San Lucido – Contenzioso, le ragioni della maggioranza. E degli ex.

Da quando gli ex consiglieri di maggioranza Franco Salerno, Franco Nesci e Renato Filippo hanno sollevato la questione in consiglio comunale, non si parla che di contenzioso. I tre, scivolando dai banchi di maggioranza a quelli d’opposizione, hanno lamentato – tra le altre cose – la mancata istituzione dell’ufficio legale. L’organismo consentirebbe all’ente un notevole risparmio; ciononostante non è mai stato costituito. Per quale motivo? Siamo andati a chiederlo agli inquilini del municipio.

«La creazione dell’ufficio legale è allo studio da un anno – spiega il vicesindaco Francesco Sgroi – ma alcune condizioni oggettive non ci hanno permesso di costituirlo. Infatti l’ufficio legale comunale può essere istituito soltanto se nell’organico dell’ente c’è un dirigente abilitato all’esercizio della professione, e non è questo il caso di San Lucido». Ma se davvero creare l’ufficio è impossibile, come mai Rinascita ha posto la sua mancata costituzione tra i motivi fondanti la propria scelta di abbandonare la maggioranza? «Credo che l’ufficio legale sia stato soltanto un pretesto e che sull’argomento gli ex consiglieri non si siano informati abbastanza», sostiene Sgroi. «L’ufficio legale – replica il capogruppo di Rinascita, Renato Filippo, sentito sull’argomento – è stato proposto da noi il 7 agosto scorso ed è previsto dall’accordo sottoscritto quel giorno. Nessuno allora ha detto che l’ufficio legale non si può fare. Dopodiché ogni giorno si cambiava opinione: oggi si poteva fare, domani no. La verità è che nessuno voleva cambiare le cose».

Ma il vicesindaco ha prospettato una soluzione alternativa all’ufficio legale, anch’essa fonte di risparmio: affidare l’intero contenzioso ad un team di tre o quattro avvocati esterni per un dato periodo di tempo. Una possibilità che sarebbe attualmente al vaglio dell’esecutivo ma che – così come l’ufficio legale – potrebbe scontentare una trentina di professionisti che non riceverebbero più mandati dal comune. «Il nostro obiettivo deve essere quello di arrivare ad un risparmio per l’ente, mantenendo sotto controllo i costi dei contenziosi che oggi, purtroppo, sono una piaga per le casse comunali», sostiene l’assessore Antonella Gioia. «Il problema dei legali quindi non può essere per noi una priorità».

Sta di fatto che convenzione vuol dire risparmio e che il contenzioso accumulato dalla fine del 2008 ammonta a circa 230mila euro. La somma comprende cause da 400 euro e cause da 24mila euro. «E’ normale – sostiene Sgroi. Dipende dal loro valore. In ogni caso non possiamo certo preoccuparci di questo tipo di equilibri».

La mole del contenzioso può aumentare oppure diminuire a seconda di come si evolvono le varie liti. L’ente cerca di tenere la situazione sotto controllo stipulando una convenzione con i legali che obbliga quest’ultimi a definire le proprie parcelle in base ai minimi tariffari e, soprattutto, a sottoporre al comune un preventivo del compenso, che il municipio può approvare o meno. Il preventivo di parcella serve inoltre per conoscere da principio a quanto ammonta – all’incirca – la spesa per ogni causa. Inoltre, i tagli sull’onorario in caso di esito totalmente o parzialmente sfavorevole e l’eliminazione di alcune voci come le spese generali e la consultazione col cliente – che potrebbero far lievitare la parcella – consentono di tagliare ulteriormente i costi. «Questo ci permette, oltre ad un risparmio consistente, anche di tenere sempre sotto controllo le spese legali e di evitare brutte sorprese, contrariamente a quanto succedeva negli anni scorsi», osserva Sgroi. Meraviglie del Regolamento per gli incarichi legali che il consiglio comunale ha approvato all’unanimità il 10 novembre 2008.

Il documento istituisce l’Albo degli avvocati, al quale si sono iscritti una ventina di legali. Tra di essi, l’ente sceglie colui al quale affidare una determinata causa in base al meccanismo della rotazione, tenendo conto comunque del tipo di contenzioso e dell’esperienza del professionista. I loro nomi sono tutti in un elenco che il sindaco Antonio Staffa, all’indomani del consiglio comunale, ha fatto pubblicare all’albo pretorio.

Gli avvocati che si sono iscritti non sono soltanto sanlucidani. Circostanza che ha dato motivo al gruppo Rinascita d’accusare gli ex colleghi di maggioranza di penalizzare i compaesani. «Nell’affidare cause piuttosto importanti – sostiene Filippo – avevamo proposto di sorteggiare avvocati di San Lucido. Invece, dopo la nostra fuoriuscita dalla giunta, non è andata così». «Il fatto che siano state affidate cause anche a paolani si deve a ciò che stabilisce il regolamento – afferma da parte sua Sgroi – regolamento che a novembre 2008 l’intero consiglio, all’unanimità, ha approvato. Dal momento che nessuno allora ha avuto da ridire, ritengo che tutte le polemiche sollevate oggi da Rinascita siano infondate. Invito comunque tutti i cittadini a venire in municipio per eventuali spiegazioni e preciso che il comune può decidere di gestire gli incarichi come ritiene, anche affidandoli ad un solo avvocato, senza per questo commettere soprusi. Nonostante ciò, hanno lavorato tutti i legali sanlucidani iscritti all’albo comunale».