In Calabria

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Una ragazza di 13 anni di Belvedere Marittimo, nel cosentino, e’ morta dopo avere avuto per un mese la febbre. La Procura della Repubblica di Paola ha aperto un’inchiesta dopo la presentazione di un esposto ai carabinieri da parte della madre. La ragazza da circa un mese aveva una febbre di cui non e’ stata individuata la causa. Dopo alcuni ricoveri e dimissioni da strutture sanitarie, la giovane e’ morta.

» fonte Ansa
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Il cadavere di una ragazza e’ stato trovato sulla spiaggia di Marinella di Pizzo Calabro. Potrebbe trattarsi del corpo di Vittoria Krasimirova, la ragazza bulgara di 19 anni scomparsa il 19 gennaio scorso nel centro del vibonese.La scoperta, dopo una telefonata anonima ai vigili urbani. In corso i primi rilievi per accertare identita’ e cause della morte. Vittoria e’ stata vista l’ultima volta la sera di sabato scorso in un locale notturno.

» fonte Ansa

Assassinato a Gioia Tauro Rocco Mole’, 42 anni, presunto boss dell’omonima famiglia collegata a quella dei Piromalli. L’uomo, numerosi precedenti penali alle spalle, sorvegliato speciale della Ps era a bordo di una macchinina che si guidano senza patente quando alcune persone gli hanno esploso contro numerosi colpi di arma da fuoco. Rocco Mole’ condannato a 2 egastoli in primo e in secondo grado a era il figlio terzogenito del vecchio boss della mafia Nino Mole’.

» fonte Ansa

Arrestate sei persone ritenute responsabili di una rapina che provoco’ la morte di una donna, poco dopo, in ospedale.Tra loro, anche un vicino di casa e parente delle due donne, che avrebbe fatto da basista. Il fatto e’ avvenuto il 4 luglio scorso a San Donato di Minea (Cosenza). Le due donne furono imbavagliate e picchiate ed una di loro mori’ dopo alcuni giorni per le ferite riportate. In casa avevano 150 mila euro in contanti.

» fonte Ansa

E’ in corso un’operazione della polizia contro un’organizzazione di trafficanti di droga a Reggio Calabria. La squadra mobile reggina sta eseguendo dodici ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip su richiesta della Procura della Repubblica. L’organizzazione avrebbe svolto, secondo l’accusa, attivita’ di spaccio di droga nell’hinterland reggino. Una delle persone destinatarie dei provvedimenti restrittivi viene cercata in una citta’ del nord Italia.

» fonte Ansa

La Procura della Repubblica di Catanzaro ha avviato una inchiesta sulla morte di una bambina, Cathareena Martin, di quasi due mesi. E’ deceduta dopo il ricovero nell’ospedale ‘Pugliese’ di Catanzaro presumibilmente a causa di una broncopolmonite bilaterale estesa. La bambina, figlia di due cittadini filippini residenti nel capoluogo calabrese, e’ stata accompagnata martedi’ sera dal padre nel pronto soccorso del nosocomio perche’ aveva problemi respiratori.

» fonte Ansa

Il presidente del gruppo consiliare alla Regione Calabria dei Popolari Udeur, Franco La Rupa, è stato sospeso dal partito dal segretario nazionale Clemente Mastella. A dare notizia della sospensione di La Rupa è stato lo stesso Mastella con una lettera inviata ai consiglieri regionali ed al commissario regionale del partito, Ennio Morrone. La sospensione di La Rupa è stata decisa in seguito al suo coinvolgimento in due inchieste condotte dalla Dda di Catanzaro in cui l’esponente dell’Udeur è indagato per associazione mafiosa per i suoi presunti rapporti con alcune cosche della provincia di Cosenza. Mastella ha invitato anche i consiglieri regionali a “riunirsi immediatamente per procedere all’elezione di un nuovo capogruppo”.

