San Lucido – “Mare nero”, per l’Arpacal si tratta di idrocarburi
Idrocarburi. Questo il tipo di sostanza finita nel mare di San Lucido, insieme con la sabbia riversata sul litorale: è quanto stabiliscono le analisi effettuate dall’Arpacal sui campioni di materiale prelevati dalla Guardia costiera. L’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Calabria ha rilevato una forte presenza di idrocarburi nella sabbia. Ma andiamo con ordine.
E’ la mattina del 28 maggio quando alcuni cittadini, percorrendo il lungomare di San Lucido all’altezza di località Giardini, appena a sud dello Scoglio, notano una chiazza scura espandersi sullo specchio d’acqua antistante. Poco prima, secondo il racconto da loro reso alle forze dell’ordine, mezzi pesanti provenienti dal porticciolo locale (che dista dai Giardini solo pochi chilometri) avevano trasportato sul luogo carichi di sabbia, accumulandoli nel solito punto di stoccaggio. Infatti, presso il porticciolo, dallo scorso marzo si stanno effettuando lavori di ricostruzione e riqualificazione che prevedono anche il dragaggio di sabbia dal fondale marino e il deposito in diversi punti del litorale. La segnalazione alle forze dell’ordine è immediata.
Sul posto giungono prima i carabinieri della stazione di San Lucido, poi l’assessore ai lavori pubblici Francesco Calvano, il sindaco Antonio Staffa, i tecnici degli uffici comunali competenti, la Guardia costiera, il direttore dei lavori e un rappresentante della ditta appaltante. L’atteggiamento generale è di estrema prudenza: le autorità e gli addetti ai lavori centellinano le dichiarazioni o evitano di renderne. Sarà il direttore dei lavori a parlare, a tarda mattinata, dinanzi alle proteste di alcuni cittadini, di un «errore», dal momento che quella sabbia, evidentemente sporca, sulla spiaggia (e in mare) non sarebbe mai dovuta arrivarci. Avrebbe dovuto, invece, percorrere altre rotte: verso lo smaltimento.
La cautela regna sovrana soprattutto sulla natura di quella sostanza nera che emana odore di benzina o simili. Ma tutti, almeno in un primo momento, si guardano bene dall’affermare che di questo si tratti. Sarà il sindaco Staffa, a fine mattinata, a pronunciare per primo la parola «idrocarburi», ipotizzando ch’essi siano finiti tra le maglie di una rete da pesca insabbiata. Ma rimirando il cupo mar, c’è pure chi immagina che il nero sia dovuto a colorante biologico, come fosse una specie di esperimento futuristico alla Graziano Cecchini che di rosso tinse Fontana di Trevi. E probabilmente molti cittadini, impensieriti, si sono augurati che così fosse.
Ma secondo l’Arpacal così non è. Trascorrono venti giorni dal fatto e i risultati delle analisi approdano ieri sulla scrivania della Capitaneria di porto di Cetraro. Il tenente di vascello Giuseppe Turiano ci informa che l’Agenzia ha rilevato «valori elevati di idrocarburi» nei campioni. La sabbia perciò viene considerata un «rifiuto speciale» e dovrà essere smaltita. Il sequestro dell’area del porticciolo in cui si stanno portando avanti le operazioni di dragaggio scatta immediatamente, su disposizione del pm Francesco Greco della Procura di Paola. Vengono interessati dal provvedimento anche i siti di stoccaggio in cui la sabbia, dopo il fatto, era stata trasportata. I lavori di ricostruzione del lungomare invece possono proseguire regolarmente.
Il comune conta ora di ottenere dalla Procura il dissequestro dell’area, come fa sapere il vicesindaco Francesco Sgroi, «per poter ripulire la sabbia ed utilizzarla». Ma quali sono le conseguenze sulla salute del mare? Sempre secondo il vicesindaco, l’Arpacal avrebbe dichiarato pulito il mare di località Giardini, lo stesso che tre settimane fa ha cambiato colore. Quindi il municipio (contrariamente a quanto affermato due settimane fa), davanti ai risultati poco confortanti delle analisi, non ritiene d’interdire la balneazione nello specchio d’acqua interessato: «L’Arpacal invia periodicamente dati sulla balneabilità del mare, e quella zona è pulita», sostiene Sgroi, aggiungendo che a suo parere non c’è da preoccuparsi, perché i residui degli idrocarburi li avrà portati via il mare già da un pezzo. Quanto è accaduto il 28 maggio, insomma, non rappresenta per il comune un evento in grado di cambiare la geografia classica dei luoghi in cui è possibile fare il bagno e farlo in tranquillità. Chissà se i bagnanti – quelli informati, s’intende – la pensano allo stesso modo.
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Si tratta del solito deprimente pressappochismo italico. Si capiva benissimo che quella sabbia era imbibita da idrocarburi.
Un bel 10 al raffinato servizio giornalistico.
Una tirata d’orecchie ai nostri giovani amministratori.
Almost noir
Tutto questo scandalo per gli idrocarburi?
