February 2010

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Sulla carta, quello del 25 febbraio sarebbe dovuto essere un consiglio comunale tranquillo e propositivo. Certamente più dell’assise precedente, che di motivi perché maggioranza e opposizione facessero scintille ne offriva più d’uno. Difatti il pubblico, attendendosi scoppiettate, in quell’occasione accorse numeroso. Stavolta però tutto ci s’aspettava meno che il clima si facesse teso. Ma il consesso civico di giovedì ha sovvertito tutti i pronostici: fuoco e fiamme non solo tra maggioranza e opposizione, ma anche tra opposizione e opposizione.

Non è certamente un momento facile per la politica cittadina. La giunta di Antonio Staffa, ridotta – dopo il salto all’opposizione di tre dei suoi membri – a nove componenti, va avanti seppure a fatica. La minoranza da parte sua, sebbene rafforzata dall’acquisto degli ex assessori dissidenti Renato Filippo, Franco Nesci e Franco Salerno, pare non riuscire a far fronte comune a causa delle diverse appartenenze politiche di coloro che la compongono. Difatti proprio la differente estrazione partitica è alla base degli attriti tra gli stessi consiglieri di minoranza cui s’è assistito durante il consiglio comunale del 25 febbraio.

Un momento del consiglio

Sono volate parole poco tenere tra i due Roberto dell’opposizione: Roberto Pizzuti, capogruppo di Direzione San Lucido, e Roberto Filippo del gruppo Progetto Democratico. L’uno berlusconiano, l’altro comunista; l’uno in maggioranza, l’altro all’opposizione nelle amministrazioni dell’ultimo decennio, Pizzuti e Filippo siedono oggi entrambi dietro i banchi di minoranza. Da lì, nel consiglio del 3 febbraio, avevano assistito alla guerriglia interna alla maggioranza Staffa che in quella circostanza vide tre dei suoi passare all’opposizione. Stavolta i ruoli si sono rovesciati: la maggioranza ha lasciato volentieri la scena per osservare in silenzio i due battersi in singolar tenzone.

Non che siano mancati gli scontri tra parti avverse. Anzi i battibecchi iniziano da subito, sin da quando il presidente del consiglio Giuseppe Moramarco propone di invertire i punti all’ordine del giorno, in modo da discutere prima le modifiche allo Statuto per la definizione dei servizi pubblici privi di rilevanza economica e poi le linee guida di attuazione del Piano strutturale comunale, «così – spiega Moramarco – da lasciare più spazio al Psc». Insorgono immediatamente Roberto Filippo e il suo capogruppo Mario Amendola, per sottolineare come Moramarco dimostri con la sua proposta di considerare il Psc «meno importante» delle modifiche allo Statuto. «Volevo solo dedicare più tempo alla discussione sul Psc che ad altro», precisa il presidente del consiglio. La proposta, prima ritirata e poi messa ai voti, viene infine approvata all’unanimità. Ma l’iniziale contrasto tra le parti lascia intuire il clima che si respirerà d’ora in avanti nella sala consiliare.

Invertito l’ordine dei punti, si comincia col discutere le modifiche allo Statuto per la definizione dei servizi pubblici comunali privi di rilevanza economica. Dà inizio al dibattito il sindaco Staffa, leggendo un documento in cui si sostiene che «l’acqua è un diritto universale», «un bene comune dell’umanità» che «appartiene a tutti» e che «non è proprietà di nessuno». Per questo viene respinta la possibilità di privatizzare l’acqua; di contro, si appoggia la proposta di affidare il servizio idrico integrato – oggi in mano alla Sorical, la Società che amministra le risorse idriche calabresi – ad un consorzio, «confermando il principio della proprietà e gestione pubblica dell’acqua secondo criteri di solidarietà».

