May 2009

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domenica pensa alla salute

L’argomento di oggi è:

Il tumore della prostata

di Piero Alò

La prostata è un organo cavo simile ad una castagna la cui funzione è di, insieme alle vescichette seminali, produrre succo prostatico, sostanza che serve come nutrimento agli spermatozoi. La prostata è una ghiandola sotto il controllo degli ormoni sessuali e le sue dimensioni tendono a modificarsi soprattutto quando vi è squilibrio tra gli estrogeni (considerati ormoni femminili) ed il testosterone (considerato ormone maschile). Poiché nell’uomo con l’avanzare dell’età il rapporto estrogeni/progesterone tende a modificarsi a vantaggio degli estrogeni è quasi costante trovare negli anziani una prostata ingrandita.

La prostata ingrandita quasi mai è segno di tumore maligno e facilmente noi maschi ci rendiamo conto che abbiamo una prostata ingrandita quando andiamo a fare pipì e notiamo che il getto è ridotto rispetto al passato. Oppure nonostante uriniamo frequentemente sentiamo l’esigenza di andare spesso in bagno soprattutto di notte notando con disappunto che la quantità di urina è poca o che abbiamo sporcato il bagno. Tendenzialmente in questi casi si parla di “iperplasia prostatica” cioè di una prostata ingrandita ma benigna, diagnosi che viene confortata da un’ecografia o da un’esplorazione rettale. In genere l’intervento chirurgico di riduzione di massa prostatica è abbastanza semplice e sollieva il paziente dai piccoli fastidi giornalieri.

Ben più grave ed insidioso è il tumore maligno della prostata, il carcinoma prostatico, tumore che insorge in soggetti intorno ai 50 anni, è il tumore più frequente nell’uomo in Italia (e quindi anche San Lucido) e che raramente colpisce il paziente che come volgarmente si dice “ha la prostata”. Il carcinoma della prostata nelle fasi di esordio è senza sintomi se non in casi estremi quando si manifesta con dolori ossei o tosse segnali si sedi dove le metastasi di tali tumori amano albergare.

Il carcinoma della prostata è prevedibile e se piccolo aggredibile e curabile. Il test più attendibile è la valutazione sierica del PSA una proteina che ci indica come sta la nostra prostata. Tale parametro se alterato è il primo indizio per indagare più a fondo se la nostra prostata ha problemi e per orientare il paziente verso altre indagini (ecografia, esplorazione rettale, scintigrafia ossea etc.).

La diagnosi di certezza di carcinoma prostatico si fa solo con l’esame istologico! Sarà cura dell’urologo campionare bene la prostata (un urologo bravo deve fare almeno 13 prelievi) per vedere intanto se c’è il tumore, vedere quanto ce n’è e se il tumore è unico o multiplo). Tutte le notizie che l’anatomo-patologo fornirà serviranno per stabilire nel modo più articolato possibile la diagnosi ed orientare l’approccio terapeutico farmacologico, chirurgico conservativo o radicale (ricordarsi il problema della potenza sessuale che giustamente tiene moltissimo in apprensione il paziente che deve sottoporsi a trattamento terapeutico per carcinoma prostatico).

Consigli pratici:

a) sottoporsi, dai 45 anni in su, almeno una volta l’anno ad un prelievo di sangue per valutare il PSA (acronimo per Antigene Prostatico Specifico)

b) se dolori ossei o articolari o tosse persistente e non modificabili con trattamenti farmacologici pensare ad un’eventuale problema prostatico

c) non esimersi, seppur capisco che è sgradevole, se necessario, all’esplorazione rettale.

d) ricordarsi che il tumore della prostata è la neoplasia più frequente dell’uomo e non è detto che noi maschi sanlucidani ne siamo sicuramente immuni.

e) quanto prima si cura una prostata con carcinoma tanto prima si guarisce dal tumore evitando soprattutto modificazioni della potenza sessuale (complicanza frequente nei pazienti sottoposti a intervento chirurgico per tumore della prostata).

L’argomento della prossima puntata riguarderà i nevi e i melanomi.
L’appuntamento è per domenica 7 giugno!

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Piero Luigi Alò si è laureato nel 1985 in Medicina e chirurgia. Nel 1989 ha conseguito la specializzazione in Anatomia patologica e nel 1993 quella in Oncologia. Professore di Anatomia patologica, direttore della Scuola di specializzazione in Anatomia patologica e dell’Uoc Anatomia patologica dell’Asl di Frosinone. È autore di circa 150 lavori indexati, con peculiare attenzione verso nuovi marcatori prognostici delle neoplasie umane. Riconoscimenti all’estero: Visiting Scientist Johns Hopkins School of Medicine Baltimora (USA).

