June 2009

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Arriva Oliverio. Il candidato alla presidenza della Provincia di Cosenza per il centrosinistra sarà oggi a Paola e a San Lucido per le ultime battute della campagna elettorale, prima del ballottaggio che deciderà l’elezione del consiglio provinciale di Cosenza. Mario Oliverio, annuncia una nota del Partito democratico sanlucidano, sarà a Paola alle ore 21, dunque raggiungerà la Piazzetta panoramica di San Lucido alle ore 22, dove sarà accolto dalla cittadinanza e dall’Amministrazione comunale intera. Al suo fianco i candidati alla carica di consigliere provinciale del collegio, oliverio.jpg«a dimostrare quanto ciascuno di loro ha creduto, non solo nella propria capacità di contributo all’attività amministrativa della provincia, ma anche e soprattutto nel progetto messo in campo da Oliverio in questi anni di governo condotti con assoluto rigore morale, con dedizione alla risoluzione dei problemi e tensione verso traguardi di crescita della nostra terra».

Per il Pd, «è quindi il momento in cui il popolo di centro-sinistra si stringa attorno al Presidente provinciale che ha saputo con grande competenza e determinazione avviare la provincia di Cosenza verso un cammino nuovo, di rivitalizzazione della politica vera, quella che sa incrociare i bisogni reali del nostro territorio per offrire risposte forti di cambiamento. Il Mezzogiorno e la Calabria, cancellati dall’agenda politica del centro-destra, hanno bisogno di questo cambiamento avviato da Oliverio per avere un rilancio reale che si trasformi di crescita complessiva. E la nostra provincia, la più grande della Calabria, può essere il trampolino di lancio, proprio perché parte avvantaggiato dal buon governo che ha caratterizzato il centro-sinistra. Basterà continuare con la politica ispirata alla trasparenza, alla coerenza coi principi ed i valori promossa in questi anni da Mario Oliverio».

«I nostri territori – continua il Pd – hanno bisogno di attenzione vera, quella che i governi di centro-destra non possono né vogliono garantire perché portatori di quella politica antimeridionalistica che parte dal governo centrale, hanno bisogno di investimenti in tutti i campi, di progetti adeguati e di ampio respiro, di accrescere l’occupabilità. Molto significativo ed apprezzato è stato l’intervento di Oliverio a San Lucido questa estate, dove il Presidente ha voluto e saputo creare tre giornate ispirate a valorizzare il nostro centro storico ed i prodotti tipici della nostra tradizione. È anche questo il segno di una sensibilità allo sviluppo della nostra terra, di cui il voto dei prossimi 21 e 22 giugno non dovranno privarci. Così come dobbiamo riconfermare la sana e buona politica di cui ha dato prova Oliverio, quella della trasparenza, della legalità, dell’equità sociale, quei principi amministrativi di cui abbiamo bisogno come il pane, per recuperare la fiducia dei giovani e della gente e riabilitare l’immagine della nostra terra. È il messaggio che il centrosinistra intero lancia all’elettorato del 21 e 22 giugno, perché riconfermando Oliverio Presidente della Provincia di Cosenza, possiamo garantire un futuro a noi ed ai nostri figli».

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Idrocarburi. Questo il tipo di sostanza finita nel mare di San Lucido, insieme con la sabbia riversata sul litorale: è quanto stabiliscono le analisi effettuate dall’Arpacal sui campioni di materiale prelevati dalla Guardia costiera. L’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Calabria ha rilevato una forte presenza di idrocarburi nella sabbia. Ma andiamo con ordine.

E’ la mattina del 28 maggio quando alcuni cittadini, percorrendo il lungomare di San Lucido all’altezza di località Giardini, appena a sud dello Scoglio, notano una chiazza scura espandersi sullo specchio d’acqua antistante. Poco prima, secondo il racconto da loro reso alle forze dell’ordine, mezzi pesanti provenienti dal porticciolo locale (che dista dai Giardini solo pochi chilometri) avevano trasportato sul luogo carichi di sabbia, accumulandoli nel solito punto di stoccaggio. Infatti, presso il porticciolo, dallo scorso marzo si stanno effettuando lavori di ricostruzione e riqualificazione che prevedono anche il dragaggio di sabbia dal fondale marino e il deposito in diversi punti del litorale. La segnalazione alle forze dell’ordine è immediata.

