Fiumefreddo Bruzio

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S’è aperta pure a Fiumefreddo Bruzio la campagna di tesseramento propedeutica alla nascita del circolo locale del Partito democratico. Il comitato cittadino per le adesioni comunica con una nota che anche nell’antico borgo del cosentino s’è dato avvio alla delicata fase della raccolta delle adesioni, in seguito alla quale si celebrerà il congresso che dovrà eleggere gli organismi locali, dalla figura del segretario ai membri del direttivo. Il comitato invita dunque tutti i fiumefreddesi che intendono sostenere il partito di Walter Veltroni a recarsi ogni sera, dalle ore 19.30 alle ore 21.00, presso la sede scelta per il tesseramento, il “Laboratorio politico”, situato nel centro storico. Qui, fino al prossimo 7 dicembre, ci saranno ad attenderli i membri del Comitato, che a turno provvederanno alle iscrizioni.

Due le modalità di adesione: come tesserato (tecnicamente, elettore passivo) o come simpatizzante (elettore attivo). L’una permette di partecipare più attivamente alla vita di partito perché offre al cittadino tesserato la possibilità di proporre la propria candidatura per le cariche e di far parte del direttivo. L’iscrizione in quanto simpatizzante, invece, consente al cittadino di essere semplicemente riconosciuto come elettore del partito nell’ambito congressuale, una prerogativa che ovviamente appartiene di diritto al cittadino tesserato. Entrambi sono chiamati ad esprimere il proprio voto durante il congresso, che dovrà essere celebrato una volta chiusa la fase della raccolta delle adesioni.

La tessera di partito ha un costo di 15,00 euro per gli adulti e di 5,00 per studenti, pensionati e disoccupati. Sempre di 5,00 euro è il costo dell’iscrizione al partito come simpatizzante.

In vista del voto amministrativo, Franco Andreotti, già sindaco della cittadina, propone alcuni «presupposti qualificanti per una futura amministrazione al fine di affrontare al meglio le elezioni di primavera a Fiumefreddo Bruzio». Innanzitutto «coloro che si propongono come futuri amministratori devono essere in grado di garantire un’attività di gestione fatta di scelte rapide ed oculate rispondenti alle esigenze dei cittadini di oggi, con un’attenta programmazione che garantisca anche la qualità della vita di quelli di domani». A tal proposito, «gli elettori dovranno fare molta attenzione alla concretezza, alle prospettive reali, alla serietà ed alle competenze amministrative dei soggetti (non è più tempo di improvvisazioni)», premiando «persone che sanno dove Fiumefreddo può andare e soprattutto sanno come raggiungere gli obiettivi in quanto sono a conoscenza delle leve amministrative da muovere per dar vita ad un paese vivibile».

Per la redazione del «programma elettorale ideale», Andreotti suggerisce di «dare la parola alla gente comune», perché il documento riesca a creare «un clima di progettualità diffuso e intenso». «Donne e uomini trovino il gusto di lavorare in un rapporto progettuale vero con il paese, il piacere di lavorare insieme senza steccati, per il bene comune. Ognuno deve finalmente offrire il proprio contributo di idee, progetti, esperienze, conoscenza dei problemi per diventare così protagonista dell’azione amministrativa». Che, sostiene Andreotti, dev’essere ispirata ad alcuni «principi di gestione efficiente». Per prima cosa, bisogna attuare «una serie di modifiche affinché la macchina burocratica comunale assuma strutturalmente e culturalmente il punto di vista dell’utenza»; in secondo luogo, è necessario «riconoscere e tutelare i diritti dei cittadini», evitando il rischio che diventino vittime «dei meccanismi clientelari in grado di trasformare in favore ciò che è diritto e servizio. Solo l’affermazione di regole certe per tutti potrà favorire la nascita di una moderna e sana gestione della cosa pubblica».

Infine, Andreotti propone di improntare l’azione amministrativa, che dev’essere «seria, verificabile, non fatta di bugie e di effimere promesse», ad un codice etico che si basi su tre elementi essenziali: «trasparenza, economicità, equità».

Ad un anno dalle prossime elezioni comunali, Franco Andreotti, ex sindaco di Fiumefreddo Bruzio, traccia un bilancio impietoso dell’attuale gestione amministrativa, tanto da parlare di «decadimento culturale, ambientale e sociale» del paese. In un documento, egli sostiene che la cittadina bruzia avrebbe bisogno di «un’altra politica», invece ha avuto «la “solita politica” prigioniera del vecchio sistema, che non produce nulla di concreto, ma soltanto parole e “fumo negli occhi”».

Pur considerando che «amministrare oggi non è certamente compito facile», Andreotti sottolinea che «il programma elettorale dell’attuale maggioranza era ricco di molte e importanti promesse che non sono state mantenute» e che «il paese con i suoi problemi, a un anno dalle nuove elezioni amministrative, è sotto gli occhi di tutti». Cause ne sono per Andreotti «la costante mancanza di un confronto vero, la delusione di qualsiasi proposta della minoranza, la vocazione settaria, la metodica emarginazione di chi non la pensa come te».

In tal modo il governo cittadino, guidato da Vincenzo Aloise, avrebbe mancato gli obiettivi previsti dal programma con cui nel 2004 vinse le elezioni, tra cui «dar vita ad un’amministrazione efficace, efficiente, trasparente e onesta», «consentire la rinascita di una comunità viva ed operosa e quindi di un contesto vivibile e stimolante», «creare le prospettive per dare alle nuove generazioni un futuro che non sia solo di speranze».

«Non si pretendono certo i miracoli – scrive – ma almeno un po’ di spirito di iniziativa e di volontà concreta di portare avanti progetti a breve, medio e lungo termine. Non si può essere soltanto dei bravi tecnici, saper fare bene i conti; è necessario soprattutto impegnarsi nella ricerca di risorse esterne per dare un po’ di respiro a nuove idee». Infine conclude: «Oggi non contano più persone importanti, ma brave persone con validi progetti. Per questo confido nella rettitudine dei giovani fiumefreddesi, esempio di positività per il prossimo futuro del nostro paese».

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