Svelato l’arcano:

Ora che ho scoperto che Graziano Cecchini, l’uomo della Fontana di Trevi colorata di rosso e di Piazza di Spagna conquistata dalle palline colorate, è stato in Calabria il 22 maggio per l’inaugurazione di Largo Almirante a Cosenza, s’impone prepotente il dubbio che sia stato proprio lui a colorare di nero il mare di San Lucido.

“O mare nero, mare nero, mare ne…”. Si fosse stati tutti un po’ meno stonati di una campana, sarebbe stato proprio il caso di intonare in coro la celebre canzone di Lucio Battisti, davanti al mare di San Lucido. E non per romanticismo, per nostalgia di vecchie melodie indimenticabili, o per rendere meno faticoso il jogging quotidiano. Ci sarebbe stato da cantarla per un motivo ben diverso: perché stamattina il mare della ridente cittadina tirrenica ha cambiato colore per lungo tratto. Da azzurro, nero. Nero come la pece. Una chiazza scura e inquietante s’è estesa per circa duecento metri nel mare di località Giardini, sul lungomare sud.

Quella chiazza nera Mare nero, mare ne Mare nero, mare ne 2 Belvedere Mare bicolore Il mare qui sotto La discesa verso il mare Traccenere Il bidone che non t'aspetti

Il fatto si sarebbe verificato, secondo quanto riferito alle forze dell’ordine da coloro i quali l’hanno segnalato, in seguito ad alcune operazioni effettuate nell’area da un mezzo pesante. Che per due volte sarebbe salito su quel grande promontorio di sabbia accumulata in due mesi sulla spiaggia di località Giardini. Dodicimila metri quadrati di inerti trasportati qui dal porticciolo locale, presso il quale dai primi di marzo si stanno effettuando lavori di riqualificazione che prevedono interventi di dragaggio. Una volta salito sulla montagna di sabbia, il camion avrebbe scaricato qui materiale intriso di una sostanza nera. Questo, finito in mare, sarebbe all’origine della chiazza scura che si è sparsa immediatamente sullo specchio d’acqua circostante, per qualche centinaio di metri, spostandosi lentamente a sud per effetto delle correnti.

Dinanzi al cupo spettacolo, alcuni passanti hanno segnalato il fatto ai carabinieri della stazione di San Lucido, ai comandi del maresciallo Vito Loiudice, e alla Guardia costiera di Paola, che sono giunti sul posto. Con loro, anche l’assessore ai lavori pubblici del comune di San Lucido, Francesco Calvano, il quale ha assicurato che la sabbia ammassata in località Giardini è pulita, come confermano le analisi eseguite qualche mese fa su alcuni campioni. Calvano ha poi aggiunto che ci sarebbe in progetto di rimpinguare, con lo stesso materiale, la spiaggia della zona, assecondando le richieste di titolari di lidi ai quali non dispiacerebbe affatto piantare qualche ombrellone in più, visto che da queste parti la spiaggia non è che un striscia sottilissima tra la battigia e il lungomare.

Le analisi di cui parla l’assessore Calvano sono alla base di un documento del gennaio scorso, firmato dal geologo Francesco Macrì, che il sindaco Antonio Staffa ha messo a disposizione dei cittadini perché sappiano che quella dragata dal porticciolo di San Lucido è «sabbia pulita». Il 2 gennaio 2009, Macrì ha raccolto tre campioni di materiale che da lì a poco sarebbe stato prelevato dal porto. Si tratta di una relazione particolarmente interessante alla luce dei fatti di oggi. Vi si legge infatti che «i materiali oggetto del futuro dragaggio, così come risulta dalle analisi chimiche, non riescono a trattenere eventuali residui di idrocarburi e/o altri inquinanti, in quanto continuamente sottoposti a lavaggi e controlavaggi legati ai movimenti ondosi, alle maree e alla variabilità delle correnti che dominano, in tutte le stagioni, all’interno del porticciolo».

Il riferimento agli idrocarburi è d’interesse per noi perché la sostanza della quale è intrisa la sabbia sembra essere proprio materiale di risulta da carburante: qualcosa che, secondo il geologo Macrì, il fondale del porto, continuamente spazzato dalle correnti, non avrebbe dovuto trattenere. Bisogna però precisare che le forze dell’ordine e i politici che stamattina si sono recati sul posto hanno usato estrema cautela nel definire che tipo di sostanza sia quella scaricata insieme con la sabbia. Il maresciallo della Guardia costiera ha ipotizzato, da parte sua, che possa trattarsi di «colorante biologico».

