Le ragioni di Chirizzi hanno infine avuto la meglio. Ieri, nel primo pomeriggio, il Tribunale di Paola ha rigettato le istanze del comune di San Lucido che s’era opposto al pagamento di alcuni decreti ingiuntivi promossi dall’avvocato, confermando con la sua decisione la sussistenza di tali decreti e condannando l’Ente anche al pagamento delle spese processuali. Ma facciamo un passo indietro.
I crediti vantati da Chirizzi si riferiscono ad un numero piuttosto consistente di cause intentate anni addietro da altrettanti cittadini di San Lucido nel tentativo di non pagare la tassa comunale per il servizio idrico, essendo – incredibile ma vero – la loro zona di residenza sprovvista d’acqua potabile. Il municipio tuttavia ritiene che la tassa sia dovuta, così decide di resistere in giudizio, facendosi rappresentare e difendere proprio da Chirizzi, il quale riesce infine a uscire vittorioso dalle aule di tribunale. Il legale dunque redige le parcelle professionali, in base alla convenzione stipulata col comune, e le trasmette all’Ente.
Le somme alle quali Chirizzi ritiene di aver diritto non vengono tuttavia riconosciute tra i debiti da sanare, né prima dall’ufficio del commissario prefettizio Carlo Ponte, né poi dal consiglio comunale. Il sindaco Antonio Staffa, in particolare, nel valutare i debiti fuori bilancio come riconoscibili e non, durante l’assise ad hoc riunitasi il 16 ottobre, si richiama proprio alla posizione assunta in precedenza dal commissario «in base al requisito della certezza».
Chirizzi dunque ricorre al Tribunale di Paola per l’emissione dei decreti ingiuntivi; il tribunale gli dà ragione, ma il comune decise di opporsi, facendosi difendere dall’avvocato Vincenzo Ferrari. Ieri pomeriggio, dunque, l’epilogo. «Sono pienamente soddisfatto perché è stata riconosciuta in toto la legittimità dei miei crediti», ha commentato a caldo Chirizzi, che nella controversia è stato difeso e rappresentato dall’avvocato Edoardo Giardino.
La Consulta giovanile ha scelto il suo presidente, o meglio la sua presidentessa. Si tratta di Enza Iannuzzi: sulla proposta di affidarle il ruolo più importante in seno all’organismo, l’assemblea riunitasi il 13 gennaio scorso ha espresso all’unanimità il proprio voto favorevole. Alzate di mano tutte a favore anche per l’elezione del vice, Alberto Tocci, e del segretario, Francesco Bertucci.
Enza e Francesco, in particolare, appartengono a quel primo nucleo di ragazzi che, riunitosi nel 2007 intorno a Floriana Chiappetta, ideatrice e promotrice dell’iniziativa, ha poi redatto il programma dei giovani, documento che ha arricchito la proposta elettorale della lista di Antonio Staffa, successivamente risultata vincitrice alle elezioni dell’aprile 2008. Accanto ad Enza e Francesco, Alberto Tocci, tra l’altro componente dello staff del sito sanlucidocerasuolo.com. Il presidente del consiglio comunale Giuseppe Moramarco, nel corso dell’assemblea, ha riconosciuto «l’impegno» e l’attività «rappresentativa di un’idea nuova e vincente» dei tre giovani, perciò ne ha proposto la candidatura alle cariche suddette: «La loro elezione – ha detto Moramarco – sarebbe il giusto premio per il lavoro fin qui svolto». L’assemblea ha accolto la sua proposta votando unanimemente a favore. Presidentessa, vice e segretario rimarranno in carica un anno.
La Consulta, per prima cosa, s’è dotata di un logo, scelto tra quattro. Il disegno, stilizzato su fondo bianco, è di colore verde, e non per caso. «Verde come la speranza», ha spiegato Francesco. Slogan: giovani in crescita.
Fatto ciò, si è dunque parlato del sito di cui la Consulta intende dotarsi. Verrà realizzato gratuitamente dal fuscaldese Marco Marchese. Questi, presente in sala, con un lungo intervento ha esposto all’assemblea quali sono le caratteristiche che dovrebbe avere un sito web, sulla base di un layout di riferimento proiettato dietro di lui. Sarebbe forse stato più interessante conoscere le idee dei giovani sul nome da attribuire al portale, sulla sua veste grafica, su quali contenuti e temi prediligere. Passare insomma all’azione, sorvolando le premesse tecniche.
