“Stamattina, intorno alle 7, una decina di carabinieri si sono presentati nella mia casa di Roma con un decreto di perquisizione”. Inizia così una lunga dichiarazione di Agazio Loiero sulle perquisizioni che sta subendo da stamattina.
“Contemporaneamente – dice Loiero – altri militari si sono recati presso la mia abitazione di Catanzaro e negli uffici della Regione Calabria sia a Catanzaro che a Reggio. Solo attraverso il decreto consegnatomi sono venuto a conoscenza di cosa si tratti: l’inchiesta Why Not, aperta due anni fa e nella quale, dopo Prodi e Mastella, faccio ingresso anch’io. A parte il trauma di vedere i militari frugare tra le mie cose più intime in maniera generalizzata (hanno preso di tutto senza un mandato o una direttiva precisa), non riesco a perdere la serenità. Convinto come sono che emergerà la mia totale estraneità ai fatti che mi vengono contestati. Fatti vaghi: si fa riferimento a presunti finanziamenti che avrei ottenuto durante la campagna elettorale del 2005 in cambio di favori. Ma nel capo d’imputazione di quei favori non c’é alcuna traccia. C’é semmai prova del contrario: nelle intercettazioni telefoniche di Saladino lo stesso lamenta proprio l’atteggiamento estremamente rigido che io avevo assunto nei confronti dei giovani di Why Not. Mi sembra quindi chiaro che le perquisizioni di oggi solo in apparenza sono finalizzate a trovare prove degli assunti favori, mentre nella sostanza è evidente che hanno lo scopo di mettere sotto la lente di ingrandimento la mia intera attività politica”.
Le perquisizioni riguardano Agazio Loiero ed Eugenio Ripepe, che ricopre anche la carica di presidente della Sacal (la società che gestisce l’aeroporto di Lamezia Terme), e 16 società tra cui anche le sedi calabresi della Compagnia delle opere. Il provvedimento è composto da 19 pagine ed è stato firmato dai sostituti procuratori Pierpaolo Bruni, Alfredo Garbati e Domenico De Lorenzo.
L’ipotesi accusatoria è concentrata principalmente sulle elezioni regionali del 2005 ed i rapporti tra Agazio Loiero ed Antonio Saldino. A Loiero sono contestati i reati di corruzione semplice e corruzione elettorale. L’accusa sostiene che ci sarebbe stato un accordo tra Saladino e Loiero, tramite Francesco De Grano (già indagato in Why Not), attuale direttore generale del dipartimento delle attività produttive della Regione, in base al quale Saladino avrebbe dato un finanziamento per la campagna elettorale avendo in cambio la promessa di successivi favori.
» fonte Ansa

