Mare nero. Rispondendo alle domande in merito, il sindaco Antonio Staffa recita la stessa formula come un mantra: «E’ stato previsto un sito di stoccaggio per la sabbia e, se inquinata, sarà smaltita secondo la normativa». Questo quanto il municipio ha disposto dopo il 28 maggio, quando il tratto di mare a sud dello Scoglio, in località Giardini, s’è tinto di nero in seguito ad alcuni sversamenti di sabbia in zona. Sabbia che sarebbe stata riversata, come raccontano coloro che hanno denunciato il fatto alle forze dell’ordine, dai mezzi della ditta che sta svolgendo i lavori di riqualificazione del porticciolo di San Lucido, sul lungomare nord. Fino a quel momento, i migliaia di metri cubi di materiale sabbioso accumulati sulla spiaggia di località Giardini non avevano causato effetti simili. Ma quando tutto lo specchio d’acqua circostante s’è tinto di nero, i passanti, allarmati, hanno segnalato il fatto alle autorità.
«Una cosa la voglio dire – dichiara il sindaco – se no viene male interpretato il pensiero: io sono a favore di tutti i cittadini che fanno segnalazioni, perché alto senso civico significa fare segnalazioni. Però nessuno deve andare al di là delle proprie competenze. Esse devono rimanere circoscritte nelle proprie competenze personali, perché quando si parla di inquinamento deve essere sempre l’autorità preposta ad intervenire. Nessuno può dire se la sabbia è inquinata o no, se non le autorità preposte. Questo è anche un alto senso civico. Fanno bene i cittadini a segnalare qualsiasi disfunzione sul territorio, però non devono andare al di là delle proprie competenze, così come fanno gli amministratori, che registrano e si assumono le proprie responsabilità se di propria competenza o danno incarico alle autorità preposte. Questo è fondamentale, altrimenti succede che si passa da un eccesso all’altro: dall’omertà assoluta all’intervento eccessivo. Io sono a favore dei cittadini che fanno segnalazioni, questo è il mio pensiero, non solo come sindaco, ma come Antonio Staffa. Poi gli altri sono liberi di pensare come vogliono, anche all’interno della stessa maggioranza». Che qualcun altro non abbia accolto favorevolmente la denuncia del fatto?
In ogni caso, segnalato l’accaduto, sono subito partiti gli accertamenti. La Guardia costiera, durante un sopralluogo, ha raccolto campioni di sabbia affinché venissero analizzati dall’Arpacal, l’agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Calabria. Saranno le analisi, ancora non pervenute, a stabilire di quale sostanza era intrisa la sabbia riversata sul litorale: se si tratta di idrocarburi, come ipotizzato, o di altro. Comunque il materiale incriminato, come ha precisato anche l’assessore ai lavori pubblici Francesco Calvano, è stato rimosso e depositato nei siti di stoccaggio.
Se dalle analisi dovesse risultare che si tratta di sostanze inquinanti, per prima cosa scatterebbe il divieto di balneazione in località Giardini, poco distante dallo Scoglio. Ma non sarebbe forse il caso di vietare da subito il bagno nel tratto di mare, nell’attesa di avere dati certi dalle analisi? A quanto pare, infatti, la scorsa domenica molte persone, ignare o incuranti dell’accaduto noir, hanno fatto il bagno nello stesso specchio d’acqua che una settimana prima aveva cambiato colore.
Contrari al divieto preventivo il consigliere di maggioranza Armando Mazza e l’assessore Calvano. Quest’ultimo, preferendo confidare in quel 50 per cento di possibilità che l’acqua non sia inquinata, sostiene che nel frattempo non si debba adottare nessuna misura cautelativa, anche perché, afferma, «io ho delle analisi preventive che dicono che la sabbia era buona». Calvano fa riferimento alle analisi effettuate il 2 gennaio da un geologo per conto del comune, secondo le quali la sabbia del fondale del porticciolo è pulita. Tuttavia le analisi sono state condotte su tre soli punti significativi del fondale, come lo stesso assessore Calvano e il direttore dei lavori Anselmucci hanno precisato la mattina del 28 maggio. Ciò significa che la possibilità che in un altro punto del fondale si rintracci materiale di diverso tipo non è da escludere; anzi è reale la probabilità che ci si imbatta in sostanze particolari. Che però dovrebbero essere smaltite. «Lo sbaglio della ditta c’è stato. Se ci saranno dei danni ambientali il responsabile ne pagherà le conseguenze», ha detto Calvano. «Anselmucci ha censurato l’atteggiamento della ditta», ha fatto sapere Staffa.
Rispetto al divieto di balneazione preventivo, il sindaco Staffa s’è mostrato invece inizialmente favorevole: «Penseremo anche a questa soluzione», ha detto, prima di precisare però che «sarebbe il caso di attendere le analisi, sperando che arrivino in tempo utile». Insomma, il comune preferirebbe adottare, eventualmente, il provvedimento sulla base di dati certi, cioè solo dopo che saranno arrivati i risultati delle analisi, ma non esclude la possibilità di dichiarare l’area non balneabile se questi dovessero farsi attendere per molto tempo ancora. «Il sindaco non ha valutazioni indipendenti, deve sempre basarsi su dati tangibili, perché se no potrebbe impazzire e mettere divieti di balneazione dove vuole», afferma Staffa. Pare quindi più probabile che ogni decisione infine verrà rinviata. Attendendo missive dall’Arpacal.
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Mi sembra che la vicenda accaduta a San Lucido sia adesso in preda all’”accanimento interpretativo”. I cittadini non devono chiedersi se le sostanze sversate in mare siano o meno inquinanti: il mare s’è tinto di nero! Oltre alla doverosa denuncia, dovranno pretendere l’eventuale immediata ripulitura, oltre all’assunzione delle responsabilità di chi preposto ai controlli di quanto si va a fare, soprattutto in considerazione di un bene naturale così importante come il mare.
Questo è inquinamento e basta, non esistono altre interpretazioni. E’ nero di seppia? E’ ugualmente inquinamento da colorante, anche se meno nocivo.
Il fatto che si stia discutendo sulla nocività o meno di quel versamento, dipende ovviamente dal problema che il guaio è già accaduto e dobbiamo cercare di limitarne il danno, almeno d’immagine .
Di per sè però nulla viene tolto alla gravità del fatto, che rimane. Anche se non fosse nocivo, non mi sembra sia da sorvolare su tali esercizi decorativi.
Ma, intendiamoci, materiale tanto gradevole non potrà essere. -
…mà, mi sa che ad agosto prediligerò “l’altura” …e non la marina.
A San Lucido non rinuncio!
Ciaomichele


















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