Conoscere i disturbi alimentari. E’ questo il tema del convegno che si terrà il prossimo 22 maggio, alle ore 16.00, nella sala polifunzionale di San Lucido, organizzato dal Comune e dalla sede cosentina dell’associazione Aba, che dal 1991 opera nel campo della prevenzione, dell’informazione e della ricerca su anoressia, bulimia, obesità e disturbi alimentari.
Ci saranno a rappresentare l’associazione Domenico Mastroscusa, responsabile del centro Aba di Cosenza, che illustrerà l’approccio dell’Aba ai disturbi alimentari, e i consulenti dell’associazione: Elisabetta Filippo, psicologa e psicoterapeuta, che parlerà di anoressia, bulimia e obesità come malattie dell’amore; Gabriella Aiello, anche lei psicologa e psicoterapeuta, che invece affronterà il tema dei disturbi alimentari nell’infanzia; Erminia Mannarino, neuropsichiatra infantile, che relazionerà infine sugli aspetti medici e psichiatrici dei disturbi dell’alimentazione.
L’iniziativa si aprirà coi saluti del sindaco di San Lucido, Antonio Staffa, e dell’assessore alle politiche sociali, Antonella Gioia, e si concluderà con un dibattito.
L’associazione Aba è stata fondata da Fabiola de Clercq con l’obiettivo di ridurre la distanza tra le persone che soffrono d’anoressia, bulimia e obesità e le strutture deputate alla loro cura, superando il muro che spesso i malati pongono tra loro e chi ha il compito o il desiderio di aiutarli. Secondo i dati in possesso dell’associazione, in Italia sono tre milioni le persone che soffrono di disordini legati all’alimentazione. Persone d’ogni età, donne e uomini, «imprigionate in un dolore che gli altri difficilmente vedono e comprendono», riporta il sito Aba. «Il pensiero ossessivo del cibo arreda la mente proteggendola da un’invasione di emozioni come la rabbia, la paura e il desiderio, davanti alle quali ci si sente fragili e vulnerabili. L’ossessione del cibo, del corpo e del peso instaura una dipendenza, per uscire dalla quale è necessario un aiuto specialistico». Un aiuto che in alcuni casi significa aver salva la vita. Perché, ricorda l’associazione, «di anoressia si può morire». Ma bulimia e obesità non sono malattie meno gravi.
La pericolosità del disturbo è dunque fattore accomunante, così come lo è il rapporto “disordinato” col cibo. Ma soprattutto anoressia, bulimia e anoressia esprimono tutte, in modo diverso, «una disperata fame d’amore».
E’ possibile contattare l’associazione Aba al numero verde 800.16.56.16 o via mail all’indirizzo info@bulimianoressia.it.
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