Ciò ch’è dato sapere nel frattempo riguardo a ciò che i navigatori potranno trovare sul sito lo ha reso noto Moramarco: «Oltre ai nostri dati personali, potrete visionare la delibera di giunta in cui si parla delle nostre indennità e pubblicare anche quei dati – fa sapere il presidente del consiglio comunale all’assemblea. Il che è significativo, in quanto rispettiamo quel famoso principio di trasparenza che abbiamo dichiarato in campagna elettorale e continuiamo a perseguirlo durante il cammino amministrativo».
Se il presidio online è ancora là da venire, imminente sembra invece l’apertura della sede della Consulta, che si troverà laddove adesso è collocato il Comando di polizia municipale. «Abbiamo dato mandato al responsabile del quarto settore di spostare i vigili al comune; già l’ufficio commercio si trova qui e sono pronte le due stanze che ospiteranno il comandante e i vigili e l’ufficio contravvenzioni», ha detto il sindaco Antonio Staffa, intervenendo nel corso dell’assemblea. La sede della consulta sarà anche quella del consiglio comunale dei ragazzi e della biblioteca comunale. «Sarà insomma una struttura dedicata ai giovani», ha sottolineato Staffa.
Infine, a nome di tutta la Consulta, Enza Iannuzzi ha voluto ringraziare «il sindaco» e con lui l’amministrazione comunale, «Giuseppe (Moramarco, ndr) del lavoro svolto finora e per gli input che ci ha dato» e «particolarmente Floriana Chiappetta, perché io ero la prima a non credere nelle potenzialità che potesse avere la creazione di questa consulta dei giovani. Siamo aumentati come numero e come idee e spero che possiamo diventare ancora di più – ha detto Enza Iannuzzi. Anche se questa sera è stato eletto un direttivo, dev’essere valutato il lavoro del gruppo: dobbiamo essere quanto più propositivi da tutti i punti di vista, creare la migliore collaborazione con l’amministrazione e coinvolgere il più possibile i cittadini».
«L’organismo ha finalità positive; sarebbe normale, perciò, che la sua costituzione non fosse oggetto di polemiche strumentali. Sarebbe ora che nel nostro paese si cominciasse a pensare alla sostanza piuttosto che fermarsi alla forma». Così Antonella Gioia replica alle osservazioni che i consiglieri di minoranza Roberto Pizzuti e Loredana Pastore hanno affidato all’interrogazione del 26 novembre scorso riguardante la costituzione del Comitato per le pari opportunità.
L’assessore alle politiche sociali risponde ai consiglieri del gruppo Direzione San Lucido con una nota del 5 dicembre, inviata per conoscenza anche agli altri rappresentanti dell’opposizione. «Al fine di dare una risposta chiara ed esauriente – si legge nel documento – si precisa che obiettivo di questa Amministrazione è la predisposizione di un Piano di azioni positive, ai sensi della legge 125 del 1991, così come modificata ed integrata dal decreto legislativo 196 del 2000».
Le norme citate sanciscono l’obbligatorietà del Piano di azioni positive e del Comitato di pari opportunità, la cui costituzione è necessaria per ottenere i finanziamenti di cui possono beneficiare le pubbliche amministrazioni. Lo sottolinea la consigliera provinciale di pari opportunità Rosellina Madeo in una lettera inviata al sindaco il primo ottobre scorso: «Le pubbliche amministrazioni che sono ancora sprovviste al loro interno del Comitato di pari opportunità e del Piano triennale di azioni positive non potranno richiedere finanziamenti a valere sulla legge 125/91 stante proprio l’obbligatorietà sancita dalla stessa legge, così come modificata dal D. lgs. 196/2000». Madeo aggiunge inoltre che «l’iter per la costituzione dei Comitati e per la predisposizione dei Piani, che già più volte questo ufficio vi ha invitato a seguire, non è complicato».
Pizzuti e Pastore nella loro interrogazione avevano sostenuto, al contrario, che lo stesso decreto «prevede solo a livello nazionale, regionale e provinciale, e non a livello comunale, la costituzione dei Comitati di Pari opportunità». Tuttavia Madeo aveva fornito, il 18 luglio 2007, istruzioni precise al comune affinché costituisse il Comitato e predisponesse il Piano.
