SAN LUCIDO – Niente autista? Niente scuolabus. Gli studenti che usufruiscono del trasporto scolastico comunale non possono beneficiarne se l’autista non c’è. E’ questo un problema col quale puntualmente il Municipio si trova a fare i conti dal suono della campanella in poi.
A segnalare le difficoltà che ne derivano, e nelle quali lunedì sono incorsi alcuni alunni della scuola “Moscato”, è Pietro Covelli, segretario del Pdci locale, che punta il dito contro la maggioranza guidata da Antonio Staffa chiedendone le dimissioni. A scatenarne l’ira funesta un episodio che racconta così: «Il primo giorno di scuola, sia all’entrata sia all’uscita dalle lezioni – sostiene Covelli – alcuni ragazzi che abitano in periferia non hanno potuto utilizzare lo scuolabus perché sarebbe arrivato solo fino a contrada Varco.
Uno scuolabus comunale
Coloro che vengono dalle zone più distanti e quindi più disagiate sono abbandonati. E’ ora che l’Amministrazione metta da parte beghe e campagne acquisti per risolvere i problemi della gente, altrimenti vada a casa», sbotta il segretario dei Comunisti italiani.
Sentiti in merito, gli uffici comunali preposti ai servizi scolastici hanno spiegato che lunedì non è stato possibile fornire il trasporto in scuolabus ai ragazzi che abitano sulla strada che porta a San Lucido Superiore «a causa dell’assenza dell’autista» di linea. Ecco dunque che torna al pettine il nodo della carenza di personale.
Gli autisti in forze al Municipio sono tre e ad ognuno di loro è assegnata una determinata zona del paese. Negli orari di entrata e di uscita da scuola fanno la spola su una determinata linea. Il sistema adottato rende certo molto efficiente il servizio – dal momento che ogni gruppo d’alunni dispone di trasporti dedicati – ma rappresenta nello stesso tempo il suo tallone d’Achille. Infatti, in mancanza dell’autista cui è assegnata una determinata area – in questo caso la strada Provinciale verso Falconara Albanese – gli studenti che vi risiedono non possono disporre dello scuolabus fino al suo rientro.
Stavolta «gli alunni non sono stati avvisati per tempo della circostanza, come normalmente si fa – spiega il responsabile del settore sociale Arturo Bertolasi – proprio perché s’è verificata il primo giorno di scuola. Non è assolutamente vero – ribatte – che i ragazzi della periferia sono trascurati. Anzi viene data priorità proprio alle loro esigenze, avendo essi maggiori difficoltà a tornare a casa rispetto a coloro che abitano in centro».
Come provvedere dunque? «Le soluzioni sarebbero due», osserva il funzionario. «Assumere nuovi autisti, cosa che non si può fare, oppure esternalizzare il servizio, ma anche qui ci sarebbe bisogno di fondi».
Maria Francesca Calvano
“Gazzetta del Sud”, 16.09.2010
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