San Lucido – Pd-Amendola, prove di dialogo

Il commissario del Partito democratico cittadino, Gerardo Carnevale, ha incontrato lo scorso martedì 9 febbraio presso il municipio i rappresentanti del partito nella maggioranza: il presidente del consiglio comunale Giuseppe Moramarco e gli assessori Antonella Gioia e Albino Sessa. Era stato invitato anche il consigliere di minoranza Mario Amendola, che però si troverebbe fuori San Lucido.

«Abbiamo tracciato insieme un percorso politico di coesione e di rinforzo verso l’azione amministrativa della giunta Staffa», rende noto un comunicato stampa del Pd che definisce positivo l’incontro. «Ciò potrebbe avvenire soprattutto con l’auspicato ingresso in maggioranza del consigliere Mario Amendola, attualmente seduto fra i banchi dell’opposizione, il quale – si legge nel documento – porterebbe senza dubbio un contributo considerevole, non solo nei riguardi della rappresentanza politico-istituzionale, ma soprattutto verso un partito che, attualmente diviso, rappresenta il 40 percento della forza amministrativa».

Antonella Gioia

Gli esponenti di maggioranza danno così man forte al sindaco Antonio Staffa e al vice Francesco Sgroi che, nel consiglio comunale del 3 febbraio scorso, avevano rivolto un appello alle forze d’opposizione di centrosinistra affinché partecipino all’attività amministrativa. Appello al quale lo stesso Amendola e Roberto Filippo, del gruppo Progetto Democratico, avevano risposto con un secco no. Già in passato, del resto, i vertici Pd avevano tentato di riunificare il partito, che appoggia la giunta Staffa e all’interno della quale conta i suoi rappresentanti, e di coinvolgere anche il consigliere Amendola, il quale però rimase saldamente all’opposizione. Ora il partito ci riprova.

«È certamente il momento giusto per cercare i unire finalmente il Pd cittadino, nonché tutto il centrosinistra – sostiene il partito nella nota – in una realtà in cui l’appartenenza politica è sì fortemente radicata, ma lacerata da continui conflitti interni. Ci appelliamo, pertanto, al giusto senso di responsabilità di ognuno, affinché si ottenga una grande affermazione di partito, capace di osservare, capire e cambiare in meglio la realtà in cui viviamo, per essere presente e propositivo sia nelle dinamiche globali che nei problemi concreti di tutti i giorni. Solo così potremo essere un partito davvero popolare in grado di incidere positivamente anche nell’azione amministrativa. Coesione, proponimenti e impulsi costruttivi: sono queste le parole d’ordine che dovranno caratterizzare il nuovo corso riformatore del Pd». Non resta che capire come Amendola reagirà all’appello – il secondo – della maggioranza in carica.

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