«Questa amministrazione sta seguendo il percorso per arrivare alla predisposizione del Piano», scrive l’assessore Gioia agli esponenti d’opposizione, delineando quindi le tappe così come definite dalla consigliera Madeo. Il Pap «ha lo scopo di rimuovere gli ostacoli che di fatto si frappongono alla parità di trattamento tra uomo e donna nell’ambito lavorativo» e resta in vigore tre anni; il Comitato rimane invece in carica quattro anni.
Una buona notizia per lsu e lpu di San Lucido: lo scorso 4 dicembre, con una delibera, la giunta Staffa ha stanziato circa 21mila euro da utilizzare per anticipare lo stipendio che la Regione Calabria non invierà sui conti correnti dei lavoratori prima di gennaio. La cifra, maggiore rispetto a quella che il municipio aveva promesso, corrisponde ad una mensilità dei lavoratori di pubblica utilità e alla somma integrativa dei socialmente utili. I mandati per il pagamento sono stati già inviati alla banca per gli adempimenti del caso.
«Abbiamo fatto il massimo», dichiara il vicesindaco Francesco Sgroi, il quale aveva assunto dinanzi ai lavoratori e al sindacalista della Cisl Lucio Cataldi l’impegno preciso di risolvere la vertenza nel migliore dei modi possibili: «L’anticipazione ci sarà – aveva assicurato il 28 novembre, a margine del primo summit tra le parti. La volontà politica c’è». Rimaneva imprecisata tuttavia l’entità della somma da anticipare: «Dipende dalla disponibilità economica», aveva fatto sapere il vicesindaco. Nei giorni successivi si era dunque giunti a determinare la cifra di 15mila euro, che il 2 dicembre il sindaco Antonio Staffa e gli assessori avevano comunicato ai lavoratori e alla Cgil, rappresentata dal segretario provinciale Franco Voce. Tuttavia, la somma non era ancora materialmente disponibile. «Speriamo nelle entrate dei prossimi giorni», avevano detto gli assessori Salerno e Filippo. Dunque, lo scorso giovedì, la delibera salva-precari.
Ma presto potrebbe arrivarne un’altra, quella di adesione al bando regionale per la stabilizzazione. Il comune, secondo quanto riferito da Voce in seguito all’incontro di giorno 2, avrebbe intenzione di accedervi per 12 lavoratori.
Margherita è una montagna russa. Una montagna russa a grandezza naturale. Con lei si scende e si sale, e sarebbe divertente se non fosse che in realtà Margherita non è una giostra, ma il nome di una località (collinare) di San Lucido. E se attraversarla produce lo stesso, vertiginoso effetto, scivolando in automobile su e giù lungo balze d’asfalto, in realtà c’è davvero poco da divertirsi: la zona è un’immensa montagna russa a causa del forte rischio frana, dovuto ad un ampio e preoccupante dissesto idrogeologico che abbassa il livello delle strade e incrina gli edifici.
Le cose però potrebbero presto cambiare. Grazie ad un intervento programmato dalla Regione Calabria per la mitigazione del rischio, finanziato tramite fondi Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) per 300mila euro, di cui si dà notizia tramite il Bollettino ufficiale del 13 novembre.
Sulla scorta delle osservazioni effettuate nel corso di un sopralluogo, sono state definite le principali azioni da intraprendere. Si va dalla raccolta delle acque sorgive alla verifica periodica dell’integrità e dell’efficienza delle reti idriche e fognarie, fino alla revisione e al ripristino del sistema di raccolta e convogliamento delle acque lungo la strada provinciale San Lucido-Falconara. Previsti inoltre uno studio geologico, geotecnico ed idrogeologico e il monitoraggio degli spostamenti in superficie e in profondità e delle condizioni strutturali e statiche degli edifici e delle opere di contenimento.
Per Pietro Covelli, segretario locale del Pdci, il merito di tutto questo va «in gran parte» all’assessore regionale del suo stesso partito, Michelangelo Tripodi. «Mi corre l’obbligo di ringraziarlo ancora una volta, anche per il fatto che è riuscito a ripristinare i fondi su altro capitolo di spesa, dopo il clamoroso taglio effettuato dal governo Berlusconi per togliere l’Ici a persone che, probabilmente, potevano pagarla con tranquillità. Si realizza, finalmente e in modo definitivo, l’iter procedurale per l’intervento, dando piena ragione alle mie osservazioni sui reali pericoli della zona Margherita. Ora la palla passa ai nostri amministratori che dovranno provvedere agli adempimenti previsti».
