
San Lucido City non aspetta l’autunno per le novità. Per questo oggi inaugura una nuova rubrica dal titolo Divagando, che si propone di ospitare i tuoi scritti sugli argomenti più diversi, alla sola condizione che non riguardino la vita sanlucidana nello specifico.
Divagando è un taccuino bianco affidato alle tue mani. Un posto per te, in cui si vuole dare spazio alle tue opinioni, ai tuoi pensieri, alle tue impressioni su ciò che ti circonda o sul quale vuoi esprimere un’idea.
E’ l’opportunità di svestire i panni del lettore e prendere in mano la penna per farti leggere. Così ha fatto Francesca Salvador, che a luglio è stata a Milano, a Palazzo Reale, a visitare la mostra di Monet Il tempo delle ninfee. Divagando si apre con il suo racconto. Che dici, il prossimo sarà il tuo?
Le ninfee di Monet
di Francesca Salvador
Sono stata a veder la mostra di Monet “Il tempo delle ninfee” a Palazzo Reale a Milano.
Bè… ne ho visti Monet nel mio piccolo e debbo dire che… per fortuna che nel passato ho saputo approfittare della grandi mostre allestite in Italia sugli Impressionisti.
Dico: non mi si tiri fuori il discorso che soldi non ce ne sono, né il fatto che spesso i grandi musei non danno più certe opere, su questo non hanno tutti i torti.
Dico… volevano farci toccare cos’è stato per Monet il suo mondo, il suo giardino tanto amato e curato a Giverny, il suo amore per la sensibilità e la grazia giapponese?… tante altre cose possibili?
Difficile coglierlo forse, per pochi attimi, l’incanto mi è nato dentro per il fatto che quei colori, quei pochi quadri sollecitavano la mia memoria, nell’accogliere di me quei momenti di … emozione di quando sto a lungo sui libri, sulle immagini di tali opere. Nell’emozione che il ricordo ha suscitato, ecco, il mio sentire ha preso il volo e mi sono dovuta anche fermare e sedere per ascoltare e… gustare la bellezza e la forza che avevo davanti nelle opere di Monet.
Perché a questo dovrebbero servire le mostre d’arte, non tanto a farci disquisire sul come e perché un artista ha fatto, dipinto e trattato un tema in tale o tal altro modo. Sui confronti con altri artisti e correnti, questo è… sapere e … non c’entra niente o poco con quello che un artista vuol comunicare…non c’entra col mondo delle COSE REALI che sono ciò che un’opera d’arte muove dentro di me. Quanto un’opera, un’idea un quadro una scultura mi permette di connettermi al Tutto, all’Anima del Mondo.
Perché qui sento la Vita: in ciò che sperimento come… corrente energetica, emozione, sentimento che mi attraversa e che grazie all’opera è sollecitata, catalizzata da dentro me stessa.
Questo mi permette l’esperienza dell’opera d’arte, della musica, di uno sguardo… l’apertura al Tutto, all’universo, a ciò che sono Una col Tutto. Questo mi serve per sentire che sono viva e che attorno a me ci sta GENTE VIVA.
Sì ma questo la mostra delle ninfee me l’ha permesso poco… troppo poco…
Allora, se questi erano i mezzi, e non sto qua a disquisire su quali altre strade prendano i mezzi e li soldi… allora era più opportuno farmi immergere in quel giardino a Giverny e portarmi alla sorgente delle emozioni che Monet stesso ha vissuto e forse, anche io, nel mio piccolo, come Monet prendevo coscienza del mio ESSERE CREATORE di … opere d’arte, le mie, dal momento che mi si permetteva di attingere a quel grande sentire che un tale giardino sicuramente sollecita.
Come! Sono stati tanti bravi a scaricare da internet quella tavola in cui è rappresentato il giardino… sì le competenze ce l’hanno, potevano almeno allargarsi, dilungarsi, aprirsi e dilagare nel mostrarci il giardino, così magico e prorompente, in fondo quella è l’opera d’arte fondamentale di Monet, ciò in cui l’artista ha messo anni e anni di lavoro, intuizioni, dedizione, finanze ecc…In più questo poteva essere propedeutico e pedagogico, poteva educarci un po’ alla natura e al rispetto della stessa dato che oggi….
Un appunto al ministro Brunetta e a tutta la compagnia… se mi mettete troppo alle strette, mi risucchiate i quattro soldi con le tasse, le trattenute, ecc… se mi incastrate e non mi permettete di… aggiornarmi, viaggiare e vedermi le mostre, attivare la mia serendipity, stare bene e rinascere tra artisti, musei, città d’arte ecc… io… mi deprimo, vado in crisi e sul lavoro non rendo più. Questo che dico di me vale per tante persone perché non siamo macchinette ma… persone… anime, intelligenze ed emozioni. Tutti noi, non solo quelli che possono che, tra l’altro non sempre corrispondono a… quelli che capiscono ed apprezzano.
Avvisati… se l’Italia non va avanti è perché tentate di toglierci il gioco e il gusto di vivere le cose belle che abbiamo ma…. non avrete la nostra libertà!


hanno siglato un accordo coi referenti provinciali dell’Aido (Associazione italiana donazione organi e tessuri) con la finalità – si legge in un comunicato stampa – di «sensibilizzare l’opinione pubblica sulla difficile tematica della donazione, predisponendo all’interno dei diversi momenti della manifestazione una serie di spazi informativi dedicati alla donazione». «La Grotta dei desideri – commenta la produzione – si evolve e da evento televisivo si trasforma in progetto integrato di moda e solidarietà, grazie anche all’apporto dell’Aido che ha sposato le finalità dell’evento». 


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