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San Lucido – Un piano per il Castello: passeggiate, musei e cultura. Regione Calabria permettendo.

27 March 2009 691 views One Comment

Poco più di cent’anni fa, il terribile terremoto di Messina e Reggio Calabria stese fino a San Lucido i suoi tentacoli di distruzione e ne rase al suolo il castello feudale, quell’imponente palazzo fortificato dal quale almeno quattro volte nel corso dei secoli è passata la Storia. Qui fu proclamata la prima crociata per l’intera Calabria. Da qui partì la marcia contro Manfredi per volontà di papa Clemente IV. Qui fu riconosciuta la congregazione fondata da San Francesco di Paola. E qui nacque Fabrizio Ruffo, colui che avrebbe poi guidato la rivoluzione sanfedista.

Il castello ha visto insomma i suoi aristocratici inquilini toccare tappe fondamentali della storia calabrese e italiana; tuttavia dal 1908 è un luogo senza occhi e senza orecchie. Nulla è più accaduto nelle sue stanze, perché esse, abbandonate dai nobili, si sono aperte a visitatori occasionali tutt’altro che dalle buone intenzioni, i quali di tanto in tanto ne hanno varcate le soglie per depredare il palazzo di beni, magari quadri e suppellettili. Dopo il terremoto, quindi, gli unici ad aver messo piede nel castello sono stati ladri e ladruncoli, ai quali da sempre si aggiungono i curiosi, con la smania di vedere i ruderi da vicino e di verificare se davvero ci sono botole che, come dicono, si aprono non appena ci poggi piede e poi ti fanno fare un volo tremendo, giù fino ai sotterranei.

Pur abbandonato, invaso, saccheggiato e dimenticato, il castello di San Lucido non ha tuttavia perso il suo appeal, continuando ad esercitare il suo fascino tramite i libri che lo ricordano e gli occhi di coloro che, visitando il paese, hanno ammirato le sue rovine alte sul mare. Tramite le mani di chi, come il maestro artigiano Franco Petrungaro, ne ha realizzato una miniatura, e tramite le commemorazioni. Come quella del 1999, quando l’amministrazione comunale volle apporre una targa ai piedi dell’antico ponte in pietra che ricorda almeno uno dei motivi, la nascita del cardinale Fabrizio Ruffo, per i quali il castello feudale costituisce di diritto un luogo d’indiscussa rilevanza storica. Qualche giorno dopo, qualcuno sporcò la targa di spray nero, nel tentativo di cancellare quanto di significativo è avvenuto. Qualcun altro, in seguito, ripulì la targa dalla vernice. E con essa la memoria.

L’entourage dell’attuale amministrazione comunale, guidata da Antonio Staffa, ha oggi un piano per il castello, pensato per ripopolarne le stanze, almeno quelle vagamente recuperabili, e a fare del palazzo un punto d’attrazione turistica e di riferimento per il mondo della cultura. Si tratta di attuare una serie di interventi finalizzati ad assegnare al castello un «ruolo di polarità d’eccellenza del territorio», come si legge nel progetto preliminare stilato dall’architetto Elio Furioso, responsabile del settore lavori pubblici dell’ufficio tecnico comunale.

Gli ambienti del palazzo, una volta ristrutturati, dovrebbero essere destinati ad un utilizzo di tipo culturale, con la creazione di spazi dove tenere manifestazioni e allestire un museo. Tuttavia soltanto una volta completate le operazioni di bonifica e di messa in sicurezza dell’intero edificio verrà definita l’esatta destinazione d’uso dei vari ambienti. Essi saranno resi raggiungibili attraverso percorsi a cui si accederà da tre punti e lungo i quali si apriranno punti panoramici che daranno da una parte sul mare e dall’altra sul centro storico. Infine un sistema di luci valorizzerà gli scorci più suggestivi e renderà nel contempo sicuri gli ambienti.

Gli interventi da effettuare per ottenere il risultato finale sono stati suddivisi, nel progetto, fra tre cantieri, in modo da poter usufruire in tempi brevi di alcuni spazi almeno e restituire prima possibile alla collettività sanlucidana luoghi che «per troppo tempo le sono stati negati».

Il progetto preliminare è stato approvato dalla giunta comunale il 18 marzo scorso con la delibera numero 74. Contestualmente è stata avviata la procedura per gli espropri, per i quali il comune ha stanziato 2mila euro circa.

Immediata la reazione all’atto dell’esecutivo da parte dei consiglieri d’opposizione Roberto Pizzuti e Loredana Pastore del gruppo Direzione San Lucido che, ravvisando alcuni nei nella delibera, la ritengono «illegittima» e ne hanno richiesto formalmente la revoca e l’annullamento immediati. «Non credo che i rilievi tecnici sollevati siano fondati e comunque possono essere sanati – replica il sindaco Staffa – perciò secondo me la questione è politica. La nostra è una scelta programmatica. Forse i consiglieri non ritengono sia giusto acquisire al patrimonio dell’Ente e ristrutturare un castello di quest’importanza».

L’iter comunque è ancora allo start. La realizzazione dei lavori (responsabile del procedimento è Emilio Petrungaro) dipende infatti dalle decisioni della Regione Calabria, che dovrà finanziare l’intervento di «riqualificazione e recupero dell’antica Rocca Nicetina» per 3milioni e 700mila euro (ai quali, come si diceva, si aggiungeranno fondi comunali per 2mila euro circa, finalizzati al risarcimento degli espropri). È una cifra astronomica, senza dubbio; ma è quella che serve per liberare dalle erbacce e dall’incuria un luogo di estremo interesse. Non soltanto per San Lucido, ma per la Calabria intera.

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One Comment »

  • Debora said:

    sarebbe un bel punto di partenza per San Lucido…speriamo questo progetto vada avanti per donare al nostro paese una nuova opportunità per quanto riguarda il turismo.

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