Quindicimila euro è la somma che il comune di San Lucido si è impegnato ad anticipare a favore dei ventinove lavoratori di pubblica utilità impiegati presso di esso, senza stipendio dal mese di settembre. Esplorate le proprie possibilità economiche, l’Ente è giunto a determinare l’entità della cifra corrispondente ad una sola mensilità. Si tratta di un modo per rimediare, seppure parzialmente e certamente non in modo risolutivo, al ritardo accumulato dalla Regione Calabria nell’erogazione dei salari; un ritardo che si protrarrà con ogni probabilità fino al prossimo gennaio.
Il municipio, nel summit del 2 dicembre, ha dunque assunto un impegno preciso dinanzi alla Cgil rappresentata da Franco Voce e a numerosi lavoratori. Ma l’Ente, vista la sua difficile condizione finanziaria, è realmente in grado di venire incontro alle esigenze dei lavoratori?
«Tutto è nelle mani del Signore», chiosa il dirigente del settore amministrativo Carmine Leonardis in conclusione dell’incontro. O forse, molto più semplicemente, tutto dipende dal bilancio. Considerato che lo stanziamento di un milione di euro annualmente erogato dalla Regione a favore del comune tarda ad arrivare, il municipio è costretto ad anticipare innanzitutto questa somma per retribuire i dipendenti. Ne deriva perciò una scarsa disponibilità economica, tale che le speranze degli lpu sono ora legate alle entrate dei prossimi giorni. A fondi che ad oggi, materialmente, non esistono nelle casse comunali.
«Speriamo nelle entrate dei prossimi giorni», ci dicono gli assessori Renato Filippo e Franco Salerno. «Da parte nostra – promettono – tenteremo il tutto per tutto, fino all’ultimo giorno utile, affinché l’anticipazione possa concretizzarsi».
Municipio di San Lucido. Il viale una volta (più) alberato e poi le scale che portano dritte fino al grande portone dell’edificio. Sull’uscio, la sorpresa: imposte chiuse, municipio inaccessibile. Un cartello avvisa che «gli uffici comunali sono aperti da lunedì a venerdì dalle ore 8,00 alle ore 11,30, martedì e giovedì dalle ore 16,00 alle ore 18,30». Guardiamo l’orologio e scopriamo ch’è già mezzogiorno e dunque che siamo in ritardo. Che da oggi in poi, quando sono le 12, saremo sempre in ritardo. Di ben mezz’ora. Dunque deponiamo mestamente ogni speranza di entrare in comune, proponendoci di tornare domani. Naturalmente prima.
Tuttavia leggere il resto dell’avviso riaccende una speranza: «Oltre tale orario – si legge – possono accedere agli uffici comunali solo le persone autorizzate utilizzando il portone di ingresso secondario». Proviamo ad acquisire lo status di persona autorizzata e raggiungiamo l’ingresso secondario. Un grande portone vetrato, persino più bello ed artistico di quello principale. Ma soprattutto, per noi ritardatari, l’unico modo per accedere agli uffici municipali. Dietro i vetri del portone c’è il centralino. Gli impiegati hanno il preciso compito di filtrare le visite. Quelle fuori orario sono possibili solo una volta verificata la disponibilità degli uffici a ricevere il pubblico in via straordinaria. Una volta ottenuto il lasciapassare, si diventa «persone autorizzate».
Trafila bizzarra? Assolutamente no per il sindaco Antonio Staffa, dal momento che si tratta semplicemente di fissare un orario di ricevimento dell’utenza, come avviene per tutti gli uffici pubblici. «È una disposizione che serve per migliorare il servizio agli utenti e il lavoro dei dipendenti e a fare in modo che il comune non diventi un mercato», sostiene il primo cittadino, che precisa inoltre: «Il comune rimane comunque aperto a tutti. Con questo sistema vengono semplicemente disciplinate entrate e uscite. Tutti gli autorizzati possono accedere passando dal centralino». Intanto c’è chi obietta che il nuovo sistema, chiudendo gli accessi, non consentirebbe di attuare il piano di sicurezza in caso di emergenza. Ma Staffa ribatte deciso che «se le porte sono chiuse, si aprono» e «se il comune non è sicuro, lo chiudiamo».