Favorevoli Rinascita («Privatizzare l’acqua – afferma il capogruppo Renato Filippo – sarebbe un danno per i cittadini») e Progetto democratico. Contrari Pizzuti e Loredana Pastore che, pur sostenendo che «l’acqua deve rimanere pubblica», votano a sfavore, intravedendo nella proposta «un semplice accanimento verso le leggi statali». «Il fatto che sia strumentale o no nei confronti del governo non conta, se la proposta è di beneficio ai cittadini», ribatte Staffa, evidenziando come le tariffe siano, con l’attuale gestione Sorical, «più alte di quanto dovrebbero essere. Chiederemo un confronto tra le somme che dovremmo pagare e quelle che effettivamente paghiamo», fa sapere il primo cittadino.

Più serrato il confronto sul Piano strutturale comunale, illustrato nelle sue linee generali – con tanto di cartina – dall’assessore ai lavori pubblici Francesco Calvano. L’amministrazione intende puntare sullo sviluppo di due zone: la Ss18 e la strada provinciale. A monte e a valle delle due arterie dovrebbero sorgere attività produttive e turistiche. Si vorrebbe inoltre riaprire la cava comunale e realizzare un maneggio, un’isola ecologica, un mercato ittico ed uno ortofrutticolo coperti ed una chiesa nelle zone rurali. Calvano precisa comunque che il Psc «sarà discusso nel dettaglio quando si porterà in consiglio il progetto preliminare». L’assessore ventila inoltre la possibilità di «cambiare il livello di rischio delle zone che oggi sono franose o di trasformarle in zone agricole o boschive, in base a studi di geologi e agronomi». Ed è proprio su questo punto che si scatena lo scontro tra il sindaco Staffa ed Amendola.

Quest’ultimo ritiene «grave» che si parli di «agevolazioni» per quanto riguarda i terreni ritenuti franosi, denuncia «freddezza e disattenzione» nell’approntare lo strumento urbanistico e avanza «dubbi» sulla buona riuscita del Psc. Ad accendere la miccia è la replica del primo cittadino, che giudica polemico e per nulla propositivo l’intervento di Amendola: «Forse mi sono distratto ma non ho sentito nessuna indicazione, nessun contributo da parte sua», afferma Staffa. Amendola parte quindi in contropiede sostenendo che «tutto quello che ha detto l’assessore è aria fritta». Risponde Staffa affermando che «l’ordine del giorno, anche su indicazione di Amendola che l’ha più volte richiesto, è e rimane la discussione sulle linee guida». Ciò significa che ogni contenuto tecnico verrà trattato nel momento in cui sarà presentato al consiglio il progetto preliminare. Su toni duri e stizziti si è mantenuto il botta e risposta tra i due, che si è concluso con una serie di richieste da parte di Amendola, come quella che tutti i consiglieri dichiarino se possiedono direttamente o indirettamente proprietà interessate dal Psc.

Diverso l’atteggiamento di Roberto Pizzuti che, da una parte, ha espresso – così come Renato Filippo – perplessità sul rispetto dei tempi di presentazione del Psc; dall’altra ha portato all’attenzione del consiglio alcune proposte, come quella di creare un piccolo stadio per i giovani atleti sanlucidani. Staffa, raccogliendo i suggerimenti, ha invitato infine i consiglieri a presentare proposte e consigli proprio in questa fase che precede il piano preliminare, ed assicurato che i tempi saranno rispettati.

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La presidente dell’associazione nazionale “Circolo della Libertà”, nonché ministro del Turismo nel governo Berlusconi, Michela Vittoria Brambilla, ha nominato Mariella Ferraro presidente del comitato esecutivo della provincia di Cosenza per i Circoli della Libertà.

Il ruolo di coordinamento della Ferraro si raccorderà con gli uffici centrali dell’associazione, consentendole di aprire o affiliare nuovi Circoli della Libertà. Inoltre, insieme al Dipartimento Gestione Eventi del Popolo della Libertà, la nuova presidente potrà adoperarsi sul territorio per la realizzazione di manifestazioni, congressi e attività associative in sostegno dei temi sociali e del lavoro stabiliti dal programma nazionale.

