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Meno fondi per lsu, lpu e piano strutturale; investimenti per depurazione, spese postali e contenzioso

SAN LUCIDO. Il comune di San Lucido taglia sulla stabilizzazione di lsu e lpu e la formazione del piano strutturale per finanziare depurazione, spese postali e contenzioso.

finanzeUna variazione al bilancio di previsione che ha spostato 100mila euro di capitolo in capitolo è stata infatti effettuata il 4 ottobre scorso su delibera del subcommissario prefettizio dottor Stefano Tenuta.

Una manovra dovuta al fatto che “la previsione di bilancio dei capitoli relativi al servizio di depurazione, al servizio postale e alle spese per liti, arbitraggi e risarcimenti si sono dimostrate insufficienti rispetto agli impegni da assumere”; in più, il comune ha ottenuto dalla Provincia di Cosenza un contributo di 25mila euro.

Se solo in piccola parte sono stati rimpinguati i capitoli relativi alle spese per liti, arbitraggi, risarcimenti (5mila euro) e postali e telegrafiche (6mila euro), più massiccio è stato l’intervento sul capitolo depurazione (91mila euro).

In particolare, per il contenzioso era stata prevista inizialmente una spesa di 50mila euro, alla quale la variazione di bilancio aggiunge 5mila euro per le uscite ordinarie; le parcelle più sostanziose non ancora evase finiranno invece fuori bilancio.

Inoltre molti sforzi richiede assicurare un mare pulito: per la depurazione vengono fatturati 12mila euro al mese, che diventano 19mila a luglio e agosto.

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Il movimento Verso il futuro si rivolge al parroco per risolvere i problemi della pubblica illuminazione

SAN LUCIDO. È di alcuni giorni fa una lettera indirizzata al responsabile tecnico per i lavori pubblici, ingegner Carlo Zicarelli, e inviata per conoscenza al commissario prefettizio Carlo Ponte e al direttore generale Fedele Vena.

Salvatore MinervinoE ad un destinatario difficilmente rintracciabile in un documento “amministrativo” di questo tipo: il parroco del paese, don Franco Spadafora.

Il mittente è il coordinatore del movimento politico Verso il futuro, Salvatore Minervino.

La storia è quella della pubblica illuminazione di località Pollella, un problema irrisolto qui come altrove, perfino in pieno centro cittadino. Comincia il 5 maggio 2006, con la segnalazione dei malfunzionamenti da parte di Minervino all’allora responsabile dell’Utc, l’ingegnere Marco Bono, che indica il guasto alla ditta Enel-Sole.

L’illuminazione viene ripristinata dopo qualche mese da una ditta locale, ma non del tutto. «Rimanevano comunque svariate lampadine non funzionanti. Questione di giorni? Illusione», scrive Minervino, che il 6 settembre 2006 segnala i problemi dell’illuminazione e della sporcizia del campo sportivo questa volta ai neoeletti sindaco e giunta. «Senza esito», così come l’iniziativa analoga del 20 settembre scorso presso il commissario.

«Adesso, ingegner Zicarelli – scrive Minervino una settimana dopo – sperando in un suo intervento e visto che le mie preghiere non hanno avuto esito positivo, supplico don Franco Spadafora a pregare il Signore che illumini i preposti a risolvere il problema in modo che i cittadini possano camminare sotto la luce del Signore, del suo pastore e delle lampade funzionanti».

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Il segretario del Pdci sostiene la tesi di una coalizione unita e felice

SAN LUCIDO. Pietro Covelli, segretario dei Comunisti italiani, replica così al nostro articolo d’ieri che evidenziava come le spaccature interne al centrosinistra sanlucidano siano causa della sua puntuale disfatta elettorale:

Pietro Covelli

«Non è vero che il centrosinistra è litigioso; durante il dibattito che si è svolto al polifunzionale a tutti è parso che sia iniziata una nuova fase di “patto sociale”, come mi piace definirla, tra tutti i partiti del centrosinistra.