Ma com’è possibile che questo materiale, di qualsiasi cosa si tratti, provenga da un fondale marino definito «non contaminato da inquinanti»? Bisogna specificare, come fa Macrì nella sua relazione, che il campionamento è stato eseguito «dopo almeno due recenti fenomeni di mare particolarmente mosso (anche forza 10) verificatisi alla fine di novembre 2008 e nella seconda quindicina di dicembre 2008». Dunque, si potrebbe supporre che, nell’arco di tempo trascorso dal campionamento al dragaggio di stamane, il fondale del porticciolo si sia nuovamente riempito di materiali. Bisogna considerare che dalla data del campionamento ad oggi sono trascorsi cinque mesi e che nella relazione si precisa che «la rappresentatività dei risultati forniti non può considerarsi reale dopo intervalli di tempo superiori a 5-6 mesi dalla data del campionamento». E’ vero però che la zona del porticciolo è attualmente interdetta alle imbarcazioni. Perciò lo stato del fondale non avrebbe dovuto subire grandi modifiche da gennaio ad oggi.

L'assessore e i tecnici Dialoghi sul promontorio Campionamento Campioni neri Guardia costiera al lavoro Guardia costiera al lavoro 2 Un po' tutti Pacchetto vantaggioso

Ma allora da dove proviene il nero che ha macchiato il mare di San Lucido? Così come hanno sostenuto l’assessore Calvano e l’architetto Anselmucci (il direttore dei lavori), esiste la reale possibilità di rinvenire materiale vario durante le operazioni di dragaggio. «E’ una cosa – hanno detto Calvano ed Anselmucci – che non si può prevedere». Un «imprevisto» dunque. Frutto del «caso». Infatti, dal fondale marino vengono prelevati tre campioni in punti rappresentativi; se nel dragaggio viene rinvenuto materiale diverso, questa viene considerata una circostanza nella quale è possibile imbattersi. Secondo il sindaco Staffa, il fatto sarebbe dovuto all’accumulo di materiali in una rete da pesca finita in qualche punto del fondale, rete che effettivamente si trovava presso lo scarico in mare.

Ma ammettiamo che la sabbia accumulata in località Giardini sia complessivamente pulita. Ammettiamo che rinvenire materiale diverso nel corso delle operazioni sia probabile, visto che non viene analizzato ogni chicco di sabbia del fondale ma soltanto tre campioni rappresentativi. Come si può giustificare il fatto che tale materiale, sebbene non sia pulito, finisca in mare? Perché, se ci si è accorti del fatto, non ci si è preoccupati di ripulire la sabbia? E chi avrebbe dovuto controllare affinché ciò avvenisse? Rivolte queste domande al direttore dei lavori, egli ha risposto che sarebbe questo un dovere dell’«assistente» di cantiere. Il quale però, ha riferito, stamattina era «irrintracciabile».

Prima che ad Anselmucci, abbiamo chiesto chiarimenti all’architetto Elio Furioso, dirigente del settore tecnico comunale per i lavori pubblici, che ha visitato l’area insieme con Fulvio Cassano, dirigente del settore ambiente, urbanistica e territorio, e il geometra Emilio Petrungaro. I tre sono però rimasti sul luogo ben poco, giusto il tempo di registrare l’accaduto, senza esprimersi in merito. Da Furioso abbiamo appreso che, nell’eventualità in cui fossero appurate responsabilità della ditta che sta eseguendo i lavori presso il porticciolo, scatterebbero sanzioni economiche.

Resta da capire come si rimedierebbe all’inquinamento marino, laddove fosse rilevata la presenza di sostanze nocive nella sabbia finita in acqua. E’ un aspetto, questo, che sarà chiarito dalle analisi che effettuerà l’Arpacal (Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Calabria) sui campioni di sabbia che questa mattina ha prelevato la Guardia costiera in diversi punti.

Se si dovesse trattare di sostanze inquinanti, per pesare l’importanza del danno è necessario collocare la zona degli scarichi: si trova a poche centinaia di metri dallo Scoglio, il più caratteristico luogo della San Lucido marittima, un vero simbolo della cittadina. Un angolo di mare pieno zeppo di flora e fauna rare, presso il quale l’amministrazione locale vorrebbe creare un parco marino. Uomo permettendo. Intanto la stessa ditta che questa mattina ha scaricato il materiale lo ha rimosso perché venga (finalmente) ripulito. Con la speranza che non sia troppo tardi per rimediare al nero del mare.

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domenica pensa alla salute

L’argomento di oggi è:

La patologia tiroidea

di Piero Alò

La patologia tiroidea in Italia risulta in continuo aumento tanto nei suoi aspetti funzionali che in quelli tumorali. Evidenze epidemiologiche documentano che nel nostro Paese la patologia tiroidea deve essere considerata endemica, interessando circa il 10% della popolazione, con particolare coinvolgimento di soggetti di età inferiore ai 40 anni.

Entrando nel dettaglio della patologia tumorale, l’incidenza dei tumori tiroidei risulta raddoppiata nel periodo 1996-2203 con una netta prevalenza, oltre il 50%, in soggetti di età inferiore ai 54 anni. D’altra parte anche la sopravvivenza a 5 anni è risultata in aumento, passando dal 75% al 90% nello stesso periodo, verosimilmente in relazione ad un maggiore controllo della popolazione e della possibilità di una diagnosi precoce tramite screening ecografico ed indagine citologica su ago-aspirato.