Quella chiazza nera Mare nero, mare ne Mare nero, mare ne 2 Belvedere Mare bicolore Il mare qui sotto La discesa verso il mare Traccenere Il bidone che non t'aspetti L'assessore e i tecnici Dialoghi sul promontorio Campionamento Campioni neri Guardia costiera al lavoro Guardia costiera al lavoro 2 Un po' tutti Pacchetto vantaggioso

Sul posto giungono prima i carabinieri della stazione di San Lucido, poi l’assessore ai lavori pubblici Francesco Calvano, il sindaco Antonio Staffa, i tecnici degli uffici comunali competenti, la Guardia costiera, il direttore dei lavori e un rappresentante della ditta appaltante. L’atteggiamento generale è di estrema prudenza: le autorità e gli addetti ai lavori centellinano le dichiarazioni o evitano di renderne. Sarà il direttore dei lavori a parlare, a tarda mattinata, dinanzi alle proteste di alcuni cittadini, di un «errore», dal momento che quella sabbia, evidentemente sporca, sulla spiaggia (e in mare) non sarebbe mai dovuta arrivarci. Avrebbe dovuto, invece, percorrere altre rotte: verso lo smaltimento.

La cautela regna sovrana soprattutto sulla natura di quella sostanza nera che emana odore di benzina o simili. Ma tutti, almeno in un primo momento, si guardano bene dall’affermare che di questo si tratti. Sarà il sindaco Staffa, a fine mattinata, a pronunciare per primo la parola «idrocarburi», ipotizzando ch’essi siano finiti tra le maglie di una rete da pesca insabbiata. Ma rimirando il cupo mar, c’è pure chi immagina che il nero sia dovuto a colorante biologico, come fosse una specie di esperimento futuristico alla Graziano Cecchini che di rosso tinse Fontana di Trevi. E probabilmente molti cittadini, impensieriti, si sono augurati che così fosse.

Ma secondo l’Arpacal così non è. Trascorrono venti giorni dal fatto e i risultati delle analisi approdano ieri sulla scrivania della Capitaneria di porto di Cetraro. Il tenente di vascello Giuseppe Turiano ci informa che l’Agenzia ha rilevato «valori elevati di idrocarburi» nei campioni. La sabbia perciò viene considerata un «rifiuto speciale» e dovrà essere smaltita. Il sequestro dell’area del porticciolo in cui si stanno portando avanti le operazioni di dragaggio scatta immediatamente, su disposizione del pm Francesco Greco della Procura di Paola. Vengono interessati dal provvedimento anche i siti di stoccaggio in cui la sabbia, dopo il fatto, era stata trasportata. I lavori di ricostruzione del lungomare invece possono proseguire regolarmente.

Il comune conta ora di ottenere dalla Procura il dissequestro dell’area, come fa sapere il vicesindaco Francesco Sgroi, «per poter ripulire la sabbia ed utilizzarla». Ma quali sono le conseguenze sulla salute del mare? Sempre secondo il vicesindaco, l’Arpacal avrebbe dichiarato pulito il mare di località Giardini, lo stesso che tre settimane fa ha cambiato colore. Quindi il municipio (contrariamente a quanto affermato due settimane fa), davanti ai risultati poco confortanti delle analisi, non ritiene d’interdire la balneazione nello specchio d’acqua interessato: «L’Arpacal invia periodicamente dati sulla balneabilità del mare, e quella zona è pulita», sostiene Sgroi, aggiungendo che a suo parere non c’è da preoccuparsi, perché i residui degli idrocarburi li avrà portati via il mare già da un pezzo. Quanto è accaduto il 28 maggio, insomma, non rappresenta per il comune un evento in grado di cambiare la geografia classica dei luoghi in cui è possibile fare il bagno e farlo in tranquillità. Chissà se i bagnanti – quelli informati, s’intende – la pensano allo stesso modo.

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domenica pensa alla salute

L’argomento di oggi è:

Nevi e melanomi

di Piero Alò

Arriva l’estate e ritengo sia opportuno fare un po’ di chiarezza sui danni che può determinare un’esposizione disordinata al sole alla nostra cute.

La cute (impropriamente detta pelle) è il rivestimento del nostro corpo. La parte della cute che è a diretto contatto con esterno (la cosiddetta epidermide) è costituita da 4 tipi di cellule. Uno di essi, i melanociti, sono cellule deputate alla produzione di una proteina, la melanina, che determina il colore e le varie tonalità della nostra cute. La produzione di melanina è stimolata da diversi fattori il più importante dei quali è l’esposizione ai raggi solari.