Michela Brambilla

«Sono molto grata alla mia presidente nazionale – ha dichiarato Mariella Ferraro – per avermi incaricato di una così grande responsabilità. Sono pronta a ripagarla della fiducia concessami e del ruolo affidatomi annunciando la prossima attivazione di alcune iniziative sull’intera provincia cosentina, oltre all’apertura di nuovi Circoli della Libertà che andranno a rafforzare la già diffusa rete di club del nostro territorio. Spero di poter presto annoverare, tra le fila dei nostri Circoli, molte giovani ed entusiaste professionalità che potranno avvicinarsi alla vita politica e sociale della nostra associazione per un processo di costruzione che li vedrà sicuramente protagonisti».

«A chi crede in questa brillante iniziativa fondata da Michela Brambilla e a tutti coloro che vorranno avvicinarsi a questo grande impegno politico per la società civile – conclude Mariella Ferraro – ricordo che i Circoli della Libertà sono organismi sociali che si ispirano ai principi della democrazia liberale ed ai valori comuni delle grandi democrazie occidentali. Club che si fondono su un valido pluralismo democratico, su un vero Stato di diritto, sulla non discriminazione, sulla tolleranza, sulla proprietà privata e sull’economia sociale di mercato. Il ruolo che ci impegniamo a svolgere, come cita il manifesto dei nostri Circoli, è quello di rappresentare le istanze dei cittadini e di condizionare la politica del nostro Paese. Sono tanti i temi di cui ci occuperemo nell’immediato futuro. Abbiamo l’ambizione di affrontare tutti gli interrogativi che riguardano la vita del cittadino, come ad esempio la famiglia, una campagna in favore delle nascite, l’educazione, la salute, la formazione, la scuola, il lavoro. Ma vogliamo anche parlare e discutere dei temi dell’immigrazione, della giustizia, della sicurezza, della sussidiarietà, del welfare, dei rapporti con le altre regioni e con i Paesi esteri, della tutela dell’ambiente e degli animali. Mi sia, infine, consentito di rivolgere il mio ringraziamento più grande e tutto il mio senso di riconoscenza a colui che ha fortemente voluto che la mia persona potesse mettersi al servizio di tutto il popolo dei Circoli della Libertà. Parlo dell’on. Antonio Pizzini, che con la sua grande esperienza e la sua guida illuminata mi ha insegnato la politica del fare e la necessità di mantenere sempre viva la dote più importante che un politico deve avere: l’umiltà e la capacità di ascolto».

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Fino a qualche tempo fa, il fiore all’occhiello di San Lucido era la Casa Serena ex Onpi, una megastruttura per anziani che negli anni trascorsi ha rappresentato davvero un motivo di prestigio per la cittadina, per la sua capacità di attrarre ospiti da tutta Italia. Oggi la Casa Serena è un edificio immenso che per metà è in funzione e per l’altra metà è un cantiere perenne. Perciò è facile che il testimone passi ora al Centro Lilt (Lega italiana per la lotta ai tumori) che sta per nascere a San Lucido.

La delegazione sarà inaugurata il prossimo 2 marzo alle ore 16 alla presenza del sindaco Antonio Staffa, dell’assessore alle politiche sociali Antonella Gioia, del primario dell’unità operativa di oncologia dell’ospedale San Francesco di Paola e presidente della Lilt di Cosenza Gianfranco Filippelli, nonché di Miss Italia, Maria Perrusi, che farà da madrina all’evento.

Maria Perrusi

Dopo l’inaugurazione si terrà un convegno a Fiumefreddo Bruzio, presso la sala consiliare, sul tema “La diagnosi precoce dei tumori della mammella”, tenuto dallo stesso Filippelli e dal direttore generale dell’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza, Franco Petramala.

La sede sarà ospitata presso il distretto sociosanitario di località Pollella, all’interno del campo sportivo, ed avrà come territorio di competenza l’intero Tirreno cosentino. Ne sarà responsabile lo stesso Filippelli.

Si tratta di un presidio di grande importanza per la tutela della salute pubblica, in special modo quella delle donne. Il centro infatti, in un primo momento, focalizzerà le proprie attività sulla prevenzione e la diagnosi precoce dei tumori della mammella. Le pazienti saranno sottoposte a visita, ecografia mammaria e mammografia, in modo tale da ottenere una diagnosi approfondita.

