San Lucido – Il Gruppo giovani replica a Nunziata: «Ha perso una buona occasione»
Abbiamo imparato a conoscere il Gruppo giovani prima durante la campagna elettorale di un anno fa a sostegno della lista capeggiata da Antonio Staffa, vincitrice alle elezioni, e poi nella preparazione delle manifestazioni dell’estate scorsa. Sono giovani ma non tutti li considerano tali. Già all’indomani del verdetto elettorale, ma ancor prima, nell’era dei comizi, qualcuno li chiamava giovani sì, ma tra virgolette, come per dire che tanto giovani poi non sono. Tra questi, Franco Nunziata, che fa tuttora generosamente uso del “cosiddetti” quando si tratta d’indicarli. L’ultima occasione s’è presentata ieri. Nunziata ha inviato ai giornali la classica nota, e i giornali l’hanno pubblicata. E riecco i cosiddetti giovani.
Nunziata, che interviene in qualità di “dissidente del Pd”, titolo coniato all’occorrenza, critica le modalità attraverso le quali è stato organizzato dall’amministrazione comunale l’incontro-dibattito del 23 aprile scorso, definendolo «l’ennesima presa in giro per la cittadinanza», «un monologo» del sindaco, «un appuntamento propagandistico» al quale erano presenti «solo gli addetti ai lavori ed i fans dell’amministrazione, una sola parte del paese, massimamente fatta scendere dalla zona Varco». Nunziata lamenta inoltre il fatto che l’opposizione non sia stata «espressamente invitata» a partecipare all’incontro, «ed è per questa scorrettezza che la minoranza non ha inteso presenziare ad un monologo così come, di fatto, è stato e si è risolto il cosiddetto dibattito». In sala, tuttavia, c’è chi ha avvistato le facce di Pietro Covelli e di Gianluca Veltri, rispettivamente i segretari del Partito dei comunisti italiani e di Rifondazione comunista, rappresentati all’opposizione. Saranno stati invitati?
Ma il Gruppo giovani cosa c’entra con tutto questo? C’entra perché c’era e, avendo partecipato all’incontro, considera «grave che parli di un monologo Nunziata che era assente». La manifestazione, che è durata oltre tre ore, ha dato spazio, oltre che alla lunga relazione iniziale del sindaco, anche agli interventi degli assessori Francesco Calvano per i lavori pubblici, Antonella Gioia per la cultura e le politiche sociali, Franco Salerno per il personale e l’ex Onpi, Renato Filippo per le attività produttive, Carmelo Sciammarella per gli affari rurali, del vicesindaco Francesco Sgroi e del presidente del consiglio Giuseppe Moramarco. Dal pubblico hanno invece preso la parola il sindaco dei ragazzi Valentina Sarpa, Franco Filippo, don Raimondo Verduci, Floriana Chiappetta e Francesco Giachetti. Più che un monologo, dunque, è stato un plurilogo.
Il Gruppo giovani, chiedendosi se Nunziata parli «a titolo personale o a nome di un gruppo», ritiene ch’egli abbia «mancato per la seconda volta – dopo il primo incontro tra amministratori e cittadini, che ha avuto luogo nel luglio 2008 – l’occasione di potersi confrontare direttamente con la giunta e coi gruppi che la sostengono», come quello dei giovani appunto. «Avrebbe potuto intervenire come hanno fatto molti altri e chiedere spiegazioni. C’eravamo tutti. Quella poteva essere l’occasione per Nunziata per avere risposte e non sempre attraverso la stampa».
Il Gruppo giovani gli ricorda poi che «le decisioni unilaterali sono prese dal sindaco e dall’amministrazione democraticamente elette, se ne faccia una ragione» e che «non esistono cittadini del Varco o del centro, ma solo cittadini di San Lucido. Proponiamo che il prossimo incontro-dibattito sia fatto in località Varco». Riguardo agli inviti all’opposizione, il Gruppo giovani ricorda che «la minoranza ha occasione di esprimersi in consiglio comunale, per cui non ha bisogno d’invito. I consiglieri sono prima di tutto cittadini, per cui invitati come da manifesto».
Nunziata aveva concluso il suo intervento sostenendo che «impegnarsi per i problemi del paese costituisce un dovere di ogni amministratore, quanto meno in cambio di una indennità di carica, soprattutto da quelli che precedentemente erano disoccupati», commetando la scelta della giunta Staffa di rinunciare al 40 per cento della propria indennità mensile al fine di rimpinguare il capitolo di bilancio per le politiche sociali, giunto a quota 21mila euro. Anche su quest’argomento arriva la replica del Gruppo giovani: «Indennità e guadagni sono il motivo comune degli articoli di Nunziata. Gli amministratori hanno rinunciato al 40 per cento per il fondo sociale, cosa mai successa prima. L’amministrazione, a quanto pare, guarda solo ai risultati».
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