L’esposizione ai raggi in alcuni soggetti determina la produzione uniforme di melanina per tutto il corpo. In altri soggetti invece i melanociti proliferano esageratamente e localmente, determinando la comparsa di nodulini brunastri ben circoscritti apparentemente innocui che volgarmente chiamiamo nei. Il neo o più correttamente il nevo non è altro che un accumulo circoscritto di melanociti che in seguito a stimolo cronico ha proliferato nella cute.

Il nevo è quindi una lesione benigna non aggressiva che può localizzarsi, in qualsiasi parte del nostro corpo (preferenzialmente nelle zone esposte ai raggi), ed in genere non è unico. Il nevo può essere congenito o può manifestarsi in qualsiasi età (sarebbe meglio non in età adulta o avanzata).

Se abbiamo tanti nevi quando dobbiamo preoccuparci? Quando un nevo non è circoscritto, cambia colore o forma (tipo da piatto si solleva dalla cute), aumenta progressivamente di dimensioni, si arrossa o si ulcera. Una o più di queste modificazioni deve metterci in allerta perché potrebbe essere l’inizio di una trasformazione in un tumore maligno della cute (il cosiddetto melanoma).

Il melanoma che nel passato portava inevitabilmente a morte in brevissimo tempo (abbiamo avuto anche dei casi a San Lucido) se individuato e trattato in tempo è curabile. Conosco diversi sanlucidani con melanomi intercettati in fase iniziale che ora stanno benissimo. Di converso so pure di sanlucidani che sono morti per metastasi da melanoma non riconosciuti o non trattati in tempo.

Consigli pratici:

a) Non facciamo finta di niente se vediamo un nevo che dopo l’estate si è modificato, non facciamo gli sciocchi e difendiamoci dai raggi solari con creme protettive (da acquistare preferibilmente in farmacia)

b) Cerchiamo di prendere tutto il sole che vogliamo in maniera intelligente e se possibile nelle ore meno calde evitando di arrostirci (tipo dall’una alle quattro di pomeriggio).

c) Ognuno di noi ha una soglia massima di abbronzatura oltre la quale, nonostante un’ulteriore esposizione al sole, la nostra cute non va.

d) Sottoponiamoci almeno una volta l’anno a visita dermatologica (preferibilmente dai 26 anni in su) soprattutto se siamo chiari di carnagione e se la nostra cute è produttrice di nevi

e) Se notiamo modificazioni nelle caratteristiche del nevo favoriamone l’asportazione dello stesso invece di tenerlo “sotto controllo (?)”

f) Di converso non facciamoci asportare un nevo che non si modifica nel tempo e sta tranquillo (se volessimo togliere tutti i nostri nevi resteremmo decorticati e probabilmente squattrinati)

Si dice che la cosa più bella che abbiamo a San Lucido sia il mare ed il sole. Facciamo di tutto per godercelo dalla spiaggia e non dalla rotonda!

L’argomento della prossima puntata riguarderà il carcinoma della mammella. L’appuntamento è per domenica 21 giugno!

alo.jpg

Piero Luigi Alò si è laureato nel 1985 in Medicina e chirurgia. Nel 1989 ha conseguito la specializzazione in Anatomia patologica e nel 1993 quella in Oncologia. Professore di Anatomia patologica, direttore della Scuola di specializzazione in Anatomia patologica e dell’Uoc Anatomia patologica dell’Asl di Frosinone. È autore di circa 150 lavori indexati, con peculiare attenzione verso nuovi marcatori prognostici delle neoplasie umane. Riconoscimenti all’estero: Visiting Scientist Johns Hopkins School of Medicine Baltimora (USA).

Ecco i risultati ufficiali delle elezioni provinciali relativi ai sei seggi di San Lucido. I candidati nostrani sono quelli in grassetto.