I dissensi di Cavaliere, che sicuramente non è di centrosinistra né sicuramente faceva parte di Progetto San Lucido, non sono da annoverare fra i componenti del centrosinistra.

Pertanto sarebbe stato più opportuno riportare anche e soprattutto gli interventi propositivi, sia da parte dei cittadini che da parte dei politici.

Devo apprezzare, fra tutti gli interventi, quello del professore Grande e di Nunziata, che, anche se a titolo personale, ha dimostrato saggezza e correttezza nei confronti del centrosinistra.

Auspicio è quindi che tutto il centrosinistra si possa ricompattare intorno ad un programma per il bene supremo di San Lucido. Per quanto riguarda il ricorso, rientriamo perfettamente nei canoni istituzionali, tant’è che il CdS ha valutato accettabile il ricorso. Spero che una volta per tutte finisca questa storia del Ribaltone, anche perché il ricorso proposto al Tar dagli amministratori è stato respinto.

Pensiamo invece tutti quanti a ricostruire il centrosinistra con questo o con un altro nome, non è importante, senza cercare di fare le prime donne, perché non servono a nessuno, tantomeno alla collettività».


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Amministrative, sinistra litigiosa – 10 ottobre 2007

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Quando tira aria di elezioni, la sinistra litiga e gli avversari vincono

SAN LUCIDO. Le prime parole di Progetto San Lucido, dopo una lunga fase taciturna, non possono certo dirsi ben augurali per il futuro, tanto da far pensare che stia per aprirsi una stagione tutt’altro che quieta per la coalizione di centrosinistra sanlucidana che il 7 ottobre è tornata a parlare pubblicamente alla cittadinanza.

litigio

La manifestazione tenutasi quel giorno ha rotto, e ha rotto malamente, un silenzio durato ben un anno e mezzo, come in un prolungamento del silenzio elettorale prima del voto del maggio 2006.

Interrotto soltanto dalla cerimonia d’insediamento e dai vari consigli comunali, convocati nemmeno troppo spesso, il silenzio dell’opposizione non è stato infranto nemmeno per spiegare alla cittadinanza il perché e il per come del ricorso presentato per annullare le elezioni perse.

Nemmeno per tenere quella manifestazione pubblica sul Progetto Ribaltone che si sarebbe dovuta tenere subito dopo aver depositato il ricorso al Tribunale amministrativo regionale della Calabria o il successivo appello al Consiglio di Stato. Nonostante le promesse.

E anche oggi Progetto San Lucido rompe il silenzio non per parlare della strada fatta, ma per disegnare quella da fare.

Bruno Bruno

Bruno Bruno, aprendo la manifestazione del 7 ottobre, ha infatti bandito le «discussioni vecchie» e accennato solo brevemente al Progetto Ribaltone, e così Mario Amendola in chiusura dei lavori.

Progetto San Lucido adesso vuole discutere delle elezioni del 2008, non di quelle del 2006, ormai démodé. In piazza infatti c’è tornato «per costruire l’alternativa», come al solito all’egemonia del gruppo Pizzuti-Borsani che conquista un elettorato più ampio da tre consiliature.

Un’impresa ardua per un centrosinistra che puntualmente ha il fiato corto quando tira aria di elezioni e che si presenta alla cittadinanza con l’intento di farcela questa volta perché quella passata ha insegnato tanto, e che invece poi ricade negli stessi errori. Nelle stesse divisioni.

Progetto San Lucido è la “casa comune dell’intero centrosinistra” che ha perso inquilini strada facendo. Gli affezionati però rimangono.

Seduti in poltrona, il 7 ottobre, ci sono:

Bruno Bruno che aveva capeggiato la lista come candidato a sindaco ma poi si è dimesso da consigliere di minoranza «non essendo stato eletto nella carica detta»;

Roberto Filippo di cui non si contano più le candidature;

Mario Amendola di cui non si contano più le consiliature;

Carlo Di Buono, pluriconsigliere d’opposizione.