La locandina dell'evento

«Siamo molto soddisfatti di questo risultato – dichiara l’assessore Gioia. Offrire un servizio così importante alle concittadine sarà sicuramente da sprono per tutte le donne, che potranno sottoporsi alle visite necessarie in modo più veloce e senza doversi spostare in altri paesi. La presenza del centro a San Lucido – spiega Gioia – garantisce tempi più rapidi, personale altamente qualificato e macchinari all’avanguardia».

L’assessore coglie l’occasione per lanciare «un appello a tutte le donne, ricordando loro che la prevenzione è la prima arma a nostra disposizione per la lotta contro i tumori».

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Il Carnevale di San Lucido si fa nazionale. Sei i carri che hanno sfilato stamattina per le vie del paese, di cui due dedicati a Berlusconi. Il primo ritrae il Cavaliere in groppa ad un improbabile destriero; il secondo lo vede esclamare, attorniato da guardie del corpo: «Bella Milano. La cosa che più mi ha colpito è il Duomo!!!», ironizzando su quanto accaduto all’ombra della Madunina per mano di Massimo Tartaglia.

Ma la scena non è soltanto per il premier. Uno dei carri rappresenta la nave Jolly Rosso col suo carico di barili con su scritto: «Pericolo di tossicità». La questione nave dei veleni entra così anche nel Carnevale sanlucidano. Più classici gli altri carri, tra personaggi dei cartoni animati e pagliacci. Molta come al solito l’allegria e la partecipazione, soprattutto da parte di coloro che il Carnevale lo vivono più di tutti e se ne fanno promotori: gli abitanti di contrada Varco, riuniti nel Comitato 2003.

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«Siamo tutti entusiasti di come l’amico Peppe Scopelliti riscontri successo e consensi ovunque vada. Vuol dire che la gente ripone molta fiducia in lui e nella sua capacità amministrativa». Ad affermarlo è il consigliere regionale Antonio Pizzini nel giorno della visita del candidato per il centrodestra a Governatore della Calabria.

«Non vi è alcun dubbio che la vittoria sarà nostra e che la guida e il destino della nostra regione finiranno in mano a questo giovane e brillante uomo politico. La Calabria ha bisogno di validi esempi e di uomini capaci del calibro di Peppe Scopelliti. La sua intelligenza e la sua dinamicità rappresentano l’elemento di novità e freschezza politica di cui tutti abbiamo bisogno.

Antonio Pizzini

La sua giovane età è già auspicio per una scelta che propone alla nostra regione una nuova prospettiva di sviluppo e che ci fa guardare al futuro con rinnovato entusiasmo. Sono certo che anche da Presidente della Regione egli saprà proseguire il lavoro di modernizzazione già ben avviato come sindaco di Reggio Calabria. Un lavoro intenso e fruttuoso che tocca svolgere insieme al nostro Presidente, ma che alla fine vedrà la Calabria sapersi riscattare dal periodo buio e di abbandono del governo Loiero».

In occasione dell’incontro di Scopelliti con il Popolo della Libertà del Tirreno cosentino, l’esponente paolano del centrodestra calabrese si impegna con i suoi elettori: «Coloro che si sono sempre mostrati coerenti e liberi, nella vita come nella politica, lanciano da Paola la sfida di un riformismo e di un maggiore progresso da assicurare alle generazioni future di questa terra. In questa nuova opportunità di cambiamento ci rivolgiamo ai cittadini della Calabria, in veste di politici e fiduciari della loro volontà, per dire loro che il progetto che abbiamo inteso riservare alla società calabrese saprà rinnovare moralmente e culturalmente questa regione».

