorno di ritardo, che non sarebbe stata applicata.

Il primo stato d’avanzamento è però di agosto 2003 e ammonta a 14mila euro circa; il secondo di marzo 2004, stessa cifra. Si potrebbe pensare che la storia sia quella di un “errore”, di un incredibile “scambio d’edificio”, invece è anche quella di un processo presso il Tribunale di Paola, che ha condannato tutti i proprietari dello stabile di vicolo Garibaldi per mancata esecuzione dell’ordinanza di rimozione del pericolo. Ma visto che la gara si proponeva proprio questo scopo, Romeo ha chiesto a vigili urbani e comune di attestare che il pericolo è stato rimosso tramite i lavori appaltati o di riconoscere che così non è stato.

Il suo avvocato, preannunciando una richiesta di risarcimento danni per l’”equivoco” subito, ha chiesto al commissario prefettizio che attesti lo stato dei fatti, ma a tale richiesta avrebbe risposto il direttore generale del comune citando la legge sull’accesso agli atti pubblici. Questi naturalmente sono i fatti secondo Romeo. Si attendono chiarimenti in merito da parte degli uffici comunali.

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