In Calabria ed in particolare nella provincia di Cosenza non è possibile ottenere dati maggiormente circostanziati; a mia conoscenza mancano dati pubblicati in letteratura ed un registro per i tumori della tiroide. Tuttavia dagli operatori del settore è stata soggettivamente riscontrata un’aumentata incidenza pur in assenza di dati oggettivi.

La citologia è considerata attualmente il più importante strumento di prevenzione pre-operatorio per il tumore della tiroide. Infatti noduli clinicamente sospetti possono essere punti mediante ago-aspirazione. Tale indagine viene effettuata nell’ambulatorio endocrinologico sotto guida ecografica. La valutazione dei preparati citologici al momento del prelievo permette di valutare la congruità del materiale e di formulare “seduta stante” una diagnosi.

La discussione del caso in maniera multi-disciplinare permette di ottimizzare l’inquadramento anatomo-clinico e di stabilire il percorso terapeutico per il paziente. A Ceccano (Fr), fra i pochi in Italia, esiste la cosiddetta Unità Multi-disciplinare di Patologia Tiroidea (Thyroid Unit) la quale si avvale di questo approccio con coinvolgimento di chirurghi, medici nucleari, radiologici, endocrinologi ed anatomo-aptologi dedicati. La patologia tiroidea è facilmente gestibile, se aggredita in tempo ed in maniera razionale, sia nei suoi aspetti funzionali che neoplastici.

Consigli pratici:

a) Stimolare il medico di base a dare sempre un’occhiata alla tiroide (vista l’estrema eterogeneità della sua sintomatologia)

b) Nel sospetto di patologia della tiroide sottoporsi ad esami sierologici e/o strumentali
c) Rivolgersi a centri multi-disciplinari di patologia tiroidea

d) Non rivolgersi in prima istanza al chirurgo generale. La chirurgia nell’ambito della patologia tiroidea deve essere l’ultima opzione e non la prima in presenza di noduli tiroidei e di tiroide cosiddetta “ingrossata”.

L’argomento della prossima puntata riguarderà la patologia prostatica.
L’appuntamento è per domenica 31 maggio!

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Piero Luigi Alò si è laureato nel 1985 in Medicina e chirurgia. Nel 1989 ha conseguito la specializzazione in Anatomia patologica e nel 1993 quella in Oncologia. Professore di Anatomia patologica, direttore della Scuola di specializzazione in Anatomia patologica e dell’Uoc Anatomia patologica dell’Asl di Frosinone. È autore di circa 150 lavori indexati, con peculiare attenzione verso nuovi marcatori prognostici delle neoplasie umane. Riconoscimenti all’estero: Visiting Scientist Johns Hopkins School of Medicine Baltimora (USA).

Anche quella odierna sarà una giornata piena per l’elettore sanlucidano, che ha un appuntamento alle ore 17.00 nella sala polifunzionale coi candidati al consiglio provinciale Carlo Borsani (ex sindaco di San Lucido), Giancarlo Amendola, Paolo Mauro e Loris Franco Maselli della lista che sostiene Pino Gentile. Interverranno, nel presentarli, lo stesso Gentile, Pino Galati e Giampaolo Chiappetta (Popolari europei), Alfredo Iorio (Cosenza Regione), Giuseppe Gallo (Movimento cristiano meridionale) e Salvatore Magarò (Calabria riformista). Dopodiché, alle ore 19.30, l’elettore ha un altro appuntamento segnato in agenda, questa volta in Piazzetta panoramica, dove lo attende il comizio del candidato alla provincia Domenico de Rosa, anch’egli in sostegno della lista Gentile.

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Conoscere i disturbi alimentari. E’ questo il tema del convegno che si terrà il prossimo 22 maggio, alle ore 16.00, nella sala polifunzionale di San Lucido, organizzato dal Comune e dalla sede cosentina dell’associazione Aba, che dal 1991 opera nel campo della prevenzione, dell’informazione e della ricerca su anoressia, bulimia, obesità e disturbi alimentari.

Ci saranno a rappresentare l’associazione Domenico Mastroscusa, responsabile del centro Aba di Cosenza, che illustrerà l’approccio dell’Aba ai disturbi alimentari, e i consulenti dell’associazione: Elisabetta Filippo, psicologa e psicoterapeuta, che parlerà di anoressia, bulimia e obesità come malattie dell’amore; Gabriella Aiello, anche lei psicologa e psicoterapeuta, che invece affronterà il tema dei disturbi alimentari nell’infanzia; Erminia Mannarino, neuropsichiatra infantile, che relazionerà infine sugli aspetti medici e psichiatrici dei disturbi dell’alimentazione.

L’iniziativa si aprirà coi saluti del sindaco di San Lucido, Antonio Staffa, e dell’assessore alle politiche sociali, Antonella Gioia, e si concluderà con un dibattito.