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Il comune di San Lucido debutta alla Borsa internazionale del turismo che si svolge dal 18 al 21 febbraio a Milano. La cittadina si propone per la prima volta al grande pubblico con uno stand pubblicitario condiviso con i comuni vicini di Paola e Fuscaldo. Le tre località propongono un pacchetto comune che integra i servizi, puntando soprattutto sul turismo di tipo religioso, grazie alla presenza sul territorio del Santuario di San Francesco di Paola, alla celebrazione di sua madre Vienna da Fuscaldo ed al legame che ha unito il Santo ed un monaco sanlucidano, fra’ Giovanni, che con lui, sul suo mantello, attraversò miracolosamente lo Stretto di Messina.

San Lucido si presenta alla Bit con lo slogan “La rotonda sul mare”, valorizzando così uno dei suoi angoli più suggestivi: la Rotonda appunto, una piazza circolare affacciata sul litorale. Il municipio ha edito per l’appuntamento milanese un magazine da distribuire agli utenti. La tradizione storica e culturale del paese, il suo patrimonio artistico con le chiese antiche e i conventi, le bellezze architettoniche e paesaggistiche trovano così nella Bit di Milano un’importante vetrina.

«L’obiettivo – dichiara l’assessore al turismo e vicesindaco di San Lucido, Francesco Sgroi – è quello di offrire ai visitatori una tappa turistica non solo estiva, ma capace di far vivere in ogni stagione ai villeggianti un bellissimo viaggio alla scoperta delle radici storiche e culturali del territorio». «E’ stato tanto l’impegno dell’amministrazione comunale per la buona riuscita di questa prima esperienza alla Bit di Milano – aggiunge Sgroi. Con la nostra partecipazione intendiamo rispondere alle richieste degli operatori del settore alberghiero e commerciale e rilanciare l’immagine di San Lucido e di tutto il Tirreno cosentino».

Il sindaco di San Lucido, Antonio Staffa, l’assessore alla pubblica istruzione, Antonella Gioia, e il dirigente scolastico Oliverio La Manna hanno incontrato gli insegnanti ed i genitori degli alunni dell’Istituto comprensivo di San Lucido e Falconara Albanese nel pomeriggio dello scorso 17 febbraio. Al tavolo dei lavori anche la segretaria Francesca Giusta, la vicaria Ersilia Siciliano e il presidente del consiglio d’istituto Settimio Alò. Presenti anche il sindaco di Falconara Albanese, Conte, e l’assessore Carbone.

Durante l’assemblea i genitori hanno portato all’attenzione dei vertici municipali e scolastici i problemi sorti ultimamente tra i banchi, che riguardano soprattutto la tutela dei bambini e la disponibilità del materiale didattico. Mamme e papà chiedono più sicurezza per i loro figli e lamentano in genere l’inesistenza di «servizi essenziali» e il fatto di dover provvedere personalmente a fornire alla scuola quanto serve, come carta e pennarelli (essendone sfornita).

Un momento dell'incontro

Il dirigente La Manna ha sottolineato che la scarsità di fondi a disposizione dell’Istituto comprensivo è alla base di molte mancanze: «Il ministero eroga solo 145mila euro all’anno per gestire le scuole. Si consideri che per un mese di euro ne servono 35mila e che i mesi in cui la scuola è attiva sono dieci. Per questo i fondi non bastano. La situazione in cui versano le nostre scuole s’inquadra in un contesto nazionale. È chiaro che non dovremmo mai ridurci così, per questo speriamo in nuove indicazioni da parte del ministero. In ogni caso i nostri non sono problemi irrisolvibili, anzi. Stilerò un promemoria degli interventi da effettuare e lo trasmetterò al sindaco. Ciò che bisogna fare adesso è prendere i problemi di petto, perché si possa fare di più e meglio. Questo è un invito che rivolgo all’amministrazione comunale».

Il sindaco Staffa, due poltrone più in là, ha affermato che «molte richieste si possono soddisfare e noi faremo di tutto per risolvere i problemi. Per esempio a fine novembre un gruppo di mamme ci chiese di riaprire la palestra della scuola primaria. In attesa di un finanziamento, già richiesto dalla vecchia amministrazione, abbiamo provveduto ad imbiancare e a sostituire i vetri rotti. Sono interventi, questi, che possiamo permetterci perché sono di poco conto, ma per il resto non possiamo fare certo miracoli. Il bilancio del comune non è infinito. Ma io sono per il bilancio partecipato: istituiamo una tassa di scopo di cento euro a testa e con 300mila euro facciamo le scuole nuove». Una proposta che il pubblico non ha accolto però di buon grado, proponendo invece la sponsorizzazione da parte delle aziende locali come fonte di finanziamento per le scuole.

