
L’argomento di oggi è:
Il tumore della vescica
di Piero Alò
La vescica è un organo cavo simile ad una sacca la cui funzione è di raccogliere l’urina prima di essere emessa all’esterno tramite la minzione. La vescica modifica le sue dimensioni in base alla presenza o meno di contenuto al suo interno. Per permettere la distensione delle parete dell’organo la vescica ha un rivestimento interno che si chiama epitelio di transizione fatto di strati cellulari che si sovrappongono e si distendono al bisogno. Sotto l’epitelio giace tessuto muscolare abbastanza spesso che serve per favorire la contrazione dell’organo.
Il tumore (carcinoma) della vescica rappresenta circa il 4% di tutti i tumori umani. Esso colpisce soprattutto le persone anziane.
Le cause che determinano i carcinomi della vescica sono diverse e rispecchiano l’area geografica di provenienza del paziente affetto. Mentre in Africa il carcinoma della vescica può insorgere in soggetti affetti da infestazioni parassitarie (ad esempio schisostomiasi) nei paesi industrializzati sono diversi i fattori che lo determinano. Il tipo di lavoro, la regione di provenienza (ad esempio, in Italia, in Campania, nel salernitano si è osservato un alto numero di carcinomi vescicali a causa dell’uso di diserbanti nella coltivazione dei pomodori o nel Lazio, in Ciociaria a causa dell’inquinamento da sostanze chimiche del fiume Sacco) .
I sintomi possono essere subdoli o addirittura si possono avere tumori vescicali, anche di grandi dimensioni asintomatici. Il segno più evidente è la presenza del sangue nelle urine (ematuria) che può essere evidente (macro-ematuria) o evidenziabile solo in seguito ad esame clinico (micro-ematuria). Dal punto di vista patologico il tumore della vescica si presenta come un cavolfiore o può essere piatto. La gravità del tumore dipende non tanto dalla forma del tumore o dalle dimensioni dello stesso ma dalla multifocalità o dalla capacità che ha il tumore di interessare il muscolo o di invadere altre strutture profonde della parete o di superare la parete della vescica stessa.
Come si fa diagnosi di tumore vescicale? Mediante l’esame citologico delle urine. Tale esame, che è consigliabile fare una volta l’anno nei soggetti adulti consiste nella raccolta di 3 campioni di citologia urinaria per 3 giorni consecutivamente onde evidenziare la presenza di cellule sospette. Se l’anatomo-patologo segnala la presenza di cellule sospette il passo successivo è la cistoscopia che mediante sonda permette di apprezzare l’intero involucro vescicale per evidenziare lesioni. Dalla cistoscopia si possono prelevare frammenti di tessuto da analizzare al microscopio onde confermare la presenza o meno di tumore e soprattutto vedere se il muscolo è o meno coinvolto. La presenza di coinvolgimento muscolare è fondamentale per stabilire il tipo di approccio terapeutico (farmacologico vs chirurgico).
Consigli pratici:
a) sottoporsi, se asintomatici, almeno una volta l’anno ad esame urine
b) evitare, per quanto possibile, esposizioni a fattori favorenti l’insorgenza del tumore
c) pretendere la lettura dell’esame citologico dall’anatomo-patologo
d) rivolgersi se necessario a centri di uropatologia dedicati
L’argomento della prossima puntata riguarderà la tubercolosi.
L’appuntamento è per domenica 17 maggio!
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Piero Luigi Alò si è laureato nel 1985 in Medicina e chirurgia. Nel 1989 ha conseguito la specializzazione in Anatomia patologica e nel 1993 quella in Oncologia. Professore di Anatomia patologica, direttore della Scuola di specializzazione in Anatomia patologica e dell’Uoc Anatomia patologica dell’Asl di Frosinone. È autore di circa 150 lavori indexati, con peculiare attenzione verso nuovi marcatori prognostici delle neoplasie umane. Riconoscimenti all’estero: Visiting Scientist Johns Hopkins School of Medicine Baltimora (USA).

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