L’associazione Aba è stata fondata da Fabiola de Clercq con l’obiettivo di ridurre la distanza tra le persone che soffrono d’anoressia, bulimia e obesità e le strutture deputate alla loro cura, superando il muro che spesso i malati pongono tra loro e chi ha il compito o il desiderio di aiutarli. Secondo i dati in possesso dell’associazione, in Italia sono tre milioni le persone che soffrono di disordini legati all’alimentazione. Persone d’ogni età, donne e uomini, «imprigionate in un dolore che gli altri difficilmente vedono e comprendono», riporta il sito Aba. «Il pensiero ossessivo del cibo arreda la mente proteggendola da un’invasione di emozioni come la rabbia, la paura e il desiderio, davanti alle quali ci si sente fragili e vulnerabili. L’ossessione del cibo, del corpo e del peso instaura una dipendenza, per uscire dalla quale è necessario un aiuto specialistico». Un aiuto che in alcuni casi significa aver salva la vita. Perché, ricorda l’associazione, «di anoressia si può morire». Ma bulimia e obesità non sono malattie meno gravi.

La pericolosità del disturbo è dunque fattore accomunante, così come lo è il rapporto “disordinato” col cibo. Ma soprattutto anoressia, bulimia e anoressia esprimono tutte, in modo diverso, «una disperata fame d’amore».

E’ possibile contattare l’associazione Aba al numero verde 800.16.56.16 o via mail all’indirizzo info@bulimianoressia.it.

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Quella del 15 maggio scorso è stata, dal punto di vista elettorale, una giornata piuttosto impegnativa per i sanlucidani. Presso la sala polifunzionale del comune infatti si sono susseguiti i rappresentanti di due diversi schieramenti, i quali hanno proposto all’elettorato le proprie idee sulle competizioni provinciali del 6 e 7 giugno. Prima il Popolo della libertà, con Domenico de Rosa, Basilio Ferrari, Jole Santelli e Loredana Pastore. Poi la lista di centrosinistra di Mario Oliverio, affiancato da diversi candidati del collegio Paola-San Lucido, tra cui quali Graziano di Natale, Antonella Gioia e Francesco Sgroi.

Ecco le foto:

Popolo sovrano Il De Rosa saluto Pdl al femminile Il De Rosa discorso D'accordo Santelli style Chi sorride acconsente Ferrari-De Rosa Applauso Dimenticavo Mario Oliverio a San Lucido Visti da qui Antonella Gioia Francesco Sgroi Va' pensiero Penultima fila Riflettere Ragionamenti politici Sì, è lui Moltiplica per tre Dialogo

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domenica pensa alla salute

L’argomento di oggi è:

La tubercolosi

di Piero Alò

La tubercolosi è una malattia cronica contagiosa che colpisce principalmente i polmoni; tuttavia qualsiasi altro organo del corpo umano può essere interessato. La lesione caratteristica è un granuloma rotondeggiante con un’area centrale caseosa. La tubercolosi è causata principalmente dal Micobatterio tubercolare (bacillo di Koch) umano. In qualche caso può essere causato dal Micobatterio bovino. Il Micobatterio tubercolare umano è un bacillo sottile, perlato, immobile. In coltura cresce lentamente e si raddoppia in 24 ore.

La tubercolosi è diffusa in tutto il mondo. E’ una delle principali malattie infettive nell’uomo. Il rischio di infezione è alto nei pazienti HIV positivi, negli emarginati, nei malnutriti e nelle aree dove la malattia è endemica. In Italia la città con maggiore incidenza è Prato a causa della presenza di alcune etnie a scarsa educazione igienica.

A San Lucido oggi è rara, negli anni 20-30 era frequente. Il micobatterio si trasmette mediante la tosse, starnuti, gli sputi, il parlare. In tali situazioni vengono liberate goccioline di secrezione respiratoria che evaporando lasciano il micobatterio libero nell’aria. Il micobatterio bovino invece si contrae per infezione da latte infetto.

La tubercolosi polmonare può essere asintomatica o può portare a morte. Ciò dipende dalla carica batterica e dalle difese immunitarie dell’ospite. Può dar sintomi in seguito a prima infezione o dopo molti anni (infezione secondaria). Situazioni che predispongono alla riattivazione della tubercolosi sono tumori, chemioterapie, terapie immuno-soppressive, AIDS).

I sintomi più frequenti sono febbricola, tosse, malessere generale, perdita di peso, sudorazione notturna, sangue nell’espettorato.

La tubercolosi intestinale si contrae in seguito ad ingestione dei micobatteri presenti nel cibo o in seguito ad ingestione di saliva infetta ( bacio, bicchieri non puliti etc). Si localizza nell’intestino tenue, nel colon o nell’appendice. Si manifesta con dolore addominale cronica o con l’evidenza di una massa nell’addome. L’intestino in casi gravi può ulcerarsi, fistolizzarsi o perforarsi portando a morte il paziente. Altre sedi comuni di infezione sono infine le vertebre toraciche (malattia di Pott) le meningi e l’encefalo.

