Sono trascorsi undici giorni dalla beatificazione di Giovanni Paolo II. Il popolo calabrese ed in particolare i nostri territori hanno un legame speciale con questo grande uomo, grande Papa e grande Beato, grazie a ciò che il “nostro” San Francesco di Paola rappresentava per Giovanni Paolo II ed alle straordinarie coincidenze tra gli eventi delle rispettive vite. San Francesco di Paola è morto il 2 aprile 1507; Giovanni Paolo II il 2 aprile 2005. San Francesco è stato canonizzato il 1° maggio 1519; Giovanni Paolo II è stato beatificato il 1° maggio 2011.
Data la vicinanza con Paola e la devozione per i sanlucidani verso San Francesco e Giovanni Paolo II ho pensato di proporvi le parole che il Papa pronunciò il 7 ottobre 1984 al Santuario di Paola, davanti ai fedeli. Sono parole pronunciate ad una manciata di chilometri da qui e che, anche per questo, riguardano anche noi sanlucidani, non soltanto i paolani. Ho potuto leggere e ora posso riportarvi questo discorso essendo riportato sulla brochure dei festeggiamenti in onore di San Francesco che hanno avuto inizio proprio il 1° maggio a Paola. Ecco a voi, buona lettura.
“Venendo in Calabria ho pensato che forse il luogo più importante fosse Reggio Calabria, forse Catanzaro, forse Cosenza, ma vedo che il luogo più importante è quello dove è San Francesco di Paola. Non ho saputo questo prima, ma venendo qui lo vedo e lo vedo anche in questa circostanza che il Papa, per la seconda volta, deve venire qui, in questo Santuario. Ieri era la prima volta e oggi sono dovuto tornare da Cosenza per recitare il Rosario che, tramite la Radio Vaticana, il Papa recita nel primo sabato del mese e viene diffuso in tutto il mondo. Così vedo che il punto più importante è quello dove si trova San Francesco di Paola. Voi siete, dopo tanti secoli, i concittadini di questo Santo, di questo grande Santo, grande perché si è chiamato minimo. Se voi siete i concittadini di questo Santo, dovete imitarlo. Egli era molto umile, molto buono, era pieno di carità.
Vi auguro di essere i concittadini di San Francesco in questo senso. Soprattutto carità, umiltà, bontà: tutto questo è, direi, la consanguineità spirituale con San Francesco. Ecco, resta ancora domani, domenica, ultimo giorno della mia visita, del mio pellegrinaggio in Calabria. Devo visitare Crotone e Reggio Calabria. Allora prego il vostro Santo Francesco di uscire un po’ e di proteggere la vostra città, Paola, che è famosa grazie soprattutto alla sua personalità, alla sua sanità. Si conosce bene Paola perché si dice San Francesco di Paola. Da ragazzo non ho saputo molto su Reggio Calabria, su Cosenza e neanche su Catanzaro. Un po’ di Roma, di Napoli. Ma ho conosciuto Paola perché c’è San Francesco di Paola. E mi sono domandato cosa è questa Paola. Dopo tanti anni ho potuto vederla. Finalmente ho potuto vedere dove è questa Paola e che cosa è questa Paola, questa Paola della Calabria. Allora vi ringrazio per questa riunione che non era prevista nel programma. Il Papa doveva tornare, recitare il Rosario e concludere la giornata. Invece voi siete venuti qui. Io vi ringrazio per questa visita e vi auguro tutto il bene per le vostre persone, per le vostre famiglie, per le vostre parrocchie, per tutta la città di Paola, famosa grazie a questo grande Santo, San Francesco minimo, e poi per tutta la vostra Calabria. Vi do adesso a tutti e a tutta la vostra città una benedizione”.
Giovanni Paolo II ai fedeli
Santuario di San Francesco di Paola, domenica 7 ottobre 1984











I COMMENTI RECENTI