April 2010

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Che aria tira a Cosenza? Il Dipartimento provinciale cosentino dell’Arpacal, l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente in Calabria, ha trasmesso all’amministrazione comunale della città bruzia il primo Rapporto sulla qualità dell’aria nel capoluogo di provincia, relativo al 2009. Dal documento – consultabile on line sul sito www.arpacal.it – emerge che tra gli inquinanti atmosferici monitorati solo il PM10, il particolato atmosferico del volume pari o inferiore a 10 micron, ha superato nel 2009, nella stazione di monitoraggio vicino allo svincolo dell’autostrada A3 Sa-Rc, la soglia di attenzione prevista dalla normativa vigente.

Cosenza - Fonte: Wikipedia

Il rapporto, annota la dirigente del servizio tematico Aria dell’Arpacal di Cosenza, descrive «le caratteristiche delle stazioni di monitoraggio presenti nel comune di Cosenza, una sintesi in forma tabellare dei valori limite di concentrazione in atmosfera fissati dalla normativa vigente per ciascuno degli inquinanti monitorati. E’ presente anche la descrizione dei singoli inquinanti ed il processo di validazione dei dati nonché dell’efficienza degli strumenti di rilevamento. Non mancano, ovviamente, le valutazioni finali, con l’analisi dei dati e le indicazioni complessive sullo stato della qualità dell’aria». «L’auspicio – conclude – è che questo lavoro risponda in maniera adeguata alla necessità di avere una conoscenza di buon livello delle problematiche legate alla qualità dell’aria nel territorio del Comune di Cosenza».

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Illuminazione pubblica delle contrade Granoriso e Deuda: l’amministrazione comunale di San Lucido ha un piano. La giunta guidata da Antonio Staffa, con la delibera 59 del 31 marzo scorso, ha detto sì al progetto esecutivo dei lavori sull’impianto di pubblica illuminazione della strada comunale che ricade in quelle località. Il piano è stato redatto dall’ingegnere Rosario Sessa che, «vista l’urgenza», è stato incaricato dall’ente per le vie brevi. Infatti la Regione Calabria aveva concesso al comune un finanziamento di 20mila euro per l’adeguamento funzionale della pubblica illuminazione giorno 26 marzo. Dunque la giunta, su proposta di deliberazione dell’attuale responsabile del settore urbanistica e territorio dell’ufficio tecnico comunale, Fulvio Cassano, ha approvato in gran fretta il progetto redatto da Sessa.

Restiamo in tema di luci. L’amministrazione comunale ha un piano anche per il risparmio energetico ed il contenimento dell’inquinamento luminoso. Stavolta ha redatto il progetto lo stesso Cassano e di nuovo con una certa fretta. È ancora la Regione Calabria a richiedere tempi brevi. Infatti il comune può beneficiare di un finanziamento equivalente al 75 per cento dell’importo complessivo dei lavori soltanto su presentazione del progetto preliminare. Approvato dalla giunta, il progetto deve arrivare sulle scrivanie catanzaresi in tempo per partecipare al bando regionale. Dopodichè i funzionari decideranno se finanziare o meno l’iniziativa. L’importo dei lavori ammonta a 126mila euro, finanziati – come si diceva – per il 75 per cento dalla Regione Calabria e per il resto dal comune di San Lucido.

©Maria Francesca Calvano – Tutti i diritti riservati

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C’era una volta l’uso (deprecabile) di bruciare la spazzatura superflua, al quale si faceva ricorso nei casi in cui – per un motivo o per un altro – gli addetti allo svuotamento dei cassonetti fossero latitanti per un periodo sufficiente di tempo perché i rifiuti straripassero senza rimedio. Uso errato certamente e per niente giustificabile, ma in qualche modo motivato. I tempi però sono cambiati: oggi la spazzatura si brucia per hobby. Per combattere la noia, per passare la serata, per godersi lo spettacolo del fumo che si alza lento dal cassonetto, che quando non si ha null’altro da fare sembra persino divertente.