E se la scuola di San Lucido chiede più fondi, quella di Falconara chiede più bambini. Magari dalle zone collinari sanlucidane, che distano dal centro albanese solo una manciata di chilometri. «Vi chiediamo un aiuto in termini d’intervento nei confronti di quelle famiglie che abitano le zone limitrofe al nostro comune – ha detto il sindaco di Falconara. Proponiamo che i loro figli si trasferiscano nelle nostre scuole, che sono nuove, garantendo tutti i servizi, anche lo scuolabus». Le aule falconaresi infatti non sono certo affollate d’alunni. La rèclame non ha però avuto l’effetto desiderato. I plessi scolastici periferici infatti sono anch’essi poco frequentati proprio perché mancano bambini. Quest’anno, ad esempio, le classi prima e seconda della scuola primaria di località Acqualeone B sono state accorpate proprio perché i frequentanti sono pochi. Nell’anno avvenire, se tutto va bene, si riuscirà a formare la classe prima. Conterà soltanto otto alunni.

Il dissesto idrogeologico che riguarda tutta la regione calabrese non risparmia il comune di Maierà, ampiamente colpito dal fenomeno. Qui, nei giorni scorsi, la frazione Muscivivo era rimasta isolata e movimenti franosi hanno interessato la strada provinciale che dal centro storico del paese conduce fino alla strada statale 18 che rappresenta il solo collegamento viario col litorale. Un intero versante ai piedi del centro storico starebbe franando verso valle.

A rassicurare i cittadini è l’assessore comunale ai lavori pubblici, Ivano Russo. «Già nei giorni scorsi, attraverso la formula della somma urgenza, insieme col sindaco e con la giunta municipale, siamo intervenuti per il ripristino della viabilità che aveva isolato la frazione Muscivivo. Negli ultimi giorni invece altri inneschi di movimenti franosi si sono manifestati lungo tutta l’arteria provinciale che collega il centro storico alla SS 18, unico collegamento viario con la costa. Il problema principale riguarda proprio un tratto della Provinciale Maierà-SS18, in prossimità del centro storico, dove un’intero versante ai piedi di esso sta avanzando verso valle. Detto problema è decisamente importante in quanto, oltre al fatto che interessa l’unica arteria di collegamento in due diversi punti, mette in pericolo anche il sistema fognario che serve tutta la parte del centro urbano e rischia di far rimanere isolato il centro storico».

Due immagini della frana

Russo fa sapere che «già la Regione Calabria ha assegnato 800mila euro per gli eventi alluvionali di fine 2008 e fine 2009, e proprio a tale proposito nei giorni scorsi abbiamo avuto la verifica di funzionari regionali, per l’esecuzione di due interventi urgenti: alla base del centro storico in località Sciolle e sul bivio di Muscivivo».

Ieri 17 febbraio il sindaco ha informato della situazione il prefetto di Cosenza, il presidente della Regione Calabria e della Provincia di Cosenza, la Protezione civile regionale ed il presidente della commissione Grandi rischi. La missiva parla di «almeno tre punti» di cedimento del terreno «di notevole consistenza» lungo la strada provinciale che collega Maierà con la Ss18, più altri movimenti franosi in località Muscivivo, Canfora e Mazzacarbone. «Il costone su cui poggia il centro storico presenta anch’esso segni di scivolamento, così come tantissimi altri episodi di dissesto sparsi su tutto il territorio. Tale situazione desta enorme preoccupazione, soprattutto alla luce di eventuale persistenza degli attuali eventi atmosferici», si legge nel documento, col quale si chiede d’intervenire «con la massima urgenza, al fine di scongiurare l’aggravarsi dell’attuale situazione». In particolare alla commissione Grandi rischi si chiede un sopralluogo urgente «per la verifica dei danni attuali e futuri».

