
L’argomento di oggi è:
Il carcinoma della mammella
di Piero Alò
Il carcinoma della mammella è il tumore maligno più frequente nelle donne, la prima causa di morte per neoplasia nelle donne tra i 35-55 anni e la seconda causa di morte dopo le malattie cardio-vascolari nelle donne di età superiore ai 55 anni.
Visti così questi dati epidemiologici sono veramente allarmanti. Sfido chiunque a San Lucido di non essere stato a conoscenza di compaesane decedute per carcinoma mammario. Basta purtroppo andare al cimitero per rendersi conto di quante nostre concittadine sono decedute per tale tumore.
Tuttavia:
1) la mortalità per carcinoma della mammella è in diminuzione dagli anni 90 a causa della diffusione dei programmi di screening mammografico e di diagnosi precoce (ricordarsi che è un nostro diritto avvalerci dei programmi di screening che, ripeto, sono gratuiti e pagati con fondi regionali dedicati)
2) la mortalità per carcinoma della mammella è in diminuzione anche grazie alle innovazioni delle terapie chirurgiche e radianti e grazie all’uso di efficaci trattamenti sistemici adiuvanti.
Come per tutte le neoplasie anche i tumori della mammella, se intercettati precocemente posso essere sconfitti e la paziente può, nel tempo, seguendo determinati protocolli, guarire.
Esistono diversi centri italiani dotati delle cosiddette “breast unit” dove noi sanlucidani possiamo rivolgerci se un nostro familiare o conoscente ha una patologia della mammella. Questi centri sono caratterizzati da un approccio multi-disciplinare (clinico,radiologico,anatomo-patologico, chirurgico, oncologico o radio-terapico) nei confronti della donna per la prevenzione, diagnosi e cura del carcinoma mammario.
Consigli pratici per noi sanlucidani:
a) sottoporsi al programma di screening mammografico, soprattutto se vi è familiarità per neoplasia mammaria
b) sottoporsi di tanto in tanto ad autopalpazione (sin dai 16 anni) per evidenziare in fase precoce noduli, addensamenti della ghiandola, cute arrossata o presenza di capezzolo retratto e cute con aspetto cosiddetto a “buccia d’arancia”
c) controllarsi il reggiseno per evidenziare sangue rosso vivo o roseo che fuoriesce dal capezzolo
d) non minimizzare mai di fronte ad una modificazione della mammella
e) informarsi e non nascondere un problema mammario “per vergogna!?”
f) rivolgersi a professionalità dedicate e non a “santoni”
Prevenire, curare e guarire da un carcinoma mammario è un diritto per la persona ed un dovere per la propria famiglia e per la comunità. NON DIMENTICATELO SANLUCIDANE!
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Piero Luigi Alò si è laureato nel 1985 in Medicina e chirurgia. Nel 1989 ha conseguito la specializzazione in Anatomia patologica e nel 1993 quella in Oncologia. Professore di Anatomia patologica, direttore della Scuola di specializzazione in Anatomia patologica e dell’Uoc Anatomia patologica dell’Asl di Frosinone. È autore di circa 150 lavori indexati, con peculiare attenzione verso nuovi marcatori prognostici delle neoplasie umane. Riconoscimenti all’estero: Visiting Scientist Johns Hopkins School of Medicine Baltimora (USA).

ricercatrice presso il Centro di riferimento nazionale per il retinoblastoma dell’Uoc Oculistica, che condivide questo successo con la dottoressa Doris Hadjistilianou, con il dottor Carlo Venturi e la dottoressa Sandra Bracco della Neuroradiologia diagnostica e interventistica del policlinico Le Scotte. 