Il cassonetto ancora fumante

Unico inconveniente: l’odore malsano. Malsano e dannoso per l’organismo. I roghi di rifiuti liberano diossina, che bene a noi umani non fa. Si dà poi il caso che gli umani in questione siamo io e famiglia ed i miei vicini di casa – nonché gli abitanti del centro del paese – la cui salute è messa alcune notti a repentaglio dal fatto di respirare il fumo che si leva dal cassonetto posizionato poco distante dai nostri balconi. Il cassonetto in questione – tra l’altro dotato di una certa sfortuna, essendo per il momento unica vittima del rogo – è stato oggetto per due notti consecutive nel corso di questa settimana delle attenzioni di qualcuno armato di fiammiferi. Il piccolo Nerone – non si sa se solo o accompagnato – ha appiccato il fuoco nel cassonetto fumante della foto, scatenando una bufera di diossina. Così per due notti tutto il circondario è rimasto avvolto da una nebbia fitta, nemmeno fosse Milano.

©Maria Francesca Calvano – Tutti i diritti riservati

Anche quest’anno l’Istituto professionale di Stato per l’agricoltura e l’ambiente di Cirella realizza il progetto “Festeggiamo l’albero”, giunto alla quarta edizione, che si propone di sensibilizzare giovani su tematiche ambientali. Il progetto, allargato agli studenti delle seconde classi delle scuole medie del comprensorio, auspica la partecipazione delle associazioni WWF e Legambiente, del Corpo forestale dello Stato, dei Vigili del fuoco, dell’amministrazione comunale di Diamante, dell’amministrazione provinciale di Cosenza, dell’Ente Parco nazionale del Pollino, dell’Azienda forestale della Regione Calabria, dell’Unesco, del Centro recupero animali selvatici,della Capitaneria di porto, di associazioni culturali.

Il progetto “Festeggiamo l’albero” consiste nella realizzazione di uno o più lavori individuali, di gruppo, di classe, di più classi (per esempio scrittura, grafico, fumettistico, musicale, fotografico) degli studenti delle seconde classi. I lavori andranno a comporre la Mostra “Alberosognando“ che verrà allestita presso la sede dell’Ipaa di Cirella e che sarà aperta al pubblico il prossimo 19 aprile. Per quella giornata, infatti, è prevista la manifestazione conclusiva, che vedrà la partecipazione delle scuole aderenti al progetto, delle autorità civili e militari, dei rappresentanti delle associazioni coinvolte, emittenti televisive, radiofoniche e testate giornalistiche. Nella stessa occasione si pianteranno nuovi alberi, secondo le disposizioni della legge Rutelli, che prevede l’obbligo per il comune di residenza di piantare un albero per ogni neonato. «La messa a dimora di nuovi alberi – sottolineano il responsabile del progetto Antonino Carrozzino e la dirigente scolastica Concetta Smeriglio – è in piena sintonia con il vertice mondiale di Copenaghen per la lotta ai mutamenti climatici ed è fondamentale per la vita futura del Pianeta per compensare le emissioni di Co2, combattere l’effetto serra, garantire l’equilibrio del nostro sistema e rendere più vivibile le nostre città».

©Maria Francesca Calvano – Tutti i diritti riservati

Linee sottili di pietra bianca si allungano a due a due fino al belvedere e procedono identiche per tutta l’area, interrotte soltanto da larghe fasce di porfido. Su questo tappeto dalla geometria costante si posano qua e là panchine di forma irregolare. È questo il nuovo volto della Piazzetta Panoramica di San Lucido, interessata da qualche tempo da un’opera di rinnovamento che ne modificherà in maniera consistente l’aspetto.

I lavori – finanziati tramite mutuo per 250mila euro e volti alla riqualificazione della zona – sono iniziati il 3 marzo scorso e dovranno concludersi entro centottanta giorni da questa data, cioè nel mese di settembre. Ma l’architetto Carlo Spadaccini, che firma il progetto, è ottimista: «Dovremmo portare a termine i lavori entro la festa di San Giovanni – afferma – sempre se il tempo permette», precisa. Già, il tempo.

Il progetto della nuova Piazzetta

In questi giorni di pioggia gli operai hanno dovuto incrociare le braccia in attesa che torni il sole. Per le opere pubbliche vale come per il meteo: si possono fare soltanto previsioni. Del resto i mesi di marzo e di aprile, celebri per l’instabilità del tempo, non permettono giuramenti solenni.

