Cosa è cambiato dal consiglio comunale del 3 febbraio scorso ad oggi? Nulla. La maggioranza è rimasta maggioranza. L’opposizione è rimasta opposizione. Dunque l’appello lanciato in assise dal sindaco Antonio Staffa e dal vice Francesco Sgroi affinché la minoranza avvii una nuova era di collaborazione con la maggioranza «per il bene del paese» è rimasto tale. O almeno così riferisce Sgroi, al quale abbiamo rivolto alcune domande.
Vicesindaco, come mai dall’appello ad oggi nulla s’è mosso?
«Non è dall’oggi al domani che cambiano questo genere di cose. C’è bisogno di un iter complesso per mettere a punto un progetto politico comune, che si basi sul confronto e sulla condivisione delle linee per affrontare le problematiche più importanti con cui deve fare i conti questo paese. Non è da un giorno all’altro che si arriva a condividere un nuovo programma per San Lucido. Altro discorso sarebbe se la nostra fosse una semplice cooptazione di persone. Ma così non è».
Per amministrare avete comunque bisogno dei numeri. Perdendo tre consiglieri, siate rimasti in nove. È ad incrementare la squadra che state puntando?
«No, possiamo amministrare anche in nove. Certamente è difficile farlo in questo modo, perché inevitabilmente si risente di alcune deficienze. Allarghiamo alla minoranza non per avere un apporto numerico, ma per avviare un discorso che ha basi del tutto politiche, che porti infine alla condivisione di un progetto. Ricordo che già alla fine dell’estate avevamo provato a farlo, attraverso tre riunioni che tenemmo con i consiglieri di minoranza Mario Amendola e Roberto Filippo, conclusesi poi con un nulla di fatto. Sono le sorti del paese ad interessarci e non vogliamo sfuggire agli obiettivi che ci siamo preposti».
Per quale motivo la maggioranza ha rivolto il suo appello solo alle forze che si ritrovano nel centrosinistra? Dopotutto, se lo scopo è quello di fare il bene collettivo, perché non allargare anche ai consiglieri (di centrodestra) Roberto Pizzuti e Loredana Pastore?
«Chiaramente condividere un progetto politico significa condividere innanzitutto le idee. Qualcosa deve unirci. E chissà che non sia la volta buona per superare quelle divisioni che da troppo tempo regnano nel centrosinistra sanlucidano. Un progetto comune può fare da collante».
Nella prossima campagna elettorale, vicina o lontana che sia, questo vostro appello potrebbe essere presentato all’elettorato come la ricerca in extremis di un salvagente, come la resa di chi deve riconoscere di non poter amministrare senza l’apporto di coloro che hanno già una certa esperienza. Il consigliere Roberto Filippo ha già parlato di fallimento dell’inesperienza.
«Non può succedere che siamo tacciati d’inesperienza, perché, in quasi due anni, abbiamo prodotto molto, dimostrando coi fatti di aver saputo amministrare. Tantissime cose hanno preso corpo. Ultimamente abbiamo stabilizzato sedici lavoratori tra lpsu e lpu, per esempio, e credo che sia una cosa importantissima. Per questo non possiamo essere tacciati d’inesperienza. D’altronde non è per inesperienza se oggi ci troviamo in questa situazione, bansì semplicemente perché Rinascita ha deciso di lasciare la maggioranza, senza alcun dialogo».
Ora l’opposizione può decidere di accogliere l’appello o di non farlo. Cosa succederà nel secondo caso?
«Noi andremo avanti comunque, finché sarà possibile».
Crede che resterete in carica cinque anni?
«Credo che far cadere una giunta ogni due anni sia estremamente penalizzante per un comune, che per decenni rimane immobilizzato, senza avere la possibilità di programmare interventi a lungo termine. Ci sono tantissime opere ferme da anni. Ci auguriamo di restare qui per portale a compimento».
Come ci si sente da reduci?
«Essere rimasti in nove ci ha uniti ancora di più. Oggi possiamo dire di essere molto più compatti».
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