La diagnosi si fa mediante RX torace (TBC polmonare) e/o mediante la ricerca del batterio nell’espettorato. Negli organi interni può essere utile la TAC, la RMN o il prelievo tessutale per indagine anatomo-patologica.

Consigli pratici:
- controllare se vi è stato contatto con il micobatterio
- evitare contatti con persone o ambienti a rischio per infezione
- evitare o almeno vaccinarsi se si reca in viaggio in zone endemiche.

L’argomento della prossima puntata riguarderà la patologia tiroidea.
L’appuntamento è per domenica 24 maggio!

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Piero Luigi Alò si è laureato nel 1985 in Medicina e chirurgia. Nel 1989 ha conseguito la specializzazione in Anatomia patologica e nel 1993 quella in Oncologia. Professore di Anatomia patologica, direttore della Scuola di specializzazione in Anatomia patologica e dell’Uoc Anatomia patologica dell’Asl di Frosinone. È autore di circa 150 lavori indexati, con peculiare attenzione verso nuovi marcatori prognostici delle neoplasie umane. Riconoscimenti all’estero: Visiting Scientist Johns Hopkins School of Medicine Baltimora (USA).

domenica pensa alla salute

L’argomento di oggi è:

Il tumore della vescica

di Piero Alò

La vescica è un organo cavo simile ad una sacca la cui funzione è di raccogliere l’urina prima di essere emessa all’esterno tramite la minzione. La vescica modifica le sue dimensioni in base alla presenza o meno di contenuto al suo interno. Per permettere la distensione delle parete dell’organo la vescica ha un rivestimento interno che si chiama epitelio di transizione fatto di strati cellulari che si sovrappongono e si distendono al bisogno. Sotto l’epitelio giace tessuto muscolare abbastanza spesso che serve per favorire la contrazione dell’organo.

Il tumore (carcinoma) della vescica rappresenta circa il 4% di tutti i tumori umani. Esso colpisce soprattutto le persone anziane.

Le cause che determinano i carcinomi della vescica sono diverse e rispecchiano l’area geografica di provenienza del paziente affetto. Mentre in Africa il carcinoma della vescica può insorgere in soggetti affetti da infestazioni parassitarie (ad esempio schisostomiasi) nei paesi industrializzati sono diversi i fattori che lo determinano. Il tipo di lavoro, la regione di provenienza (ad esempio, in Italia, in Campania, nel salernitano si è osservato un alto numero di carcinomi vescicali a causa dell’uso di diserbanti nella coltivazione dei pomodori o nel Lazio, in Ciociaria a causa dell’inquinamento da sostanze chimiche del fiume Sacco) .

I sintomi possono essere subdoli o addirittura si possono avere tumori vescicali, anche di grandi dimensioni asintomatici. Il segno più evidente è la presenza del sangue nelle urine (ematuria) che può essere evidente (macro-ematuria) o evidenziabile solo in seguito ad esame clinico (micro-ematuria). Dal punto di vista patologico il tumore della vescica si presenta come un cavolfiore o può essere piatto. La gravità del tumore dipende non tanto dalla forma del tumore o dalle dimensioni dello stesso ma dalla multifocalità o dalla capacità che ha il tumore di interessare il muscolo o di invadere altre strutture profonde della parete o di superare la parete della vescica stessa.

Come si fa diagnosi di tumore vescicale? Mediante l’esame citologico delle urine. Tale esame, che è consigliabile fare una volta l’anno nei soggetti adulti consiste nella raccolta di 3 campioni di citologia urinaria per 3 giorni consecutivamente onde evidenziare la presenza di cellule sospette. Se l’anatomo-patologo segnala la presenza di cellule sospette il passo successivo è la cistoscopia che mediante sonda permette di apprezzare l’intero involucro vescicale per evidenziare lesioni. Dalla cistoscopia si possono prelevare frammenti di tessuto da analizzare al microscopio onde confermare la presenza o meno di tumore e soprattutto vedere se il muscolo è o meno coinvolto. La presenza di coinvolgimento muscolare è fondamentale per stabilire il tipo di approccio terapeutico (farmacologico vs chirurgico).

Consigli pratici:
a) sottoporsi, se asintomatici, almeno una volta l’anno ad esame urine
b) evitare, per quanto possibile, esposizioni a fattori favorenti l’insorgenza del tumore
c) pretendere la lettura dell’esame citologico dall’anatomo-patologo
d) rivolgersi se necessario a centri di uropatologia dedicati

L’argomento della prossima puntata riguarderà la tubercolosi.
L’appuntamento è per domenica 17 maggio!