I lavori sono comunque a buon punto. Una parte della Piazzetta, quella più larga, è stata impermeabilizzata in modo che non piova nei magazzini sottostanti e presto s’inizierà a lavorare alla nuova pavimentazione. Ch’è nuova davvero, perché arriverà in fondo, fino al Gafiu e alle case circostanti, estendendosi molto oltre rispetto ad ora. Il fatto che l’intera area sia pavimentata non esclude il passaggio delle auto. L’architetto Spadaccini spiega infatti che le macchine potranno ancora raggiungere via Garibaldi costeggiando la Piazzetta, con l’unica differenza che la corsia si restringerà, dal momento che diverrà più ampia la zona pedonale. Il confine tra area carrabile e pedonale sarà segnato da dissuasori e fioriere.

Non ci saranno più gradini e gradoni per creare una piazza unica, priva di divisioni, e scomparirà il mosaico dello stemma di San Lucido che campeggiava in Piazza Matteotti. Niente più muretti che impediscono la visuale davanti alle panchine: saranno abbassati, così da potersi godere il panorama. Infine una particolarità: le panchine sono mobili. All’occorrenza, per esempio in caso di concerto o di una grande manifestazione in piazza, potranno essere rimosse, per poi tornare al loro posto. Ladruncoli e guastafeste permettendo.

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La manifestazione “Piazza in Fiore” ha trasformato, lo scorso weekend, la piazza del centro commerciale Metropolis in un grande giardino fiorito con piante da frutto, viti, olivi, agrumi, palmizie, cespugli, bonsai, piante grasse, piantine aromatiche e fiori da decoro. Protagonisti i vivaisti, i fiorai e gli esperti del settore, impegnati in dimostrazioni pratiche di giardinaggio, di potatura, innesto, stesura di prati all’inglese, realizzazione in loco di giardini zen, cura di bonsai e piante grasse.

Moltissimi coloro che, partecipando all’evento, hanno deciso di regalarsi un fine settimana all’insegna del tempo libero e della passione per il giardinaggio.

Ad allestire il coloratissimo giardino del Centro esperti e vivaisti giunti da tutta la Calabria, tra questi: Giovanna Fazzari dell’Azienda Agricola “Giofré” di Limbadi; Gianmario Dodaro titolare del Garden “Il Ruscello”; l’Associazione Amici Bonsai; Anna De Gregorio dell’azienda “Vivai piante De Gregorio Aniello” di Bisignano e da Lamezia Terme, Annamaria Maiorana della “Vivai Piante Maiorana” per gli innesti della vite. Ospiti della manifestazione anche gli studenti e docenti dell’Istituto Agrario Todaro di Rende, impegnati in dimostrazioni di laboratorio di agronomia e nella presentazione dell’offerta didattica.

Con la delibera 64 del 31 marzo scorso la giunta di San Lucido guidata da Antonio Staffa ha determinato le quote e le finalità cui destinare i proventi derivanti dalle violazioni del Codice della strada. Il bilancio finanziario per l’esercizio corrente prevede una quota di 55mila euro quale introito prodotto dalle multe. La somma sarà utilizzata per la fornitura di mezzi tecnici alla Polizia municipale, per il potenziamento ed il miglioramento della segnaletica e della circolazione stradale e per l’educazione stradale e la tutela di bambini, anziani, diversamente abili, ciclisti e pedoni.

In particolare, le quote più significative sono destinate alla segnaletica stradale (10mila euro), a spese postali e notifiche (8mila), alla tutela degli utenti deboli (5mila500 euro), ai corsi d’aggiornamento per il personale e alle spese varie, come visure, sviluppi e stampe di foto (5mila). La polizia municipale dispone in tutto di 45mila euro, mentre 10mila restano a disposizione dell’ente.

Ogni comune che ricavi proventi dalle sanzioni inflitte a chi vìola il Codice della strada è tenuto a prevedere annualmente le finalità cui destinarli, come stabilisce l’articolo 208 dello stesso Coddice, secondo il quale le quote derivanti dalle multe appartengono ai comuni laddove le violazioni siano accertate da loro funzionari, ufficiali ed agenti.