La consigliera del comune di San Marco Argentano, Antonella Iannoccaro, ha incontrato, insieme con il sindaco Alberto Termine e il presidente della Provincia di Cosenza, Mario Oliverio, il direttore del Dipartimento di Protezione civile nazionale, Guido Bertolaso. «Bertolaso – rende noto Iannoccaro – ci ha assicurato il massimo impegno per un veloce riassestamento delle zone danneggiate» ed «ha confermato al sindaco Termine di proseguire nei lavori di somma urgenza potendo la sua amministrazione confidare nella restituzione delle spese che saranno affrontate».

Anche San Marco Argentano, come il vicino Roggiano Gravina, è stato interessato da movimenti franosi che preoccupano non poco i cittadini. Cinquecento di loro, delusi da promesse non mantenute, avrebbero consegnato i propri certificati elettorali al prefetto di Cosenza in segno di protesta. In più, è stata chiusa al traffico la strada provinciale 114.

Guido Bertolaso

«Da quasi un anno siamo costretti a rincorrere le difficoltà che il maltempo ci sta arrecando e ad intervenire per porre rimedio a delle situazioni che hanno, in ogni caso, anche delle precise responsabilità. Oggi, però, non è il tempo delle polemiche o delle accuse ma solo il tempo di sistemare prontamente i danni che le intemperie ci stanno costringendo ad affrontare», afferma Iannoccaro. «Insieme al mio sindaco, voglio rassicurare i residenti e quanti sono costretti a soffrire gli inconvenienti causati dai movimenti franosi e dalla chiusura della strada provinciale 114 che l’amministrazione comunale sta facendo tutto quanto è nelle proprie possibilità e competenze. Ci siamo spinti anche nel cercare di dare un sostegno tangibile ai cittadini dei comuni limitrofi, attraverso una riorganizzazione dei trasporti per i bambini delle zone, un intervento sulla condotta idrica e altre piccole opere di ripristino che hanno visto impegnati un pò tutti gli assessori del comune di San Marco Argentano. Come amministrazione comunale, ma anche singolarmente, ci sentiamo vicini a tutti quelli che possono vedersi svanire improvvisamente anni di sacrifici e di cura dei propri beni».

«Intanto – conclude la consigliera Iannoccaro – insieme al professor Busel e ai tecnici della Provincia di Cosenza, attraverso il posizionamento di speciali sensori nei pressi delle frane, stiamo monitorando la situazione. A breve daremo ai cittadini le coordinate su quanto sarà realizzato per alleggerire la pesante situazione che grava su di loro e sul nostro territorio».

La consigliera risiede tra l’altro in una delle zone maggioramente colpite dagli smottamenti delle ultime settimane. Come lei, l’assessore Federico Bruno, delegato alla viabilità e residente in una delle contrade interessate dalle frane. «Sono stati e saranno giorni di intenso e frenetico lavoro – dichiara – in quanto siamo quotidianamente costretti ad occuparci di tanti problemi messi insieme. Ma siamo fiduciosi nel poter affermare che con le nostre azioni non stiamo lasciando niente di intentato e che ogni canale istituzionale ed operativo sarà attivato a strettissimo giro per dare una boccata d’ossigeno al nostro territorio, messo decisamente alla prova da questa incredibile esperienza. Allo stesso tempo, mi sento di rivolgere a nome di tutti i componenti dell’amministrazione comunale di San Marco Argentano un sentimento di sincera e fraterna solidarietà agli abitanti di Maierato e a tutti i comuni della Calabria che, come il nostro, sono stati colpiti dalle tragiche avversità».

Chi ha paura di Mario Amendola? A leggere il suo ultimo intervento sulla stampa, Pino De Luca. Egli sembra infatti guardare con sospetto i movimenti del capogruppo di Progetto democratico che rappresenta all’opposizione lui, Nunziata e tutta la compagnia. E ne avrebbe ragione: potrebbero derivarne straordinarie evoluzioni, e non soltanto negli schieramenti consiliari.