E di Ilde Di Bella, già candidata in lista, e Gianluca Veltri che rappresenta il volto nuovo di Rifondazione.

È da qui, e dai suoi sostenitori storici che emergono a turno dalla platea, che riparte Progetto San Lucido.

Forse però rimette in moto con la marcia sbagliata, tanto da andarsi subito a schiantare: lo scontro tra Mario Amendola e l’ex assessore Giuseppe Cavaliere che vi abbiamo raccontato ieri rappresenta quello che il centrosinistra non potrebbe permettersi se non vuole perdere possibili elettori.

Tra i banchi dell’opposizione e il consigliere “sciolto” della maggioranza si era sempre allungato un filo di “cooperazione a distanza”, come succede tra amici che sono tali perché hanno un nemico in comune.

Se quel filo comincia a sfilacciarsi, se proprio adesso arrivano i pugni dopo le carezze, non è certo una buona partenza per Progetto San Lucido.

Certamente le elezioni della prossima primavera sono ancora abbastanza lontane perché si possano ricucire gli strappi. O perché altri se ne possano procurare, all’interno forse dello stesso Progetto San Lucido che prima o poi dovrà anche fare i conti con questioni di cariche, ambizioni, visibilità e posti in lista.

Intanto, come al solito, l’asse Pizzuti-Borsani si gode comodamente lo spettacolo dei due litiganti.

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Solo i ragazzi della scuola media e i bimbi della scuola dell’infanzia del centro ieri non hanno fatto vacanza.

scuola

Gli edifici scolastici da loro frequentati non sono stati infatti interessati dagli interventi di derattizzazione disposti dal comune dopo la protesta messa in piedi da alcuni genitori.

La ditta specializzata con la quale il municipio ha preso accordi per effettuare interventi di derattizzazione e disinfestazione presso tutte le scuole del paese (dall’asilo nido alle scuole dell’infanzia, dalla scuola primaria di primo grado a quella di secondo grado) e la sede comunale non ha infatti realizzato tutto quanto preventivato a causa di esigenze particolari di alcuni tra i plessi elencati.

Infatti presso la scuola media si è proceduto alla sola derattizzazione esterna per attività in corso all’interno dell’edificio, mentre la scuola dell’infanzia del centro non è stata interessata dall’operazione. Ieri mattina dunque gli alunni dell’una e dell’altra scuola hanno frequentato regolarmente.


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Topi a scuola, protesta in Comune – 9 ottobre 2007
Topi a scuola, interventi a breve – 5 ottobre 2007
Dentro i topi, fuori i bambini – 4 ottobre 2007

SAN LUCIDO. Una delle (poche) note accese dell’incontro pubblico tenuto da Progetto San Lucido lo scorso 7 ottobre è stato il “confronto” tra Mario Amendola e Giuseppe Cavaliere.

Mario Amendola

O forse sarebbe meglio chiamarlo scontro, perché ad un certo punto il primo si è così rivolto al secondo: «Mo’ la coscienza critica di San Lucido sei tu. Hai fatto la guerra perché ti hanno tolto l’assessorato»; ma soprattutto: «Se intendi fare opposizione coi carabinieri, non andremo mai d’accordo. La politica si fa col convincimento».

Prima di lasciare la sala, la replica: «Quando le cose non vanno, la prima cosa è chiamare l’Arma».

È su questo punto che oggi Cavaliere riprende la parola: «A Progetto faccio i migliori auguri, anche se non mi pare sia partito bene – afferma. In particolare, vorrei ricordare al signor Amendola che nei consigli comunali parecchie volte ha ribadito l’impossibilità a ragionare con l’altra parte, sostenendo che questa faceva quello che voleva.

Allora una decisione si deve pur prendere, e l’unica via pare quella legale.