La metà dei proventi maturati dagli enti locali deve essere utilizzata, secondo quanto stabilisce lo stesso articolo di legge, per consentire agli organi di polizia locale di effettuare corsi di educazione stradale nelle scuole, nonché al miglioramento della circolazione, al potenziamento della segnaletica, alla fornitura di mezzi tecnici necessari per i servizi di polizia stradale ed alla realizzazione di interventi a favore della mobilità ciclistica, nonché, in misura non inferiore al 10 per cento, alla promozione della sicurezza stradale, in particolare a tutela degli utenti deboli. La legge finanziaria 2007 ha stabilito inoltre che parte dei proventi derivanti da sanzioni amministrative pecuniarie per violazioni previste dal Codice della strada può essere destinata ad assunzioni stagionali a progetto, sotto forma di contratto a tempo determinato o forme flessibili di lavoro.

Le determinazioni di giunta rispetto alle quote fissate per ogni finalità devono essere trasmesse anche dal municipio di San Lucido – come da tutti i comuni che contano più di 5mila abitanti – al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.

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La statua restaurata

Una bella novità: la statua della Madonnina sul sagrato della chiesa di San Giovanni Battista è stata restaurata. Invecchiata ed ingrigita dagli anni, la statua si staglia ora candida contro il cielo di San Lucido. In più, sul suo capo è stata posta una bellissima corona. La Madonnina accoglie coloro che si recano in chiesa dal 1954.

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Molti di voi ricorderanno la vicenda del “mare nero”, riguardo alla quale si aprì un intenso dibattito su questo sito che per primo ne diede notizia. Ebbene, la Procura della Repubblica di Paola, che aveva disposto a suo tempo il sequestro delle aree interessate, ha aperto e concluso le indagini preliminari su quei fatti. Un riepilogo delle puntate precedenti per gli smemorati.

E’ la mattina del 28 maggio 2009 quando alcuni cittadini, percorrendo il lungomare di San Lucido all’altezza di località Giardini, appena a sud dello Scoglio, notano una chiazza scura espandersi sullo specchio d’acqua antistante. Poco prima, secondo il racconto da loro reso alle forze dell’ordine, mezzi pesanti provenienti dal porticciolo locale (che dista dai Giardini solo pochi chilometri) avevano trasportato sul luogo carichi di sabbia, accumulandoli nel solito punto di stoccaggio. Infatti, presso il porticciolo, dal mese di marzo si stanno effettuando lavori di ricostruzione e riqualificazione che prevedono anche il dragaggio di sabbia dal fondale marino e il deposito in diversi punti del litorale. La segnalazione alle forze dell’ordine è immediata.

Quella chiazza nera Mare nero, mare ne Mare nero, mare ne 2 Belvedere Mare bicolore Il mare qui sotto La discesa verso il mare Traccenere Il bidone che non t'aspetti L'assessore e i tecnici Dialoghi sul promontorio Campionamento Campioni neri Guardia costiera al lavoro Guardia costiera al lavoro 2 Un po' tutti Pacchetto vantaggioso

Sul posto giungono prima i carabinieri della stazione di San Lucido, poi l’assessore ai lavori pubblici Francesco Calvano, il sindaco Antonio Staffa, i tecnici degli uffici comunali competenti, la Guardia costiera, il direttore dei lavori e un rappresentante della ditta appaltante. L’atteggiamento generale è di estrema prudenza: le autorità e gli addetti ai lavori centellinano le dichiarazioni o evitano di renderne. Sarà il direttore dei lavori Franco Anselmucci a parlare, a tarda mattinata, dinanzi alle proteste di alcuni cittadini, di un «errore», dal momento che quella sabbia, evidentemente sporca, sulla spiaggia (e in mare) non sarebbe mai dovuta arrivarci. Avrebbe dovuto, invece, percorrere altre rotte: verso lo smaltimento.