Solo idrocarburi, si…purtroppo per fare il bagno nel petrolio si stanno attrezzando….una tirata d’orecchie? Si dovrebbe tornare alla frusta…
io mi chiedo..
ma quelle persone che hanno in gestione il porticciolo turistico non dovrebbero controllare che le barche non combinassero casini?e poi il comune prima di fare un prelievo di tonnellate e tonnellate di sabbia per scaricarla in un posto dove si voleva fare una zona protetta non poteva fare delle analisi ?e infine adesso saremo noi cittadini a sborsare i soldi che ci vorranno per lo smaltimento .e di sicuro la sabbia che spostano da litorale la scaricheranno in giro e chissa’ dove….
per non parlare del turista che scomparira’dalla spiaggia sanlucidana
non credo sia mai successa una cosa del genere a s.lucido… cosa penserebbero i soliti turisti che vengono ogni anno qui nel nostro paese, vedendo queste foto?.. purtroppo a me una risposta è gia stata data: “quest’anno non verrò a s.lucido il mare è sporco”.. non cose belle da sentirsi dire da una ragzza che ama tanto il suo paese, e soprattutto chi considerava s.lucido “LA PERLA DEL TIRRERO” cosa direbbe adesso?… secondo me (mi potrei anche sbagliare ma non penso proprio) non era il momento giusto per affrontare un problema come questo dal momento in cui la stagione estiva è gia arrivata, e siccome s.lucido è un bellissimo paese che si affaccia sul mare, e i lidi presenti sono pieni gia dai primi giorni di giugno. ieri si è tenuta la tradizionale processione di S.Giovvanni Battista per le vie del lungomare …secondo me non era per niente bello camminare circondati da buche, e montagne di sabbia. spero solo che si risolva il tutto e che potremmo tornare al più presto a trascorrere le nostre giornate al mare … con tanta buona volontà ridiamo un senso a quest’estate ….
Caro-a live in…
Dopo aver bacchettato ingiustamente la giornalista, Lei non si astiene dallo sbandierare urbi
et orbi la presenza sgradevole di buche e di montagne di sabbia sul nostro beneamato
lungomare.
Non bisognerebbe mai commentare in orari post-prandiali (3:12 pm).
Si rischia di impantanarsi in controsensi involontariamente comici.
Caro almostblue
non c’è orario per sbandierare incolpevolezze e difese puerili , tu lo fai alle 7.05 , al risveglio si possono dire cose senza senso.
Comunque sappi che la realtà, in riferimento agli idrocarburi sulla sabbia è ancora un’altra :
“LE ASPIRAZIONI POLITICHE PERSONALI, LE VOGLIE DI PROTAGONISMO POLITICO PERSONALI NON POSSONO ESSERE RAGGIUNTI A SCAPITO DI TUTTI I CITTADINI AMANTI DI SAN LUCIDO”. Destabilizzare è facile, saper costruire è materia di pochi.
……..con tanta buona volontà diamo un senso a questa estate…….rillassatevi.
Il caro vice-sindaco Sgroi forse dovrebbe rivedere le proprie nozioni di fisica in quanto gli idrocarburi, avendo un peso specifico maggiore dell’acqua, tendono ad andare verso il basso. Quindi, “i residui di idrocarburi -non- li ha portati via il mare già da un pezzo”, ma si sono depositati sul fondale marino antistante il deposito di sabbia inquinato.
Rinnovo la nozione: “Vari idrocarburi (petrolio e suoi derivati), usati largamente come combustibili, lubrificanti, solventi e materie prime per l’industria chimica, sono caratterizzati da scarsa reattività chimica, immiscibilità con l’acqua e peso specifico inferiore a quello dell’acqua stessa. La loro dispersione nell’ambiente determina, pertanto, condizioni difficili da controllare, sia per l’estensione che gli idrocarburi possono raggiungere, sia per la velocità con cui possono spostarsi sotto l’azione degli agenti ambientali. La loro persistenza nell’ambiente rende poco efficace la loro degradazione a opera degli altri agenti fisici, chimici e biologici. Le principali forme di inquinamento da idrocarburi si verificano: in mare a causa delle perdite di idrocarburi nelle fasi di estrazione in mare aperto e di trasporto; nei fiumi a causa degli scarichi degli impianti petrolchimici; sulla terraferma in seguito a incidenti agli oleodotti; in aria in seguito agli scarichi aeriformi degli impianti petrolchimici”(da: sapere.it).
A HORNBLOWER
MA LEI SA COSO SONO GLI IDROCARBURI??
non e ke x caso a capito al contrario il concetto peso specifico di un elemento?????
faccia una facile prova….. versa un po’ di benzina sull’acqua e vedi ke succede… :-)
Per APOLLO.
hai ragione, ho fatto una “gaffe” sulla nozione.
Riguardo al concetto però…proprio no. La sabbia in questione è stata presa dal fondale del porticciolo di S.Lucido, luogo nel quale sostano e transitano barche e pescherecci, mezzi che sono evidentemente alimentati da idrocarburi (a proposito, so benissimo cosa sono, forse qualche dubbio l’avrai tu – per non parlare delle tue lacune grammaticali…ma sorvoliamo…).
Se sulla sabbia analizzata sono state trovate tracce di combustibile, di sicuro proverranno dagli scarichi delle imbarcazioni. Dunque mi spieghi come mai il combustibile presente nella sabbia in questione non dovrebbe depositarsi sul fondale di località Giardini allo stesso modo che si è depositato sul fondale del porto??
Io di sicuro il bagno in quella zona, queat’anno, non lo farò.
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POWERED BY MARIA FRANCESCA CALVANO
Laureata in Lettere con lode ed una tesi in Sociologia delle Comunicazioni di massa. Nel 2002 inizia a collaborare con alcuni quotidiani provinciali e regionali. Dal 2005 è iscritta all'Ordine dei Giornalisti (elenco pubblicisti).
Si occupa di informazione, comunicazione aziendale ed ufficio stampa, di copywriting e social media marketing.
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