«La scelta è caduta concordemente sul tuo nome, per cui ti nomino Commissario della Sezione Popolari Udeur di San Lucido». Con queste parole il segretario provinciale del partito, Pasqualino Perfetti, incorona Gianni Nervino. L’investitura gli è stata comunicata ieri con una nota, inviata anche a Clemente Mastella e ai commissari regionali Giulio Serra e Lucio Sbano.
«Caro Gianni – vi si legge – d’accordo con il Segretario nazionale e con i Commissari regionali siamo venuti nella determinazione di nominare un Commissario di Sezione nella città di San Lucido. Siamo infatti in una fase importante della riorganizzazione del partito ed intendiamo essere politicamente presenti in una città come la tua, che vanta una solida tradizione politica e culturale». Dunque la nomina: «La scelta è caduta concordemente sul tuo nome – fa sapere Perfetti a Nervino – per cui ti nomino Commissario della Sezione Popolari Udeur di San Lucido. Siamo certi che espleterai al meglio questo gravoso e delicato compito, anche in preparazione degli appuntamenti elettorali della prossima primavera».
I Popolari si riorganizzano quindi in vista del voto, un appuntamento al quale il Campanile intende arrivare preparato. Del resto, solo pochi giorni fa aveva annunciato Mastella durante un’intervista con Mario Adinolfi su Redtv: «Dovunque potremo ci presenteremo, l’Udeur ci sarà, per un’area di centro con il cuore saldamente radicato nel Mezzogiorno, ma con un senso unitario ben consapevole. Se la legge dovesse rimanere questa, saremmo presenti anche in Europa».
«Insieme ai Commissari regionali, resto a disposizione tua e degli amici di Partito», conclude Perfetti. Un «fraterno abbraccio» per finire, con tanti «auguri di buon lavoro».
Senza stipendio dal mese di settembre. È la situazione in cui versano i lavoratori di pubblica utilità del comune di San Lucido; con loro, i lavoratori socialmente utili, ai quali non è stata corrisposta la somma integrativa. Per questo motivo, due giorni fa s’è tenuta una riunione tra lsu, lpu e Lucio Cataldi del Cpo-Uil Cosenza, il quale ha illustrato loro il bando pubblicato sul bollettino ufficiale della Regione Calabria il 10 ottobre, in scadenza il 31 dicembre, secondo il quale per ogni assunzione promossa dal comune (che non sia soggetto a patto di stabilità) la Regione s’impegna ad erogare un contributo di 40mila euro in cinque anni, con l’obbligo per l’Ente, trascorso tale periodo, di inserire definitivamente i lavoratori in pianta organica. «Invito il comune a verificare se sussistono le condizioni per poterlo fare, e se sì a procedere. Questi lavoratori sono impegnati dal 1995 e operanti in tutti i settori, tuttavia precari. Penso sia venuto il momento di dar loro certezze e risposte, altrimenti si rischia di mantenerli per sempre tali», sostiene Cataldi.
Il sindacalista spiega che «la Regione ratificherà l’assestamento di bilancio il primo dicembre» e solo successivamente «procederà ai pagamenti»: tempi questi che probabilmente «non consentiranno a questi lavoratori di essere pagati entro Natale, con le conseguenze del caso». Queste istanze ieri mattina Cataldi ha portato all’attenzione del vicesindaco Francesco Sgroi, chiedendo che il comune anticipi «almeno una mensilità».
Sgroi si è detto possibilista. Ma con riserva. «L’anticipazione ci sarà, entro la prossima settimana», ha assicurato, aggiungendo però che «l’entità dipende dalla disponibilità economica. La volontà politica comunque c’è – ha sottolineato il vicesindaco – perché riconosciamo il lavoro di queste persone. Hanno diritto di passare un Natale sereno». Dunque dalla diagnosi sulla situazione finanziaria il verdetto atteso.
Giuseppe Moramarco, presidente del consiglio comunale di San Lucido, replica oggi alle ultime affermazioni di Franco Nunziata. «Siamo veramente stanchi e nauseati dai gratuiti interventi al vetriolo da parte dei cosiddetti “Signori della politica”, i Tuttologi, la cui vantata esperienza dovrebbe consigliare loro critiche e suggerimenti propositivi e non sterili attacchi che non hanno ragione di esistere – osserva Moramarco. Se essere esperti di politica significa lo squallore dei contenuti articolistici che quotidianamente leggiamo, col mero intento di denigrare e delegittimare questa Amministrazione, allora consentitemi di essere contento di non avere questa esperienza. Mi sentirei defraudato della mia onestà intellettuale, morale e politica ed è questo che devo ai cittadini sanlucidani, ed è questo che l’intero gruppo di maggioranza dà ai suoi concittadini!».