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Piero Luigi Alò si è laureato nel 1985 in Medicina e chirurgia. Nel 1989 ha conseguito la specializzazione in Anatomia patologica e nel 1993 quella in Oncologia. Professore di Anatomia patologica, direttore della Scuola di specializzazione in Anatomia patologica e dell’Uoc Anatomia patologica dell’Asl di Frosinone. È autore di circa 150 lavori indexati, con peculiare attenzione verso nuovi marcatori prognostici delle neoplasie umane. Riconoscimenti all’estero: Visiting Scientist Johns Hopkins School of Medicine Baltimora (USA).

All’assemblea degli iscritti del Partito democratico aperta alla cittadinanza che s’è tenuta ieri nella sala polifunzionale di San Lucido (nel corso della quale s’è tenuto un dibattito sulle tematiche della scuola) hanno partecipato eccezionalmente anche l’assessore provinciale e responsabile Pd per la scuola Donatella Laudadio e la portavoce del segretario provinciale Franco Bruno, Maria Francesca Corigliano. Con loro al tavolo dei relatori, la segretaria cittadina Floriana Chiappetta, il sindaco Antonio Staffa e l’assessore comunale alla cultura, alla scuola e alle politiche sociali Antonella Gioia.

Ha aperto i lavori proprio la segretaria Floriana Chiappetta che, per prima cosa, ha resa nota ufficialmente la decisione del direttivo del partito sulle candidature alle elezioni provinciali del 6 e 7 giugno prossimi. I vertici del Pd locale hanno individuato nella figura di Antonella Gioia, assessore del comune di San Lucido, colei che correrà per il partito nel collegio Paola-San Lucido per la carica di consigliere nell’amministrazione provinciale di Cosenza. «Il direttivo ha vagliato bene l’importanza di questa campagna elettorale. Abbiamo scelto la persona in questo momento più rappresentativa del partito, una persona che ha validamente espresso le sue capacità politiche e amministrative e che sta svolgendo benissimo il suo ruolo. Ecco perché la nostra scelta è ricaduta sull’assessore Antonella Gioia. È stata una scelta unanime che, se approvata questa sera (ieri sera, ndr) dalla direzione provinciale del partito, rappresenterà per noi una candidatura prestigiosissima, capace di dare vero lustro al nostro paese», ha detto Chiappetta.

Gioia, prendendo la parola, ha ringraziato la segretaria Chiappetta e la direzione «per la fiducia. Metterò tutto il mio impegno per assolvere al meglio questo importante compito. Certo non mi sarei mai aspettata che solo a un anno dal lavoro amministrativo sarei stata chiamata in campo per questo compito – ha detto Gioia. Questo inizialmente mi ha messo paura. Il Pd di San Lucido invece ha voluto candidare me. Metterò grinta e entusiasmo al servizio del partito, per dimostrare che ci siamo, che siamo forti e uniti».

Entrando poi nel vivo del dibattito sulla scuola, Chiappetta ha motivato l’iniziativa sostenendo che «il Pd vuole uscire dall’autoreferenzialità dei partiti tradizionali per essere aperto alla partecipazione di tutta la comunità. Ecco perché questa è un’assemblea pubblica. Abbiamo scelto la tematica della scuola perché molto attuale». La segretaria ha sottolineato l’«importanza dell’istituzione scolastica nell’attuale società della conoscenza» e affermato che con la riforma Gelmini «si torna indietro di quarant’anni, annullando i miglioramenti legislativi che avevano portato la nostra scuola a raggiungere traguardi importanti. È oggi meno garantita la formazione dei nostri ragazzi, perciò dobbiamo tentare di seguire percorsi diversi. Le nostre scuole hanno bisogno di attenzione vera sul piano pedagogico, didattico e strutturale». Chiappetta ha dunque invitato a firmare la petizione che il Pd ha promosso per dire no alla riforma Gelmini. Lo stesso invito è stato formulato subito dopo sia da Donatella Laudadio, sia da Maria Francesca Corigliano.

Prima che le esponenti Pd prendessero la parola, il saluto del sindaco Antonio Staffa, che è un aderente al partito, il quale ha espresso il proprio placet sull’iniziativa: «Siamo contenti che oggi si parli di scuola, grazie alla sensibilità del Pd e dell’assessore Gioia. Quest’amministrazione ha cercato da sempre di valorizzare la sala con diverse iniziative, e questa s’inserisce in pieno nella nostra programmazione, al di là della campagna elettorale alle porte».

