San Lucido – Dissesto in localita’ Margherita, Covelli: «Progetto inadeguato»

La sezione di San Lucido del Partito dei comunisti italiani pone una serie di rilievi per quanto riguarda il progetto di risanamento ambientale approntato per località Margherita, alla periferia del paese. Il partito, incontrati alcune sere fa alcuni tra gli abitanti dell’area interessata dall’intervento, ritiene che «il progetto presentato non è adeguato allo studio redatto dal Genio Civile tramite la Protezione civile, né tantomeno alle indicazioni e raccomandazioni fornite. Lo studio della Protezione civile, eseguito con grande perizia – osserva il Pdci – fornisce dati certi sui rischi delle abitazioni, sulla presenza di sorgenti che affiorano e scompaiono, sulle sorgenti permanenti presenti e su una serie di altri dati documentati anche con relazione fotografica. Infatti, dall’osservazione delle tavole redatte dalla Protezione civile, si vede chiaramente che l’area di studio è compresa in un quadrilatero molto più ampio della zona d’intervento individuata dal progettista. Dalla discussione tra gli abitanti della zona è emersa chiaramente l’indicazione di ampliare la zona d’intervento comprendendo almeno i luoghi in cui visibilmente affiorano le sorgenti permanenti, in modo da metterle in sicurezza. Ebbene molte di queste zone sono escluse dalla proposta d’intervento presentata in quella sede. Inoltre non si capisce come mai non si è scelto come fosso di scarico delle acque il torrente Pesce che risulta molto più vicino alla zona d’intervento, poche decine di metri, preferendo un altro corso d’acqua lontano diverse centinaia di metri».

Ciò premesso, il segretario del partito Pietro Covelli propone di rivedere il progetto, in quanto «quello presentato andrebbe ad agire solo su una parte limitata del territorio, con una concentrazione d’interventi non solo inopportuna ma addirittura dannosa per il terreno dell’unico proprietario interessato. Inoltre risulta che una sola abitazione verrebbe a essere messa in sicurezza contro le altre decine che corrono seri e fondati pericoli». Covelli si chiede dunque «quali criteri abbiano influenzato le scelte dei tecnici. Spero che si verifichino le condizioni opportune – conclude – che permettano di rivedere il progetto con un sopralluogo dei tecnici».