Dunque, difendendo a spada tratta la compagine amministrativa, Moramarco risponde alle affermazioni che Franco Nunziata aveva affidato agli organi di stampa qualche giorno prima, relativamente agli eventi dell’ultima assise. «Ha ragione il presidente del consiglio comunale Moramarco quando definisce “famiglia allargata” la maggioranza del sindaco Staffa. L’amministrazione oltre ad apparire clientelare, sta diventando familiare. Se è vero come si dice in giro che l’esecutivo abbia assunto in appena sette mesi di gestione ben tre fratelli di due consiglieri di maggioranza. Nulla di illegale, tutto secondo le regole, soprattutto se si tratta di cassintegrati in mobilità», aveva detto Nunziata, osservando tuttavia che «non si era mai verificata una combinazione del genere nella storia di San Lucido».
Aveva aggiunto inoltre Nunziata: «Sarebbe interessante sentire cosa ne pensano i giovani. Quelli della Consulta giovanile, delle Pari opportunità o quelli anonimi del web, quelli che aspettano un posto di lavoro dato in maniera trasparente da questa amministrazione di giovani già vecchi. E cosa dicono quelli di Rinascita che hanno creduto ciecamente nel promesso rinnovamento generazione. È questa la “rivoluzione culturale” dell’amministrazione Staffa? Che beffa! Ma l’aspetto più miseramente politico della vicenda p che ci troviamo innanzi ad un sindaco condizionato, ingessato e preoccupato di cadere. Ma basta far la voce grossa, basta minacciare di votare contro la famiglia, di passare magari con l’altra famiglia, quella dell’opposizione, che avviene il miracolo della delega e del lavoro fraterno per ricomporre la famiglia allargata». «Non ce la date a bere – aveva quindi concluso – come l’acqua di Pollella divenuta miracolosamente potabile, questa storiella del rinnovamento».
Così ribatte oggi Moramarco: «Sono costretto a smentire il dottor Nunziata, per le accuse prive di fondamento legate al mio intervento nell’ultimo consiglio comunale. Non si specula sulla necessità di chiunque abbia bisogno di lavorare e di procurare pane alla propria famiglia, e per chiarire ogni equivoco non abbiamo mai attuato quella politica clientelare così cara agli esperti politicanti, non è nella nostra forma mentis e non fa parte della nostra cultura! Noi abbiamo inteso fruire delle risorse disponibili, a costo zero attraverso l’ufficio di collocamento; risorse, tra l’altro, già utilizzate. Allora, dov’è lo scandalo? Non è forse più scandaloso promettere in campagna elettorale circa 300 posti di lavoro per avere consensi in termini di voto, ben sapendo che ciò non era possibile? Ci dimostri il contrario, e noi come amministratori saremo ben contenti di creare assieme a lei così tanti posti di lavoro! Col termine famiglia allargata ho voluto intendere il rapporto sinergico, collaborativo e disinteressato che caratterizza questa maggioranza, che non ha bisogno di dare “contentini” a questo o a quel consigliere per restare unita. Lo siamo già, con grande convinzione e grande senso del dovere. Inoltre, nel nostro procedere siamo sostenuti da tanti giovani e da tantissimi sanlucidani che vogliono vedere questa cittadina cambiare e riprendere slancio produttivo, economico e sociale. Ben vengano i suggerimenti e gli sproni in tal senso!».
Infine Moramarco esprime «sostegno e piena fiducia» nei confronti di «tutti quelli che lavorano con umiltà e senso del dovere nell’apparato amministrativo nel rispetto delle regole, della trasparenza, della moralità. Persone che nell’ultimo consiglio comunale sono state ingiustificatamente attaccate e mortificate. A tutti loro va il mio più sentito grazie perché insieme siamo una grande forza!!».
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Maria Francesca Calvano
Giornalista, laureata con lode in Lettere moderne. Vive in Calabria. Comunica per lavoro e per passione. Collabora con “Gazzetta del Sud”. Qui qualcos’altro su di lei.
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