Giuseppe Cavaliere

Mi sembra di capire che non condivida il fatto di rivolgersi ai carabinieri: ma allora come la mette con Roberto Filippo che, secondo me giustamente, ha fatto ventisette denunce alla Procura, anni addietro?

Come mai il mio comportamento non lo condivide e quello del suo alleato sì? Poi, all’affermazione per la quale mi dirà le cose che deve dirmi dal balcone dei comizi, rispondo che il signor Amendola ha poco da dire su di me, anzi nulla.

Tra l’altro mi viene da pensare che se parla di balconi, vuol dire che già pensa ad un ruolo nella prossima campagna elettorale, magari di candidato a sindaco. Secondo me dovrebbe piuttosto lasciare spazio a chi ha voglia di fare.

Specialmente se ha intenzione di fare ancora “trattative”, come dice si faccia politica».

Cavaliere contesta duramente i modi con cui la minoranza, di cui Amendola era capogruppo, ha fatto opposizione: «La minoranza? Il suo unico pensiero era il Progetto Ribaltone».


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Riparte il “Progetto San Lucido” – 8 ottobre 2007

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Le mamme degli alunni chiamano i carabinieri e poi vanno in municipio

SAN LUCIDO. Quando la ditta non c’è, i topi ballano. Eppure era stata individuata, insieme con la copertura finanziaria.

Protesta delle mamme per i topi a scuola

Peccato che l’opera di disinfestazione e derattizzazione della scuola di contrada Varco sia rimasta sulla carta. Fino a ieri, quando alcune delle mamme degli 87 bambini che la frequentano hanno deciso di rivolgersi ai carabinieri prima e al municipio poi perché i loro figli potessero tornare finalmente sui banchi vuoti dal 4 ottobre.

Quel giorno aveva infatti preso il via la protesta dei genitori, che avevano deciso di tenere i figli a casa fino a provvedimenti efficaci e adeguati ad un ambiente frequentato da bimbi dai sei ai dieci anni.

Calabria Ora, sentiti i vertici comunali, aveva dunque dato notizia dei contatti con una ditta specializzata e dei fondi resi disponibili per finanziare l’intervento.

Così è stato: in effetti il preventivo che una nota ditta di Cosenza ha fornito al comune di San Lucido per gli interventi reca la data del 5 ottobre, venerdì.

Nel fine settimana però nulla è stato fatto, e così il lunedì, al ritorno a scuola, le mamme hanno trovato la situazione identica a come l’avevano lasciata.

Quindi è partita la telefonata ai carabinieri, che hanno effettuato un sopralluogo presso la scuola, verbalizzato presso la Procura della Repubblica di Paola, e poi sentito gli uffici comunali.

Nel corso del summit tra l’Arma, il direttore generale Vena e i tecnici, le mamme attendevano nervosamente sviluppi fuori dalla porta. E gli sviluppi sono arrivati.

L’architetto Santo Garofalo dell’Utc ha annunciato interventi complessivi (che riguardano tutte le scuole del comprensorio, e perfino la casa municipale), partiti già in tarda mattinata. Perché fossero effettuati, il commissario prefettizio Carlo Ponte ha emesso un’ordinanza di chiusura di tutti i plessi per oggi e domani.

Le scuole dunque riapriranno giorno 11, dopo un’intera settimana di obbligo disatteso. Una “vacanza” che forse, con adeguate iniziative di prevenzione, si sarebbe potuta evitare.


Le foto della protesta


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Topi a scuola, interventi a breve – 5 ottobre 2007
Dentro i topi, fuori i bambini – 4 ottobre 2007

Il gruppo di centrosinistra si riorganizza in vista delle elezioni comunali

SAN LUCIDO. A un anno e mezzo dalle ultime elezioni, Progetto San Lucido è tornato a parlare pubblicamente alla cittadinanza.

progetto san lucido 071007

Era quello che si attendeva in verità dal giugno 2006, da quando Progetto presentò ricorso per l’annullamento delle elezioni perse contestando i certificati per il voto assistito.