Iscritti: 5.349
Votanti: 3.626
Percentuale votanti: 67,69%
Schede bianche: 118
Schede nulle: 79
Voti validi: 3.429

Lista n. 1 – Gerardo Mario Oliverio
voti: 1.900 – 55,41%

Jessica Santoro – Patto Sud
voti: 1

Antonella Gioia – Partito democratico
voti: 259

Maurizio Nepita – Plub
voti: 0

Pietro Covelli – Comunisti italiani
voti: 109

Roberto Pititto – Autonomia e diritti
voti: 123

Francesco Aloia – Calabria democratica
voti: 82

Manuel Oro – Verdi
voti: 8

José Grupillo – Italia dei valori
voti: 115

Graziano Di Natale – Democratici per la provincia
voti: 206

Gianluca Scaglione – Movimento disoccupati calabresi
voti: 1

Alessandro Pagliaro – Sinistra per la Calabria
voti: 8

Ivan Ollio – Partito socialista
voti: 87

Lucio Vinto – Psdi
voti: 0

Rita Mannarino – Diritti civili
voti: 40

Francesco Sgroi – Rifondazione comunista
voti: 841

Lista n. 2 – Mario Albino Gagliardi
voti: 12 – 0,35%

Stefano Laise – Progetto Rinascita
voti: 12

Lista n. 3 – Roberto Occhiuto
voti: 471 – 13,74%

Francesca Sorace – Occhiuto presidente
voti: 12

Tommaso De Francesco – No al federalismo leghista
voti: 3

Annibale Caracciolo – Casini – Unione di centro
voti: 451

Lista n. 4 – Pino Gentile
voti: 920 – 26,83%

Francesco Fedele – Socialisti liberali dem.
voti: 92

Lucio Sbano – Udeur
voti: 55

Paolo Mauro – Movimento cristiano meridionale
voti: 10

Antonio D’Angelo – Nuovo Psi
voti: 29

Clara Alunni – La Destra
voti: 11

Giancarlo Amendola – Cosenza Regione
voti: 42

Antonella Noce – I repubblicani
voti: 2

Domenico De Rosa – Popolo della libertà
voti: 169

Carlo Borsani – Popolari europei per la libertà
voti: 239

Dario Gaetano – Alla provincia con Pino Gentile
voti: 145

Sergio Giusto – Lega Calabria Federalista
voti: 6

Carlo Gravina – Gentile presidente
voti: 55

Loris Maselli – Calabria riformista
voti: 29

Simone Longo – Alleanza di centro
voti: 0

Giuseppe Ceravolo – I moderati
voti: 24

Lista n. 5 – Orlandino Greco
voti: 96 – 2,80%

Manuela Fiorito – Giovani per le autonomie
voti: 4

Marcello Esposito – Cittadini e libertà
voti: 88

Romolo Trotta – Mpa
voti: 4

Lista n. 6 – Francesco De Simone
voti: 15 – 0,44%

Lucio Sessa – Partito comunista
voti: 14

Mare nero. Rispondendo alle domande in merito, il sindaco Antonio Staffa recita la stessa formula come un mantra: «E’ stato previsto un sito di stoccaggio per la sabbia e, se inquinata, sarà smaltita secondo la normativa». Questo quanto il municipio ha disposto dopo il 28 maggio, quando il tratto di mare a sud dello Scoglio, in località Giardini, s’è tinto di nero in seguito ad alcuni sversamenti di sabbia in zona. Sabbia che sarebbe stata riversata, come raccontano coloro che hanno denunciato il fatto alle forze dell’ordine, dai mezzi della ditta che sta svolgendo i lavori di riqualificazione del porticciolo di San Lucido, sul lungomare nord. Fino a quel momento, i migliaia di metri cubi di materiale sabbioso accumulati sulla spiaggia di località Giardini non avevano causato effetti simili. Ma quando tutto lo specchio d’acqua circostante s’è tinto di nero, i passanti, allarmati, hanno segnalato il fatto alle autorità.

Quella chiazza nera Mare nero, mare ne Mare nero, mare ne 2 Belvedere Mare bicolore Il mare qui sotto La discesa verso il mare Traccenere Il bidone che non t'aspetti L'assessore e i tecnici Dialoghi sul promontorio Campionamento Campioni neri Guardia costiera al lavoro Guardia costiera al lavoro 2 Un po' tutti Pacchetto vantaggioso

