Domenica pensa alla salute, quinta puntata: la patologia tiroidea

L’argomento di oggi è:
La patologia tiroidea
di Piero Alò
La patologia tiroidea in Italia risulta in continuo aumento tanto nei suoi aspetti funzionali che in quelli tumorali. Evidenze epidemiologiche documentano che nel nostro Paese la patologia tiroidea deve essere considerata endemica, interessando circa il 10% della popolazione, con particolare coinvolgimento di soggetti di età inferiore ai 40 anni.
Entrando nel dettaglio della patologia tumorale, l’incidenza dei tumori tiroidei risulta raddoppiata nel periodo 1996-2203 con una netta prevalenza, oltre il 50%, in soggetti di età inferiore ai 54 anni. D’altra parte anche la sopravvivenza a 5 anni è risultata in aumento, passando dal 75% al 90% nello stesso periodo, verosimilmente in relazione ad un maggiore controllo della popolazione e della possibilità di una diagnosi precoce tramite screening ecografico ed indagine citologica su ago-aspirato.
In Calabria ed in particolare nella provincia di Cosenza non è possibile ottenere dati maggiormente circostanziati; a mia conoscenza mancano dati pubblicati in letteratura ed un registro per i tumori della tiroide. Tuttavia dagli operatori del settore è stata soggettivamente riscontrata un’aumentata incidenza pur in assenza di dati oggettivi.
La citologia è considerata attualmente il più importante strumento di prevenzione pre-operatorio per il tumore della tiroide. Infatti noduli clinicamente sospetti possono essere punti mediante ago-aspirazione. Tale indagine viene effettuata nell’ambulatorio endocrinologico sotto guida ecografica. La valutazione dei preparati citologici al momento del prelievo permette di valutare la congruità del materiale e di formulare “seduta stante” una diagnosi.
La discussione del caso in maniera multi-disciplinare permette di ottimizzare l’inquadramento anatomo-clinico e di stabilire il percorso terapeutico per il paziente. A Ceccano (Fr), fra i pochi in Italia, esiste la cosiddetta Unità Multi-disciplinare di Patologia Tiroidea (Thyroid Unit) la quale si avvale di questo approccio con coinvolgimento di chirurghi, medici nucleari, radiologici, endocrinologi ed anatomo-aptologi dedicati. La patologia tiroidea è facilmente gestibile, se aggredita in tempo ed in maniera razionale, sia nei suoi aspetti funzionali che neoplastici.
Consigli pratici:
a) Stimolare il medico di base a dare sempre un’occhiata alla tiroide (vista l’estrema eterogeneità della sua sintomatologia)
b) Nel sospetto di patologia della tiroide sottoporsi ad esami sierologici e/o strumentali
c) Rivolgersi a centri multi-disciplinari di patologia tiroidea
d) Non rivolgersi in prima istanza al chirurgo generale. La chirurgia nell’ambito della patologia tiroidea deve essere l’ultima opzione e non la prima in presenza di noduli tiroidei e di tiroide cosiddetta “ingrossata”.
L’argomento della prossima puntata riguarderà la patologia prostatica.
L’appuntamento è per domenica 31 maggio!
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Piero Luigi Alò si è laureato nel 1985 in Medicina e chirurgia. Nel 1989 ha conseguito la specializzazione in Anatomia patologica e nel 1993 quella in Oncologia. Professore di Anatomia patologica, direttore della Scuola di specializzazione in Anatomia patologica e dell’Uoc Anatomia patologica dell’Asl di Frosinone. È autore di circa 150 lavori indexati, con peculiare attenzione verso nuovi marcatori prognostici delle neoplasie umane. Riconoscimenti all’estero: Visiting Scientist Johns Hopkins School of Medicine Baltimora (USA).
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