Amendola è chiamato a rispondere all’appello lanciato dalla maggioranza nell’assise del 3 febbraio, quando quest’ultima si è rivolta «a quella parte dell’opposizione che si riconosce nel centrosinistra» affinché le sia di appoggio nel mezzo della crisi che l’ha investita col salto in minoranza dei tre assessori Renato Filippo, Franco Nesci e Franco Salerno. In realtà il capogruppo di Progetto ha già risposto picche alla chiamata: tanto lui, quanto il collega Roberto Filippo in consiglio hanno rifiutato l’offerta. Ma le cose andranno realmente così?

Mario Amendola
Mario Amendola

Non dev’esserne convinto De Luca, se ieri in una nota stampa lamentava «il silenzio assordante di qualcuno che non ha ancora chiarito come la pensa». Che cosa vorrà fare Amendola? Resterà all’opposizione o passerà in maggioranza? La seconda ipotesi ci pare, in verità, piuttosto improbabile. Ma ammettiamo che le cose vadano proprio così. Se il capogruppo di Progetto democratico, nonché sindaco di San Lucido per ben quindici anni, dovesse passare in maggioranza, si ritroverebbe a vestire i comodi panni del supereroe, di chi interviene – lui solo può – per salvare in extremis una situazione critica, grazie alla pluridecennale esperienza maturata in pluridecennali consiliature. Tutto ciò non farebbe che avvalorare ciò che lo stesso Amendola e tutti i candidati della sua lista alle ultime elezioni hanno ripetuto a gran voce: che per guidare un comune ci vuole qualcuno d’esperienza, che amministratori non ci s’improvvisa, che fare il sindaco o l’assessore non è così facile come sembra, eccetera. Senz’altro, tornando alle urne, gli elettori si ricorderebbero che proprio Amendola, da nostromo esperto della politica, ha dovuto lanciare un salvagente ai marinai inesperti della nave che affonda. Nulla di più facile che, al prossimo appuntamento col voto, i cittadini scelgano l’esperienza. Quella del capogruppo di Progetto democratico magari. Si consideri anche che, date le cattive acque in cui naviga oggi la maggioranza, l’approdo alla cabina elettorale potrebbe essere molto vicino.

Ora torniamo al punto da cui siamo partiti: ad Amendola e a De Luca. Poniamo il caso che il primo scelga di approfittare della crisi per salvare la patria: quali scenari si aprirebbero dinanzi agli occhi increduli dell’altro? Se Amendola dovesse traslocare con armi e bagagli in maggioranza, De Luca – rappresentato proprio da Amendola in consiglio – dovrebbe seguirlo insieme con l’amico Franco Nunziata. E seguirlo significherebbe non solo appoggiare la criticatissima maggioranza Staffa, ma anche e soprattutto unirsi ad Antonella Gioia, a Giuseppe Moramarco e ad Albino Sessa che compongono il gruppo consiliare del suo stesso partito: il Pd. Ciò vuol dire che De Luca, Nunziata e gli altri dovrebbero riconoscere ai tre di maggioranza il ruolo che ricoprono legittimamente, nonostante si affannino a sostenere il contrario.

In tutto ciò, Amendola – seppure risentendo della virata – ne ricaverebbe certamente un beneficio in termini elettorali: al momento del voto, infatti, potrebbe far valere finalmente tutto il peso della propria esperienza. Nunziata e De Luca e i loro amici, invece, dovrebbero rimangiarsi ciò che da tempo immemore trasmettono agli organi di stampa – vale a dire che non esistono altri democratici al di fuori di loro – e senza ricavarne sostanzialmente gran guadagno. «I gruppi consiliari del Pd, a meno di clamorose decisioni dell’ultima ora – fa i conti De Luca – ad oggi sono due, uno di minoranza e l’altro di maggioranza». Lo rassicuri Amendola: quel «silenzio assordante di qualcuno che non ha ancora chiarito come la pensa» un po’ fa paura.

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