S’intitola Santulucitu, u paisi mia ed in trentasei versi in rima baciata canta tutto l’amore per la città da parte di una donna che vive altrove ma che non ha dimenticato le sue radici. Rigorosamente dialettale nella forma, la composizione poetica di Annina Cassano, redatta con la collaborazione di Bruno Bruno, si muove lungo un crescendo di sentimenti: dallo stupore destato dalla bellezza mai sfiorita dei luoghi al rimpianto di averli lasciati, fino all’amore dichiarato alla città intera, dal centro alle contrade.
Non manca da parte dell’autrice l’esortazione – affettuosa, s’intenda – ai paesani affinché mettano da parte quello che chiama il «vizio del lamento» e l’invito ai vicini a conservare la sua casa antica nel centro storico. La stessa alla quale Annina Cassano torna ogni anno d’estate, dopo un inverno trascorso ad aspettare, senza che un giorno passi che il pensiero non sia corso fino alla cittadina tanto amata.
Sugli ultimi versi cala il silenzio. Ma nello stesso istante si alza il pianto di un bimbo appena nato. Nato a San Lucido, nel centro storico.
Ecco il testo per voi.


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