October 2009

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Dopo la recente bocciatura della legge sulla sospensione dei processi a carico delle massime autorità dello Stato

BERLUSCONI E… IL LODO (ALLA GOLA)

Riflessioni in margine alle roventi polemiche di questi giorni

Gentili lettori,

Prima di addentrarmi nello specifico dell’argomento, consentitemi di ringraziare l’amica Maria Francesca Calvano per l’ospitalità che mi concede nel suo splendido Blog, che apprezzo per la grafica vivace e accattivante, la ricchezza e la puntualità delle informazioni, la varietà delle aree tematiche e dei servizi, l’ampia gamma di messaggi e di opinioni che accoglie. Caratteristiche che fanno del Blog un luogo di interazione e di interscambio culturale e, perciò stesso, un autentico spazio di libertà, una palestra di democrazia, e rendono l’Autrice un’ appassionata e credibile “testimonial” di San Lucido. E veniamo al dunque.

Dico subito, a scanso di equivoci, che non ho alcuna forma di prevenzione nei confronti del Presidente Berlusconi, del quale anzi, per certi versi, valuto positivamente il pragmatismo, inteso come senso pratico, tendenza all’azione piuttosto che alla teoresi arida e fine a se stessa (non mi piace invece il termine “decisionismo”) e ne lodo l’ energica risolutezza: in tempi brevi ha risolto il problema dei rifiuti di Napoli che il precedente governo stava mandando alle calende greche; ha rispettato i tempi di consegna delle prime case ai terremotati d’Abruzzo, e sono certo che la stessa cosa farà per i comuni del messinese devastati dall’alluvione. Aggiungo anche, en passant, che lo stesso Lodo Alfano –cioè la legge che prevede la sospensione dei processi penali nei confronti delle quattro più importanti cariche dello Stato per il periodo del loro mandato- non vedo di malocchio, almeno per i motivi che l’avrebbero ispirato. Ma questo è un altro discorso.

Tutto ciò premesso, non posso esimermi dal manifestare l’impressione che il Premier sia affetto da una preoccupante forma di megalomania: sarebbe lui “il miglior presidente del consiglio di tutti i tempi”! Pur senza accusarlo di blasfemia (De Gasperi riposi pure in pace), non si può non rilevare come la prima legge approvata dal suo Governo, con una celerità quanto meno sospetta, sia stata proprio il Lodo Alfano ( già, lo Statista trentino aveva ben altro a cui pensare!). E a proposito del Lodo, dopo la recente bocciatura della Corte Costituzionale, la sua reazione è stata assolutamente spropositata, in stridente contrasto con le dichiarazioni dei Presidenti Napolitano, Schifani e Fini, improntate a grande equilibrio e serenità, rispetto delle istituzioni e senso dello Stato. Ancor più morso dalla tarantola è apparso il Premier nei giorni successivi all’infausto evento: anziché placarsi e ricondurre se stesso a più miti consigli (magari con una delle solite smentite del giorno dopo), ha rincarato le dosi della polemica, provocando uno scontro istituzionale senza precedenti. I suoi strali non hanno risparmiato nessuno: non il Capo dello Stato che, provenendo dalle fila della sinistra, è di parte e quindi inaffidabile; non la Consulta che, essa pure di sinistra nella maggioranza dei suoi membri, non può che essere una manica di corrotti; non la Magistratura che da sempre, per accuse “che non stanno né in cielo né in terra”, lo indaga e lo perseguita (salvo poi ad assolverlo più volte, mah!); non gli organi d’informazione,che lo diffamano quotidianamente e grondano di menzogne, perché sono quasi tutti in mano all’opposizione (Feltri e Fede, invece, loro sì che sono campioni d’imparzialità!); non l’opposizione stessa, che vuole la sua testa e, non potendo rovesciare il responso delle urne, cerca di scalzarlo per vie traverse. Di fronte a sì poco edificante scenario impallidisce l’attacco a Rosy Bindi che, in un recente dibattito televisivo (Porta a porta del 7-10-2009) il Premier ha sarcasticamente definito “più bella che intelligente” solo perché, dall’altro capo del telefono, aveva sentito l’incauta “mormorare” (e quindi si era resa colpevole di lesa maestà).

Non vi sembra, amici lettori, che qui si stia toccando il fondo? In questo clima di perenne campagna elettorale, fatto di sospetti, insinuazioni, accuse e controaccuse, è facile che il confronto politico degeneri –come diceva il grande Montanelli- “ in risse da portineria”. A certo antiberlusconismo di maniera –obiettivamente innegabile- presente fra gl’irrequieti partiti di opposizione, fa da contrappeso da parte del Premier un atteggiamento addirittura maniacale, come abbiamo visto. Non può il Cavaliere tacciare impunemente di partigianeria il Capo dello Stato, sol perché eletto da una maggioranza di sinistra. E se fosse lui un giorno a salire sul Colle, cosa dovremmo sospettare: che non sarebbe il supremo garante della Costituzione solo perché espresso dalla destra? O il Cavaliere si ritiene al di sopra di ogni sospetto? E a proposito della Consulta, è così difficile pensare ad essa come ad un organo super partes, a garanzia della legittimità e della legalità costituzionale? E se così non fosse , che cosa ci dovremmo aspettare noi, semplici cittadini, dai responsi della Magistratura ordinaria? Se la Corte si fosse espressa a favore del Lodo, l’accusa di parzialità non ci sarebbe stata? E quei sei giudici che hanno votato contro non sarebbero essi pure di parte? Se non si può aprioristicamente escludere che possano esserci dei giudici che si comportano da militanti faziosi e non da garanti, non è neanche giusto insinuare sospetti quando si annusa vento contrario…

Quanto all’opposizione che vorrebbe la testa del Premier, non sembra proprio. A parte l’esuberante Di Pietro, nessuno l’ha chiesta. Giusto per gradire: “Non serve andare al voto, Berlusconi si deve battere sul terreno politico” (Franceschini); “Occorre evitare reazioni emotive, non è l’opposizione che può cambiare il capo del governo” (D’Alema); Casini, poi, ha solo consigliato al Premier di “farsi una camomilla”: in fondo –si sa- può succedere, qualche volta, che… i lodi vengano al pettine! Lui invece, il Cavaliere, della sentenza “si fa un baffo”, come un bulldozzer va avanti imperterrito, lui! Sette italiani su dieci lo sostengono? Bene! Ma il Cavaliere sa anche che, secondo un sondaggio Ispo, il 78 °/° degli italiani è d’accordo con la sentenza della suprema Corte: e allora? Al pari di un altro grande (Quello sì!) i suoi devoti lo vorrebbero “Santo subito”, ma mi sa che per il processo di beatificazione di Silvio devono pazientare… Almeno per il momento.

Non so, cari amici, se questo mio sfogo –che può ovviamente non essere condiviso- vi abbia tediato: spero di no. Ma è solo lo sfogo di un libero cittadino convinto, come voi, che il rispetto degli organi e dei ruoli istituzionali e un sereno dibattito politico, scevro da certo manicheismo da prima repubblica, sono componenti base di una sana democrazia. Vi ringrazio per l’attenzione.

FERNANDO PERRI

P.S. –Mi informano, proprio adesso, che il Presidente Berlusconi, per evitare le lungaggini del processo canonico, si è già autoproclamato Santo: San Silvio da Arcore. Si attende, ora, la canonizzazione del ministro Brunetta.