Di scuola, ma anche di elezioni, hanno parlato Laudadio e Corigliano. Donatella Laudadio ha ribadito l’importanza del ruolo della scuola nella società, «perché, come diceva Gramsci, la cultura rende liberi. Per questo la scuola dev’essere un servizio rigorosamente pubblico, che dev’essere garantito da un governo che si dica democratico. Non è possibile che l’unico principio sia quello del risparmio e che a scrivere una riforma della scuola sia il ministro dell’economia – ha sostenuto l’assessore provinciale. La cultura non è un bene negoziabile, tuttavia viene mercificata e ridotta a mera considerazione economica. Questa è la visione della scuola di un governo che viene da una concezione neocapitalista e neoliberista per cui tutto è merce, anche la scuola e anche la cultura. Ma la scuola non è un’azienda, ma asseconda processi di formazione in direzione democratica». Laudadio ha inoltre evidenziato le ricadute che i tagli previsti dalla riforma Gelmini avranno infine sulla provincia di Cosenza, con «1650 posti di lavoro in meno» e molte scuole a rischio chiusura, considerato che «125 su 155 comuni della provincia di Cosenza hanno meno di 5mila abitanti». «È in pericolo – ha detto Laudadio – lo stesso diritto allo studio», invitando dunque a firmare la petizione del partito.

Infine, Maria Francesca Corigliano, entrando nel merito della riforma scolastica, «che – ha osservato – non è nemmeno tale, perché non ha riformato nulla, ha solo tagliato posti di lavoro», ha sostenuto, tra le altre cose, che «il ritorno al maestro unico è una follia, e non è vero che gli italiani lo vogliono. Il maestro unico risponde alla precisa volontà di portare l’Italia ad un arretramento culturale di trent’anni. La scuola è il luogo dove la mente si apre, è la fucina dei cervelli, che però nell’Italia di Berlusconi non sono necessari, sono di disturbo». Corigliano ha inoltre evidenziato l’importanza del tempo pieno come «opportunità di democrazia» e proposto la figura del mediatore culturale per i bambini stranieri, rifiutando l’idea delle «classi ghetto» e del «preside spia, ultima trovata della Lega». Dunque l’ultimo invito alla firma della petizione, «per poterla trasformare in proposta di legge e poter dibattere in parlamento sulla scuola. È in pericolo il futuro del Paese».

Il dibattito, aperto al pubblico, è proseguito con gli interventi di Gigi Provenzano, Mario Gnisci e Pina Greco.

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Il circolo del Partito democratico di San Lucido ha reso noto ieri, con una nota stampa, il nome del candidato, o meglio della candidata, alle elezioni provinciali prossime: Antonella Gioia, assessore alla cultura, alla scuola e alle problematiche sociali. La sua candidatura sarà ufficializzata domani, in occasione di un’assemblea pubblica degli iscritti che sfocerà tra l’altro in un convegno su temi scolastici. Il nome di Gioia va ad aggiungersi a quello di Graziano Di Natale, candidato anch’egli nel collegio Paola-San Lucido per il Pd.

L’appuntamento con l’ufficializzazione della candidatura è per domani 7 maggio alle ore 18,00 nella sala convegni del polifunzionale. antonella gioiaCome si diceva, nella stessa occasione si terrà un incontro-dibattito. La manifestazione, dal titolo “Per una scuola capace di futuro”, «verterà sulla tematica della scuola, inquadrata negli attuali ordinamenti legislativi e vista attraverso le proposte del Partito democratico – annuncia la nota del Pd. La scelta della tematica risponde all’esigenza avvertita nella nostra comunità di riflessione comune sulle prospettive che l’istituzione scolastica manifesta per il presente ed il futuro dei nostri bambini e ragazzi, considerando la stessa volano per eccellenza della formazione e quindi dello sviluppo complessivo della società».

Sarà un dibattito tutto al femminile. Se si esclude infatti la partecipazione del sindaco Antonio Staffa, a relazionare saranno soltanto donne. Così, se l’introduzione è affidata al segretario cittadino Floriana Chiappetta, relatrici saranno Maria Francesca Corigliano, portavoce del segretario provinciale, Donatella Laudadio, responsabile provinciale del Dipartimento scuola, e Stefania Covello, assessore provinciale alla scuola e alla cultura. «E’ questo – si legge ancora nella nota del circolo Pd – l’ambito ideale per la presentazione della candidatura di Antonella Gioia, amministratrice eccellente ed impegnatissima in questo campo. Ella è infatti punto di riferimento certo per gli operatori e gli utenti della scuola di San Lucido, anche perché sempre accorta ed attenta ascoltatrice delle esigenze e dei problemi e pronta al soddisfacimento ed alla risoluzione delle richieste, pur nelle ristrettezze economiche in cui versa l’Ente».

«La scelta di Antonella Gioia – fa sapere infine il Pd – è nata all’unanimità all’interno del Partito ed è stata indicata come massima rappresentatività dello stesso. La sua candidatura, che si aggiunge a quella, anch’essa di grande rilievo, di Graziano Di Natale, indicata dal partito paolano, dà lustro al Partito democratico sanlucidano e troverà sicuramente nell’ambito del Collegio il consenso necessario per una sua elezione a consigliere provinciale».

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