» fonte Apcom

Lettere con minacce inviate a Paolo Mieli (Corriere della sera), Ezio Mauro (La Repubblica), Ferruccio De Bortoli (Il Sole 24 ore), Emanuele Giacoia (Quotidiano della Calabria) e Paolo Pollichieni (Calabria Ora). Si sospetta che si tratti di mitomani. Solidarietà delle forze politiche ai giornalisti
minacciati.

Una busta contenente due proiettili è stata inviata al direttore del quotidiano Calabria Ora, Paolo Pollichieni. La missiva è dello stesso tipo inviata ai direttori del Corriere della Sera, del Sole 24 Ore e del Quotidiano della Calabria. A renderlo noto, con una dichiarazione, è stato lo stesso Pollichieni. “Ieri mattina il postino, dimostrando la disarmante assuefazione che ormai la Calabria ha verso alcune forme di intimidazione mafiosa – afferma Pollichieni – ha consegnato alla nostra redazione centrale una lettera indirizzata al ‘direttore di Calabria Ora’. Non c’era bisogno di aprirla per saggiare il contenuto, nella busta, di due proiettili di grosso calibro. Venti minuti più tardi avevamo già provveduto, come era nostro dovere, a consegnare busta, lettera e proiettili alla Squadra mobile di Cosenza. E’ una lettera che non pubblicheremo. Trasuda volgarità e violenza e si pone come elogio di quel cancro, che è la ‘ndrangheta, che uccide il futuro della Calabria. Trentaquattro righe di delirio tendenti ad accreditare le cosche mafiose come elemento di stabilita’ e di sicurezza per gli imprenditori locali, nonché come ‘giustizieri’ da attivare per vendicarsi di supposti torti subiti. Di più, la sfrontatezza degli anonimi spedizionieri, che pure si firmano come “un gruppo di commercianti, imprenditori, artigiani della provincia di Crotone”, si spinge fino al tentare di trasformare questo giornale in strumento di richieste estorsive, perché di questo si tratta quando si intima a tre persone citate con nome, cognome e qualifica, di versare i soldi suppostamente dovuti, minacciando nel caso contrario l’intervento vendicatore della ‘ndrangheta”. “Chi ha spedito tale lettera a Calabria Ora – conclude Pollichieni – con la speranza di trovare in questo giornale una cassa di risonanza utile ai suoi progetti criminali, ha fatto male i suoi calcoli”.

» fonte Ansa

L’Osservatorio del Viminale ha inviato una diffida al Cosenza chiedendo di non ripetere piu’ appelli politici prima delle partite. Lo scrive la Provincia cosentina, riferendosi a quanto accaduto prima dell’incontro con la Rosarnese del 13 gennaio, quando ‘lo speaker diffuse messaggi di invito per le manifestazioni del 1 febbraio con Silvia Baraldini e del 2 con i no global’. Il quotidiano informa che l’Osservatorio ha trasmesso gli atti per competenza alla procura della Figc.

» fonte Ansa

Secondo la Direzione nazionale antimafia, che fa il punto sulle indagini che riguardano i mandanti dell’omicidio di Franco Fortugno, ”la gravita’ della mancata soluzione non risiede solo nella impunita’ che ne conseguirebbe per gli ignoti committenti (ed esecutori nel caso del tentato omicidio di Saverio Zavettieri), ma anche nella impossibilita’ di uscire dalla logica criminale e mafiosa da cui sembra avviluppata e condizionata la Regione (Calabria ndr), e ancora nella mancata individuazione dei collegamenti tra poteri politici, occulti e mafiosi, che si intuiscono sullo sfondo degli eventi”. La procura nazionale sottolinea una fase particolare che non ha trovato sbocco nella societa’ calabrese: ”La sensazione diffusa che la fase di rinnovamento e di riscatto che sembrava inaugurata dopo l’omicidio Fortugno (di cui era emblema il movimento dei ragazzi di Locri) si sia rapidamente conclusa e senza il raggiungimento di alcuno dei frutti sperati.

» fonte Ansa

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