Ma se Bruno Bruno, che la lista allora l’ha guidata, accenna solo brevemente alla cosa come ad un modo per «combattere contro chi ha sfruttato la democrazia per occupare posti di potere» e comunque «nel rispetto del voto democratico», l’argomento della sera (ma in sala c’erano essenzialmente gli addetti ai lavori) non è questo: è piuttosto il futuro, cui guardare «già da adesso, bandendo personalismi e corse a pennacchi e indennità».

Tra gli interventi di volti noti, ci sono anche Giuseppe Cavaliere e Mario Amendola che danno vita ad un dibattito acceso sui metodi della politica, tra la fiducia nell’Arma da una parte e gli strumenti della concertazione dall’altra.

Tra l’una e l’altra cosa, il giovane Francesco Carbone che simpatizza per un governo di esperti d’impresa e il professore universitario De Leo che guarda al patrimonio storico «dimenticato».

È un nuovo esordio, comunque, per la coalizione di centrosinistra, con la costante della critica dura verso la maggioranza uscente: «Meglio il commissario – ha affermato Amendola – che quella giunta».


Le foto della manifestazione

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SAN LUCIDO. «Dopo il 14 ottobre dovrà nascere un partito con metodi e comportamenti diversi. Sono d’accordo con Minniti quando dice che “dal 15 ottobre inizia un’altra storia” e che “il nuovo soggetto politico si costruirà dopo il congresso”».

Franco NunziataLo ribadisce Franco Nunziata, candidato all’assemblea costituente nazionale del Partito democratico nella lista Democratici riformisti, collegata con Veltroni e Minniti, all’indomani dell’assemblea del 29 settembre.

«Le polemiche e le critiche sorte durante e dopo la presentazione delle liste – afferma Nunziata – non devono smorzare l’entusiasmo che deve guidare la costruzione di un partito nuovo, capace di ridare credibilità alla politica, fare avvicinare ad essa i giovani, la società civile ed il mondo del volontariato e delle professioni, mettendo al primo punto dei suoi obiettivi la questione morale e la valorizzazione delle competenze e delle professionalità».

Una «rivoluzione culturale» è per Nunziata la premessa necessaria «se vogliamo essere noi i protagonisti del nuovo, se vogliamo che la politica arrivi prima dei ragazzi di Locri, del popolo di Grillo o di De Magistris e degli stessi magistrati».

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SAN LUCIDO. Ieri mattina, all’asilo nido comunale di San Lucido è arrivata una visita inaspettata: quella di un ispettore del lavoro, per conto della Procura della Repubblica di Paola.

ispettore

L’ufficiale ha bussato alla grande struttura, presso la quale prestano servizio le cinque puericultrici Barbara Di Buono, Pierpaola Piredda, Margherita Santoro, Daniela Soria e Loredana Pastore, con in mano la denuncia di un cittadino privato e con il compito di acquisire alcuni documenti.

Sono carte che riguardano una questione già nota: la compatibilità tra la carica di assessore di un comune e lo svolgimento di un lavoro di pubblica utilità presso lo stesso ente.

Un argomento tutt’altro che nuovo per i sanlucidani, anzi già ampiamente discusso all’indomani della bufera in maggioranza che un anno fa portò l’allora sindaco Carlo Borsani a revocare l’incarico assessorile di Giuseppe Cavaliere, per consegnarlo tempo dopo a Loredana Pastore.

L’inghippo sta nel fatto che Pastore si trovò, in questo modo, a rivestire contemporaneamente il ruolo di assessore del comune di San Lucido e quello di lpu in servizio presso l’asilo nido comunale.

L’ispettore ha dunque da una parte acquisito il documento con cui l’ex sindaco ha revocato l’assessorato a Cavaliere e quello con cui ha nominato Pastore, e dall’altra ha registrato le firme di presenza delle puericultrici presso l’asilo nido, più le buste paga corrisposte a Pastore come lpu e le indennità liquidatele per la funzione d’assessore.

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