Adesso l’imperativo è evitare che l’eventualità si trasformi in certezza. In ballo c’è la sopravvivenza della casa di riposo comunale “Silvano De Rango”: un enorme edificio che da mezzo secolo assicura ospitalità ed assistenza agli anziani. E che ora rischia di chiudere battenti, se la Regione Calabria dovesse confermare la decisione annunciata nei giorni scorsi: quella di non erogare, da qui in avanti, il contributo di un milione di euro che da cinquant’anni stanzia a favore del Comune per la gestione della struttura. Una somma, riconosciuta all’Ente in virtù della legge regionale numero 19 del 1994, che di fatto consente la stessa esistenza della Casa, essendo utilizzata per la sua gestione complessiva: dalla remunerazione del personale impiegato all’acquisto del tovagliame.
In mancanza del contributo regionale, dunque, la casa di riposo rischia di chiudere. Ciò avrebbe naturalmente ripercussioni dirette sul personale in servizio presso la struttura e sul destino dei suoi trenta ospiti, che dovrebbero essere immediatamente trasferiti altrove. Ma soprattutto la chiusura dell’edificio priverebbe il Comune di una fonte di (potenziale) ricchezza ed il territorio di un punto d’assistenza agli anziani di notevole valenza sociale. Consapevole di questo, l’Amministrazione comunale ha deciso di rimboccarsi le maniche.
Il sindaco Antonio Staffa ha avuto, nei giorni scorsi, un incontro con l’assessore regionale alle Politiche sociali Francesco Stillitani, che ha esposto al primo cittadino le perplessità dell’Esecutivo catanzarese. Ma la sua collega al Comune di San Lucido, Antonella Gioia, è decisa a non mollare, anzi preannuncia che si farà promotrice di una mobilitazione bipartisan, che unisca maggioranza e opposizione nella battaglia per salvare la Casa, «una ricchezza per il paese ed un servizio imprescindibile per tutti gli anziani che non hanno la possibilità di rivolgersi alle strutture private».
Maria Francesca Calvano
“Gazzetta del Sud”, 25.07.2010