Trascorrono venti giorni dal fatto e i risultati delle analisi effettuate dall’Arpacal sui campioni di sabbia raccolti dalla Guardia Costiera approdano sulla scrivania della Capitaneria di porto di Cetraro. Il tenente di vascello Giuseppe Turiano informa che l’Agenzia ha rilevato «valori elevati di idrocarburi» nei campioni. La sabbia riversata in località Giardini, sulla base delle analisi dell’Arpacal, viene considerata un «rifiuto speciale» e perciò da smaltire.

Il sequestro dell’area del porticciolo in cui si stanno portando avanti le operazioni di dragaggio scatta immediatamente, su disposizione del pm Francesco Greco della Procura di Paola. Vengono interessati dal provvedimento anche i siti di stoccaggio in cui la sabbia, dopo il fatto, era stata trasportata.

Un anno dopo circa, la Procura ha notificato a Tullio Rossi, responsabile della ditta esecutrice dei lavori, Franco Anselmucci, direttore dei lavori, ed Elio Furioso, responsabile del settore lavori pubblici al tempo dei fatti, l’avviso di chiusura delle indagini preliminari sottoscritto dal pm Bruno Giordano. La procura contesta loro la violazione di una serie di articoli riguardanti la tutela ambientale. Per quanto riguarda in particolare Furioso, sarà il comune a rimborsare le spese legali sostenute dal dipendente coinvolto in procedimenti di responsabilità civile e penale, in base all’articolo 28 del Contratto collettivo nazionale del lavoro. Con la delibera 57 del 31 marzo scorso, la giunta ha preso atto del patrocinio legale.

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Quello di San Lucido è un lungomare ferito. Ferito dalle onde che d’inverno lo rosicchiano alla base, rendendolo sempre meno resistente. E resistente lo è davvero molto poco. Nel gennaio scorso, una mareggiata l’ha completamente sbriciolato in due punti diversi.

A sud le onde si sono portate via il marciapiede per intero e la strada asfaltata in parte. Fino ad un mese fa le mattonelle sopravvissute pendevano tristemente nel vuoto. Adesso sono a mollo in mare insieme col resto. Il danno c’è, eccome, ma almeno oggi una corsia è aperta al traffico e procedere sino alla fine del lungomare, in direzione Torremezzo di Falconara, non è più impossibile.

La situazione peggiora a nord, verso Paola, fra il terzo e il quarto pennello. Qui il mare ha risucchiato tanto il marciapiede quanto la strada, arrivando fino alle case. È un punto, questo, in cui la forza delle onde è maggiore – perché le correnti s’insinuano nell’apertura fra un pennello e l’altro – e minore è l’ampiezza della spiaggia. Il mare grosso qui s’è portato via tutto – muretti, ringhiere, asfalto – senza alcuna fatica.

È un lungomare fragile, quello di San Lucido, e perciò sostanzialmente incapace di far fronte al grande inverno. Percorrendolo tutto, ci si accorge ad occhio nudo dei dislivelli del marciapiede, delle mattonelle mezze sollevate, così precarie da suggerire di cambiare strada, ché forse è meglio spostarsi più in là, dove sembra più stabile.

La scorsa estate si aprirono buche in due zone. Gli operai del comune le riempirono di terra il giorno dopo. Il rattoppo momentaneo, però – così come i massi posizionati in riva al mare nei punti colpiti dalle mareggiate – può servire giusto il tempo di un’estate: d’inverno no, per l’inverno servono rinforzi. Servono strutture che irrobustiscano il lungomare alla base, che siano in grado di reggere il martellare continuo delle onde. Il mare è troppo vicino, la spiaggia è troppo corta ed è chiaro oramai che i pennelli non sono in grado di difendere la costa dalla forza delle mareggiate e chissà se lo sono mai stati. Chissà se davvero le “t” hanno portato più benefici che danni. Ai secondi si cerca di rimediare in questi giorni.

«Stiamo ricostruendo il lungomare. Ci scusiamo per il disagio», si legge sullo striscione steso lungo le transenne color arancio dei lavori in corso. Firmato l’amministrazione comunale. Gli interventi di messa in sicurezza dovrebbero concludersi entro l’estate. Se lo augurano i proprietari dei lidi. Uno di loro ha aperto un gruppo su Facebook che si chiama “Per tutti quelli che vogliono il lungomare di San Lucido” e che ad oggi conta 563 membri.

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