«Una cosa la voglio dire – dichiara il sindaco – se no viene male interpretato il pensiero: io sono a favore di tutti i cittadini che fanno segnalazioni, perché alto senso civico significa fare segnalazioni. Però nessuno deve andare al di là delle proprie competenze. Esse devono rimanere circoscritte nelle proprie competenze personali, perché quando si parla di inquinamento deve essere sempre l’autorità preposta ad intervenire. Nessuno può dire se la sabbia è inquinata o no, se non le autorità preposte. Questo è anche un alto senso civico. Fanno bene i cittadini a segnalare qualsiasi disfunzione sul territorio, però non devono andare al di là delle proprie competenze, così come fanno gli amministratori, che registrano e si assumono le proprie responsabilità se di propria competenza o danno incarico alle autorità preposte. Questo è fondamentale, altrimenti succede che si passa da un eccesso all’altro: dall’omertà assoluta all’intervento eccessivo. Io sono a favore dei cittadini che fanno segnalazioni, questo è il mio pensiero, non solo come sindaco, ma come Antonio Staffa. Poi gli altri sono liberi di pensare come vogliono, anche all’interno della stessa maggioranza». Che qualcun altro non abbia accolto favorevolmente la denuncia del fatto?

In ogni caso, segnalato l’accaduto, sono subito partiti gli accertamenti. La Guardia costiera, durante un sopralluogo, ha raccolto campioni di sabbia affinché venissero analizzati dall’Arpacal, l’agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Calabria. Saranno le analisi, ancora non pervenute, a stabilire di quale sostanza era intrisa la sabbia riversata sul litorale: se si tratta di idrocarburi, come ipotizzato, o di altro. Comunque il materiale incriminato, come ha precisato anche l’assessore ai lavori pubblici Francesco Calvano, è stato rimosso e depositato nei siti di stoccaggio.

Se dalle analisi dovesse risultare che si tratta di sostanze inquinanti, per prima cosa scatterebbe il divieto di balneazione in località Giardini, poco distante dallo Scoglio. Ma non sarebbe forse il caso di vietare da subito il bagno nel tratto di mare, nell’attesa di avere dati certi dalle analisi? A quanto pare, infatti, la scorsa domenica molte persone, ignare o incuranti dell’accaduto noir, hanno fatto il bagno nello stesso specchio d’acqua che una settimana prima aveva cambiato colore.

Contrari al divieto preventivo il consigliere di maggioranza Armando Mazza e l’assessore Calvano. Quest’ultimo, preferendo confidare in quel 50 per cento di possibilità che l’acqua non sia inquinata, sostiene che nel frattempo non si debba adottare nessuna misura cautelativa, anche perché, afferma, «io ho delle analisi preventive che dicono che la sabbia era buona». Calvano fa riferimento alle analisi effettuate il 2 gennaio da un geologo per conto del comune, secondo le quali la sabbia del fondale del porticciolo è pulita. Tuttavia le analisi sono state condotte su tre soli punti significativi del fondale, come lo stesso assessore Calvano e il direttore dei lavori Anselmucci hanno precisato la mattina del 28 maggio. Ciò significa che la possibilità che in un altro punto del fondale si rintracci materiale di diverso tipo non è da escludere; anzi è reale la probabilità che ci si imbatta in sostanze particolari. Che però dovrebbero essere smaltite. «Lo sbaglio della ditta c’è stato. Se ci saranno dei danni ambientali il responsabile ne pagherà le conseguenze», ha detto Calvano. «Anselmucci ha censurato l’atteggiamento della ditta», ha fatto sapere Staffa.

Rispetto al divieto di balneazione preventivo, il sindaco Staffa s’è mostrato invece inizialmente favorevole: «Penseremo anche a questa soluzione», ha detto, prima di precisare però che «sarebbe il caso di attendere le analisi, sperando che arrivino in tempo utile». Insomma, il comune preferirebbe adottare, eventualmente, il provvedimento sulla base di dati certi, cioè solo dopo che saranno arrivati i risultati delle analisi, ma non esclude la possibilità di dichiarare l’area non balneabile se questi dovessero farsi attendere per molto tempo ancora. «Il sindaco non ha valutazioni indipendenti, deve sempre basarsi su dati tangibili, perché se no potrebbe impazzire e mettere divieti di balneazione dove vuole», afferma Staffa. Pare quindi più probabile che ogni decisione infine verrà rinviata. Attendendo missive dall’Arpacal.

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E’ con piacere che vi segnalo un articolo su Francomà (il Franco Magli che tutti conoscono e che dunque non ha bisogno di presentazioni) pubblicato sulla rivista online Contesti, a firma di Maria Antonietta Ricagno.

L’articolo si trova qui. Buona lettura a tutti.